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ComunicazioniPubblicato il 9 gennaio 2026

Incendio a Crans-Montana: il consigliere federale Martin Pfister visita la Centrale nazionale d’allarme dell’Ufficio federale della protezione della popolazione

La Centrale nazionale d’allarme ha coordinato il trasferimento dei pazienti tramite il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea (UCPM). Dal 2023, fa parte della Centrale nIl consigliere federale Pfister si è informato sullo stato dei lavori, sulla collaborazione con gli organismi nazionali ed esteri e sulle principali sfide affrontate durante l’intervento. Ha ringraziato i collaboratori coinvolti per il loro impegno e il prezioso contributo alla gestione della catastrofe.azionale d’allarme anche la Rete nazionale per la medicina delle catastrofi KATAMED (ex Servizio sanitario coordinato SSC).

Comunicazione UFPP

La Svizzera aveva già presentato una richiesta formale di assistenza al Meccanismo di protezione civile dell’Unione UCPM il 1° gennaio 2026, a seguito dei contatti tra la Centrale nazionale d’allarme e l’Emergency Response Coordination Centre ERCC dell’UE. In collaborazione con gli ospedali svizzeri che hanno accolto i pazienti di Crans-Montana, la Rega, l’Emergency Response Coordination Centre ERCC e altre organizzazioni coinvolte, la Centrale nazionale d’allarme ha coordinato le evacuazioni mediche. Tra il 2 e il 4 gennaio 2026, 38 pazienti con gravi ustioni sono stati trasferiti verso cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia per ricevere le migliori cure possibili.

Garantire la migliore assistenza possibile

Per ogni trasferimento sono stati organizzati i trasporti dall’ospedale all’aeroporto, il trasporto aereo e i contatti per lo scambio di informazioni specialistiche tra gli ospedali coinvolti. I pazienti che necessitavano di un trasferimento sono stati segnalati dagli ospedali che li avevano in cura. In base alla capacità di accoglienza offerta dagli ospedali specializzati nell’UE, i voli sono stati effettuati con aerei ed elicotteri attrezzati per il trasporto di pazienti, messi a disposizione dalla Rega e da partner europei. Sono stati trasferiti all’estero sia pazienti stranieri che svizzeri, per garantire loro la migliore assistenza medica possibile. Per i pazienti svizzeri si è data la priorità a posti ospedalieri possibilmente vicini al confine, tenendo conto anche della lingua e di eventuali legami familiari nel Paese di destinazione. I trasferimenti sono stati effettuati con il consenso dei familiari.

La CENAL continua a sostenere le autorità vallesane

I trasferimenti sono stati supportati da due équipe mediche specializzate (burn assessment teams) provenienti dalla Francia e dall’Italia, che sono state impiegate a Losanna e in Vallese. La Centrale nazionale d’allarme di Berna (CENAL) è stata coadiuvata da due ufficiali di collegamento dell’Emergency Response Coordination Centre ERCC. Sin dal 1° gennaio, i collaboratori della CENAL hanno coordinato i trasferimenti, sia a Berna che all’aeroporto di Payerne, da dove è partita una parte dei trasferimenti. Attualmente, la CENAL continua a sostenere le autorità vallesane e gli ospedali coinvolti, rimanendo in contatto con l’Emergency Response Coordination Centre ERCC.

La gestione di un afflusso massiccio di pazienti con gravi ustioni è possibile solo attraverso la cooperazione internazionale ed è parte integrante dei piani europei di gestione delle catastrofi. In Svizzera, i relativi piani sono in fase di sviluppo nell’ambito della creazione della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi (KATAMED).