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Studio «Sicurezza 2021»: atteggiamento positivo nei confronti dell'Esercito svizzero

L’elettorato svizzero si sente sicuro e ha grande fiducia nelle istituzioni svizzere. Sul piano della politica estera predilige una Svizzera neutrale e politicamente autonoma che coopera con altri Stati esclusivamente a livello economico e umanitario. L'esercito è ritenuto necessario dal 73% delle persone intervistate. È ciò che indicano i risultati dello studio «Sicurezza» di quest’anno edito dall’Accademia militare presso il PF di Zurigo e dal Center for Security Studies del PF di Zurigo.

Il valore medio della fiducia nelle istituzioni svizzere anche durante la pandemia di COVID-19 nel mese di gennaio 2021 ha subito un aumento rispetto al mese di gennaio 2020, attestandosi a livelli superiori alla media. Continuano a riscontrare la maggiore fiducia della popolazione la polizia, la scienza e i tribunali. Anche il Consiglio federale riscuote un grado di fiducia elevato e superiore alla media. Rispetto al sondaggio del mese di gennaio 2020 è aumentata la fiducia riposta dalle cittadine e dai cittadini svizzeri nei tribunali, nel Consiglio federale, nel Parlamento federale e nei partiti politici.

Percezione di un’elevata sicurezza e di una lieve minaccia

Il senso di sicurezza generalizzato dell'elettorato svizzero rimane invariato e si attesta nel 2021 al livello elevato del 95% (±0 punti percentuali). Rispetto a quanto rilevato nel gennaio dell’anno precedente e al sondaggio supplementare ridotto (SS, effettuato nel mese di luglio del 2020 in relazione allo studio «Sicurezza 2020» al fine di misurare eventuali cambiamenti d'opinione della popolazione svizzera dovuti alla pandemia di COVID-19) l'ottimismo nei confronti del futuro per quanto concerne la situazione politica mondiale è aumentato di 8 punti percentuali, continua tuttavia a essere condiviso soltanto da un terzo delle persone intervistate. L'ottimismo nei confronti del futuro della Svizzera (83%) nel 2021 è invece diminuito rispetto al mese di gennaio dell'anno precedente e rimane invariato rispetto al SS. Inoltre nel complesso le cittadine e i cittadini svizzeri percepiscono solo una lieve minaccia. Individuano minacce relativamente più probabili principalmente in una pandemia, in ciberattacchi, nella diffusione di fake news o in una crisi economica.

Fedele alla neutralità, moderata apertura in materia di politica estera

Anche nel 2021 l’elettorato svizzero resta fedele al principio di neutralità, che gode di un consenso pressoché unanime (96%, ±0 pp). A livello di politica estera risulta moderatamente aumentata la disponibilità all'apertura. Mentre la collaborazione economica con l'UE riscuote il consenso della popolazione, l'avvicinamento o l'adesione all'UE vengono respinti anche nel 2021 dalla netta maggioranza delle persone intervistate. L'opinione secondo cui la Svizzera dovrebbe cooperare maggiormente con l'ONU è condivisa da più intervistati rispetto al 2020.

Atteggiamento positivo nei confronti dell'Esercito svizzero

L'esercito è ritenuto necessario dal 73% delle persone intervistate. La maggioranza dell'elettorato svizzero continua a prediligere l'esercito di milizia (58%, +4 pp) rispetto a quello di professionisti (38%, -2 pp). I massimi valori storici registrati nel SS di luglio 2020 a seguito del primo impiego dell'Esercito svizzero nel quadro della lotta contro il coronavirus in merito alla soddisfazione per le prestazioni dell'esercito e alla necessità dell'esercito nel 2021 sono scesi nuovamente ai livelli di gennaio 2020.

Modelli di servizio alternativi

Nel mese di gennaio 2021 l'elettorato svizzero è ampiamente disposto a sostenere il servizio obbligatorio per uomini e donne con libera scelta tra servizio militare, civile o sociale (67%, +14 pp rispetto allo scorso rilevamento del 2015). Rispetto al 2015 è diminuita l'approvazione di un servizio obbligatorio solo per gli uomini con libera scelta (52%, -8 pp).

Ambiti della vita interessati dalla pandemia di COVID-19

I giovani adulti (di età compresa tra i 18 e i 29 anni) si sentono nettamente più colpiti dalla pandemia di COVID-19 rispetto a persone più anziane nell'ambito della loro vita professionale, nel loro tempo libero e nella loro salute psichica.

Svolgimento dello studio

La serie di studi «Sicurezza» viene svolta regolarmente dal 1991. L'istituto di ricerca LINK ha rilevato i dati per lo studio «Sicurezza 2021» tra il 5 e il 26 gennaio 2021. A tale scopo sono stati intervistati telefonicamente 1228 cittadine e cittadini svizzeri della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino. La quota di possibilità d'errore nella campionatura con un grado di sicurezza del 95% nel peggiore dei casi è del ±2,9%.