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Dipartimento federale della difesa,
della protezione della popolazione e dello sport

«Resoconto del DDPS»

27.08.2009
Dichiarazioni del consigliere federale Ueli Maurer, capo del DDPS, e della dott. Brigitte Rindlisbacher, segretaria generale del DDPS, in occasione della conferenza stampa «Resoconto del DDPS» Berna, Centro dei media di Palazzo federale, 27 agosto 2009.

Fa fede la versione orale!

 

Signora segretaria generale,
gentili signore, egregi signori

Schietto - franco - trasparente: con questo principio ho iniziato la mia attività alla guida del DDPS. E ora questo motto è seguito e conosciuto in tutto il Dipartimento.

Schietto - franco - trasparente: così deve essere anche il mio modo di informare il pubblico. Dopo i miei primi cento giorni in questa funzione vi avevo presentato una panoramica degli affari correnti del mio Dipartimento, sui quali vi avevo poi aggiornati a inizio estate nell'ambito di un incontro tenutosi in caserma e a cui ha partecipato anche il capo dell'esercito.

La mia conferenza stampa di oggi è un'ulteriore tappa di questa informazione aperta. Non vi presenterò scoop o notizie sensazionali, né tantomeno uno show. Anche se so che queste cose vi faciliterebbero il lavoro...

Voglio mostrarvi a che punto è la gestione degli affari importanti e come si intende proseguire. E voglio rispondere alle vostre domande.

Noi lavoriamo con pragmatismo e gestiamo i processi in modo dinamico! Analizziamo il problema, adottiamo misure immediate e poi ci occupiamo delle soluzioni - una procedura a cascata che riconoscerete in tutti gli affari.

Quando parlo di «noi» mi riferisco anche alla mia nuova segretaria generale Brigitte Rindlisbacher, che ricopre questa funzione dal 1° luglio. Lei vi presenterà una parte degli affari del DDPS.

Il primo tema è la revisione della legge militare.

Novità relative all'arma di ordinanza

Vorrei innanzitutto ricordare che il 10 giugno 2009 il Parlamento ha stralciato un progetto di modifica della legge militare. Le due Camere non sono riuscite a trovare un accordo in merito alle proposte del Consiglio federale riguardanti i servizi all'estero.

Dopo poche settimane il DDPS ha sottoposto al Consiglio federale un secondo progetto legislativo contenente i punti non controversi. Il Governo ha licenziato il progetto la scorsa settimana e lo ha trasmesso al Parlamento.

Vorrei attirare l'attenzione soprattutto sull'articolo 113, che rende possibile un esame approfondito dei motivi d'impedimento per la cessione dell'arma personale. ll nostro obiettivo è chiaro: vogliamo impedire gli abusi!

L'articolo 113 permetterà all'esercito di consultare il casellario giudiziale, gli atti concernenti procedimenti penali e quelli riguardanti l'esecuzione delle pene, come pure di esigere un controllo di sicurezza relativo alle persone. Si tratta di una norma potestativa. Dopo l'entrata in vigore di questa disposizione, il capo del DDPS e il capo dell'esercito stabiliranno una procedura secondo cui tutte le persone soggette all'obbligo di leva dovranno essere sottoposte a un esame volto a determinare i motivi d'impedimento per la cessione dell'arma personale.

Lo scorso mese di febbraio il Consiglio federale ha fissato i principi fondamentali per l'ulteriore modo di procedere riguardo alle armi di ordinanza, restando in linea di principio favorevole alla custodia al domicilio.

Indicando alcune possibilità di ottimizzazione, il DDPS ha inviato in consultazione i disegni delle relative ordinanze presso i Cantoni e le associazioni interessate. I risultati sono stati ampiamente positivi.

Il DDPS proporrà ora al Consiglio federale quanto segue:

  • introduzione di misure volte a evitare eventuali pericoli sia per chi porta l'arma che per terzi. Tale proposta comprende essenzialmente i seguenti punti:
  • come già accennato in precedenza, ulteriore approfondimento dell'esame del potenziale di pericolosità delle persone soggette all'obbligo di leva al momento del reclutamento;
  • obbligo per i quadri dell'esercito di segnalare i militari che denotano un potenziale di violenza o un'inclinazione al suicidio affinché gli specialisti possano poi stabilire se alla persona segnalata debba essere ritirata l'arma a titolo cautelativo;
  • necessità di esortare anche le autorità della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, come pure i medici curanti civili, gli psichiatri e gli psicologici a comunicare eventuali segnali o indizi di possibili abusi dell'arma; 
  • possibilità per ciascun militare di depositare la propria arma, senza indicazione dei motivi e gratuitamente, presso un centro logistico o un punto di ristabilimento della BLEs. I militari dovranno comunque garantire l'adempimento dei propri obblighi militari (tiro obbligatorio fuori del servizio, entrata in servizio con l'equipaggiamento completo);
  • mantenimento della possibilità di ricevere in proprietà l'arma personale al proscioglimento dagli obblighi militari. Tuttavia, in analogia con il diritto civile in materia di armi, gli interessati dovranno presentare un permesso d'acquisto di armi ottenuto a proprie spese. In questo modo potrà essere anche compensato l'onere degli accertamenti effettuati dalle autorità civili;
  • possibilità per i giovani tiratori di ottenere la custodia al domicilio di un fucile d'assalto in prestito soltanto a partire dal 18° anno di età, ma solo senza l'otturatore. In tal modo si tiene conto del fatto che non tutte le società di tiro possono mettere a disposizione locali sicuri per il deposito delle armi in prestito.

L'entrata in vigore di queste nuove disposizioni è prevista per il 1° gennaio 2010. Un anticipo dei tempi risulta impossibile per motivi di carattere organizzativo e pratico.

Task Force dell'informatica

Conoscete l'elenco delle carenze del DDPS che abbiamo pubblicato in modo trasparente su Internet. Il trattamento di questo elenco è tuttora in corso. Il problema maggiore è rappresentato dall'informatica.

Il DDPS dispone di estese applicazioni informatiche che supportano l'impiego come pure l'amministrazione dell'esercito. Per l'adempimento di questo compito, ha a disposizione una propria organizzazione per la fornitura di prestazioni, la Base d'aiuto alla condotta dell'esercito, abbreviata BAC. Per il DDPS la BAC è paragonabile all'UFIT per i dipartimenti civili. A partire dalla realizzazione di Esercito XXI, il Settore viene gestito in maniera centralizzata all'interno del settore dipartimentale Difesa.

La rapida evoluzione tecnologica in campo informatico come pure i nuovi sistemi ultramoderni dell'esercito hanno determinato negli ultimi tempi un massiccio aumento delle esigenze poste alla BAC. Con l'impiego mirato di mezzi informatici si persegue un incremento dell'efficienza allo scopo di compensare almeno in parte la riduzione di personale. Un progetto chiave attuale riguarda l'introduzione di Log@V.

Nel corso degli anni le esigenze degli utenti sono divenute sempre più elevate. Il risultato è che nel DDPS deve essere gestito un elevato numero di applicazioni specialistiche e di progetti. L'organizzazione attuale dell'informatica non è più in grado di soddisfare tali esigenze e di adempiere tutti i compiti che le vengono richiesti.

L'informatica in quanto importante strumento di gestione per molti processi ha la massima priorità. Un'analisi condotta da un perito esterno ha evidenziato i punti deboli dell'attuale organizzazione dell'informatica. A seguito delle lacune riscontrate è stata pertanto adottata una serie di misure immediate. Sono ad esempio stati creati 50 posti supplementari a tempo determinato per offrire sostegno agli specialisti d'informatica. Si rinuncia totalmente ad alcune applicazioni, mentre altre vengono rimandate a una fase successiva, vale a dire che ci concentriamo sugli aspetti essenziali e necessari per la normale gestione. 

Affinché possa essere conseguito un miglioramento della situazione a medio e a lungo termine, a partire da ottobre verrà impiegata una Task Force, allo scopo di armonizzare tra loro le esigenze e la fornitura di prestazioni. Si prevede in futuro di dirigere i processi informatici in maniera centralizzata. L'incarico dettagliato è tuttora in fase di elaborazione. Riteniamo che gli obiettivi possano essere raggiunti nell'arco di cinque-sette anni.

Gestione dei rischi

Sorge ripetutamente l'interrogativo sul perché possa verificarsi una situazione che compromette in misura considerevole le prestazioni di un'organizzazione. Spesso ne consegue che i rischi non vengono individuati per tempo, impedendo di adottare tempestivamente le debite contromisure.

Per tale ragione, nel DDPS s'intende ora realizzare al livello supremo una gestione dei rischi che consenta una permanente valutazione dei rischi negli ambiti chiave. Nei singoli settori dipartimentali in fondo esistono già diversi strumenti validi, ma finora mancava un'analisi complessiva.

A livello di Confederazione esiste inoltre una gestione dei rischi che opera sotto la direzione dell'Amministrazione federale delle finanze. In tal caso si tratta principalmente dei rischi finanziari, quindi solo di una parte dei nostri rischi.

L'obiettivo è di introdurre una gestione dei rischi in grado di valutare i rischi rilevanti per gli affari. In tale ambito gli elementi centrali sono la garanzia della fornitura da parte del Dipartimento delle prestazioni richieste come pure l'individuazione dei rischi per la reputazione.

La pianificazione e l'attuazione di questa gestione dei rischi sono state affidate a me personalmente. Ora si tratta di determinare i temi e i processi aziendali rilevanti e successivamente di perseguirli mediante un sistema semplice ed efficiente. In definitiva l'obiettivo è di evitare in tal modo sorprese negative e di ampliare la libertà e la capacità d'azione del capo del DDPS.

Ispettorato

Per sorvegliare e controllare i processi nel DDPS, il capo del DDPS ha voluto creare un organo particolare. In brevissimo tempo è stato quindi costituito un ispettorato, direttamente subordinato al consigliere federale Maurer. Tale organo dispone di competenze molto ampie e consente di eseguire verifiche mirate in modo libero e autonomo.

Le revisioni possono essere avviate sulla base delle esperienze tratte dagli affari quotidiani ma anche delle informazioni acquisite attraverso la gestione dei rischi. In tal caso si tratta di esaminare più da vicino singoli processi e se possibile di proporre misure di miglioramento.

Nell'ambito delle revisioni si verificano:

  • l'osservanza dei criteri legali e politici, esterni e interni
  • come pure la conformità, l'economicità, l'efficacia e la durevolezza della realizzazione.

Attualmente sono in corso due revisioni ordinate dal capo del DDPS. Si tratta delle verifiche nei seguenti ambiti:

  • i mandati di prestazione: in tal caso viene analizzata la prassi di assegnazione dei mandati di prestazione nel Dipartimento ed evidenziati il potenziale di risparmio e le necessità d'intervento;
  • l'impiego di elicotteri ed aerei per il trasporto di persone come pure l'utilizzo di veicoli di rappresentanza.

I risultati delle due revisioni saranno disponibili in settembre. Le informazioni acquisite potranno essere comunicate in seguito.

Rapporto sulla politica di sicurezza

Il primo progetto per il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza sarà disponibile a metà settembre. La relativa competenza spetta ad un gruppo di lavoro in seno alla Segreteria generale del DDPS in stretta collaborazione con rappresentanti dei Cantoni (CCDGP, CDMP).

Rispetto alla tabella di marcia originaria abbiamo un ritardo di due settimane. Il motivo è dovuto al fatto che un elemento centrale e che riguarda direttamente i Cantoni - «la Sicurezza integrata in Svizzera» - deve essere discusso a novembre con rappresentanti della CCDGP e della CDMP.

Pertanto il rapporto non sarà approvato dal Consiglio federale alla fine dell'anno, come inizialmente previsto, ma presumibilmente nel gennaio 2010. 

In concreto l'ulteriore tabella di marcia prevede che il progetto di rapporto venga sottoposto alla fine di settembre agli altri dipartimenti per parere, affinché a metà ottobre si possa procedere ad una prima discussione nel Consiglio federale in corpore.

In seguito, il progetto di rapporto verrà inviato per un mese (da metà ottobre a metà novembre) ai Cantoni, ai partiti e alle associazioni nel quadro di una procedura di consultazione; successivamente avrà luogo un'audizione in merito ai pareri.

Dopo aver esaminato i pareri e aver eseguito una nuova consultazione all'interno dell'Amministrazione, nel mese di gennaio del 2010 il rapporto, come detto, sarà sottoposto al Consiglio federale per l'approvazione e successivamente trasmesso alle Camere federali. In tal modo il rapporto potrà essere trattato dalle Camere federali nella sessione estiva (prima Camera) e nella sessione autunnale (seconda Camera).

In quanto importante cambiamento rispetto ai precedenti rapporti sulla politica di sicurezza, intendiamo sottoporlo al Parlamento per l'ulteriore procedura insieme ai messaggi fondamentali e alle proposte. Si prevede che tali messaggi siano approvati dalle Camere, ma possono tuttavia anche essere modificati. In tal modo il Parlamento, come auspicato da molte parti, potrà condurre un dibattito approfondito e assumere la propria responsabilità.

Occupazione di militari nel DDPS

Secondo la legge militare, per quanto necessario le autorità militari possono convocare i militari per l'organizzazione di scuole e corsi.  In caso di assoluta necessità, i militari possono anche essere chiamati a prestare servizio nell'amministrazione militare e nelle sue aziende.

In virtù della legge, un'assoluta necessità sussiste qualora l'amministrazione debba fare fronte a un sovraccarico di lavoro straordinario e se i lavori richiedono conoscenze tecniche particolari.

Per troppo tempo non è stato riconosciuto il fatto che la prassi attuale va molto oltre la legge. Quando poco dopo la mia entrata in carica mi sono imbattuto nel problema, ho fatto eseguire un rilevamento. Risultato: nel 2008 presso i servizi e nell'amministrazione militare i militari hanno prestato circa 630 000 giorni di servizio.  Ciò corrisponde a quasi 2000 posti a tempo pieno.

In tale ambito sussiste un'urgente necessità d'intervento, anche a livello di capo dell'esercito. Tra l'altro ho già discusso il problema con le associazioni del personale.

Da lungo tempo siamo impegnati nella ricerca di un equilibrio ragionevole e conforme alla legge L'obiettivo dev'essere che i militari prestino il loro servizio presso le rispettive formazioni di truppa. Il numero dei militari impiegati nell'amministrazione militare deve essere mantenuto il più basso possibile.

Non potremo comunque rinunciare completamente alla collaborazione dei soldati di milizia. Il loro impiego in ambiti parziali è oltremodo opportuno, in particolare laddove sono richieste conoscenze specialistiche.

L'intero complesso di questioni dev'essere inoltre considerato in relazione con la riduzione di personale. Come sempre sono vincolato alle direttive del Consiglio federale che impongono un'ulteriore riduzione di 600 posti. Non è tuttavia ammissibile che vengano ridotti dei posti e che poi questi debbano essere nuovamente occupati da militari. In definitiva, le prestazioni così fornite devono essere registrate in modo trasparente e indicando i costi effettivi.

Futuri impieghi all'estero

Conformemente a quanto deciso dal Parlamento, il nostro attuale impegno in Kosovo giungerà a termine nel 2011. È sorto pertanto l'interrogativo se e in che misura debbano essere prestati ulteriori impieghi all'estero.

Affinché fosse possibile rispondere a questa domanda, ho dato ordine di raccogliere tutte le informazioni disponibili in merito ai costi e alle modalità d'esecuzione degli impegni sinora assunti dal DDPS al di fuori della Svizzera.

È chiaro sin d'ora che un futuro impegno all'estero dovrà aver luogo alle condizioni prestabilite dal Parlamento. Con le sue recenti decisioni, il Parlamento ha chiaramente indicato il cammino da percorrere:

  • nello scorso autunno, il Consiglio nazionale ha stralciato con 145 voti contro 24 un intervento parlamentare che chiedeva il raddoppiamento degli impieghi dell'esercito all'estero.
  • Né la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale né la  Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati hanno dato seguito a una proposta di modifica della legge militare, presentata dal Consiglio federale, volta a consentire l'impiego di truppe all'estero nell'ambito di operazioni internazionali di polizia. I futuri impieghi dovranno pertanto avere un puro carattere umanitario. 
  • Il Parlamento ha inoltre respinto una proposta di revisione della legge militare con la quale si intendeva creare la possibilità di istruire su piazze d'armi all'estero truppe in corso di ripetizione. Ha prevalso il timore che in tal modo si creassero i presupposti per una possibile subordinazione di truppe svizzere a comandi internazionali. 

Possibili varianti saranno delineate prossimamente nel nuovo rapporto sulla politica di sicurezza.

Dimensioni dell'esercito ed evoluzione demografica

Non di rado si rimprovera ai Consiglieri federali di occuparsi unicamente degli affari correnti ... In una recente intervista ho rivolto lo sguardo al futuro accennando al fatto che il calo delle nascite porterà automaticamente a una riduzione degli effettivi dell'esercito se non si procederà a un adeguamento del modello di difesa e di servizio e se non vi sarà una correzione verso l'alto dell'età di servizio o del totale obbligatorio di giorni di servizio.

Non poche persone ne hanno tratto la conclusione che siamo alle porte della prossima riforma dell'esercito. Ciò non è assolutamente il caso! Si tratta invece di gestire correttamente le conseguenze delle innumerevoli riforme degli scorsi anni. Gli ultimi anni ci hanno insegnato che un esercito di milizia non è semplicemente in grado di sopportare un susseguirsi incessante di riforme, in parte concomitanti.

Il potenziale di base per la copertura dell'effettivo necessario dell'esercito è rappresentato dal numero di uomini svizzeri per classe d'età. La classe d'età 1990 comprende circa 38 000 uomini soggetti all'obbligo di leva, la classe d'età 2000 29 000 uomini e la classe d'età 2005, che dovrà assolvere la scuola reclute nel 2025, ancora soltanto 28 000.

Per quanto riguarda il numero concreto di militari che portano a termine la loro istruzione (cioè la scuola reclute) ciò significa che - con l'attuale tasso di «idoneità finale» pari oggi a circa il 55% - la classe d'età 1990 sarà costituita da pressappoco 21 000 militari, mentre la classe d'età 2007 ne comprenderà ancora soltanto circa 15 000.

In altri termini, dopo il 2020 le dimensioni dell'esercito non saranno determinate soltanto dalla minaccia e dalle finanze, bensì - in maniera essenziale - anche dall'evoluzione demografica oppure dal modello di difesa e di servizio. Intendo adottare misure tempestive affinché la Svizzera possa disporre anche in futuro di un esercito di milizia efficace.

Dobbiamo inoltre tener conto dell'evoluzione nell'ambito del servizio civile! Non vi nascondo che tale evoluzione mi preoccupa. L'abolizione, da parte del Parlamento, dell'esame di coscienza ha provocato incisivi cambiamenti.

Dal 2000 al 2008, l'autorità competente per il servizio civile in seno al DFE ha registrato da circa 1600 a circa 2100 richieste l'anno: nei primi quattro mesi dall'entrata in vigore della nuova ordinanza, il 1° aprile di quest'anno, sono già pervenute oltre 3000 richieste!

Potenzialmente, la nuova legislazione in materia di servizio civile può provocare una riduzione supplementare degli effettivi dell'esercito nella misura di alcune ulteriori migliaia di militari per classe d'età.

Iniziativa popolare «Contro nuovi aviogetti da combattimento»

Su proposta del DDPS, il Consiglio federale ha deciso ieri di raccomandare al Popolo e ai Cantoni, senza presentare un controprogetto, di respingere l'iniziativa «Contro nuovi aviogetti da combattimento».

L'iniziativa è stata depositata nel giugno di quest'anno dal «Bündnis gegen neue Kampfflugzeuge» capeggiato dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e chiede una moratoria di dieci anni sull'acquisto di nuovi aviogetti da combattimento (dal 1° gennaio 2010 al 31 gennaio 2019).

Il Consiglio federale respinge l'iniziativa in virtù di considerazioni fondamentali in materia di politica nazionale: egli non intende permettere che, sulla base di un nuovo articolo costituzionale, il Governo federale e il Parlamento non dispongano più dell'attuale margine di manovra, soprattutto in un momento storico in cui si registrano rapidi mutamenti sia a livello politico, sia in ambito economico, sia in materia di politica di sicurezza.

Per quanto concerne la tabella di marcia: l'iniziativa è in relazione con la sostituzione parziale della flotta di Tiger. La proposta di acquisto di nuovi aviogetti da combattimento è prevista nel quadro del programma d'armamento 2011. Il Consiglio federale ritiene che la votazione sull'iniziativa debba aver luogo in ogni caso prima di una richiesta di nuovi aviogetti mediante un programma d'armamento. Il Consiglio federale mira pertanto a un rapido trattamento dell'iniziativa da parte delle Camere federali e a fissare al più presto la data della votazione.

Conclusione

Signora segretaria generale, gentili signore, egregi signori,

come annunciato sin dall'inizio, non avevo novità travolgenti da comunicare. Ho voluto illustrare chiaramente che siamo tuttora di fronte a grandi problemi. E che li stiamo risolvendo lavorando duro, anche se in modo non spettacolare. In parte, tutto ciò richiederà il nostro sforzo ancora per molti anni. Ma non è nostra intenzione rimandare alcunché alle calende greche.

Ringrazio tutti voi per la cortese attenzione. È giunto ora il momento di rispondere alle vostre domande!

Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Per domande concernenti questa pagina: Comunicazione DDPS

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