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L’Esercito svizzero ha un elevato fabbisogno di investimenti

Quali investimenti per l’armamento e immobiliari prevede il DDPS per i prossimi anni? Come si svolge un processo d’acquisto? A domande come queste hanno risposto a Frauenfeld il consigliere federale Guy Parmelin, il capo dell'esercito comandante di corpo André Blattmann e il capo dell’armamento Martin Sonderegger durante una conferenza stampa con annessa presentazione del materiale.

19.04.2016 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Il Messaggio sull’esercito 2016 comprende tre decreti federali concernenti il limite di spesa dell’esercito 2017–2020, il Programma d’armamento 2016 e il Programma degli immobili del DDPS 2016. Alla conferenza stampa nella caserma di Frauenfeld, il consigliere federale Guy Parmelin ha precisato che «nel Messaggio sull’esercito sono illustrate le necessità di intervento risultanti dal progetto Ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) e proposti i crediti necessari per la sua concretizzazione». In passato il Programma d’armamento e il Programma degli immobili erano sottoposti al Parlamento con due messaggi separati. La presentazione congiunta alle Camere federali consente al Parlamento di prendere una decisione globale sui crediti sollecitati dall’esercito. «È un procedimento opportuno – ha aggiunto il consigliere federale –, dato che i progetti d’armamento e i progetti immobiliari dipendono spesso gli uni dagli altri». La medesima interrelazione sussiste, del resto, tra mandato di prestazioni e finanziamento.

Il limite di spesa di nuovo in Parlamento

Sulla scia del Programma di stabilizzazione 2017–2019, il Consiglio federale ha proposto nel Messaggio sull’esercito del 24 febbraio 2016 un limite di spesa di 18,8 miliardi di franchi. Il 18 marzo, in occasione dei dibattiti sull’USEs, le Camere federali hanno approvato un limite di spesa di 20 miliardi di franchi. In data 6 aprile il Consiglio federale si è allineato alle posizioni del Parlamento e, in occasione delle prime decisioni intermedie sul Programma di stabilizzazione, si è pronunciato a favore del medesimo limite di spesa. In seguito, il Consiglio federale non ha tuttavia adeguato di conseguenza il Messaggio sull’esercito 2016 e il relativo disegno di decreto federale concernente il limite di spesa. In effetti «il Parlamento ha la possibilità di adeguare il disegno di decreto federale concernente il limite di spesa dell’esercito o di non entrare in materia. Se decide di non entrare in materia, fa stato il limite di spesa di 20 miliardi di franchi deciso a suo tempo nel quadro del dibattito sull’ulteriore sviluppo dell’esercito», ha osservato il ministro della Difesa Guy Parmelin.

Un limite di spesa di 18,8 miliardi di franchi richiederebbe un adeguamento della pianificazione degli acquisti. Diversi acquisti dovrebbero essere rinviati e potrebbero in parte essere eventualmente realizzati soltanto dopo l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Per contro, un limite di spesa di 20 miliardi di franchi consentirebbe di concretizzare i progetti pianificati. Se il progetto «Difesa terra-aria» (DTA), attualmente provvisoriamente sospeso, dovesse essere sottoposto a una data ulteriore a quella prevista, «andrebbe data la priorità ad altri progetti. Le necessità non mancano», ha sottolineato Guy Parmelin. Di volta in volta sarebbe comunque determinante la maturità per l’acquisto. Per ogni anno sono previsti 3 miliardi di franchi per l’esercizio e 2 miliardi di franchi per investimenti, di cui 400 milioni per gli immobili e circa un miliardo per i programmi d’armamento.

Pianificazione dell’armamento negli anni 2016–2020 e successivi

Il capo dell'esercito comandante di corpo André Blattmann e il capo dell’armamento Martin Sonderegger hanno illustrato gli aspetti militari, tecnici e commerciali dei crediti d’impegno sollecitati nel quadro del Programma d’armamento 2016. Il capo dell’esercito ha inoltre presentato i progetti dei prossimi anni. Dal 2016 al 2020 sono attualmente pianificati, tra l’altro: la sostituzione dei lanciamine da 8,1 cm con un mortaio portatile, un sistema di esplorazione tattico, il mantenimento del valore dei Pilatus PC-21 e degli elicotteri da trasporto TH 98 (Cougar) nonché il prolungamento della durata di utilizzazione degli F/A-18. Il comandante di corpo André Blattmann ha sottolineato che «gli investimenti pianificati sono necessari per l’ulteriore sviluppo dell’esercito e per l’auspicato profilo prestazionale. L’attuale profilo prestazionale presuppone una maggiore prontezza dell’esercito e l’equipaggiamento completo dei militari, affinché l’esercito sia in grado di fornire le prestazioni richieste anche in caso di catastrofe, in situazioni di crisi e in occasione di un conflitto».

Con gli acquisti previsti negli anni 2016–2020 non potranno essere colmate tutte le lacune in materia di capacità, ha continuato il capo dell’esercito. Sulla base della pianificazione a lungo termine, André Blattmann ha poi fatto notare che il fabbisogno di investimenti rimane elevato, aggiungendo che la pianificazione a lungo termine è «connessa con incertezze ed è meno vincolante». La maggiore lacuna in materia di capacità sussiste nell’ambito della salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo. Entro la metà degli anni 2020 dovrà pertanto essere proposto – in coordinamento con la difesa terra-aria – l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Ulteriori investimenti sono inoltre necessari, tra l’altro, nel settore della mobilità per il parco di veicoli ruotati e autocarri, per la Rete di condotta Svizzera, per il Centro di calcolo DDPS, per il Sistema integrato di esplorazione radio IFASS nonché per il Sistema di sorveglianza dello spazio aereo Florako. A ciò va ad aggiungersi che «nella seconda metà degli anni 2020 diversi sistemi principali raggiungeranno il limite della durata di utilizzazione». Il capo dell’esercito ha poi fatto osservare che, a causa degli elevati costi di investimento per una nuovo aereo da combattimento, tali sistemi non potranno essere sostituiti prima della fine degli anni 2020.

Riduzione del numero di immobili e concentrazione delle ubicazioni

«Per poter garantire a lungo termine il rinnovamento del materiale, in futuro sarà decisivo evitare un costante aumento delle spese d’esercizio. Le infrastrutture e i beni d’armamento non più necessari dovranno pertanto essere rapidamente e completamente messi fuori servizio», ha spiegato il comandante di corpo Blattmann. A tal fine si impone anche un ridimensionamento del patrimonio immobiliare. Le misure necessarie sono illustrate nel Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito in quanto sottoprogetto dell’USEs. L’esercito deve concentrarsi sulle ubicazioni più importanti, ad altre bisognerà rinunciare. Il capo dell’esercito si è poi soffermato sul Programma degli immobili del DDPS 2016 e sui progetti immobiliari successivi. In generale, il concentramento degli sforzi immobiliari comporterà investimenti a favore delle ubicazioni da conservare. «A causa degli elevati requisiti in materia di prontezza e delle aumentate necessità di protezione, l’esercito conserverà probabilmente un maggior numero di infrastrutture logistiche protette, con un conseguente maggiore fabbisogno finanziario. Il materiale che pone elevate esigenze tecniche deve essere immagazzinato in modo decentralizzato e protetto», ha aggiunto Blattmann. Per realizzare il Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito sono in particolare previsti notevoli investimenti in ubicazioni principali quali Thun, Drognens e Chamblon. L’attuazione dei relativi progetti di costruzione richiederà tempo. «Per questo motivo il trasferimento nelle ubicazioni principali potrà essere realizzato soltanto a tappe negli anni successivi al 2018 », ha precisato il capo dell’esercito.

Esposizione sui progetti

Nel quadro di un’esposizione nella caserma di Frauenfeld l’esercito ha presentato durante quattro giorni a diversi gruppi di target i progetti previsti nel Programma d’armamento 2016 e nel Programma degli immobili del DDPS 2016. In tale occasione hanno potuto raccogliere informazioni dettagliate anche i membri delle Commissioni della politica di sicurezza (CPS).

Il 19 aprile, la CPS del Consiglio degli Stati ha deciso di appoggiare il Programma d’armamento e il Programma degli immobili 2016 (cfr. comunicato  Servizi parlamentari). Per contro, non ha voluto entrare nel merito del limite di spesa proposto con il Messaggio sull’esercito, ritenuto obsoleto poiché il Parlamento si è già espresso a favore di un limite di spesa di 20 miliardi di franchi per gli anni 2017–2020.

Procedura d’armamento

Gli acquisti di armamenti seguono un iter complesso, ma chiaramente regolamentato. Come illustrato ai media dal capo dell’armamento Martin Sonderegger, i decisori coinvolti nel processo – in qualità di responsabili dell’esercito, responsabili politici o addetti agli acquisti dell’esercito – intervengono in diversa misura nelle varie fasi. Pianificazione dei progetti: fase iniziale del processo d’acquisto. La pianificazione degli investimenti è fondata su un approccio orientato alle capacità. Per le priorità in materia di investimenti è determinante il piano direttore elaborato di regola per due legislature dallo Stato maggiore dell’esercito. I singoli mandati di progetto conferiti a armasuisse sono definiti sulla base del piano direttore e in base alla pianificazione della concretizzazione. Valutazione: fase di stretta collaborazione tra l’esercito e armasuisse. Sulla base del mandato di progetto, è allestita un’analisi di mercato e i produttori sono invitati a partecipare alla valutazione. Le indicazioni dei produttori sono successivamente paragonate con le esigenze tecniche, commerciali e militari e analizzate. È individuata una rosa di tre a quattro offerenti i cui prodotti sono sottoposti a test approfonditi. Tra i più importanti fattori determinanti figurano anche i costi del ciclo di vita e il potenziale di ulteriore sviluppo. Se più di un sistema è dichiarato idoneo alla truppa, armasuisse sceglie d’intesa con l’esercito il sistema da acquistare. Decisioni a livello politico (capo del DDPS, Consiglio federale, Parlamento): il DDPS propone l’acquisto al Consiglio federale. Se il Consiglio fedrale approva l’acquisto, l’affare viene trasmesso al Parlamento. Dopo che Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno stanziato i crediti sollecitati, possono essere firmati i contratti con i fabbricanti. Acquisto e introduzione: ad acquisto terminato, il sistema può essere consegnato all’utente («fit for mission»). Con l’avvio dell’introduzione, la responsabilità del progetto passa da armasuisse all’esercito. Utilizzazione: terminata la consegna dei sistemi, la manutenzione e il mantenimento dell’efficienza rientrano nella sfera di responsabilità dell’utente oppure di aziende industriali incaricate all’uopo nel quadro di contratti a lungo termine. A seconda della durata di utilizzazione di un sistema, possono aver luogo potenziamenti dell’efficienza bellica (ulteriore sviluppo) o prolungamenti della durata di utilizzazione, che saranno eventualmente all’origine di nuovi progetti. Messa fuori servizio: con l’avvicinarsi della fine della durata di utilizzazione, i sistemi sono dichiarati obsoleti dal capo dell’esercito. I sistemi obsoleti sono venduti o riciclati oppure smaltiti da armasuisse. Verso la fine della durata di utilizzazione, lo Stato maggiore dell’esercito avvia le riflessioni su un nuovo sistema. La procedura ricomincia daccapo.