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Il Consiglio degli Stati intende sopprimere l’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi

Il Consiglio degli Stati approva la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) con 41 voti e 1 astensione. Ora il progetto di legge torna in Consiglio nazionale per l’appianamento delle divergenze.

09.09.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Zivilschützer im Einsatz


Con la revisione della LPPC il Consiglio federale intende modernizzare il sistema della protezione della popolazione e orientarlo in maniera mirata ai pericoli e alle minacce attuali. Questo obiettivo rimane incontestato anche in Consiglio degli Stati. A causa delle ampie divergenze tra Cantoni e Consiglio federale riguardo alla struttura del progetto legislativo, già il Consiglio nazionale in luglio aveva deciso alcuni adeguamenti del disegno di legge del Consiglio federale. Rispetto al progetto di legge del Consiglio nazionale vi sono però ancora divergenze.

I giorni di servizio volontari dovrebbero essere computati

Per quanto concerne i rifugi e i contributi sostitutivi, nella sessione estiva il Consiglio nazionale ha deciso che i contributi sostituivi potranno essere impiegati anche per rinnovare rifugi pubblici e privati o per compiti d’istruzione della protezione civile (art. 63). Il Consiglio degli Stati va ancora oltre: con 20 voti favorevoli contro 19 vuole che i contributi sostitutivi in futuro siano impiegati per coprire tutti i costi che insorgono dopo la costruzione di rifugi privati. Il Consiglio degli Stati ha parimenti deciso di sopprimere l’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi.

La posizione del Consiglio degli Stati diverge da quella del Consiglio nazionale anche per quanto riguarda il calcolo della tassa d’esenzione dall’obbligo militare. Esso ritiene che i militi della protezione civile debbano poter computare anche i giorni di servizio di protezione civile prestati a titolo volontario (art. 42).

Il Consiglio degli Stati, con 32 voti favorevoli contro 8 e 1 astensione, vuole inoltre che la legge sancisca esplicitamente che la Confederazione deve rendere accessibili i sistemi d'allarme e d'informazione nonché il canale radio di emergenza anche ai disabili (art. 9).

Nessuna chiamata in servizio per interventi all’estero

Con 23 voti contro 16 e 1 astensione il Consiglio degli Stati ha respinto la proposta secondo cui i militi della protezione civile dovrebbero poter essere chiamati in servizio per interventi all'estero in caso di catastrofi di proporzioni straordinarie. La maggioranza ritiene che questi interventi all'estero sarebbero problematici dal punto di vista istituzionale, poiché la protezione civile non dispone delle strutture di direzione idonee per interventi a livello mondiale. Inoltre, tali catastrofi spesso non richiedono personale ausiliario, quanto piuttosto un opportuno coordinamento. La minoranza ritiene che la protezione civile, e quindi la Svizzera, potrebbe fornire un aiuto importante e assumersi responsabilità.

Con 27 voti contro 14 il Consiglio degli Stati ha respinto una proposta che chiedeva di inserire il servizio civile tra le organizzazioni partner della protezione della popolazione (art. 3). Su questo punto la Camera alta ha seguito il Consiglio nazionale. Nelle due Camere, la maggioranza ha motivato la sua decisione affermando che il servizio civile non dispone della struttura necessaria per l’integrazione tra le organizzazioni partner. Le minoranze delle due Camere hanno invece argomentato che l’integrazione del servizio civile rappresenterebbe un contributo importante alla prevenzione delle catastrofi e incrementerebbe la capacità di resistenza dell’intero sistema.

Niente servizio sanitario né modello dei militi in ferma continuata

Sono state definitivamente accantonate due novità proposte dal Consiglio federale: l’ampliamento del profilo delle prestazioni della protezione civile al servizio sanitario (art. 28) e l’introduzione del modello dei militi in ferma continuata nella protezione civile (art. 32). In questi due casi il Consiglio degli Stati ha seguito le decisioni del Consiglio nazionale.

Anche per quanto riguarda la ripartizione del finanziamento tra Confederazione e Cantoni (art. 92-93), il Consiglio degli Stati ha fatto propria, senza dibattiti, la decisione del Consiglio nazionale secondo la quale sarà la Confederazione e non i Cantoni ad assumersi i costi del sistema di gestione del personale dell’esercito e della protezione civile (PISA).

L’affare ritorna ora in Consiglio nazionale per l’appianamento delle divergenze.