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Studio «Sicurezza 2020»: reputazione dell’esercito aumentata

Lo studio «Sicurezza» viene pubblicato ogni anno dall’Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo e dal Center for Security Studies (CSS) del PF di Zurigo. Quest’anno i dati riguardo a temi in materia di sicurezza e politica di sicurezza sono stati rilevati appena prima della pandemia di COVID-19 in Svizzera e rivelano che le cittadine e i cittadini svizzeri guardavano ancora con ottimismo al futuro. Durante la crisi dovuta al coronavirus l’ACMIL ha svolto un ulteriore studio indipendente dallo studio «Sicurezza» che registra un aumento della reputazione dell’Esercito svizzero.

L'Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo e il Center for Security Studies (CSS) del PF di Zurigo intervistano ogni anno circa 1200 cittadine e cittadini svizzeri in merito a temi di politica estera, di sicurezza e di difesa. Nel 2020 le interviste sono state effettuate appena prima della pandemia di COVID-19 e rivelano che in gennaio ancora il 95% delle persone interpellate si sentiva in generale al sicuro. Rispondendo alla domanda riguardo alle prospettive per il futuro del Paese, l'86% ha dichiarato di essere ottimista nei confronti del futuro, mentre il 13% ha espresso pessimismo. Alla valutazione positiva per il proprio Paese si contrappone il giudizio pessimistico riguardo allo sviluppo futuro della situazione politica a livello mondiale. Come nel 2019 il 72% delle persone interpellate valuta in modo pessimistico la situazione politica mondiale.

Grande fiducia nelle istituzioni

Da anni le istituzioni in Svizzera godono di un elevato grado di fiducia. Tuttavia nel 2020 per la prima volta dal 2009 non si registra un aumento significativo della fiducia per nessuna istituzione. In cima alla classifica si situa la polizia, che ha raggiunto comunque un valore di 7,9 su una scala di dieci, ma ha subito una diminuzione di 0,1 punti rilevante a livello statistico. I media registrano un netto calo della fiducia attestandosi a 5,4 (-0,4 punti). Anche i partiti politici hanno perso fiducia (5,4; -0,2 punti).

Motivi favorevoli e contrari alla necessità dell’esercito

Il 77% delle persone intervistate ritiene necessario l'Esercito svizzero (2019: 79%). Quale motivo principale di tale necessità le cittadine e i cittadini svizzeri nominano la «sicurezza del Paese verso l'esterno» (44%). Segue la «sicurezza all’interno del Paese», indicata dal 43% degli intervistati. Se si analizza ulteriormente quest’ultimo motivo, si osserva che il 30% nomina l'aiuto in caso di catastrofe, l'8% la protezione della popolazione e il 5% il supporto in occasione di manifestazioni sportive e di grandi dimensioni. Il 23% dell'elettorato svizzero non reputa necessario l'esercito. Le persone che sostengono questa opinione evidenziano soprattutto i loro dubbi riguardo all'effettività dell'esercito (il 44% delle persone che non ritengono necessario l'esercito).

Ampie conoscenze in materia di politica di sicurezza

Nell’ambito dello studio inoltre sono state rilevate le conoscenze della popolazione nell'ambito dell'esercito e della politica di sicurezza. Il 45% delle persone interpellate sa nominare spontaneamente e senza aiuti quale ministro della difesa la consigliera federale Viola Amherd. Il 30% degli intervistati sapeva dell'attuale budget dell'esercito (5 miliardi di franchi all'anno) e il 47% aveva già sentito qualcosa riguardo all'ulteriore sviluppo dell'esercito (USEs).

Nuova indagine prevista in seguito alla pandemia

La serie di studi «Sicurezza» viene svolta periodicamente dal 1991. L'istituto di ricerca LINK ha rilevato i dati per lo studio «Sicurezza 2020» tra il 6 e il 24 gennaio 2020. A tale scopo sono stati intervistati telefonicamente 1227 cittadine e cittadini svizzeri della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino. L'errore di campionatura corrisponde al ±2,9%.

A causa delle circostanze particolari createsi a seguito della pandemia di COVID-19, nell'estate del 2020 l'ACMIL svolgerà inoltre un'ulteriore indagine nell'ambito dello studio «Sicurezza 2020». Le interviste comprenderanno nuovamente una selezione di domande della serie di studi «Sicurezza». Mediante l'indagine supplementare si intendono analizzare gli effetti diretti e indiretti della crisi dovuta al coronavirus sull'atteggiamento dell'elettorato svizzero negli ambiti della sicurezza e della politica di sicurezza.

Ulteriore studio: reputazione dell’esercito aumentata

Presso la cattedra di sociologia militare dell’ACMIL sono in corso ricerche indipendenti dallo studio «Sicurezza 2020» sul tema «I social media quale canale di comunicazione dell'Esercito svizzero». Nell’ambito di tali ricerche la popolazione svizzera residente tra i 15 e i 60 anni è stata intervistata mediante un’inchiesta rappresentativa online sulla percezione e sulla valutazione dell’Esercito svizzero. Nel 2020 il periodo di rilevamento dei dati è caduto proprio in aprile nel pieno della crisi legata al coronavirus. Si tratta di un feedback in tempo reale sull'impiego dell'esercito «CORONA 20».

L’analisi delle risposte fornite dalle 1246 persone interpellate mostrano che durante la crisi legata al coronavirus (situazione straordinaria) molte più persone hanno dichiarato di reputare necessario l'Esercito svizzero, ovvero il 76% degli intervistati. Si tratta di un aumento significativo rispetto ai due anni precedenti, nei quali la stessa domanda era già stata posta online (2019: 66%; 2018: 64%). Inoltre durante la pandemia di COVID-19 l'82% delle persone interpellate condivideva l'opinione secondo cui l'Esercito svizzero supporti le autorità civili (2019: 70%; 2018: 71%). Anche la soddisfazione delle prestazioni dell'Esercito svizzero è aumentata durante il periodo della crisi: nel 2020 il 63% delle persone interpellate si è dichiarato soddisfatto dell'esercito, mentre nell'anno precedente la quota di persone soddisfatte si attestava al 52% e nel 2018 al 53%. Parallelamente nell'aprile del 2020 il 69% della popolazione riponeva una fiducia elevata o molto elevata nell'Esercito svizzero (2019 e 2018: 61%) e il 66% ha dichiarato che l'Esercito svizzero godeva di una considerazione elevata o molto elevata da parte loro (2019: 58%; 2018: 56%).

Da un punto di vista statistico invece rispetto al 2018 e al 2019 rimane invariato il consenso della popolazione svizzera residente riguardo al fatto che l'esercito protegga il Paese e la popolazione, presti aiuto in caso di catastrofe e contribuisca al promovimento internazionale della pace.

Svolgimento dello studio

La serie di studi «Sicurezza» viene svolta regolarmente dal 1991. L'istituto di ricerca LINK ha rilevato i dati per lo studio «Sicurezza 2020» tra il 6 e il 24 gennaio 2020. A tale scopo sono stati intervistati telefonicamente 1227 cittadine e cittadini svizzeri della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino. L'errore di campionatura corrisponde al ±2,8%.