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Dipartimento federale della difesa,
della protezione della popolazione e dello sport

Arma d'ordinanza

 

Il 13 febbraio 2011 le cittadine e i cittadini aventi diritto di voto hanno respinto con il 56,3% dei voti l'iniziativa «Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi» che chiedeva, tra l'altro, il deposito delle armi d'ordinanza negli arsenali. Il chiaro responso delle urne è stato preceduto da vari inasprimenti delle basi legali in materia di armi d'ordinanza e munizione da tasca.

In considerazione di alcuni tragici episodi in relazione alle armi d'ordinanza, il Consiglio federale è stato invitato da numerosi interventi parlamentari ad analizzare in modo approfondito l'uso delle armi d'ordinanza e a emanare regolamentazioni più restrittive. Nel settembre 2007 è inoltre stata lanciata l'iniziativa popolare «Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi» che chiedeva, tra l'altro, il deposito delle armi d'ordinanza negli arsenali.

 

Misure

  • Ritiro delle munizioni da tasca
    Una prima reazione risale alla fine settembre 2007, quando il Parlamento ha accolto una mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati decidendo il ritiro delle munizioni da tasca. Fino a quel momento la munizione da tasca era parte integrante dell'equipaggiamento personale di ogni militare provvisto di un'arma personale.

  • Gruppo di lavoro «Armi d'ordinanza»
    Nel mese di dicembre 2007, l'allora capo del DDPS, consigliere federale Samuel Schmid, ha incaricato un gruppo di lavoro comprendente specialisti dell'Amministrazione federale e partner esterni di elaborare un rapporto esaustivo sugli aspetti militari, giuridici, istituzionali e sociologici relativi all'arma di servizio personale.
    Il 19 novembre 2008 il gruppo di lavoro «Armi d'ordinanza» ha presentato il suo rapporto al capo del DDPS in cui ha analizzato gli aspetti militari e istituzionali, ma anche gli aspetti relativi alla politica di sicurezza e alla politica estera, della custodia al domicilio delle armi, come pure la sua importanza in relazione alla violenza domestica, ai suicidi e alla prevenzione dei suicidi. In tale ambito ha formulato raccomandazioni concrete per contrastare gli abusi in materia di armi d'ordinanza, tenendo però in considerazione le necessità militari.

  • Custodia al domicilio sottoposta a condizioni
    Alla fine di novembre 2009 ha adeguato in due ordinanze le disposizioni concernenti le armi d'ordinanza. In pratica si è deciso di mantenere il principio della custodia al domicilio dell'arma personale. Tuttavia, dall'inizio del 2010 solo i militari per i quali è stato accertato che non sono potenzialmente violenti ricevono un'arma.

  • Deposito gratuito dell'arma
    Inoltre, ogni militare ha la possibilità di depositare l'arma personale senza indicazione di motivi e gratuitamente. Chi, al proscioglimento dal servizio militare, intende ricevere in proprietà l'arma personale deve essere in possesso di un permesso d'acquisto di armi.

  • Annunciare potenziali di violenza
    Se vi sono indizi che un militare potrebbe usare in modo abusivo l'arma personale, i terzi, le autorità, nonché i medici e gli psicologi curanti o incaricati di una perizia possono informarne l'autorità competente. Anche i quadri dell'esercito sono tenuti a segnalare ai loro superiori i militari che denotano un potenziale di violenza o un'inclinazione al suicidio.

  • Ritiro preventivo dell'arma
    I comandanti di circondario possono ritirare preventivamente l'arma personale ai militari, se sussistono indizi di un imminente uso abusivo dell'arma.

  • Maggiore sicurezza presso i giovani tiratori
    Anche la consegna di un'arma ai giovani tiratori è gestita in modo restrittivo. I giovani tiratori possono portare a casa il fucile d'assalto soltanto se è privo di culatta. La pistola non può essere portata a casa.
     
  • Armi in prestito
    Dal 1° gennaio 2010, se il richiedente non è un militare, per la consegna e l’ulteriore conservazione di un’arma in prestito occorre essere in possesso di un permesso d’acquisto di armi secondo la legge sulle armi.
    Con la revisione dell’ordinanza del DDPS sul tiro in data 1° gennaio 2012 tutti i detentori delle armi in prestito per la consegna e l’ulteriore conservazione di un'arma in prestito sono inoltre tenuti a dimostrare che negli ultimi tre anni hanno eseguito due volte il programma obbligatorio e due volte il tiro in campagna a 300m (certificato di tiro).
    Se le condizioni per la conservazione di un’arma in prestito non sono adempiute, questa verrà di conseguenza ritirata.
      
  • Verifica del ritiro degli equipaggiamenti personali
    Per quanto riguarda i militari esclusi dall’esercito negli anni 2006 – 2011 sarà verificato se è stato effettuato il ritiro degli equipaggiamenti personali. Qualora non fosse stato il caso, gli ex militari in questione saranno immediatamente invitati a consegnare il loro equipaggiamento personale. In caso di inosservanza di tale monito, i dossier saranno trasmessi alla Sicurezza militare per il ritiro dell’equipaggiamento personale. 

  
Con queste misure si intende migliorare la sicurezza in materia di armi d'ordinanza sia a livello individuale sia in ambito familiare e pubblico.

 

 

Per domande concernenti questa pagina: Comunicazione DDPS
Ultima modifica: 14.05.2012
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