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Messaggio sull'esercito 2021

Armeebotschaft 2021

Panoramica

Con il messaggio sull’esercito 2021 il Consiglio federale sottopone per approvazione alle Camere federali crediti d’impegno per un valore di 2,3 miliardi di franchi per il programma d’armamento, l’acquisto di materiale dell’esercito e il programma degli immobili del DDPS. Nel quadro del messaggio sull’esercito il Consiglio federale ha definito cinque obiettivi principali.

Sviluppare i sistemi di condotta e di comunicazione

Primo obiettivo: ampliare i sistemi di condotta e di comunicazione. In questo modo l’esercito può essere pronto all’impiego in modo rapido e assolvere l’intera gamma dei propri compiti. La Rete di condotta Svizzera verrà ampliata per 178 milioni di franchi. Verranno collegate alla rete le ubicazioni dell’esercito e della Confederazione rilevanti per l’impiego che al momento non ne fanno ancora parte. Per 79 milioni di franchi verrà poi rinnovato l’equipaggiamento dei centri di calcolo e per altri 66 milioni di franchi verranno adeguate le infrastrutture di condotta delle Forze aeree. Questi investimenti consentiranno di garantire una comunicazione a prova di crisi, protetta e senza interferenze, meno vulnerabile ai ciberattacchi rispetto ad oggi.

Migliorare la mobilità

Secondo obiettivo: migliorare la mobilità. In futuro dovrà essere possibile impiegare le truppe di terra in modo più mobile e in un contesto di conflitto ibrido. Il Consiglio federale intende in primo luogo rinnovare i veicoli per gli zappatori carristi per 360 milioni di franchi. Questi veicoli consentiranno la rimozione rapida di ostacoli e la costruzione di sbarramenti. In secondo luogo il Consiglio federale prevede di sostituire i rimorchi a uno o due assi per 66 milioni di franchi.

Aumentare la protezione dei militari

Terzo obiettivo: protezione dei militari. Per 120 milioni di franchi verranno sostituiti gli attuali equipaggiamenti di protezione da aggressivi nucleari, biologici e chimici, che risalgono agli anni Novanta. Verrà così migliorata la protezione individuale dei militari.

Adeguare l’infrastruttura logistica alla prontezza più elevata

Quarto obiettivo: adeguare l’infrastruttura logistica alla prontezza più elevata. Il Consiglio federale chiede di ampliare l’infrastruttura logistica di Burgdorf per 163 milioni di franchi. L’officina esistente verrà risanata e verrà costruito un nuovo edificio logistico, che potrà contenere circa 2000 veicoli e 6000 palette di materiale per l’equipaggiamento delle truppe. Si potrà così rinunciare alle sedi esterne di Rüdtligen-Alchenflüh e Berna.

Modernizzare l’infrastruttura d’istruzione

Quinto obiettivo: modernizzare le infrastrutture d’istruzione. Il Consiglio federale vuole concentrare ulteriormente le piazze d’armi di Frauenfeld (3a tappa, 69 mio. fr.) e di Drognens (2a tappa, 45 mio. fr.). Intende inoltre partecipare all’impianto di tiro indoor di Sion (26 mio. fr.), risanare il centro d’istruzione dell’Ufficio federale della protezione della popolazione di Schwarzenburg (34 mio. fr.) e acquistare simulatori per armi multiuso spalleggiabili (51 mio. fr.).

Miglioramento costante della protezione informatica

Il Consiglio federale sollecita anche quest’anno l’acquisto di materiale dell’esercito. Sono previsti crediti per l’equipaggiamento personale dei militari, le munizioni e l’informatica. Quest’ultimo comprende importanti misure relative alla ciberdifesa. L’esercito necessita di reti e mezzi informatici protetti e per questo la protezione informatica verrà costantemente ampliata.

L’esercito aumenta la sua efficienza energetica

Il messaggio sull’esercito 2021 tiene altresì conto dell’obiettivo climatico del Consiglio federale. Il DDPS riveste un ruolo importante nel raggiungimento di tale obiettivo. In particolare, l’esercito dovrà aumentare la propria efficienza energetica e produrre in futuro ancora più energie rinnovabili. Entro il 2030 le emissioni di CO2 dovranno essere ridotte almeno del 40 per cento rispetto al 2001.

Il messaggio sull’esercito 2021 presenta ora in che misura gli investimenti contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi climatici. L’esercito migliorerà la sua efficienza energetica risanando costantemente gli edifici secondo lo standard Minergie o rinnovando la flotta di veicoli. Ad esempio, l’adeguamento delle infrastrutture di condotta delle Forze aeree ridurrà le emissioni di CO2 di circa 28 tonnellate all’anno. Inoltre, con il Programma degli immobili del DDPS 2021, saranno realizzati impianti fotovoltaici con una superficie totale di 18 000 metri quadrati in 13 sedi che genereranno 2,8 gigawattora di energia elettrica all’anno, ciò che equivale al consumo di 650 economie domestiche.

Benefici per l’economia svizzera

Il Programma d’armamento 2021 comporterà presumibilmente l’assegnazione a imprese svizzere di commesse dell’ammontare di 697 milioni di franchi (82% dei crediti d’impegno) e affari di compensazione per 134 milioni di franchi (15%). In tal modo il 97 per cento dei crediti d’impegno genererà commesse supplementari alle imprese in Svizzera. Inoltre il Programma degli immobili del DDPS 2021 avrà ripercussioni prevalentemente sull’occupazione in Svizzera. In particolare la base industriale e tecnologica rilevante per la sicurezza e l’edilizia otterrà commesse per un ammontare di 1,5 miliardi di franchi. L’acquisto di materiale dell’esercito non è compreso nell’importo.

Obiettivi principali del messaggio sull'esercito 2021

Sviluppare i sistemi di condotta e di comunicazione, migliorare la mobilità, aumentare la protezione dei militari, adeguare l’infrastruttura logistica alla prontezza più elevata e modernizzare l’infrastruttura d’istruzione.

FITANIA

Telecomunicazione dell'esercito, rete die condotta Svizzera e centri di calcolo DDPS/Confederazione.

Stato dell’affare

Il Consiglio nazionale esaminerà il messaggio sull’esercito presumibilmente durante la sessione estiva, il Consiglio degli Stati durante la sesssione autunnale.

PA

Programma d’armamento 2021

Con il Programma d’armamento 2021 il Consiglio federale sollecita crediti d’impegno per un valore pari a 854 milioni di franchi.

Ampliamento della Rete di condotta Svizzera

Le formazioni militari necessitano di una rete di comunicazioni indipendente e a prova di crisi, che consenta loro di comunicare in tutte le situazioni. La cosiddetta Rete di condotta Svizzera è una rete di trasporto dati fissa e vincolata alla propria ubicazione, con cavi in fibra ottica e collegamenti a onde direttive. La sua base è costituita da una rete fondamentale esistente che collega già ampie regioni della Svizzera.

La Rete di condotta Svizzera può essere utilizzata anche dai gestori di infrastrutture critiche e dalle autorità civili (es. Cantoni, Corpo delle guardie di confine).

Dal 2006 la Rete di condotta Svizzera viene costantemente ampliata, modernizzata e uniformata. Finora sono stati approvati crediti per 720 milioni di franchi (inclusi gli immobili). Il volume di dati è in continuo aumento e di conseguenza crescono anche la capacità di calcolo e di memoria necessarie. L’investimento di 178 milioni di franchi attualmente previsto è volto a creare le larghezze di banda necessarie. Occorrerà inoltre collegare alla rete di dati le ubicazioni dell’esercito e della Confederazione rilevanti per l’impiego che al momento non ne fanno ancora parte, creare altri punti di collegamento per la telecomunicazione dell’esercito e modernizzare i punti di collegamento esistenti. Verrà ridotta la varietà dei sistemi militari. L’infrastruttura verrà infine meglio protetta da danneggiamenti e attacchi. Queste e altre misure migliorano la protezione dai ciberattacchi.

Entro la fine degli anni 2020 sono previsti altri crediti d’impegno per un valore di circa 175 milioni di franchi. La struttura finale comprenderà una rete di condotta di circa 3000 chilometri e oltre 300 ubicazioni di utenti. La trasmissione dei dati è cifrata.

La Rete di condotta Svizzera è parte del programma Infrastruttura di condotta, tecnologia dell’informazione e collegamento all’infrastruttura di rete dell’esercito (FITANIA). FITANIA, che comprende anche i progetti Centri di calcolo DDPS/Confederazione (infrastrutture protette per l’elaborazione e l’archiviazione di dati) nonché Telecomunicazione dell’esercito (comunicazione mobile e parzialmente mobile), riunisce così tutte le esigenze di informazione e comunicazione dell’esercito. I crediti d’impegno per i progetti sono sollecitati in modo indipendente l’uno dall’altro.

Volume di acquisto (171,9 mio. fr.):

  • Componenti di rete, apparecchi crittografici, software, licenze ecc.;
  • lavori di concetto, prestazioni in materia di integrazione, installazioni, documentazioni ecc.

Supplemento di rischio (3,6 mio. fr.) e rincaro (2,5 mio. fr.)

Eccezion fatta per gli apparecchi crittografici, la Rete di condotta Svizzera utilizzerà esclusivamente componenti civili. Poiché i componenti presentano una durata d’utilizzazione breve verranno costantemente valutati e acquistati.

Quando nel 2012 è stata concepita la rete di condotta erano state vagliate quattro varianti: la prima prevedeva il mantenimento della rete esistente; la seconda lo scorporo tramite la separazione concreta di tutte le infrastrutture utilizzate in comune con terzi; la terza un outsourcing con collegamento delle ubicazioni rilevanti per l’impiego tramite fornitori esterni e la quarta – ovvero quella che è stata scelta – l’ampliamento, la modernizzazione e l’uniformità della Rete di condotta Svizzera. Le prime tre varianti sono state escluse per i seguenti motivi: la prima non avrebbe consentito di collegare le ubicazioni rilevanti per l’impiego e di modernizzare le componenti di rete. La seconda avrebbe comportato costi elevati e la terza presentava incertezze in merito alla resistenza alle crisi.

Le spese di manutenzione annuali ammonteranno a 13 milioni di franchi, ovvero quattro milioni di franchi in più rispetto ad oggi. Gli oneri supplementari derivano dal collegamento di 29 ulteriori ubicazioni.

Con l’ampliamento della Rete di condotta Svizzera verranno collegate ulteriori ubicazioni dell’esercito e verranno ristrutturate o installate nuove cassette di raccordo. Le infrastrutture di condotta dovranno inoltre essere adeguate e occorrerà posare i cablaggi di fibre ottiche. Le spese stimate per i prossimi 10–15 anni pari a circa 100 milioni di franchi verranno sollecitate con programmi degli immobili del DDPS successivi.

Gli armamenti da acquistare verranno utilizzati dal 2022 fino, come minimo, al 2028. Con l’ampliamento sollecitato la rete di condotta potrà restare in esercizio fino alla fine degli anni 2020.

Poiché i componenti presentano una durata d’utilizzazione breve verranno costantemente valutati e acquistati.

Equipaggiamento dei Centri di calcolo DDPS

Per garantire una comunicazione a prova di crisi, protetta e senza interferenze sono necessari, oltre alla rete di condotta, anche centri di calcolo moderni che consentano di elaborare e memorizzare dati sia in situazioni normali che in caso di tensioni elevate o di crisi.

Con i tre nuovi centri di calcolo un elemento fondamentale dell’infrastruttura informatica della Confederazione verrà modernizzato e maggiormente protetto dai ciberattacchi. L’esercito gestirà due centri di calcolo sotterranei (FUNDAMENT e KASTRO II). Questi garantiranno il funzionamento delle applicazioni e dei sistemi rilevanti per l’esercito non solo nella situazione normale ma anche in caso di crisi, catastrofi e conflitti armati. Il terzo centro di calcolo CAMPUS soddisferà i requisiti di protezione civili e sarà utilizzato dall'esercito e da servizi civili della Confederazione. Le capacità necessarie per i centri di calcolo verranno costantemente verificate e, se necessario, adeguate. La costruzione degli edifici per i centri di calcolo FUNDAMENT e CAMPUS era stata approvata con i Programmi degli immobili 2013 e 2016. Il centro di calcolo KASTRO II verrà costruito ed equipaggiato nei prossimi anni.

Per adempiere i propri compiti e fornire appoggio alla capacità di condotta delle autorità della Confederazione e dei Cantoni l’esercito necessita di ampie prestazioni nel settore dell’informatica e della telecomunicazione. I suoi sistemi devono consentire uno scambio sicuro, a prova di crisi, autonomo e permanente e devono essere in grado di diffondere e memorizzare informazioni di tutti i tipi (dati, audio, immagini ecc.). Un’infrastruttura TIC standardizzata e l’integrazione di sistemi e applicazioni militari sono fondamentali per l’esercito: solo con questi elementi può infatti gestire le infrastrutture TIC e dei centri di calcolo già esistenti con procedure consolidate e il più possibile omogenee, efficienti ed efficaci. Tale obiettivo può essere raggiunto tramite la standardizzazione, la modularizzazione e l’aumento della disponibilità e della sicurezza.

I Centri di calcolo DDPS/Confederazione sono parte del programma Infrastruttura di condotta, tecnologia dell’informazione e collegamento all’infrastruttura di rete dell’esercito (FITANIA). FITANIA, che comprende anche i progetti Rete di condotta Svizzera (collegamento di ubicazioni fisse) nonché Telecomunicazione dell’esercito (comunicazione mobile e parzialmente mobile), riunisce così tutte le esigenze di informazione e comunicazione dell’esercito. I crediti d’impegno per i progetti sono sollecitati in modo indipendente l’uno dall’altro.

La costruzione degli edifici per i centri di calcolo FUNDAMENT e CAMPUS era stata approvata con i Programmi degli immobili 2013 e 2016. Per l’esercito l’equipaggiamento dei singoli edifici con componenti informatici è approvato attraverso i programmi d’armamento. Un primo equipaggiamento è stato autorizzato con i Programmi d’armamento 2014 e 2017 e verrà realizzato in modo progressivo e modulare. Ora questi centri di calcolo verranno equipaggiati con altri server, nodi di rete ecc. Le componenti informatiche e i software da acquistare sono prodotti commerciali standard. Con il Programma d’armamento 2021 verrà aumentata la capacità dei centri di calcolo, conformemente alla concezione della rete integrata dei centri di calcolo della Confederazione. Nei centri di calcolo verranno inoltre trasferiti sistemi militari quali ad esempio il sistema di condotta delle Forze aeree e applicazioni quali SAP.

Entità dell’acquisto (75 mio. fr.):

  • hardware e software;
  • lavori di concetto, installazioni sul posto, migrazione di software, messa in esercizio, documentazione ecc.

Supplemento di rischio (4 mio. fr.)

Il materiale da acquistare è disponibile sul mercato. Il fornitore è stato scelto.

L’alternativa che prevedeva l’ulteriore sviluppo dei sistemi esistenti con una diversa architettura suddivisa in più ubicazioni è stata scartata (costi annuali elevati, tempi di intervento più lunghi in caso di problemi). Anche l’esternalizzazione tramite partner esterni dell’esercizio e della manutenzione di centri di calcolo con un’architettura unitaria è stata esclusa a causa di costi supplementari imputabili alla grande necessità di coordinamento.

Le spese di manutenzione annuali per le componenti sollecitate ammontano a sei milioni di franchi.

L’equipaggiamento dei Centri di calcolo DDPS non richiede misure supplementari sugli immobili. Il terzo Centro di calcolo DDPS, denominato KASTRO II, verrà sollecitato presumibilmente con il Programma degli immobili del DDPS 2023.

L’equipaggiamento da acquistare verrà utilizzato dal 2023 al 2028.

I centri di calcolo verranno equipaggiati tra il 2022 e il 2024.

Rinnovo dei veicoli per zappatori carristi

In futuro dovrà essere possibile impiegare le truppe di terra in modo più mobile e in un contesto di conflitto ibrido. Gli zappatori carristi, che fanno parte delle truppe di terra, assicurano la mobilità delle proprie formazioni. Rimuovono gli ostacoli, gli sbarramenti e aprono passaggi tra le mine. Allo stesso tempo erigono ostacoli e limitano così la mobilità delle formazioni avversarie.

Oggi gli zappatori carristi utilizzano ancora veicoli cingolati che sono in uso dal 1963. Nel 2030 i carri armati granatieri raggiungeranno il termine della loro durata di utilizzazione e dovranno essere sostituiti. Con l’acquisto dei nuovi mezzi le capacità degli zappatori carristi dovranno essere adeguate alle minacce attuali, in particolare all’evoluzione dei conflitti e alle zone sempre più densamente edificate.

I veicoli da acquistare (Piranha IV) si distinguono per un’elevata protezione della truppa e sono mobili almeno quanto i veicoli cingolati equivalenti. I nuovi veicoli sono inoltre conformi a norme più severe sulle emissioni e consumano quantità di carburante nettamente inferiori. Sono quindi più rispettosi dell’ambiente e più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelli che verranno dismessi.

L’acquisto dei Piranha IV è in linea con la decisione di principio del Consiglio federale di dotare in futuro le formazioni meccanizzate di veicoli più leggeri e più mobili. Con la scelta di questo carro armato granatieri ruotato per il mortaio da 12 cm 16 è stato creato un veicolo standard protetto che può essere equipaggiato a seconda delle necessità. Anche le formazioni future degli zappatori carristi verranno equipaggiate in modo omogeneo con questo tipo di veicoli. Ciò riduce i costi di esercizio e di manutenzione.

Entità dell’acquisto (307 mio. fr.):

  • 60 veicoli per zappatori carristi con torretta armata;
  • lame, braccia prensili, mezzi per l’istruzione ecc.

Logistica (40 mio. fr.):

  • materiale di ricambio, documentazione e materiale d’istruzione.

Supplemento di rischio (4 mio. fr.) e rincaro (9 mio. Fr.).

È stata presa in esame la possibilità di prolungare la durata di utilizzazione dei veicoli esistenti. Questa alternativa avrebbe comportato investimenti elevati in un veicolo che avrà presto 60 anni ed è stata quindi scartata. I nuovi veicoli proteggono inoltre meglio l’equipaggio e gli zappatori carristi potranno essere impiegati in modo più flessibile.

Si è valutato di sostituire i mezzi in un secondo momento, ma l’opzione è stata scartata a causa delle spese sempre più elevate legate alla manutenzione dei veicoli attuali. I pezzi di ricambio e gli assemblaggi non sono praticamente più reperibili.

Nel 2018 veicoli del tipo Piranha IV sono stati collaudati dalla truppa come veicoli da combattimento e sono stati ritenuti idonei per la truppa. Dopo l’approvazione dei crediti verrà approntata la produzione in serie.

Le spese di manutenzione annuali ammonteranno a tre milioni di franchi, ovvero un milione in più rispetto a quanto necessario per i veicoli da sostituire.

Il rinnovo dei veicoli per zappatori carristi implica adeguamenti dell’attuale infrastruttura d’istruzione e logistica. Le misure necessarie verranno definite nel quadro del progetto ed eventualmente sollecitate in un programma degli immobili del DDPS successivo.

I veicoli da acquistare verranno utilizzati dal 2026 al 2055. All’incirca a metà della loro durata di utilizzazione dovranno essere sottoposti a un programma di mantenimento del valore.

I veicoli verranno consegnati presumibilmente a partire dal 2025.

Rimorchi a uno o due assi

Negli scorsi decenni l’esercito è diventato più mobile. Per adempiere i propri impieghi e istruire la truppa l’esercito ha bisogno di sufficienti capacità di trasporto. Il materiale viene spesso trasportato con rimorchi, risparmiando così tragitti con veicoli a motore e riducendo l’impatto ambientale.

Attualmente l’esercito dispone di oltre 5600 rimorchi a un asse. Oltre la metà risale agli anni Ottanta e deve essere rinnovata. Con i Programmi d’armamento 2013 e 2016 è stata approvata la sostituzione di 2500 rimorchi a un asse, mentre ora verranno acquistati altri 1000 rimorchi.

Allo stesso tempo, 1000 rimorchi a due assi acquistati 30 anni fa stanno raggiungendo il termine della loro durata di utilizzazione. Tali rimorchi non soddisfano più tutti requisiti in materia di tecnica della circolazione. Una parte verrà sostituita con rimorchi a due assi moderni e in questo modo si garantirà quindi una maggiore sicurezza nella circolazione stradale.

Entità dell’acquisto (60 mio. fr.):

  • 1000 rimorchi a 1 asse;
  • 500 rimorchi a 2 assi.

Logistica (3,7 mio. fr.):

  • materiale di ricambio, documentazione e materiale d’istruzione.

Supplemento di rischio (1,8 mio. fr.) e rincaro (0,5 mio. Fr.).

Le seguenti alternative sono state valutate e scartate:

  • La requisizione e il noleggio di rimorchi adeguati è possibile soltanto in misura molto limitata poiché nel settore dei trasporti civili non è disponibile un numero sufficiente di rimorchi e questi non soddisfano i requisiti militari (es. non possono essere agganciati ai veicoli trattori, profilo della vasca non adeguato al telaio per il materiale ecc.).
  • L’opzione che prevedeva un equipaggiamento capillare delle formazioni è stata scartata dal momento che anche la flotta di veicoli trattori non è disponibile in maniera capillare.
  • È stata esaminata e scartata anche la possibilità di rinunciare all’acquisto, perché così facendo l’esercito non disporrebbe più di capacità di trasporto sufficienti.

Nel 2016 era stato indetto un bando di gara pubblico per l’acquisto dei rimorchi a un asse. Il contratto che ne è derivato può essere rinnovato per il presente acquisto.

Anche i rimorchi a due assi verranno valutati secondo il diritto in materia di acquisti pubblici. Il fornitore verrà scelto a metà 2021 in base all’offerta economica più conveniente

Le spese di manutenzione annuali ammonteranno a 2,4 milioni di franchi, ovvero 0,9 milioni di franchi in più rispetto ad oggi. Le maggiori spese sono dovute a rimorchi a un asse supplementari e a componenti elettroniche per i rimorchi a due assi.

I rimorchi a uno o due assi non comportano misure sugli immobili poiché si tratta di sostituire una flotta già esistente.

I rimorchi da acquistare verranno impiegati dal 2023 al 2043.

A partire dal 2023.

Equipaggiamento individuale di protezione NBC

La protezione dai mezzi di combattimento nucleari, biologici e chimici (NBC) è un’importante capacità dell’esercito che gli consente di adempiere i propri compiti in tutte le situazioni. La minaccia più probabile consiste nella liberazione di aggressivi o sostanze pericolose NBC e attacchi terroristici con sostanze chimiche tossiche. Sono inoltre possibili incidenti durante le fasi di produzione, stoccaggio e trasporto di sostanze pericolose. I militari hanno dunque bisogno di un equipaggiamento che li protegga da principi attivi, aggressivi e aggressivi chimici, da sostanze tossiche e radiologiche, da batteri, virus, tossine e sostanze irritanti.

Da analisi approfondite condotte dal Laboratorio Spiez è emerso che l’equipaggiamento di protezione attualmente in uso, acquistato negli anni Novanta, presenta svantaggi fondamentali rispetto ai tessuti odierni. Tute moderne e intere proteggono meglio da aggressivi e sostanze pericolose, in particolare anche da agenti B e da aggressivi che si disperdono sotto forma di aerosol. Inoltre consentono a chi le indossa di muoversi più agevolmente durante l’impiego perché sono costituite da materiale più flessibile e presentano una maggiore traspirabilità.

La nuova tuta di protezione NBC presenta le caratteristiche della tecnologia odierna. Protegge per almeno sei ore dagli agenti chimici, dalla contaminazione e dall’incorporazione di materiali radioattivi (polveri, aerosol) nonché dai principi attivi biologici. La protezione è garantita anche in caso di sollecitazione meccanica.

Tutti i militari devono potersi proteggere dalle minacce NBC durante l’impiego. A tal fine verranno equipaggiati con tute d’impiego in caso di necessità. La capacità d’impiego in condizioni NBC deve essere garantita anche per periodi di tempo lunghi. Verranno quindi immagazzinate ad esempio tre tute per 17 000 militari in formazioni di milizia in prontezza elevata o in organizzazioni di professionisti.

Parallelamente alle tute d’impiego verranno acquistate tute per l’istruzione. L’utilizzo e le proprietà termiche di queste tute sono le stesse, ma non forniscono una protezione NBC e costano circa un terzo delle tute d’impiego.

No. La maschera di protezione NBC 90 rientra ancora tra i migliori modelli al mondo dal punto di vista tecnologico e per ora non verrà sostituita.

Entità dell’acquisto (112 mio. fr.):

  • 160 000 tute d’impiego;
  • 57 000 tute di istruzione.

Logistica (0,2 mio. fr.):

  • materiale di ricambio, documentazione e materiale d’istruzione.

Supplemento di rischio (2,4 mio. fr.) e rincaro (5,4 mio. Fr.).

Sono state esaminate tute protettive intere e a due pezzi. Le seconde sono state scartate perché forniscono una protezione meno efficace rispetto a quelle intere. È stata esaminata e scartata anche l’opzione di acquisti successivi delle attuali tute di protezione. La protezione da agenti B non sarebbe garantita e le tute non potrebbero essere riequipaggiate in questo senso.

Per l’acquisto è stata scelta la procedura mediante invito. Le tute di protezione sono state sottoposte a controlli tecnici e a una prova presso la truppa. Oltre agli aspetti operativi quali efficacia della protezione, funzionalità e libertà di movimento sono stati valutati anche aspetti economici quali i costi di acquisto e di utilizzo, l’affidabilità e il rispetto delle scadenze dei fornitori. La rosa si è ristretta a due possibili fornitori e la scelta verrà effettuata nel 2021.

Le spese di manutenzione annuali ammonteranno a 1,2 milioni di franchi, ovvero 0,8 milioni di franchi in più rispetto ad oggi.

L’equipaggiamento da acquistare verrà utilizzato dal 2023 al 2048.

Simulatori per le armi multiuso spalleggiabili

Con il Programma d’armamento 2016 erano state acquistate armi multiuso spalleggiabili in tre versioni che differivano per la modalità di utilizzo: breve distanza, media distanza, impieghi con un’elevata mobilità. Tali armi consentono di affrontare avversari su veicoli blindati, in postazioni fortificate o edifici all’interno di zone edificate. Le armi multiuso sono state introdotte a partire dal 2020.

I missili utilizzati durante l’impiego non si addicono all’istruzione. Per istruire militari e gruppi in modo efficiente e realistico vengono quindi acquistati dei simulatori. L’istruzione con i simulatori non è solo più sicura, ma anche nettamente più economica e rispettosa dell’ambiente rispetto a quella effettuata con armi reali. L’utilizzo di simulatori causa inoltre minori danni all’infrastruttura di istruzione e si riducono le emissioni foniche.

Le truppe di fanteria e le truppe blindate impiegano armi multiuso spalleggiabili. Per poter essere istruite, le seguenti formazioni devono disporre contemporaneamente di simulatori: un battaglione in ognuno dei due centri d’istruzione al combattimento, le scuole reclute e dei quadri della fanteria e delle truppe blindate nonché due battaglioni supplementari che svolgono il proprio corso di ripetizione al di fuori dei centri d’istruzione al combattimento. Per fare ciò servono 320 simulatori a media distanza e 425 a corta distanza. Occorre inoltre adeguare gli impianti di segnalazione dei colpiti. Per le armi per impieghi con un’elevata mobilità non vengono acquistati simulatori.

Entità dell’acquisto (45,9 mio. fr.):

  • 320 simulatori di tiro a laser per le medie distanze;
  • 425 simulatori di tiro a laser per la difesa ravvicinata;
  • 75 bersagli per simulatori di tiro a laser.

Logistica (4,2 mio. fr.):

  • materiale di ricambio, documentazione e materiale d’istruzione

 e supplemento di rischio (0,9 mio. fr.).

Oltre alla variante sollecitata è stata esaminata anche l’opzione dell’equipaggiamento completo, che è stata però scartata per ragioni di costi.

Non è stata verificata l’alternativa di rinunciare ai simulatori, perché così facendo non sarebbe possibile svolgere un’istruzione di reparto con sistemi reali presso le piazze di tiro in Svizzera.

Il fornitore scelto è RUAG SA. Ha sviluppato modelli di prova e li ha consegnati nel 2020. Sono state condotte prove presso la truppa ed è stata raggiunta l’idoneità per la truppa.

Le spese di manutenzione annuali ammontano a 0,4 milioni di franchi. In questo modo si riducono i costi di 0,2 milioni di franchi rispetto ai simulatori di tiro a laser per il Panzerfaust oggi utilizzati che verranno sostituiti dalle armi multiuso spalleggiabili.

I simulatori da acquistare verranno utilizzati dal 2024 al 2039.

I simulatori verranno acquistati a partire dal 2022 e introdotti a partire dal 2024.

Fino all’introduzione dei simulatori sollecitati la truppa verrà istruita in «cinesimulatori di tiro» e mediante l’attuale simulatore del Panzerfaust.

In generale

Il Programma d’armamento 2021 comporterà presumibilmente l’assegnazione a imprese svizzere di commesse dell’ammontare di 697 milioni di franchi (82% dei crediti d’impegno) e affari di compensazione per 134 milioni di franchi (15%). In tal modo il 97 per cento dei crediti d’impegno genererà commesse supplementari alle imprese in Svizzera.

Inoltre il Programma degli immobili del DDPS 2021 avrà ripercussioni prevalentemente sull’occupazione in Svizzera.

In particolare la base industriale e tecnologica rilevante per la sicurezza e l’edilizia otterranno commesse per un ammontare di 1,5 miliardi di franchi. L’acquisto di materiale dell’esercito non è compreso nell’importo.

Lo scorso anno la tendenza relativa alla situazione in materia di politica di sicurezza si è ulteriormente inasprita. Le rivalità tra Stati Uniti, Cina e Russia nonché le tensioni e i conflitti conseguenti si sono inaspriti. Tali aspetti influiscono in maniera determinante sulla politica globale. Le organizzazioni multinazionali che dalla fine del secondo conflitto mondiale plasmano l’ordinamento globale ed europeo e che risultano determinanti anche per la politica di sicurezza e di difesa della Svizzera presentano notevoli fratture. Nell’Europa sudorientale sono emerse chiare tensioni tra singoli Stati membri della NATO e anche i rapporti tra singoli Paesi europei membri della NATO e gli Stati Uniti si sono ulteriormente deteriorati. Continuano guerre e crisi alla periferia dell’Europa, alcune sono peggiorate creando instabilità e contrasti. Con la pandemia di COVID-19 è sopraggiunta un’altra crisi che ha effetti destabilizzanti. In breve tempo ha infatti esacerbato tensioni già esistenti tra alcune grandi potenze; ancora non è possibile prevedere le ripercussioni a lungo termine sulla situazione internazionale.

Nonostante il peggioramento generale della situazione in materia di sicurezza, resta poco probabile che nel futuro più prossimo si verifichi un conflitto armato nel contesto immediato della Svizzera, ma è possibile che si verifichi in un altro contesto. La Svizzera deve fare tutto il necessario affinché anche in futuro il nostro Paese non figuri tra gli obiettivi diretti di un attacco militare. L’aumento delle tensioni e i conflitti militari nelle zone periferiche del continente europeo comportano conseguenze dirette per la Svizzera, ad esempio attraverso l’incremento delle ondate migratorie o le condizioni favorevoli alla proliferazione del terrorismo. Il trend che ha visto aumentare le spese per la difesa, e in particolare le spese per gli armamenti, prosegue anche in Europa. Nel 2014 gli Stati membri della NATO si sono impegnati a destinare il due per cento del prodotto interno lordo alle spese per la difesa entro la metà degli anni 2020. La maggior parte di essi dovrebbe riuscire a raggiungere tale obiettivo. Resta da capire in quale misura la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze influiranno su questo trend del potenziamento del riarmo militare.

Nonostante la modernizzazione e l’ampliamento del potenziale militare in Europa, un confronto militare diretto tra la NATO e la Russia è poco probabile nell’immediato futuro. Le cosiddette «guerre ambigue» e le «minacce ibride» pesano più di conflitti armati tradizionali sulla sicurezza degli Stati europei e, di conseguenza, direttamente e indirettamente sulla sicurezza della Svizzera. Tali forme di conflitto sono volte a destabilizzare e a paralizzare uno Stato e la sua società. L’aggressore intende raggiungere i propri obiettivi, per quanto possibile, senza uno scontro diretto con l’esercito del difensore. Mira quindi preferibilmente alle infrastrutture critiche, che si trovano spesso nelle aree urbane densamente edificate. Il funzionamento delle infrastrutture critiche può essere pregiudicato mediante ciberattacchi, atti di sabotaggio, attacchi terroristici o con l’impiego di forze speciali. In caso di perturbamento o addirittura di interruzione di infrastrutture critiche, il funzionamento ordinario della società, dell’economia e dello Stato sarebbe compromesso in misura significativa. Nella logica di queste forme di conflitto ibride un attacco con forze militari avrà luogo solo se la controparte non dispone più di una difesa coordinata.

La peculiarità di tali forme di conflitto è che non si svolgono soltanto al suolo e nello spazio aereo, ma si dispiegano anche nello spazio elettromagnetico, nel ciberspazio nonché attraverso tutti i canali di comunicazione (anche quelli di recente sviluppo) nello spazio delle informazioni, per es. mediante la diffusione di propaganda e di notizie false. L’aggressività dei singoli Stati nel condurre operazioni di questo tipo per influenzare l’opinione pubblica si è vista anche in occasione della pandemia di COVID-19. Queste nuove forme di conflitto ibride non hanno sostituito quelle tradizionali, anzi le hanno ampliate con mezzi supplementari (es. ciberattacchi).

Attualmente la sicurezza della Svizzera resta direttamente esposta a minacce che possono insorgere praticamente senza margine di preallarme. La pandemia di COVID-19 è un esempio di crisi non prevedibile. Il ventaglio delle possibili minacce resta però ampio, e la minaccia terroristica, che esiste da anni, resta invariata. In linea di massima un attentato è possibile in qualsiasi momento. Lo stesso vale per le minacce nel ciberspazio, nello spazio extra-atmosferico e anche nello spazio aereo: i ciberattacchi da parte di attori statali e non statali fanno ormai parte della realtà quotidiana, al pari delle operazioni d’influenza e delle attività di spionaggio attraverso l’esplorazione via satellite. In molti Stati l’aviazione militare è costantemente posta in uno stato di prontezza elevata. L’aviazione militare è in grado di percorrere rapidamente lunghe distanze, violare spazi aerei anche molto lontani e di colpire con precisione, mediante armi a lunga gittata, obiettivi che si trovano a decine o addirittura a centinaia di chilometri.

Oltre alla pandemia in corso, altri pericoli restano centrali per la sicurezza delle persone. A causa della sua configurazione topografica, la Svizzera è particolarmente esposta ai pericoli naturali. Il cambiamento climatico rappresenta una grande sfida e potrebbe rendere più frequenti fenomeni naturali quali alluvioni, frane e colate di fango. Le conseguenze di tali fenomeni non si limitano alle zone di montagna, ma possono estendersi anche alle aree dell’Altopiano. Ondate di calura e periodi di siccità possono inoltre provocare incendi forestali e penurie d’acqua.

Importanti basi per l’orientamento a medio e a lungo termine dell’esercito sono il rapporto sulla difesa aerea del futuro (2017, a cura del gruppo di esperti «Nuovo aereo da combattimento») e il rapporto di base sul futuro delle truppe di terra (2019). Secondo queste analisi l’esercito dovrà orientare maggiormente le proprie capacità verso forme di conflitto ibride, sia in caso di difesa in un conflitto armato, sia nel quadro dell’appoggio a favore delle autorità civili.

La difesa, competenza fondamentale dell’esercito, riunisce procedure d’impiego difensive e offensive e richiede l’utilizzo integrato di diversi mezzi. Allo stesso tempo l’esercito deve essere in grado di sostenere le autorità civili, sia in caso di catastrofi che nel fronteggiare le sfide nell’ambito della sicurezza, sia ad esempio nella protezione delle conferenze internazionali che nella gestione delle pandemie. Per questo continua a essere impegnato nel promovimento internazionale della pace, principalmente con «High Value Assets», ovvero apportando contributi specializzati particolarmente importanti per il successo di una missione di pace e quindi molto richiesti. Le prestazioni principali riguardano gli ambiti dell’esplorazione, della sorveglianza di ambienti, del trasporto aereo e dell’eliminazione di munizioni inesplose. L’esercito deve essere inoltre in grado di inviare nelle missioni internazionali ad esempio contingenti in ambito logistico e del genio che possono raggiungere la forza di una compagnia.

Per un orientamento dell’esercito a lungo termine e mirato nei prossimi dieci anni sono necessari investimenti in materia di armamenti dell’ordine di 15 miliardi di franchi. L’obiettivo è sviluppare gradualmente, negli anni 2030, un modello di forze armate completo, equilibrato e coerente e riuscire a mantenerlo tale. Il nostro Collegio ha pertanto deciso di aumentare le spese dell’esercito dell’1,4 per cento annuo in termini reali a partire dal 2021. Ciò rispecchia all’incirca la crescita reale prevista delle spese della Confederazione.

Spazio aereo

Il servizio di polizia aerea deve consentire all’esercito di impedire o rendere difficile a un avversario, per un periodo di tempo e in un’area limitati, di conseguire la superiorità aerea. Allo stesso tempo le Forze aeree devono fornire supporto all’esercito con impieghi aria-terra e ricognizione aerea.

Oltre all’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria a lunga gittata nei prossimi anni occorrerà mantenere e sviluppare ulteriormente le capacità relative alla rappresentazione della situazione aerea (compresa la ricognizione elettronica). Per fare ciò è necessario investire in sensori, armi di difesa contraerea e sistemi di condotta. Deve inoltre essere possibile difendere da minacce provenienti dallo spazio aereo non solo aree a grandi distanze, ma anche sistemi, oggetti e formazioni a corta distanza. Le armi di difesa contraerea oggi disponibili stanno raggiungendo il termine della loro durata di utilizzazione, rendendo indispensabili ulteriori investimenti in mezzi per la difesa terra-aria.

Ciber

Nessun ambito si è sviluppato così rapidamente e in modo così vario negli ultimi anni come il ciberspazio, il settore delle informazioni e lo spazio elettromagnetico. Tale ambito riunisce le zone d’efficacia fisiche terra, aria e spazio extra-atmosferico, nelle quali vengono scambiati e messi in correlazione dati e informazioni tra sensori, installazioni di condotta ed effettori. Solo in questo modo è possibile pianificare e realizzare gli impieghi dell’esercito. Allo stesso tempo nel ciberspazio e nel settore delle informazioni nonché nello spazio elettromagnetico si svolgono anche operazioni miliari autonome.

Per autoproteggersi l’esercito dev’essere in grado di rilevare e neutralizzare azioni sferrategli contro nel ciberspazio. Deve inoltre sviluppare ulteriormente le proprie capacità per realizzare il quadro della situazione. Per potersi proteggere e difendere nel ciberspazio l’esercito deve adottare autonomamente misure attive. Deve altresì continuare a essere in grado di agire anche in caso di crisi e ciberattacchi. Ha dunque bisogno di apparecchi e sistemi moderni per la comunicazione vocale e la trasmissione di dati. A tal fine non si investirà solo in materiale e infrastrutture; occorrerà aumentare di conseguenza anche il personale.

Truppe di terra

In un contesto di conflitto ibrido l’esercito deve essere in grado di portare avanti azioni a terra efficaci, precise e proporzionate, in particolare in zone densamente edificate, che nel nostro Paese costituiscono una situazione tipica. Al contrario può eliminare alcune capacità che erano necessarie in passato per condurre azioni su larga scala condotte da grandi formazioni meccanizzate.

In futuro l’esercito avrà bisogno di capacità ancora maggiori per poter combattere in maniera precisa un avversario soprattutto in zone edificate. Dovrà essere in grado di affrontare veicoli da combattimento e mezzi del genio avversari con fuoco indiretto, che si tratti di artiglieria, aerei da combattimento o armi anticarro a lunga gittata. Nelle aree densamente edificate una delle sfide maggiori è rappresentata dall’acquisizione di informazioni, per la quale servono nuovi sensori. Occorre inoltre mantenere quelle capacità che consentono di superare ostacoli nelle zone densamente edificate e sul terreno aperto. Le truppe di terra devono inoltre essere più mobili, meglio protette e più efficaci rispetto ad oggi. L’esercito vuole altresì sostituire alcuni veicoli cingolati obsoleti con veicoli ruotati il più possibile uniformi e meglio protetti.

All’interno della Svizzera e, nel quadro di missioni militari di promovimento della pace, anche all’estero le truppe di terra e il materiale vengono trasportati per via aerea. Per continuare su questa linea sono previsti investimenti in nuovi elicotteri, dal momento che parti della flotta attuale stanno per raggiungere il termine della loro durata di utilizzazione.

Interconnessione

Gli impieghi militari richiedono oggi un alto livello di interconnessione. Se la condotta, i sensori e gli effettori sono connessi tra loro, è possibile portare a termine con successo azioni contro un avversario eventualmente connesso. Gli effetti in diversi ambiti (spazio aereo, suolo, ciberspazio, spazio elettromagnetico) devono inoltre essere il più possibile armonizzati tra loro.

Oltre a un alto livello di interconnessione interna l’esercito necessita anche di capacità che gli consentano di collaborare con le autorità civili in tutte le situazioni. In questo contesto è molto importante la rete informativa attraverso la quale vengono elaborate grandi quantità di dati in modo intersistemico.

È quindi necessario investire in un nuovo sistema di informazione e di condotta, nei centri di calcolo, in diversi mezzi di comunicazione e in veicoli per l’aiuto alla condotta. Allo stesso tempo l’esercito deve verificare come può utilizzare maggiormente lo spazio extra-atmosferico, in particolare nei settori della comunicazione e dell’acquisizione di informazioni.

ME

Acquisto di materiale dell’esercito 2021

Il Consiglio federale chiede crediti d’impegno di 772 milioni di franchi per l’acquisto di materiale dell’esercito. Questi includono i crediti seguenti: «Progettazione, collaudo e preparazione dell’acquisto (PCPA)», «Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento (E&FR)» e «Munizioni d’istruzione e gestione delle munizioni (MI&GM)».

Progettazione, collaudo e preparazione dell’acquisto (PCPA)

A medio e lungo termine l’esercito deve migliorare le proprie capacità. I sistemi e il materiale vanno inoltre adeguati alle tecnologie attuali. Il credito d’impegno PCPA consente di preparare gli acquisti. È utilizzato per la costruzione di prototipi, per i test, per i mandati di ricerca e per il settore Scienza e tecnologia. Sono inoltre elaborati studi, concetti e analisi tecniche, sviluppate applicazioni di software nonché svolte prove presso la truppa e verifiche. Tutto ciò riduce i rischi per acquisti proposti successivamente.

I simulatori per i veicoli nonché per l’equipaggiamento e l’armamento personali sono stati sviluppati e acquistati agli inizi degli anni 2000. Entrambi i simulatori sono attualmente impiegati sia nei Centri d’istruzione al combattimento (CIC) per l’istruzione al combattimento sia all’esterno dei CIC per l’istruzione al tiro. Essi stanno raggiungendo la fine della loro durata di utilizzazione e dovranno essere sostituiti. Ciò consentirà di istruire i militari sia all’interno sia all’esterno dei CIC fino al 2040. Il credito è destinato allo sviluppo e all’acquisto di prototipi, ai collaudi tecnici e alle prove presso la truppa.

Prossimamente il sistema di missili anticarro TOW e il cacciacarri 90 saranno messi fuori servizio (approvazione con il messaggio sull’esercito 2018). Ciò impedirà all’esercito di combattere i veicoli blindati a grande distanza. Per continuare a disporre di tale capacità anche in futuro, l’esercito intende testare un nuovo sistema. In una prima fase, occorrerà acquistare un sistema d’arma che possa essere impiegato indipendentemente dai veicoli. Un’eventuale integrazione del missile anticarro su veicoli è prevista solo in una fase successiva con l’acquisto di nuovi veicoli d’impiego. Il credito verrà utilizzato per la valutazione dei sistemi d’arma e di allenamento, nonché per i collaudi tecnici e per le prove presso la truppa.

Attualmente l’esercito impegna le sue capacità in ambito ciber principalmente a livello centrale presso le sue sedi. In futuro, lo farà anche in modo decentralizzato. Per reagire alle minacce nel ciberspazio, intende fornire ai suoi team ciber mezzi mobili per condurre impieghi tattici negli ambiti ciberdifesa e ciberoperazioni. Il presente credito è destinato agli studi necessari, all’acquisto di un prototipo, ai collaudi tecnici e alle prove presso la truppa.

Inoltre, in futuro l’esercito dovrà essere in grado di organizzare formazioni in materia di ciberdifesa e di attacchi nel ciberspazio basate sulla simulazione. Il «Cyber Training Center», che sarà operativo a partire dal 2025, coprirà il fabbisogno di formazione e di allenamento di specialisti per far fronte ai ciberattacchi. Oltre alla formazione di competenze pratiche di gestione degli incidenti, saranno esaminati e validati nuovi concetti e procedure in ambito ciber. Il credito sarà utilizzato per gli studi, l’acquisto di materiale, i collaudi tecnici e le prove presso la truppa.

Secondo la pianificazione attuale, il carro armato 87 Leopard può ancora essere utilizzato fino alla metà degli anni 2030. Singoli componenti datati, come i mezzi di osservazione, il dispositivo di comando del comandante e l’unità di controllo del motore, devono pertanto essere sostituiti. Inoltre, i danni ai cambi dei veicoli sono in aumento per via dell’età. Il credito sarà utilizzato per l’acquisto di assemblaggi, la fabbricazione di un prototipo, i collaudi tecnici e le prove presso la truppa.

Durante i loro impieghi i militari devono essere protetti nel migliore dei modi e sostenuti con mezzi tecnici ausiliari. I robot possono assisterli, ad esempio, nel recupero dei feriti o nel rifornimento di merci. In tal modo, le persone sono meglio protette. Nell’ambito di un progetto, l’esercito intende quindi valutare e, se del caso, sviluppare soluzioni di sistema pronte a essere immesse sul mercato di sistemi telecomandati, automatizzati e autonomi. Il progetto pone altresì le basi per analizzare altri aspetti della robotica utilizzando una piattaforma unitaria, modulare e multi-missione. Il credito verrà utilizzato per gli studi, l’acquisto di materiale, i collaudi tecnici e le prove presso la truppa.

Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento (E&FR)

Oltre ai programmi d’armamento, il credito d’impegno E&FR costituisce una quota significativa delle spese d’armamento. Queste comprendono ad esempio l’equipaggiamento personale, l’armamento dei militari nonché il materiale per l’aiuto alla condotta. Figurano nel credito anche gli acquisti sostitutivi e gli acquisti successivi di materiale dell’esercito già in uso. Sono inoltre eseguite delle modifiche per mantenere pronto all’impiego il materiale dell’esercito.

Materiale per l’artiglieria

La durata di utilizzazione dell’obice blindato M109 deve essere prolungata dal 2025 fino almeno al 2030. In tal modo l’esercito evita una lacuna di capacità in materia di fuoco indiretto fintanto che potrà introdurre un nuovo sistema. Il credito sollecitato sarà utilizzato per l’acquisto successivo di pezzi di ricambio e di pezzi soggetti a usura per un periodo di cinque anni.

Materiale aeronautico

L’aereo d’addestramento biposto Pilatus PC-7 è impiegato per l’istruzione di base dei piloti delle Forze aeree. I velivoli sono stati acquistati nel 1981 e modernizzati l’ultima volta nel 2008. La loro durata di utilizzazione verrà ora prolungata fino alla fine degli anni 2030. Con il credito, l’esercito intende attuare misure urgenti quali l’equipaggiamento dei sistemi di allarme anticollisione per garantire l’aeronavigabilità. Solleciterà ulteriori misure nel quadro di un programma d’armamento successivo.

Materiale per l’aiuto alla condotta

Per consentire l’esercizio e gli impieghi dell’esercito, le informazioni di tutti i livelli di classificazione devono poter essere scambiate in modo sicuro tra i sistemi informatici di diversi settori di sicurezza e competenza. Per proteggere tali informazioni occorre creare una sede ridondante.

La protezione delle informazioni svolge un ruolo importante anche per quanto concerne i sistemi d’impiego. Per gli aerei da combattimento F/A18, gli elicotteri e anche per i nuovi droni da ricognizione vengono utilizzate chiavi di cifratura per cifrare lo scambio di dati. Queste chiavi sono state sinora gestite a livello fisico, mentre in futuro saranno gestite elettronicamente. Viene proposto un secondo acquisto parziale di un sistema elettronico di amministrazione delle chiavi, che consentirà una cifratura più rapida e affidabile.

Con il «Cyber Fusion Center», dal 2020 l’esercito dispone di una sorveglianza permanente dei ciberattacchi alle reti e ai sistemi militari. Con il credito sollecitato, intende incrementare l’efficienza e l’efficacia nell’elaborazione di incidenti in materia di sicurezza TIC mediante la creazione di un «Security Operations Center».

Il progetto «e-pers-milizia» intende consentire ai militari e ai militi della protezione civile l’accesso digitale ai dati dei loro libretti di servizio e delle prestazioni, allo scopo di sostituire in futuro le versioni cartacee. I relativi lavori e processi amministrativi saranno pertanto semplificati e svolti esclusivamente in forma digitale.

Gli attuali radar attivi, sui dati dei quali si basa anche l’immagine della situazione aerea, sono facilmente localizzabili tramite le loro emissioni elettromagnetiche. Con il radar passivo «Silenzio» saranno acquistati sensori ed equipaggiamenti complementari che in futuro consentiranno di rilevare e localizzare oggetti nello spazio aereo senza emettere emissioni elettromagnetiche.

La Centrale d’allarme del DDPS riceve ed elabora regolarmente gli allarmi trasmessi telefonicamente o elettronicamente, quali le chiamate di emergenza, gli allarmi ascensore, antincendio o antieffrazione e i guasti tecnici. Queste informazioni sono utilizzate anche dalla polizia militare. I sistemi informatici attuali della Centrale d’allarme del DDPS e della Centrale di condotta e di direzione degli impieghi della polizia militare saranno sostituiti da un nuovo sistema comune.

Materiale sanitario e materiale NBC

L’equipaggiamento di protezione NBC individuale include autoiniettori utilizzati in caso di intossicazioni da aggressivi C. Dopo il loro anno di scadenza nel 2022 dovranno essere sostituiti. Anche la polvere di disintossicazione per la decontaminazione di persone e di equipaggiamenti personali e la soluzione di disintossicazione per veicoli, armi o apparecchi dovranno essere sosti.

Materiale per il servizio degli approvvigionamenti e dei trasporti

I gruppi elettrogeni impiegati attualmente hanno raggiunto le fine del loro ciclo di vita e devono essere sostituiti. La sostituzione è necessaria anche per i generatori che, a causa dell’invecchiamento, generano elevate spese di manutenzione e quindi costi superiori alla media.

I sistemi di pulizia e di sbrinamento delle piste, acquistati tra il 1996 e il 2000 e attualmente utilizzati negli aerodromi militari, stanno giungendo alla fine del loro ciclo di vita. Inoltre, il servizio di polizia aerea 24 ore su 24 richiede una pulizia e uno sbrinamento delle piste più efficiente: per mantenere la prontezza all'impiego permanente con due aviogetti da combattimento armati entro 15 minuti al massimo, i nuovi sistemi dovranno essere acquistati al più tardi entro il 2024.

Pacchettaggio e oggetti d’equipaggiamento particolari

Varie tende acquistate più di 50 anni fa sono danneggiate o logore e dovranno essere sostituite dai teli di tenda 21.

Il fucile per tiratore scelto 04 mostra segni di usura e sarà sostituito dal fucile per tiratore scelto 18 già introdotto. La sostituzione di questi sistemi è più economica del loro aggiornamento e la standardizzazione riduce altresì l’onere logistico.

Sì. La preparazione dell’acquisto è stata chiesta tramite il credito PCPA e l’acquisto (mantenimento del valore) tramite il credito E&FR e il credito MI&GM (quota di munizioni).

Munizioni d’istruzione e gestione delle munizioni (MI&GM)

In tempo di pace le munizioni vengono utilizzate essenzialmente per l’istruzione. Le munizioni utilizzate vengono continuamente sostituite. Inoltre è necessario gestire, procedere alla revisione e in alcuni casi alla liquidazione delle scorte di munizioni. Con il credito MI&GM annuo verrà coperto il fabbisogno ordinario.

Circa il 40 per cento delle munizioni richieste annualmente è destinato all’istruzione all’arma personale dei militari. Di queste, un terzo va alle società di tiro per l’organizzazione degli esercizi di tiro con armi di ordinanza. Sono inoltre acquistate annualmente munizioni per l’istruzione ad altri sistemi d’arma. L’esercito acquista anche munizioni per l’impiego.

Con il credito di quest’anno l’esercito intende acquistare in particolare cartucce per fucile e per pistola per l’arma personale. Necessita altresì di granate a mano d’esercizio per l’istruzione della fanteria. Inoltre, l’attuale scorta di cartucce nebbiogene per veicoli destinata all’impiego è obsoleta e deve essere completamente sostituita per motivi di sicurezza.

Le scorte di munizioni comprendono le munizioni per l’istruzione e per l’impiego e sono gestite considerando le condizioni quadro militari ed economiche. Poiché sono soggette a obsolescenza, la sicurezza di funzionamento delle munizioni è limitata nel tempo. In condizioni di immagazzinamento ideali in alcuni casi la sicurezza di funzionamento può essere estesa fino a 30 anni. Durante tale periodo, le munizioni sono sistematicamente sorvegliate e controllate. Se presentano segni in base ai quali la loro sicurezza o efficacia può essere messa in discussione, l’utilizzazione viene vincolata a condizioni o vietata e le munizioni sono successivamente sottoposte a una revisione o smaltite.

Le munizioni e il materiale dell’esercito obsoleti vengono smaltiti quando le esigenze in materia di protezione, sicurezza ed efficacia non sono più adempiute. Le munizioni vengono smaltite anche quando il relativo sistema d’arma è messo fuori servizio. Nei prossimi anni ciò interesserà ad esempio i missili dei cacciacarri, del sistema di difesa contraerea Rapier o dell’aereo da combattimento F-5.

12 milioni di franchi del credito d’impegno sono utilizzati per lo smaltimento di materiale dell’esercito e 1,3 milioni di franchi per lo smaltimento di munizioni.

L’industria esegue lo smaltimento (distruzione, recupero di componenti ecc.) o la vendita di materiale dell’esercito in esubero ancora commerciabile. Negli ultimi anni i ricavi ottenuti dalla vendita di materiale dell’esercito hanno superato le spese per lo smaltimento di munizioni e di materiale dell’esercito. Un’eccedenza dei ricavi confluisce nella cassa generale della Confederazione.

La Confederazione sussidia le società di tiro riconosciute nell’organizzazione degli esercizi di tiro con armi e munizione d’ordinanza (art. 62 cpv. 2 LM). Il tiro fuori del servizio completa e sgrava l’istruzione al tiro con l’arma personale nelle scuole e nei corsi militari. Promuove la destrezza al tiro e il tiro di precisione dei militari fuori del servizio e il tiro facoltativo (cfr. art. 2 dell’ordinanza del 5 dicembre 2003 sul tiro). Ciò è nell’interesse di un esercito di milizia, che, in caso di necessità, deve essere in grado di intervenire rapidamente.

Le società di tiro ricevono a tal fine indennità sotto forma di contributi per l’organizzazione del programma obbligatorio, del tiro in campagna e dei corsi per giovani tiratori. Questi contributi secondo l’articolo 38 lettera c dell’ordinanza sul tiro sono iscritti nel conto della Confederazione nel credito di trasferimento «Contributi per il tiro». Nel 2019 tali contributi ammontavano a 8,6 milioni di franchi.

Le società di tiro ricevono dalla Confederazione anche le munizioni gratuite e le munizioni d’ordinanza (munizioni a pagamento a prezzo ridotto) (art. 38 lett. a e b dell’ordinanza sul tiro). Esse utilizzano le munizioni gratuite per il programma obbligatorio, il tiro in campagna e i corsi per giovani tiratori.

Per quanto riguarda la consegna di munizioni gratuite e la vendita di munizioni a prezzo ridotto è invece possibile considerare che si tratti di sussidi secondo la legge del 5 ottobre 1990 sui sussidi. Nel 2019 l’esercito ha consegnato tali munizioni per un valore di 17,9 milioni di franchi (non sono incluse le spese di deposito e di trasporto). Le società di tiro hanno pagato 7,7 milioni di franchi, ottenendo quindi sussidi per 10,2 milioni di franchi.

In generale

Fino al 2016 i crediti d’impegno necessari ogni anno per la progettazione e il collaudo, per l’equipaggiamento e il fabbisogno di rinnovamento nonché per le munizioni venivano presentati con il preventivo. Nel messaggio sull’esercito 2017 sono stati presentati per la prima volta come crediti per il materiale dell’esercito. Unitamente al programma d’armamento e al programma degli immobili del DDPS i crediti d’impegno dell’esercito più importanti, che influiscono su circa il 40 per cento dei crediti a preventivo con incidenza sul finanziamento del budget dell’esercito, vengono chiesti congiuntamente. Il Parlamento può così avere una visione d’insieme più chiara delle esigenze dell’esercito in termini di materiale.

Il presente messaggio delinea l’obiettivo generale di questi crediti d’impegno e illustra inoltre alcuni progetti fondamentali e voci collettive. È già disponibile una pianificazione degli acquisti previsti, mentre la specificazione dettagliata verrà presentata in un secondo momento. La facoltà di specificazione sarà delegata al DDPS. La pianificazione sarà presentata alle Commissioni della politica di sicurezza e alle Commissioni delle finanze delle due Camere.

No. Attraverso il limite di spesa il Parlamento stabilisce il limite massimo delle uscite dell’esercito. Con i crediti d’impegno il Consiglio federale propone gli investimenti ai quali assegnare le risorse finanziarie.

PI

Programma degli immobili del DDPS 2021

Con il Programma degli immobili del DDPS 2021 il Consiglio federale chiede crediti d’impegno di 628 milioni di franchi.

Adeguamento di infrastrutture di condotta delle Forze aeree

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo FLORAKO è attualmente in fase di modernizzazione. Il Parlamento ha approvato il rinnovo dei radar con i Programmi d’armamento 2016 e 2018. Con il Programma d’armamento 2020, il Parlamento ha altresì deciso di sostituire i sistemi di condotta di FLORAKO. In tale contesto, si prevede anche di adeguare le infrastrutture di condotta di FLORAKO presso differenti ubicazioni. Oltre alle centrali d’impiego, due impianti della metà del secolo scorso devono essere risanati per poter continuare a essere utilizzati. Diverse installazioni tecniche, in particolare nell’ambito della protezione antincendio, non sono al passo con lo stato attuale della tecnica e non sono più con-formi alle vigenti norme. Alcuni pezzi di ricambio per gli impianti della domotecnica non sono più disponibili. Inoltre, con il risanamento uno dei due impianti dovrà essere orientato al futuro esercizio e adeguato alle esigenze dei sistemi che accoglierà. Per motivi di sicurezza sarà inoltre necessario separare l’utilizzazione da parte di terzi dal settore utilizzato dall’esercito.

Nelle due centrali d’impiego di FLORAKO occorrerà ripristinare parti di edifici, smantellare le installazioni e adeguare la domotecnica e gli interni. Per utilizzare FLORAKO in modo ridondante e senza interruzioni durante i lavori di costruzione è necessaria un’ulteriore centrale d’impiego a tutti gli effetti presso una sede provvisoria. Inoltre, due impianti della metà del secolo scorso devono essere risanati per poter continuare a essere utilizzati.

Uno dei due impianti dovrà essere orientato alle esigenze future. Il settore degli alloggi e della sussistenza sarà ottimizzato. Verranno messi a disposizione locali e sistemi di supporto per la Rete di condotta Svizzera e per il sistema di terra per la radiocomunicazione aeronautica. L’utilizzazione militare sarà completamente separata dall’utilizzazione civile. Inoltre, verrà migliorata la protezione contro le minacce attive e passive. Il livello di protezione potrà essere diminuito o addirittura soppresso per circa un terzo della superficie dell’impianto. Nel corso del risanamento saranno altresì messe in atto misure di sicurezza e di protezione delle persone e si procederà alla rimozione di materiale nocivo.

Nell’altro impianto da risanare, si provvederà a migliorare l’adeguamento antisismico e a rinnovare l’infrastruttura tecnica dei sistemi elettrici e di controllo degli accessi. La protezione delle linee di raccordo sarà migliorata e le parti dell’impianto che non sono più necessarie saranno chiuse. Anche in questo impianto saranno messe in atto misure di sicurezza e di protezione delle persone e si procederà alla rimozione di materiale nocivo.

Su una superficie di 120 m2 saranno installati pannelli fotovoltaici che produrranno circa 22 500 chilowattore di energia elettrica all’anno.

Mediante un sistema di recupero del calore, il calore residuo dei nuovi sistemi di refrigerazione sarà utilizzato per il riscaldamento e la produzione di acqua calda.

Lo sfruttamento sistematico del calore residuo mediante una pompa di calore anziché esclusivamente con corrente di rete e l’aumento dell’efficienza energetica attraverso nuovi apparecchi ridurrà le emissioni di CO2 di circa 28 tonnellate in un anno.

Oltre al mantenimento della disposizione attuale degli spazi senza riduzione dei livelli di protezione, sono state esaminate altre varianti con diversa disposizione e ripartizione degli spazi. Tali varianti non offrono tuttavia vantaggi rilevanti in termini di costi e sono state scartate. La soluzione proposta è stata scelta in considerazione dei vantaggi economici ma anche delle semplificazioni gestionali che essa comporta.

La realizzazione è prevista negli anni 2022–2027.

La realizzazione del progetto consente di ridurre le spese d’esercizio di 0,1 milioni di franchi all’anno. In seguito ai lavori edili volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione dell’impianto militare aumentano di circa un milione di franchi all’anno.

Ampliamento dell’infrastruttura logistica a Burgdorf

L’aumento della prontezza dell’esercito comporta un adeguamento dell’infrastruttura logistica. L’esercito necessita di ulteriori superfici adibite a deposito e per l’esercizio. L’attuale infrastruttura decentralizzata della regione verrà concentrata presso l’infrastruttura logistica di Burgdorf. La sede di Burgdorf sostituisce l’ex sede logistica di Berna, abbandonata tra l’altro a favore dello sviluppo delle infrastrutture dell’Amministrazione federale civile. È vicina a Berna, ha superfici sufficienti. Il materiale e i veicoli possono essere immagazzinati conformemente alle prescrizioni. Inoltre, dispone della superfice coperta necessaria affinché le consegne e dei ritiri del materiale possano svolgersi in modo rapido e chiaro. Tuttavia, l’infrastruttura logistica risale alla metà degli anni Sessanta. I padiglioni e l’officina hanno raggiunto la fine del loro ciclo di vita e presentano carenze in termini di statica e di sicurezza antisismica. Inoltre, non soddisfano più le norme e gli standard legali nonché i requisiti per l’utilizzazione.

L’ampliamento dell’infrastruttura logistica a Burgdorf comprende essenzialmente la costruzione di un nuovo edificio logistico e il risanamento globale dell’attuale officina. Gli impianti esterni e la protezione del perimetro verranno adeguati e sarà costruita una nuova portineria. Quattro padiglioni saranno demoliti, di cui uno solo parzialmente.

Il concetto, orientato al futuro, di utilizzazione dell’infrastruttura logistica per l’equipaggiamento militare è polivalente: deve dar prova di grande flessibilità ed essere polifunzionale. La concentrazione interna, combinata con un’elevata efficienza della superficie, consente un uso parsimonioso del suolo. L’elevata flessibilità d’utilizzazione dell’edificio logistico a più piani si ottiene grazie alle riserve di carico utile a livello di statica.

Il nuovo edificio logistico comprende quattro piani per circa 2000 veicoli e 6000 palette di materiale per l’equipaggiamento delle truppe. Inoltre, saranno predisposte superfici di approntamento, locali di sicurezza e due linee di collaudo. L’officina adiacente da risanare continuerà ad essere utilizzata come officina di manutenzione dei veicoli ruotati e ala amministrativa con uffici e locali per rapporti.

Il nuovo edificio logistico sarà costruito secondo lo standard Minergie-ECO e realizzato tenendo conto del contesto insediativo. L’ampia superficie del tetto a copertura vegetale estensiva di circa 2 ettari – una superficie di circa 3 campi da calcio o circa un terzo della superficie dell’area – creerà una compensazione ecologica per le superfici circostanti prevalentemente impermeabili. Il tetto fungerà anche da bacino di ritenuta con deflusso ritardato dell’acqua piovana. Il progetto fornisce un prezioso contributo alla biodiversità, alla creazione di interconnessioni ecologiche e alla gestione parsimoniosa dell’acqua piovana. La futura zona di protezione delle acque sotterranee della captazione di Burgschachen sarà presa in considerazione nel piano generale di smaltimento delle acque aggiornato.

Su tre edifici esistenti saranno installati pannelli fotovoltaici con una superficie complessiva di circa 6000 m2. La quantità di energia elettrica prodotta corrisponde a 870 megawattore all’anno – il fabbisogno di elettricità di circa 220 famiglie.

In alternativa all’ampliamento proposto dell’infrastruttura logistica a Burgdorf, si è valutato se la domanda potesse essere coperta dagli edifici esistenti a Burgdorf, compresi i depositi esterni. Inoltre, si è studiato un possibile sfruttamento di sinergie con Wangen a. A. La soluzione attuale a Burgdorf offre i maggiori vantaggi in termini di ubicazione, soddisfazione delle esigenze, potenziale di sviluppo ed economicità. Il risanamento dell’officina si è rivelata più economica di un nuovo edificio.

La realizzazione è prevista tra il 2023 e il 2028.

La realizzazione del progetto comporta un aumento delle spese d’esercizio di soli 0,1 milioni di franchi all’anno nonostante le maggiori superfici utili. Benché il maggior volume degli edifici aumenti i costi di manutenzione, tali edifici possono essere utilizzati in modo più efficiente. Inoltre, con l’abbandono dell’infrastruttura logistica di Berna si risparmieranno tre milioni di franchi all’anno di spese di affitto e d’esercizio. In seguito ai lavori edili volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione aumentano di circa 10,8 milioni di franchi all’anno.

Concentrazione della piazza d’armi di Frauenfeld, terza tappa

La piazza d’armi di Frauenfeld è una delle più importanti dell’esercito ed è utilizzata principalmente dalla Formazione d’addestramento dell’aiuto alla condotta. Vista la polivalenza dell’infrastruttura, il Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito prevede che il sito continuerà a essere utilizzato a lungo termine e che sarà potenziato. L’impianto di Auenfeld è stato progettato all’inizio degli anni Ottanta ed è stato realizzato in due tappe (1983–1986 e 1996–2000). Diverse sedi esterne che hanno raggiunto la fine della durata di utilizzazione saranno integrate nell’area della caserma di Auenfeld. In compenso, la caserma cittadina di Frauenfeld, l’attuale arsenale e il centro servizi veicoli a motore, la piazza d’esercitazione Haselbach a Rümlang e l’intera piazza d’armi di Dailly saranno chiusi. Altre superfici saranno dismesse a Dübendorf, Bülach e Kloten. La concentrazione sull’area di Auenfeld a Frauenfeld favorisce un’istruzione efficiente e riduce le spese d’esercizio.

Il risanamento generale della piazza d’armi e la realizzazione dei nuovi edifici sono suddivisi in quattro tappe:

  • Prima tappa, prevista dal Programma degli immobili del DDPS 2016 (121 mio. fr.):
    innalzamento dell’edificio del comando, nuova costruzione sostitutiva del centro di sussistenza e costruzione di un nuovo centro medico regionale, ulteriore edificio per alloggi e tre padiglioni d’istruzione;
  • Seconda tappa, prevista dal Programma degli immobili del DDPS 2020 (86 mio. fr.):
    nuovi edifici per le attività tecniche, i test e l’istruzione nel settore delle telecomunicazioni dell’esercito e della Rete di condotta Svizzera, nuovo padiglione per il simulatore di guida, un centro di manutenzione e un edificio per il ristabilimento completo di officine; spostamento di una piazza d’istruzione, adeguamento dell’accesso alla piazza d’armi e risanamento del distributore di carburante;
  • Terza tappa, prevista da un Programma degli immobili del DDPS 2021 (69 mio. fr.):
    costruzione di un nuovo edificio per gli alloggi e di un ulteriore padiglione da adibire all’istruzione e a rimessa, risanamento dell’edificio del comando, costruzione degli spiazzi necessari all’edificio per gli alloggi e smantellamento dell’edificio del custode per la costruzione di un accesso provvisorio alla piazza d’armi, lavori di sistemazione;
  • Quarta tappa, prevista da un Programma degli immobili del DDPS 2022 (95 mio. fr.):
    nuova costruzione sostitutiva degli attuali edifici degli alloggi, risanamento degli attuali padiglioni d’istruzione e rimesse, risanamento dell’edificio delle sale di teoria, nuova costruzione sostitutiva del posto di guardia e copertura dell’accesso principale alla piazza d’armi, lavori di sistemazione.

La terza tappa comprende essenzialmente la costruzione di un nuovo edificio per gli alloggi e di un padiglione da adibire all’istruzione e a rimessa nonché il risanamento dell’edificio del comando, il cui innalzamento era già stato approvato nell’ambito della prima tappa. Il progetto comprende le seguenti misure:

  • costruzione di un nuovo edificio per gli alloggi con circa 600 letti;
  • costruzione di un nuovo padiglione da adibire all’istruzione e a rimessa;
  • risanamento dell’edificio del comando con 82 postazioni di lavoro (compreso il risanamento energetico);
  • costruzione degli spiazzi necessari all’edificio per gli alloggi e i relativi lavori di sistemazione;
  • smantellamento dell’edificio del custode per la costruzione di un accesso provvisorio alla piazza d’armi.

Il padiglione adibito all’istruzione sarà costruito secondo lo standard Minergie. Lo standard Minergie-ECO sarà applicato all’edificio degli alloggi e lo standard Minergie-P all’edificio del comando.

Sui tetti saranno installati pannelli fotovoltaici con una superficie complessiva di circa 2800 m2. La quantità di elettricità prodotta sarà di 515 megawattore all’anno. Ciò corrisponde al fabbisogno di elettricità di circa 130 economie domestiche. L’elettricità prodotta in eccesso potrà essere sfruttata in un’altra sede del DDPS.

La piazza d’armi sarà riscaldata con il calore residuo del vicino centro di calcolo CAMPUS. Vi sarà la possibilità di mettere a disposizione di terzi il calore residuo in eccesso attraverso una nuova rete elettrica.

Tutti gli alberi abbattuti saranno sostituiti. Le due zone del sedime popolate da anfibi saranno collegate. L’utilizzazione agricola dell’intera piazza d’armi è passata a una gestione estensiva ed è stata convertita a standard biologici.

Con il Programma degli immobili del DDPS 2016 è stato deciso l’ampliamento e il risanamento generale della piazza d’armi. La terza tappa fa seguito a questa decisione. All’epoca il risanamento degli edifici esistenti nelle varie sedi era già stato esaminato e scartato. Calcolando sull’arco dei 35 anni della durata di utilizzazione, tale alternativa costerebbe 70 milioni di franchi in più e non soddisferebbe tutte le necessità. Non sarebbe sostenibile e non consentirebbe di garantire l’utilizzazione a lungo termine. Le sedi alle quali si prevede di rinunciare non potrebbero essere destinate a un’altra utilizzazione.

La presente terza tappa è strettamente connessa alla prima tappa. La realizzazione contemporanea consente di risparmiare sui costi e di ridurre i tempi di costruzione. Tuttavia, la quarta e ultima tappa prevista nell’ambito del Programma degli immobili del DDPS 2022 non ha potuto essere unita alla terza tappa a causa del limitato stato di avanzamento della pianificazione.

La realizzazione del progetto consente di ridurre le spese d’esercizio di circa 0,5 milioni di franchi all’anno. Per la terza tappa i costi lordi di locazione ammontano a 3,9 milioni di franchi all’anno.

Concentrazione della piazza d’armi di Drognens, seconda tappa

L’esercito intende utilizzare la piazza d’armi di Drognens a lungo termine. Con il Programma degli immobili del DDPS 2018 il Parlamento ha deciso il suo ampliamento (40 milioni di franchi) nell’ambito di una prima tappa. Ciò aumenterà le capacità in termini di alloggio e di sussistenza. Una volta completato tale ampliamento, l’esercito potrà dismettere la piazza d’armi di Friburgo e le sedi di Chésopelloz, Moncor e Schiffenenen

Con la seconda tappa la piazza d’armi sarà ulteriormente concentrata e sostituirà successivamente le infrastrutture d’istruzione di Romont, Corbières e Belfaux, che sono utilizzate dalle scuole rifornimento e necessitano di un risanamento. Queste sedi saranno dismesse o utilizzate in altro modo.

Per l’adeguamento edile e l’ampliamento della piazza d’armi di Drognens saranno costruiti due padiglioni adibiti all’istruzione con sale di teoria integrate. Oltre alla nuova superficie dei padiglioni di 5060 m2, sarà creata una superficie dura esterna per l’istruzione di circa 25 000 m2. Dopo l’apertura del centro medico di Payerne, l’attuale ambulatorio può essere ridimensionato a favore di ulteriori sale di teoria. È altresì prevista un’ulteriore sala polivalente provvista di un locale fitness. Il progetto comprende anche il risanamento di un edificio adibito all’istruzione, vari involucri edilizi e la rete stradale lunga circa 3,5 chilometri.

Gli edifici saranno costruiti rispettivamente risanati secondo vari standard Minergie. I due nuovi padiglioni adibiti all’istruzione e la nuova palestra soddisferanno lo standard Minergie-A-ECO e lo standard Minergie-P-ECO. Gli involucri edilizi saranno risanati in base allo standard Minergie.

Sulle superfici di copertura idonee saranno installati pannelli fotovoltaici con una superficie complessiva di circa 3700 metri quadrati. La quantità di elettricità prodotta sarà di 763 megawattore all’anno. Ciò corrisponde al fabbisogno di elettricità di 184 economie domestiche. L’elettricità prodotta in eccesso potrà essere sfruttata in un’altra sede del DDPS.

In alternativa, si è valutata la possibilità di continuare l’istruzione nelle attuali tre sedi esterne. Queste dovrebbero essere risanate e completate con ulteriori edifici. Inoltre, gli spostamenti quotidiani da Drognens verso le sedi esterne genererebbero costi supplementari. La variante scelta è risultata la soluzione economicamente più vantaggiosa sull’intera durata di utilizzazione degli immobili.

La realizzazione della seconda tappa comporta una riduzione delle spese d’esercizio di 0,3 milioni di franchi all’anno nonostante le maggiori superfici utili. In seguito ai lavori edili volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione per l’ampliamento e la ristrutturazione della piazza d’armi di Drognens aumentano di circa 2,1 milioni di franchi netti all’anno

La realizzazione è prevista tra il 2023 e il 2026.

Partecipazione all’impianto di tiro indoor di Sion

Dal 2018 la scuola reclute della polizia militare è stazionata presso la piazza d’armi cantonale di Sion. Le reclute utilizzano la piazza di tiro Pra Bardy ad Aproz, di proprietà della Confederazione. L’inquinamento fonico che ne deriva supera regolarmente i valori limite previsti dalla legge. Ciò ha portato a numerosi reclami da parte della popolazione limitrofa e delle autorità comunali e cantonali. Già anni addietro l’istruzione al tiro presso la sede di Pra Bardy era stata limitata nel tempo. Da allora, le truppe hanno dovuto ripiegare sulle piazze di tiro di Raron o di Saint-Maurice, spostando semplicemente altrove il rumore dei tiri. I costi supplementari per il trasporto, un inutile impatto ambientale e una notevole perdita di tempo d’istruzione ne sono ulteriori conseguenze.

Da tempo il Cantone del Vallese ha in progetto la costruzione di un impianto di tiro indoor per l’istruzione della polizia cantonale. Un ampliamento per soddisfare le esigenze militari potrebbe offrire una soluzione durevole alla problematica dell’inquinamento fonico. Su tale base, nel settembre 2020 la Confederazione, il Cantone del Vallese e la città di Sion hanno concluso un accordo per la costruzione di un impianto di tiro indoor destinato a un uso comune.

Il progetto di Confederazione, Cantone e città mira a concentrare l’istruzione militare di tiro a corta distanza sulla piazza d’armi di Sion, riducendo in tal modo di circa il 75 per cento le attività di tiro nelle sedi di Pra Bardy, Raron e Saint-Maurice. Il Cantone del Vallese, in qualità di committente, costruirà un impianto di tiro indoor suddiviso in proprietà per piani. Si tratterà di dieci box per il tiro a corta distanza, sette dei quali saranno utilizzati dalla Confederazione e tre dal Cantone del Vallese. La struttura comprenderà anche superfici logistiche e tecniche utilizzate congiuntamente. I costi d’investimento di 32,5 milioni di franchi svizzeri e i costi d’esercizio saranno ripartiti tra entrambe le parti in proporzione alle rispettive quote d’uso. Oltre che dall’esercito e dalla polizia cantonale, l’impianto potrà essere utilizzato anche da altre organizzazioni quali la polizia regionale, il Corpo delle guardie di confine o la polizia ferroviaria delle FFS. Il Cantone del Vallese e la Confederazione hanno il diritto prioritario di utilizzo.

Le attività di tiro nelle sedi di Pra Bardy ad Aproz, Raron e Saint-Maurice si ridurranno di circa il 75 per cento.

Un’analisi ha rivelato che il risanamento fonico dell’attuale impianto di tiro a corta distanza di Pra Bardy mediante una copertura parziale fonoassorbente non garantisce un risultato soddisfacente per tutte le parti. L’impianto di tiro a corta distanza proposto è la soluzione privilegiata sia in termini di riduzione del rumore che di costi d’investimento.

Un’analisi ha rivelato che il risanamento fonico dell’attuale impianto di tiro a corta distanza di Pra Bardy mediante una copertura parziale fonoassorbente non garantisce un risultato soddisfacente per tutte le parti. L’impianto di tiro a corta distanza proposto è la soluzione privilegiata sia in termini di riduzione del rumore che di costi d’investimento.

La realizzazione è prevista tra il 2022 e il 2023.

La realizzazione del progetto comporta un aumento delle spese d’esercizio di 0,1 milioni di franchi all’anno. I costi lordi di locazione per la partecipazione all’impianto di tiro indoor di Sion ammontano a 1,4 milioni di franchi all’anno.

Risanamento del centro d’istruzione dell’UFPP di Schwarzenburg

Gli immobili dell’UFPP fanno parte degli immobili del DDPS. Sono gestiti e sviluppati da armasuisse Immobili. Il limite di spesa dell’esercito comprende, oltre al settore dipartimentale Difesa, anche armasuisse Immobili.

Dopo oltre 30 anni gran parte dell’infrastruttura edile del Centro federale d’istruzione dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) ha raggiunto la fine della sua durata di utilizzazione. Le principali componenti interessate sono l’impiantistica, i tetti e le facciate nonché gli interni. Inoltre, gli edifici presentano carenze strutturali a livello di statica, coibentazione e lotta antincendio. Per evitare costi di manutenzione elevati e guasti tecnici, gli edifici devono essere completamente risanati. Inoltre, il settore dei seminari non soddisfa sufficientemente le esigenze attuali. I veicoli e gli apparecchi sensibili non possono essere protetti dalle intemperie.

Nel centro d’istruzione dell’UFPP vengono istruiti le organizzazioni, i quadri e gli specialisti della protezione della popolazione. Si evolverà ora in un centro nazionale di competenza per l’istruzione in materia di catastrofi e situazioni d’emergenza. Inoltre, l’infrastruttura continuerà ad essere utilizzata da unità amministrative esterne della Confederazione e dei Cantoni, nonché da organizzazioni del settore della sicurezza, per convegni e come albergo per seminari.

È previsto un risanamento totale dei due edifici per i corsi, dell’edificio centrale con la zona di sussistenza, dell’auditorio, di due sale plenarie e dei cinque edifici degli alloggi per un totale di 169 posti letto. L’offerta di camere singole sarà aumentata. I vari settori d’utilizzazione saranno raggruppati tematicamente per ottimizzare i processi operativi. Inoltre è previsto un nuovo Centro d’istruzione per la condotta e l’analisi della situazione che sarà collocato in uno dei due edifici per i corsi. A tal fine, i sistemi di condotta e di telecomunicazione attualmente ripartiti tra vari edifici saranno raggruppati nella nuova sede. Inoltre, l’infrastruttura per seminari sarà modernizzata e l’edificio centrale sarà provvisto di un moderno locale per lo sport e ricreativo. Negli spazi esterni è previsto un nuovo campo sportivo. Infine, sarà costruita una rimessa a prova di gelo per proteggere i veicoli dalle intemperie e conservare gli apparecchi sensibili.

L’edificio adibito all’istruzione sarà risanato secondo lo standard Minergie conformemente ai criteri ECO. I nuovi sistemi di riscaldamento garantiscono che in futuro il calore per l’intero centro d’istruzione sarà generato esclusivamente da fonti energetiche rinnovabili. Le emissioni di CO2 saranno ridotte di circa il 65 per cento. Il calore residuo generato dalla refrigerazione sarà sfruttato sistematicamente. Su una superficie di circa 1400 metri quadrati saranno installati pannelli fotovoltaici. La quantità di elettricità prodotta sarà di 216 megawattore all’anno. Ciò corrisponde al fabbisogno di elettricità di circa 54 economie domestiche. Le adiacenze saranno realizzate in modo rispettoso della natura.

Si è esaminato in modo approfondito in che misura le componenti e le installazioni tecniche interne degli edifici potrebbero continuare a essere utilizzate. La soluzione prescelta costituisce una via di mezzo: la variante «risanamento massimo dell’edificio» (comprese le componenti che non hanno ancora raggiunto il limite della loro durata d’utilizzazione) e la variante «manutenzione minima» (senza alcun risanamento energetico dell’edificio) sono state scartate per motivi di ordine economico.

Una soluzione decentralizzata è stata sostanzialmente esaminata, ma è stata scartata poiché avrebbe richiesto l’installazione in varie sedi di sistemi tecnici d’istruzione, in particolare dei sistemi di allarme, allerta e comunicazione della Confederazione. Inoltre, ciò avrebbe anche reso impossibile un’istruzione efficiente.

La realizzazione è prevista tra il 2023 e il 2025.

Le spese d’esercizio annue rimangono al livello attuale. In seguito ai lavori edili volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione aumentano di circa 0,8 milioni di franchi all’anno.

Altri progetti immobiliari 2021

  • Sviluppo dell’infrastruttura necessaria alla videosorveglianza
    installazione di impianti di videosorveglianza per una migliore protezione del materiale da furti e danni intenzionali. In una prima tappa sono previste 15 sedi;
  • Modifiche edili alla torre di controllo dell’aerodromo militare di Emmen
    lo spazio disponibile nella torre di controllo e negli edifici adiacenti non è più sufficiente per accogliere tutti i sistemi tecnici. In relazione all’installazione del nuovo sistema militare di avvicinamento controllato, l’infrastruttura deve essere adeguata;
  • Concentrazione presso la sede di Worblaufen
    l’utilizzo della sede di Worblaufen va concentrato. Dopo l’adeguamento e il risanamento degli edifici, i contratti di locazione per le superfici affittate altrove possono essere disdetti.

  • Sostituzione del riscaldamento a Payerne
    i riscaldamenti a nafta delle caserme dei piloti e della difesa contraerea sono giunte al termine della loro durata di utilizzazione e saranno sostituiti da una soluzione basata sulle energie rinnovabili;
  • Risanamento generale della caserma della truppa II a Emmen
    la caserma della truppa II, costruita nel 1984, è giunta al termine del suo primo ciclo di utilizzo e va completamente risanata;
  • Risanamento e adeguamento delle condutture per cavi, Thun
    le condutture per cavi accessibili della piazza d’armi di Thun devono essere risanate per garantire la sicurezza delle persone e in materia di approvvigionamento.

  • Per sistemazioni specifiche al locatario nonché attrezzature d’esercizio e mobili a installazione fissa negli oggetti locati;
  • per contributi d’investimento per il risanamento di infrastrutture utilizzate in comune con terzi, come strade e impianti a fune;
  • per maggiori uscite dovute al rincaro nei progetti di costruzione dei messaggi sugli immobili del DDPS fino al 2013 e per altri immobili del presente programma degli immobili;
  • per danni non assicurati a edifici e impianti del DDPS.

In generale

Gli immobili militari comprendono circa 4500 edifici e impianti in uso nel parco immobiliare fondamentale nonché 24 000 ettari di terreno. Il valore di riacquisto delle ubicazioni ancora utilizzate dall’esercito ammonta attualmente a circa 20 miliardi di franchi. Per questa ragione vanno fissate delle priorità anche nel settore degli immobili. Nel Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito elaborato nel quadro dell’Ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) sono state designate le ubicazioni alle quali bisognerà rinunciare. Limitare l’utilizzazione alle ubicazioni rimanenti consentirà di chiudere alcune ubicazioni. Ciò permetterà a sua volta di stabilizzare a medio-lungo termine il fabbisogno finanziario per gli immobili. Il mantenimento a lungo termine della sostanza immobiliare restante esigerà una serie di risanamenti e di adattamenti edili e tecnici. Le piazze d’armi di Frauenfeld, Drognens, Thun e Chamblon sono essenziali per l’attuazione del Concetto relativo agli stazionamenti e saranno ampliate. Per contro, le piazze d’armi di Friburgo, Lyss e Moudon saranno chiuse a medio termine, ciò che permetterà di evitare imminenti risanamenti.

Il Programma degli immobili del DDPS 2021 avrà ripercussioni prevalentemente sull’occupazione in Svizzera.

Il Programma d’armamento 2021 comporterà presumibilmente l’assegnazione a imprese svizzere di commesse dell’ammontare di 697 milioni di franchi (82% dei crediti d’impegno) e affari di compensazione per 134 milioni di franchi (15%). In tal modo il 97 per cento dei crediti d’impegno genererà commesse supplementari alle imprese in Svizzera.

In particolare la base industriale e tecnologica rilevante per la sicurezza e l’edilizia otterrà commesse per un ammontare di 1,5 miliardi di franchi. L’acquisto di materiale dell’esercito non è compreso nell’importo.

Ambiente

Pacchetto clima e gestione sostenibile degli immobili

Energie


Il Consiglio federale vuole ridurre le emissioni di gas serra e il consumo di energia dell’Amministrazione federale. L’esercito riveste un ruolo importante nel raggiungimento di tale obiettivo. Dovrà aumentare la propria efficienza energetica e produrre in futuro ancora più energie rinnovabili. Entro il 2030 le emissioni di CO2 dovranno essere ridotte almeno del 40 per cento rispetto al 2001. Tutti i riscaldamenti a nafta verranno sostituiti entro il 2030, indipendentemente dal termine della loro durata di utilizzazione. Già oggi l’esercito gestisce oltre 40 impianti fotovoltaici, che insieme producono circa sei gigawattora di energia elettrica all’anno. Tale grandezza corrisponde al fabbisogno energetico medio annuo di circa 1500 economie domestiche. Entro il 2030 la capacità produttiva dovrà raggiungere circa 25 gigawattora all’anno, che corrispondono al fabbisogno annuo di circa 6250 economie domestiche. L’esercito migliorerà la propria efficienza energetica anche attraverso il risanamento di edifici e il rinnovamento della flotta di veicoli.

Il Consiglio federale vuole ridurre le emissioni di gas serra e il consumo di energia. Nel 2019 ha incaricato i dipartimenti di attuare un cosiddetto pacchetto clima. Entro il 2030 il DDPS dovrà ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Le restanti emissioni di gas serra devono essere completamente compensate attraverso certificati di riduzione delle emissioni.

Il DDPS dispone già dal 2004 di un concetto energetico. Nel quadro di questo concetto, nel 2010 il dipartimento ha riorganizzato i propri sforzi nell’ambito della riduzione dei costi energetici e delle emissioni di CO2 al fine di attuare gli obiettivi di politica energetica del Consiglio federale. Per il prossimo decennio il Concetto energetico DDPS verrà sostituito dal «Piano d’azione energia e clima DDPS», che definisce tra le altre cose le seguenti misure:

  • Risanamento di edifici:
    negli ultimi anni il DDPS ha rinunciato a installare nuovi riscaldamenti alimentati con energie fossili nei propri immobili. Il riscaldamento proviene da energie rinnovabili quali calore solare e ambientale, geotermia, biomassa, legna e pompe di calore. Si mira a sostituire tutti i riscaldamenti a nafta entro il 2030, indipendentemente dal termine della loro durata di utilizzazione. Per il risanamento di edifici e la sostituzione di impianti di riscaldamento si applicano sistematicamente le direttive tecniche energia, edifici e impianti tecnici, grazie alle quali ad oggi le emissioni annue di CO2 sono state ridotte di circa 24 000 tonnellate rispetto al 2001. Il DDPS prevede investimenti pari a 87 milioni di franchi per la sostituzione anticipata degli impianti di riscaldamento grazie alla quale le emissioni di CO2 verranno ridotte di ulteriori 20 000 tonnellate all’anno entro il 2030.
  • Produzione di elettricità e di calore:
    già oggi il DDPS gestisce oltre 40 impianti fotovoltaici, che insieme producono circa sei gigawattore di energia elettrica all’anno. Tale grandezza corrisponde al fabbisogno energetico medio annuo di circa 1500 economie domestiche. Entro il 2030 la capacità produttiva dovrà raggiungere circa 25 gigawattora all’anno, che corrispondono al fabbisogno annuo di circa 6250 economie domestiche.
  • Parco veicoli:
    l’esercito gestisce un grande parco veicoli, composto per la maggior parte da veicoli non blindati con un peso totale tra le 3,5 e le 40 tonnellate. Attualmente vengono impiegati 15 000 veicoli di questo tipo, che percorrono 50 milioni di chilometri all’anno. Negli ultimi anni questa parte della flotta è stata costantemente rinnovata, riducendo quindi sensibilmente il consumo di carburante. Ora occorre portare avanti questo rinnovo. 

 

La gestione degli immobili del DDPS conferisce grande importanza allo sviluppo sostenibile del proprio portafoglio. Con circa 4500 edifici e impianti in uso e 24 000 ettari di terreno di proprietà l’ambiente riveste un ruolo importante presso il DDPS. Le seguenti misure contribuiscono a uno sviluppo sostenibile del portafoglio immobiliare:

  • Standard di costruzione:
    nei progetti di costruzione si applica lo standard Minergie. A seconda della categoria dell’edificio e del tipo di progetto (nuova costruzione o risanamento) si impiegano diversi standard Minergie o elementi di costruzione secondo i moduli Minergie. Indipendentemente dalla categoria degli edifici questi vengono integrati con il complemento ECO per la salute e l’ecologia edilizia. Il DDPS si orienta inoltre verso lo «Standard della Costruzione Sostenibile Svizzera» nei settori dell’edilizia e delle infrastrutture.
  • Protezione del suolo e risanamento di siti contaminati:
    l’utilizzo di determinati siti da parte dell’esercito può inquinare il suolo. Nell’ambito degli esercizi di tiro alcuni metalli pesanti contenuti nelle munizioni possono ad esempio penetrare nel sottosuolo. Per evitare ciò le piazze vengono dotate – dove possibile dal punto di vista tecnico – di parapalle artificiali. Le piazze d’armi messe fuori servizio vengono controllate e le superfici inquinate vengono sanificate. Il nostro Consiglio calcola un ammontare delle spese di circa 360 milioni di franchi. Negli ultimi anni sono stati sanificati in totale circa 300 000 metri quadrati di suolo presso le piazze di tiro militari e gli impianti di tiro.
  • Biodiversità e protezione della natura:
    le superfici utilizzate dal DDPS hanno spesso un particolare valore ecologico. Con il programma «Natura, paesaggio ed esercito» il DDPS vuole conciliare l’utilizzo a scopo agricolo e militare nonché i beni naturali presenti nelle ubicazioni e promuovere la biodiversità in modo mirato. L’efficacia del programma viene verificata ogni anno attraverso un monitoraggio della biodiversità.
  • Rumore degli esercizi di tiro:
    l’ordinanza del 15 dicembre 1986 contro l’inquinamento fonico stabilisce valori limite d’esposizione al rumore su piazze d’armi, di tiro e d’esercizio militari. Entro il 2025 il DDPS sarà tenuto a calcolare l’inquinamento fonico presso tutti i propri impianti e se necessario attuare misure di risanamento.
  • Protezione integrale delle acque:
    Nella gestione del proprio approvvigionamento di acqua potabile e degli impianti di trattamento delle acque di scarico il DDPS applica sistematicamente il principio della «protezione integrale delle acque». Ciò assicura che sia disponibile una quantità adeguata di acqua e che sia garantita la qualità sull’intero ciclo.

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