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Air2030 – Domande e risposte

Sicherung des Luftraumes

Politica

Antecedenti

Decisioni del Consiglio federale

Nel novembre 2017 il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata con un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi. Per poter finanziare nel contempo anche il rinnovo dei sistemi al suolo e di condotta, nei prossimi anni dovrà essere concesso un aumento del 1,4 per cento, in termini reali, del limite di spesa dell’esercito. Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le uscite per l’esercizio affinché tale aumento sia a disposizione principalmente per gli investimenti per l’armamento. Il Consiglio federale ha deciso di invitare i seguenti candidati: Airbus (Eurofighter), Boeing (F/A-18 Super Hornet), Dassault (Rafale), Lockheed-Martin (F-35A) e Saab (Gripen E). Il Governo ha inoltre deciso che dovranno essere sollecitati affari di compensazione per un volume pari al 100 per cento del valore contrattuale. Il DDPS è stato incaricato di elaborare delle varianti per dare al popolo svizzero la possibilità di pronunciarsi sulla questione.

Per consentire il ricorso al referendum, nel marzo 2018 il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento un disegno di decisione programmatica conformemente all’articolo 28 della legge sul Parlamento. Nella decisione programmatica dovrà essere compreso un incarico delle Camere al Consiglio federale di procedere entro il 2030 al rinnovo dei mezzi per la difesa aerea, mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Il Governo ha stabilito le seguenti condizioni quadro finanziarie: un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi e l’obbligo di concludere affari offset per un importo pari al 100% del valore contrattuale. Approvando la decisione programmatica, il Parlamento non deciderà in via definitiva sull’acquisto, ma darà soltanto il suo consenso alla pianificazione dello stesso. Considerata la sua portata, l’acquisto dovrà sottostare al referendum facoltativo. L’acquisto sarà prevedibilmente sottoposto al Parlamento nel quadro del Programma d’armamento 2022.

Il disegno di decisione programmatica con i contenuti summenzionati è stato posto in consultazione dal Consiglio federale a fine maggio 2018. Il progetto in sé, ossia l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, è stato appoggiato dalla grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione. Il modo di procedere tramite decisione programmatica del Parlamento (per l’acquisto di aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sotto forma di un pacchetto unico) è stato tuttavia valutato in maniera differente: i Cantoni hanno appoggiato questo modo di procedere, tra le associazioni ha ottenuto maggiore appoggio rispetto alle alternative (procedura ordinaria per l’acquisto di armamenti senza possibilità di referendum, revisione di una legge vigente o una nuova legge). Invece nei partiti vi è stata un’importante opposizione. Il PLR si è espresso a favore della procedura d’acquisto ordinaria senza possibilità di referendum, il PPD ha proposto una decisione programmatica soltanto per gli aerei o una revisione della legge militare. Entrambi, PLR e PPD, si sono anche espressi a favore di una suddivisione del pacchetto «aerei da combattimento» e «difesa terra-aria a lunga gittata», da portare avanti come due progetti separati, ma coordinati tra loro. L’UDC ha appoggiato il disegno di decisione programmatica (ma con un volume finanziario più elevato pari a 9 miliardi di franchi). Il PS si è espresso a favore di una decisione programmatica con un volume finanziario ridotto e un altro contenuto.

Il 15 maggio 2019 il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di sottoporgli un disegno di decisione programmatica concernente l’acquisto (entro il 2030) di nuovi aerei da com-battimento, per un importo massimo di 6 miliardi di franchi. Se approvata dal Parlamen-to, tale decisione sarà soggetta a referendum facoltativo. Il nuovo sistema di difesa ter-ra-aria a lunga gittata sarà acquistato per un importo massimo di 2 miliardi di franchi nel quadro della procedura ordinaria. Per il Consiglio federale è ovvio che i mezzi di difesa terra-aria e i mezzi aerei per la protezione e la difesa dello spazio aereo devono essere coordinati tra loro nell’interesse dell’efficacia e dell’efficienza. Non vi sono interdipen-denze soltanto per quanto riguarda l’acquisto, ma anche e soprattutto durante l’impiego. Per questo motivo il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di acquistare un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata in maniera coordinata, sotto il profilo temporale e tecni-co, con l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e conformemente allo scadenziario previsto. Il Consiglio federale ha inoltre deciso che i fornitori esteri dovranno compensa-re il valore contrattuale mediante l’assegnazione in Svizzera di affari offset diretti pari al 20 per cento del volume d’acquisto e di affari offset indiretti pari al 40 per cento del vo-lume d’acquisto, nell’ambito delle tecnologie e della base industriale determinanti a livel-lo di politica di sicurezza.

Il 26 giugno 2019 il Consiglio federale approva il messaggio concernente la decisione programmatica sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Il po-polo avrà la possibilità di esprimersi sul principio stesso di un acquisto di nuovi aerei da combattimento.

Mozione a favore di una votazione popolare sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento

Nel 2018 le Camere hanno adottato la mozione del gruppo PBD 17.3604 «Forze aeree. La decisione di principio spetta al popolo!», con il seguente tenore: «Il Consiglio federale è invitato a sottoporre il più presto possibile al voto popolare la questione di principio relativa all’acquisto di nuovi aerei da combattimento. L’acquisto deve poter essere deciso indipendentemente dalla scelta del modello e avvenire nel quadro del budget dell’esercito».

L’adozione della mozione ha di fatto escluso il ricorso alla procedura d’acquisto ordinaria per i nuovi aerei da combattimento (acquisto di armamenti senza possibilità di referendum). La formulazione «deve poter essere deciso indipendentemente dalla scelta del modello» va intesa nel senso che un’eventuale votazione referendaria deve aver luogo prima della scelta del modello.

Approvazione della decisione programmatica a parte del Parlamento

Il 20 dicembre 2019 il Parlamento ha approvato la decisione programmatica. Rispetto al disegno del Consiglio federale, i criteri per gli offset sono stati completati come segue:

  • le imprese estere alle quali sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.
  • il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

Il tenore dell'intera decisione programmatica è il seguente:

Decreto federale concernente l’acquisto di nuovi aerei da combattimento

del 20 dicembre 2019

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 28 capoversi 1bis lettera c e 3 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento; visto il messaggio del Consiglio federale del 26 giugno 2019, decreta:

Art.1
1 Il Consiglio federale è incaricato di ammodernare gli strumenti di protezione dello spazio aereo mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento.
2 La fase d’introduzione dei nuovi aerei da combattimento deve essere conclusa entro la fine del 2030.

Art.2
1 L’acquisto dei nuovi aerei da combattimento è realizzato nel rispetto dei seguenti parametri:
a. il volume finanziario non eccede 6 miliardi di franchi (secondo l’Indice nazionale dei prezzi al consumo del gennaio 2018);
b. le imprese estere cui sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca;
c. il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

2 L’acquisto è proposto all’Assemblea federale nel quadro di un programma d’armamento.

Art. 3
L’acquisto di nuovi aerei da combattimento è coordinato sotto il profilo temporale e tecnico con l’acquisto parallelo di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata.

Art.4
Il presente decreto sottostà a referendum facoltativo.

Spiegazioni sulle decisioni del Consiglio federale

Decisione programmatica

La decisione di acquistare nuovi aerei da combattimento o di rinunciare a tale acquisto ha un impatto considerevole sulla sicurezza della popolazione in Svizzera. Si tratta di una questione di principio, e in quanto tale deve poter essere sottoposta al giudizio del Popolo. La scelta del tipo di aereo è una questione da trattare successivamente, e deve essere lasciata al Consiglio federale, che deciderà sulla base di informazioni oggettive sulle prestazioni e sui prezzi.

Costi

L’8 novembre 2017 il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS a pianificare il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo per un importo massimo di 8 miliardi di franchi. Il Governo federale intende garantire il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, dei sistemi terrestri e dei sistemi di condotta. Pertanto, il limite di spesa dell'esercito (2021–2024: 21.1 mia. fr.) dovrà essere gradualmente aumentato, e all’esercito dovrà essere globalmente concesso un tasso di crescita reale annuo dell’ordine dell’1,4 per cento. Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le spese d’esercizio in termini reali, per fare in modo che l’aumento delle risorse finanziarie disponibili possa essere consacrato principalmente agli investimenti nel settore degli armamenti.

Negli anni 2023–2032 dovrebbero essere messi a disposizione in media 1,5 miliardi di franchi l’anno per finanziare i programmi d’armamento. Di questi, in media 0,8 miliardi di franchi saranno utilizzati per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo (di cui 0,6 mia. fr. per nuovi aerei da combattimento e 0,2 mia. fr. per un sistema di difesa terra-aria a lunga portata) e 0,7 miliardi di franchi per il rinnovo dei sistemi al suolo e dei sistemi di condotta.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 1 dicembre 2017 all’interpellanza Dobler

Gli acquisti per il rinnovo dei mezzi destinati alla protezione dello spazio aereo, per le truppe di terra e per i sistemi di condotta possono essere finanziati con il budget ordinario dell’esercito. Il Consiglio federale prevede di aumentare il budget annuale dell’esercito dell’1,4 per cento in termini reali.

La quota delle spese per la difesa nazionale militare rispetto al prodotto interno lordo dovrebbe così aumentare dallo 0,7 per cento circa allo 0,8 per cento circa. Nel confronto internazionale questa quota è ancora molto bassa – la NATO esorta i propri membri a investire il 2 per cento del proprio prodotto interno lordo per la difesa.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 1° dicembre 2017 all’interpellanza Dobler

 

Nel 2019 le spese dell’esercito ammontavano a 4,9 miliardi di franchi. Ciò corrisponde al 6,7 per cento delle spese della Confederazione. Nei prossimi anni, la quota delle spese dell’esercito nell’ambito delle spese della Confederazione rimarrà più o meno invariata. Le spese dell’esercito, come le altre spese della Confederazione, aumenteranno nell’ordine di grandezza dell’1,4 per cento annuo in termini reali.

Con un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi (stato: Indice nazionale dei prezzi al consumo del gennaio 2018) – 6 miliardi al massimo per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e 2 miliardi al massimo per l’acquisto di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata – è possibile proteggere in modo ottimale lo spazio aereo. In tal modo si ottiene l’efficienza auspicata e si soddisfano le esigenze in materia di politica di sicurezza.

Il volume finanziario massimo per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento ammonta a 6 miliardi di franchi, mentre per l’acquisto di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata ammonta a 2 miliardi di franchi.

I costi d’esercizio dei nuovi aerei da combattimento si situeranno entro limiti analoghi a quelli degli aerei da combattimento attualmente in servizio. Come regola empirica, le spese d’esercizio per i nuovi aerei da combattimento, calcolate su 30 anni, dovrebbero essere circa il doppio delle spese di acquisto. Questa indicazione si basa sull'esperienza acquisita nell'esercizio di aerei da combattimento svizzeri, in particolare della flotta di F/A-18. Quando non sono stabiliti né il tipo né il numero di aerei, non è possibile prevedere con precisione i costi d’esercizio. Inoltre, una stima precisa su un periodo di tempo così lungo è intrinsecamente difficile.

Nella valutazione sono stimati i costi d’esercizio per un trentennio. Tale stima, unitamente al prezzo d’acquisto, confluisce nell’analisi costi-benefici che costituisce a sua volta la base per la raccomandazione del tipo di aereo e di sistema da acquistare.

L’esercizio dei nuovi aerei da combattimento sarà pagato per 30-40 anni con il budget ordinario dell’esercito.

I costi d’esercizio comprendono

  • la manutenzione,
  • l’acquisto di materiale di ricambio,
  • i progetti di mantenimento del valore (programmi d’armamento),
  • il personale (approntamento, esercizio, personale di volo),
  • il carburante inclusa l’imposta sugli oli minerali,
  • gli immobili e
  • i costi di ammortamento, i costi amministrativi e i costi indiretti delle materie.

Non è possibile stimare in anticipo le spese per i progetti di mantenimento del valore dei nuovi aerei da combattimento.

Si veda anche Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 all'interpellanza Mazzone 19.4277
Si veda anche Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda Seiler Graf 20.5293
Si veda anche Parere del Consiglio federale del 26 agusto 2020 all'interpellanza Schlatter 20.3555
Si veda anche Parere del Consiglio federale del 26 agusto 2020 all'interpellanza Seiler Graf 20.3720

 

 

Dal punto di vista dell’esercito, per il periodo 2023–2032, ovvero a partire dal momento in cui il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo inciderà sulle spese, il fabbisogno di rinnovamento dell’Esercito svizzero ammonta a circa 19 miliardi di franchi. Può essere ridotto a 15 miliardi di franchi mediante misure di rinuncia e di risparmio.

Prix flyaway et prix système d’un avion de combat

Si tratta di un prezzo di sistema medio realistico nel caso dei velivoli da combattimento che entrano in considerazione per un acquisto. Il prezzo di sistema comprende l’intero armamento e l’intera logistica, ossia tiene conto anche dei costi dell’equipaggiamento specifico all’impiego (sensori, missili, sistemi di autoprotezione, serbatori supplementari ecc.), dei sistemi per analizzare gli impieghi o dei sistemi per l’addestramento (per es. simulatori di pilotaggio e sistemi per l’addestramento del personale al suolo). Occorre distinguere il prezzo di sistema dal cosiddetto prezzo fly away, ossia il prezzo del velivolo «nudo».

La stima dei costi si fonda su valori empirici risultanti da precedenti valutazioni e acquisti nonché su stime relative a velivoli che in Svizzera non sono ancora stati valutati. Nel caso dell’acquisto dei 22 Gripen E bocciato in votazione popolare nel 2014, il prezzo medio di sistema ammontava a 140 milioni di franchi per velivolo. Al riguardo occorre tuttavia considerare che si trattava di un’offerta vantaggiosa per la Svizzera. È tutt’altro che sicuro che in occasione di nuova valutazione possa essere ottenuto un prezzo analogo. I prezzi di sistema degli altri aerei possono essere considerevolmente più elevati.

L’esercito è un sistema globale, composto da truppe di terra, Forze aeree e altre formazioni (ad es. logistica e aiuto alla condotta) che devono essere correlati e operare congiuntamente per fornire le prestazioni richieste. Tutte queste formazioni devono essere dotate di un equipaggiamento moderno per poter svolgere i propri compiti.

Alla fine degli anni 2020 non saranno solo i mezzi per la protezione dello spazio aereo a giungere al termine della loro durata di utilizzazione bensì anche quasi tutti gli altri sistemi principali dell’esercito. Pertanto, secondo la pianificazione attuale, oltre all’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, tra il 2023 e il 2032 si prevede di destinare ogni anno circa 700 milioni di franchi per acquisti a favore di altre parti dell’esercito. Quest'ultime non saranno quindi trascurate.

Economia

Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento, grazie agli investimenti e ai lavori di manutenzione, nei prossimi decenni si assicureranno varie migliaia di posti di lavoro altamente qualificati.

Offset

Nell’ambito dell’acquisto di nuovi aerei da combattimento, l’azienda costruttrice aggiudicataria deve compensare il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di mandati in Svizzera. Le imprese che beneficeranno degli affari offset otterranno mandati supplementari e, in determinate circostanze, tali affari permetteranno di salvaguardare o aumentare i posti di lavoro. Gli offset consentono altresì alle imprese svizzere di accedere a tecnologie di punta, di acquisire know-how, di generare ulteriori volumi di esportazione e di rafforzare la posizione dell’industria svizzera sui mercati internazionali. Nell’ambito dell’acquisto della flotta di F/A-18 CD circa 400 imprese svizzere (di cui circa tre quarti PMI) hanno beneficiato di offset.

Posti di lavoro

Sugli aerodromi militari di Payerne, Emmen e Meiringen il DDPS dispone complessivamente di oltre 1200 posti a tempo pieno (stato: gennaio 2020).

  • Payerne: 630 posti a tempo pieno, di cui 40 posti di tirocinio. Negli ultimi quattro anni lo sviluppo e l’attuazione dell’esercizio 24 ore su 24 del servizio di polizia aerea hanno creato circa 100 posti a tempo pieno.
  • Emmen: 440 posti a tempo pieno, di cui 10 posti di tirocinio. 
  • Meiringen: 196 posti a tempo pieno, di cui 25 posti di tirocinio.

Inoltre presso le sedi della RUAG MRO Holding SA di Emmen, Alpnach e Stans vi sono circa 750 posti a tempo pieno direttamente in relazione con le Forze aeree. Nelle tre sedi vengono formati circa 100 apprendisti.

A Meiringen la RUAG MRO Holding SA non ha collaboratori che forniscono direttamente prestazioni a favore delle Forze aeree. Tuttavia, a Wilderswil e Zweisimmen la RUAG MRO Holding SA dispone complessivamente di circa 250 posti a tempo pieno direttamente in relazione con le Forze aeree. Queste due sedi totalizzano altresì 25 apprendisti.

A Payerne, dove la RUAG MRO Holding SA sta costruendo una nuova sede, ci sono attualmente 9 posti a tempo pieno ai quali occorre perlomeno aggiungere alcune percentuali di importanti funzioni di supporto in ambiti quali la logistica, le finanze o le risorse umane interne all’impresa.

Partner esterni

Presso le varie ubicazioni vengono inoltre acquistate prestazioni da partner esterni. Si tratta per esempio di fornitori di vari materiali di consumo o di mobilio, di lavori di manutenzione agli edifici, di catering per le mense, di manutenzione di veicoli aziendali, di lavori di sistemazione, di prestazioni fornite da imprese di pulizia e da lavanderie, da imprese di trasporto o del settore alberghiero e gastronomico. Tali prestazioni sono stimate in diversi milioni di franchi l’anno.

Investimenti

Negli anni 2020–2029 si investiranno oltre 490 milioni di franchi nelle ubicazioni delle Forze aeree di Payerne, Emmen e Meiringen.

  • Payerne: negli anni 2015–2019 sono stati effettuati investimenti significativi negli immobili dell’aerodromo militare e sulla piazza d’armi, per un importo complessivo di 160 milioni di franchi. Negli anni 2020–2029 saranno investiti ulteriori 344 milioni. 
  • Emmen: negli anni 2015–2019 sono stati effettuati investimenti per un importo di circa 103 milioni di franchi. Negli anni 2020–2029 sono previsti ulteriori investimenti dell’ordine di 76 milioni di franchi.
  • Meiringen: negli anni 2015–2019 sono stati investiti per la manutenzione e per nuove costruzioni circa 28 milioni di franchi. Negli anni 2020–2029 sono previsti ulteriori investimenti dell’ordine di 70 milioni di franchi.

I summenzionati importi per gli anni 2020–2029 non comprendono gli investimenti in relazione con i nuovi aerei da combattimento, pari a 100 milioni di franchi. 

Affari di compensazione

Nel caso degli offset diretti il fornitore estero di materiale bellico assegna commesse a un subfornitore in Svizzera per fabbricare e fornire componenti del materiale bellico che la Svizzera intende acquistare. Prodotti e servizi dell’impresa in Svizzera confluiscono nel bene d’armamento da acquistare.

Gli offset indiretti non sono direttamente correlati al bene d’armamento che sarà acquistato, ma sono originati dal progetto d’acquisto. Il produttore estero s’impegna ad assegnare all’industria svizzera commesse civili o militari per un determinato importo inerenti al suo settore di influenza o ad agevolare l’accesso a simili commesse.

Gli offset hanno come obiettivo di rafforzare la base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) della Svizzera mediante l’acquisizione di know-how supplementare e migliorando l’accesso ai mercati. Ciò rafforza a sua volta l’autonomia del nostro Paese.

Le imprese estere cui sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.

Il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

Per quanto riguarda l’attuazione degli affari di compensazione occorre una maggiore trasparenza. Ciò include anche un registro di tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto commesse dal mese di aprile 2018.

È importante sottolineare che soltanto a partire dalla data della firma del contratto il costruttore è soggetto a un obbligo legale per quanto riguarda gli affari compensazione ed è in seguito tenuto a concluderli. È quindi possibile che al momento della firma del contratto non sia ancora noto quali aziende in Svizzera riceveranno commesse dal costruttore di aerei. Tuttavia, molte delle aziende svizzere che partecipano ad affari di compensazione diretti (partecipazione diretta al processo di fabbricazione) sono parte integrante dell’offerta del produttore estero in qualità di subfornitori e sono pertanto note già al momento della firma del contratto.

Nel caso del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, le aziende estere che ottengono commesse nell’ambito dell’acquisto del sistema devono compensare il 100 per cento del valore del contratto. Fino al 40 per cento delle commesse può concernere anche prestazioni esterne alla base industriale e tecnologica rilevante in materia di sicurezza.

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda Addor
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 maggio 2020 al postulato Page

La STIB comprende istituti di ricerca e aziende in Svizzera che dispongono di competenze, know-how e capacità nell'ambito delle tecnologie di sicurezza e di difesa.   

Questa percentuale è molto elevata. Secondo le stime dell’associazione industriale Swissmem, con gli affari di compensazione i prezzi aumentano al massimo del 5 per cento. Un potenziale di risparmio di circa il 20 per cento non è realistico. Tuttavia il DDPS non ha alcuna possibilità di verificare tali cifre. Anche nel caso in cui si domandassero due offerte distinte, una con affari di compensazione e una senza, il paragone non risulterebbe realistico, poiché per i costruttori sussisterebbe la tentazione di far apparire più costosa la versione (più complessa) con gli affari di compensazione al fine di rendere più attrattiva l’offerta senza affari di compensazione.

Si veda anche Risposta del Consiglio federale del 5 settembre 2018 all'interrogazione Pfister

Si applica il principio della concorrenza. L’offerente estero di aerei da combattimento deve assegnare affari di compensazione per un volume pari al 60 per cento del valore contrattuale, ma non ha l’obbligo legale di assegnare commesse alla ditta X o Y fintanto che rispetta i criteri relativi al volume, al settore industriale e alla ripartizione regionale. Le aziende svizzere che intendono aggiudicarsi le commesse sono quindi poste in concorrenza. 

 

La realizzazione degli affari offset è sorvegliata nel quadro di un apposito processo di monitoraggio e controllo. La conformità degli affari offset proposti dai fornitori con le prescrizioni in materia di affari offset è verificata dall’Ufficio offset a Berna. Gli affari offset proposti devono ad esempio consistere in commesse supplementari ad aziende svizzere; un altro criterio importante è rappresentato dalla quota di creazione di valore aggiunto per la Svizzera.

L’Ufficio offset a Berna terrà un registro pubblicamente accessibile in cui figureranno la denominazione del progetto d’acquisto, la denominazione del produttore estero, le denominazioni delle aziende svizzere interessate, le relative regioni linguistiche e il grado di adempimento espresso in percentuali. Non potranno figurare dati supplementari quali l’entità della commessa, il genere di contratto nonché la data e la durata del contratto, poiché si tratta di dati che sottostanno al segreto d’affari, protetto dal diritto penale. Le aziende interessate dovrebbero dare il loro consenso alla pubblicazione, il che non può essere dato per scontato.

 

Nel caso degli affari offset diretti, il processo di monitoraggio e controllo è assicurato da armasuisse. Nel caso degli affari offset indiretti, la vigilanza è assicurata dall’Ufficio offset di Berna, sotto la direzione di armasuisse in collaborazione con le associazioni industriali Swissmem e GRPM (Groupe Romand pour le Matériel de Défense et de Sécurité). Grazie al coinvolgimento delle associazioni industriali, il processo può contare su ulteriori competenze specialistiche e su esperienze a livello di industria. L’Ufficio offset, oltre a provvedere al controllo della realizzazione degli affari offset, ha anche il compito di facilitare  i contatti con le industrie per i preparativi di affari offset.

Il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana. 2L’acquisto è proposto all’Assemblea federale nel quadro di un programma d’armamento. 

Fabbisogno

In generale

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.

I compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle Forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra-aria.

Situazione normale

  • Servizio di polizia aerea: le Forze aeree sorvegliano in permanenza lo spazio aereo svizzero. Provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Attualmente le Forze aeree sono in grado di intervenire ogni giorno dalle 6 alle 22 con due aerei da combattimento armati pronti a decollare entro 15 minuti dall’allarme. Dall’inizio del 2021 questa capacità potrà essere assicurata in permanenza, 24 ore su 24. Su una media pluriennale, le Forze aeree eseguono da 20 a 40 cosiddette «hot mission» (impieghi di polizia aerea in caso di gravi violazioni delle regole del traffico aereo o della sovranità sullo spazio aereo) e da 250 a 350 «live mission» (impieghi di polizia aerea per il controllo di aeromobili di Stato stranieri nello spazio aereo svizzero).
  • Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.


Gravi tensioni

  • In periodi di gravi tensioni, le Forze aeree devono essere in grado di tutelare la sovranità sullo spazio aereo nel corso di settimane o mesi, per impedire l’utilizzazione illecita dello spazio aereo svizzero. La realizzazione di questo compito da parte delle Forze aeree consente inoltre alla Svizzera di tener fede ai suoi obblighi in materia di neutralità. La difesa credibile dello spazio aereo può risultare decisiva per impedire che, in presenza di conflitti armati nel contesto immediato della Svizzera, il Paese sia coinvolto in un conflitto in seguito alla violazione del suo spazio aereo.
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
  • Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.


Attacco armato contro la Svizzera 

  • Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

 

Servizio di polizia aerea

L’esercito e le Forze aeree non proteggono la Svizzera e la sua popolazione unicamente in situazioni quotidiane, ma anche in caso di elevate tensioni e minacce concrete. Se le Forze aeree fossero equipaggiate unicamente per il Servizio di polizia aerea non sarebbero in grado di proteggere la Svizzera e la sua popolazione proprio quando ne avrebbero maggiormente bisogno, ovvero in caso di minaccia elevata. 

Nell’ambito del combattimento di obiettivi al suolo si tratta di appoggiare le proprie truppe di terra mediante attacchi aerei compiuti con precisione contro obiettivi avversari.

Fino al 1994, ovvero quando gli aerei da combattimento Hunter sono stati messi fuori servizio, le Forze aeree avevano la capacità di combattere obiettivi al suolo dall’aria. I moderni impieghi aria-terra sono tuttavia molto più precisi. Fino alla fine del 2003, quando sono stati messi fuori servizio i Mirage III RS, disponevano anche della capacità di ricognizione con aerei da combattimento. In entrambi i casi è stato comunicato pubblicamente che entrambe le capacità sarebbero state ripristinate in un secondo momento. Ciò avverrà con l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Ripristinare la capacità di combattere obiettivi al suolo non influenzerà il numero di aerei da combattimento da acquistare e inciderà solo minimamente sui loro costi.

Tutti gli aerei da combattimento presi in considerazione sono velivoli polivalenti che possono essere impiegati per la difesa aerea, l’appoggio delle truppe di terra dall’aria e la ricognizione aerea. Le relative capacità tecniche sono integrate nella configurazione standard dell’aereo.

Considerata l’attuale scarsa probabilità di un conflitto armato si tratta innanzitutto di ripristinare unicamente una capacità limitata (acquisto di una quantità limitata di munizioni aria-terra e di contenitori con mezzi di ricognizione) e non una capacità completa (comprendente l’immagazzinamento di grandi scorte di munizioni).

La capacità limitata di combattere obiettivi al suolo contribuisce a segnalare che la Svizzera non va attaccata con leggerezza e che, all’occorrenza, è pronta a difendersi.

Grazie alla ricognizione aerea si acquisiscono informazioni su oggetti e movimenti di truppe. Una visione dall’alto è particolarmente vantaggiosa per gli impieghi in zone edificate.

Per la ricognizione aerea l’Esercito svizzero impiega anche droni. Il sistema di ricognitori telecomandati ADS 95 è stato messo fuori servizio all’inizio del 2020, dopo oltre 20 anni. Il nuovo sistema ADS 15 potrà essere impiegato dalle Forze aere a partire dal 2021. Fino ad allora la ricognizione aerea sarà principalmente garantita dal sistema FLIR di cui è munito il Super Puma/Cougar. I droni hanno una grande durata di permanenza sulla zona d’impiego, ma sono vulnerabili e piuttosto lenti. Con gli aerei da combattimento equipaggiati di sensori possono essere acquisite informazioni in modo rapido e flessibile a grande distanza. Contrariamente a quanto avviene con i droni, la ricognizione aerea con aerei da combattimento è possibile anche in spazi aerei dove sono in corso combattimenti, poiché gli aerei da combattimento sono equipaggiati con mezzi di autoprotezione.

Dalla messa fuori servizio del ricognitore Mirage III RS nel 2003 la Svizzera presenta una lacuna in materia di capacità per quanto riguarda la ricognizione con aerei da combattimento, che sarà colmata con l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Per quanto riguarda la ricognizione aerea, per una parte della flotta sono necessari pod da ricognizione nei quali è possibile trasportare i sensori elettro-ottici. Un aereo da combattimento polivalente moderno può essere impiegato come ricognitore mantenendo nel contempo le sue altre capacità. 

Capacità di resistenza

Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.

La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili aria-terra. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.

Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.

La valutazione e l’acquisto coordinati di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.

 

Difesa aerea integrata

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera (cruise missiles) avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.

Di principio, con i sistemi moderni di difesa terra-aria a lunga gittata è possibile anche individuare e combattere missili balistici terra-terra a corta e media gittata. Durante la valutazione in corso il DDPS acquisirà, tra l’altro, anche informazioni sulle capacità in materia di difesa dai missili balistici dei sistemi offerti, senza che queste costituiscano un requisito del nuovo sistema.

 

Gli aerei da combattimento sono e restano importanti per la sicurezza. Le minacce più recenti, quali i ciberattacchi, si sono sommate a quelle preesistenti (es. attacchi armati) e non le hanno dunque sostituite. Gli aerei da combattimento possono contrastare diverse minacce, in particolare gli attacchi armati e il terrorismo. In caso di minaccia permanente da parte di terroristi, che possono impiegare anche aerei o elicotteri, è necessario un controllo globale dello spazio aereo.

L’impiego di mezzi di difesa dello spazio aereo è decisivo anche nei cosiddetti conflitti ibridi, caratterizzati dall’intervento di attori statali e non statali. In questi casi è necessario evitare che un avversario fornisca appoggio dallo spazio aereo a forze che agiscono in segreto, ad esempio procurando loro armi e rifornimenti o colpendo obiettivi al suolo.

Inoltre non è sufficiente basarsi solo sulle minacce attuali per valutare quali mezzi siano necessari per la sicurezza, bisogna tener conto anche dei possibili sviluppi futuri. Se si avviasse l’acquisto di nuovi aerei da combattimento solo nel momento in cui una minaccia concreta si delinea all’orizzonte, considerati i lunghi tempi necessari per l’acquisto probabilmente non si riuscirebbe a introdurli per tempo.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 all'interpellanza Fridez

La Svizzera vuole evitare di essere coinvolta in conflitti armati. La politica estera, e in particolare la neutralità, sono utili in questo senso, ma anche l’esercito e le Forze aeree. Lo stanziamento di 6 miliardi di franchi al massimo consente di rinnovare la flotta di aerei da combattimento a un livello tale che nessuno deciderà con leggerezza di attaccare la Svizzera. Se ciò dovesse comunque verificarsi, le Forze aeree possono opporre resistenza con l’obiettivo di guadagnare tempo per trovare soluzioni politiche o per portare avanti la difesa, eventualmente insieme ad altri Paesi sotto attacco. Gli obblighi legati alla neutralità si applicano fintanto che la Svizzera non è oggetto di un attacco armato da parte di un altro Stato.

 

La gestione della pandemia è una priorità assoluta per l’esercito. Tuttavia la situazione generale in materia di sicurezza non è cambiata a causa della crisi di coronavirus e negli scorsi anni è peggiorata. Le minacce e i pericoli sono oggi più variegati e meno prevedibili. Spesso sopravvengono in maniera del tutto inaspettata, come dimostra l’attuale pandemia. I compiti dell’esercito devono essere definiti in modo da comprendere per quanto possibile tutta la gamma di minacce e pericoli attuali e prevedibili contro cui deve poter essere impiegato.

All’esercito sono stati assegnati vari compiti. Tra questi figurano le prestazioni d’appoggio a favore delle autorità civili, ad esempio nel settore sanitario come nel caso della crisi di coronavirus. Le forze armate dispongono dell’equipaggiamento necessario. Tuttavia le pandemie non rendono meno probabili le minacce tradizionali, alle quali l’esercito è orientato e che possono sorgere o acuirsi in seguito a un aggravamento delle tensioni internazionali. Il compito fondamentale dell’esercito è proteggere e difendere la Svizzera e la sua popolazione da un’ampia gamma di minacce e pericoli.

 

Aereo da combattimento

Dopo circa 40 anni di utilizzo gli F-5 Tiger sono obsoleti e non avrebbero alcuna possibilità di imporsi nel combattimento aereo contro velivoli moderni. Fino all’inizio dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, continueranno a essere utilizzati 26 F-5 Tiger per il ruolo di bersagli o di aggressori nel quadro dell’allenamento al combattimento aereo, per l’allenamento nel campo della guerra elettronica, per impieghi di sorveglianza della radioattività dell’aria, per voli di prova di armasuisse, per la Patrouille Suisse e, in misura molto ridotta, per il servizio di polizia aerea durante il giorno e in buone condizioni di visibilità.

Acquistati circa 20 anni fa, gli F/A-18 sono attualmente ancora considerati aerei efficaci. Con il Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato la proroga di cinque anni, fino al 2030, della durata di utilizzazione degli F/A-18. È stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici. Tutti gli altri Stati che oggi gestiscono ancora flotte di F/A-18A-D li ritireranno dal servizio prevedibilmente verso il 2030. A quel momento la Svizzera rimarrebbe il solo Paese al mondo ancora dotato di questo tipo di aerei, di cui il costruttore dovrebbe garantire l’intera manutenzione per la sola Svizzera, con conseguenti costi enormi e rischi elevati.

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 febbraio 2017 all’interpellanza Salzmann

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda Dobler

 
 

Numero di aerei

II parametri stabiliti dal Consiglio federale e dal Parlamento, in particolare il volume finanziario massimo di 6 miliardi di franchi, permettono verosimilmente l’acquisto da 30 a 40 nuovi aerei da combattimento che andranno a sostituire i 30 F/A-18 e i 26 F-5. Il numero esatto dipende dal costo dei singoli candidati e dal tipo di aereo che sarà scelto in definitiva.

Determinante per stabilire il numero di aerei da combattimento necessari è il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo in una situazione persistente di tensione elevata. Il compito delle Forze aeree è quello di evitare che lo spazio aereo svizzero venga impiegato da parti coinvolte in un conflitto militare, contribuendo in questo modo a tenere fuori da tale conflitto il nostro Paese. In caso di tensioni accresciute dovute a una minaccia plausibile con attacchi aerei (non necessariamente solo da parte di altre Forze aeree; anche i gruppi terroristici potrebbero minacciare un attacco aereo), si tratta di individuare tempestivamente già nello spazio aereo estero adiacente oggetti volanti che possono essere impiegati per un attacco, e identificarli per poi poterli intercettare a qualsiasi quota nello spazio aereo svizzero o distruggerli.

Il fabbisogno per il servizio di polizia aerea non è l’indicatore per definire quanti aerei sono necessari; le Forze aeree hanno il compito di difendere il Paese, la sua popolazione e le infrastrutture.

Tuttavia, nemmeno la necessità di difendersi per settimane da un avversario potente che compie un attacco risoluto nello e dallo spazio aereo contro la Svizzera può essere un indicatore realistico: a tal fine sarebbe necessaria una flotta tale per cui i costi non sarebbero più sostenibili, né per quanto riguarda l’acquisto né per quanto riguarda l’esercizio. Le Forze aeree devono però impedire a un avversario, per un periodo di tempo limitato, di conseguire la superiorità aerea e nel contempo fornire appoggio all’esercito mediante impieghi aria-terra e ricognizione aerea.

Sì. Nel quadro del progetto Polizia aerea 24 (PA24), entro la fine del 2020 le Forze aeree potranno garantire 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno due aerei da combattimento armati in grado di decollare entro 15 minuti al massimo.

Il progetto sarà attuato in diverse fasi:

  • 2016: prontezza all’impiego nei giorni feriali dalle ore 8.00 alle ore 18.00;
  • 2017/18: prontezza all’impiego per 365 giorni all’anno dalle ore 8.00 alle ore 18.00;
  • 2019/20: prontezza all’impiego per 365 giorni all’anno dalle ore 6.00 alle ore 22.00;
  • All’inizio del 2021: prontezza permanente all’impiego.
     

Difesa terra-aria

  • Dalla messa fuori servizio del sistema BL-64 Bloodhound nel 1999 vi è una lacuna nella difesa terra-aria a lunga gittata.
  • Con una difesa terra-aria a lunga gittata è possibile coprire in maniera efficiente ampi spazi. Con poche postazioni si può proteggere la maggior parte del territorio della Svizzera densamente popolato.
  • L’impiego della difesa terra-aria a lunga gittata e di aerei da combattimento nel medesimo settore è efficace e sgrava gli aerei da combattimento. La difesa terra-aria a lunga gittata consente una protezione permanente; a seconda della situazione gli aerei da combattimento possono essere disponibili in stato di prontezza elevata al suolo e impiegati soltanto in caso di necessità.
  • In caso di conflitto l’effetto dissuasivo di un sistema a lunga gittata viene giudicato dagli avversari in maniera notevolmente maggiore rispetto a quello di un sistema a corta gittata. Le possibilità d’azione di quest’ultimo sono fortemente limitate e l’onere e i rischi di un attacco o anche soltanto di una violazione dello spazio aereo aumentano. I sistemi a corta gittata non sono in grado di combattere aerei che sorvolano illegalmente la Svizzera.

I sistemi di difesa terra-aria a corta gittata impiegati attualmente (cannoni di difesa contraerea da 35 mm, missili Stinger e, fino alla fine del 2022, missili Rapier) sono in grado di combattere elicotteri, aerei civili e droni (delle dimensioni dell’ADS-95) nello spazio aereo inferiore (fino a 3000 metri dal suolo).

Il sistema Rapier è in grado di combattere missili da crociera, ma solo in misura assai limitata, a causa, tra l’altro, dell’assenza di integrazione dei sistemi.

I missili Rapier saranno utilizzati al massimo fino alla fine del 2022 e in seguito saranno messi fuori servizio. I rimanenti cannoni di difesa contraerea da 35 mm e i missili Stinger potranno continuare a soddisfare le capacità richieste in materia di difesa di punto e di difesa aerea locale soltanto contro un numero molto esiguo di minacce aeree. Questi sistemi saranno verosimilmente messi fuori servizio alla fine del 2032 dopo che la loro durata di utilizzazione sarà stata prolungata.

 

A causa della situazione in materia di risorse, l’acquisto di un nuovo sistema di difesa terra-aria a corta gittata sarà avviato solo dopo l’acquisto del sistema a lunga gittata. La priorità sarà data al combattimento di missili da crociera, elicotteri, droni tattici (peso totale 150-600 kg) e velivoli nello spazio aereo inferiore e in parte nello spazio aereo medio.

I lavori per l’acquisto di un sistema a corta gittata per la difesa dello spazio aereo locale ai fini della protezione di reparti terrestri mobili e di opere (per es. nell’ambito della protezione di conferenze) nei confronti di minacce nello spazio aereo inferiore sono stati avviati. La valutazione di sistemi a corta gittata adeguati sarà effettuata verso la metà degli anni 2020. Si intende sottoporre un corrispondente progetto al Parlamento negli anni 2027 o 2028.

Alternative

Non vi sono alternative adeguate. Se la Svizzera vuole proteggere efficacemente il suo spazio aereo anche in futuro, l’acquisto di aerei da combattimento è necessario.

Droni

  • I droni possono soltanto essere complementari agli aerei da combattimento con equipaggio. 
  • In particolare per il servizio di polizia aerea la presenza di un pilota sul posto è importante per prendere decisioni conformi alla situazione. Inoltre i droni non possono volare alla quota e alla velocità dei normali aerei passeggeri civili.
  • I droni non sono utilizzabili per un’ampia gamma di impieghi come è invece il caso per gli aerei da combattimento con equipaggio. Servono in primo luogo (e segnatamente in combinazione con aerei da combattimento con equipaggio) per la ricognizione aerea, ma non per la difesa aerea e il servizio di polizia aerea.

Si veda anche Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda Fiala 20.5373

Difesa terra-aria

  • La difesa terra-aria fornisce un contributo importante alla difesa aerea. Serve a garantire una protezione permanente, mentre nella difesa aerea gli aerei da combattimento sono l’elemento dinamico grazie al quale è possibile realizzare sforzi principali in maniera flessibile e dinamica. I due mezzi sono complementari e si rafforzano reciprocamente a livello di efficacia.
  • La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere oggetti volanti, ma non per identificarli, per avvertirli, per allontanarli o per costringerli ad atterrare. Di conseguenza, può essere impiegata soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea (ad es. nel quadro della protezione di conferenze per proteggere opere da minacce provenienti dallo spazio aereo inferiore). 
  • Contrariamente agli aerei da combattimento, con i sistemi terra-aria non è possibile realizzare in breve tempo sforzi principali a livello geografico, poiché la loro mobilità è troppo scarsa. 

Elicotteri da combattimento

  • Gli elicotteri da combattimento sono utili per una parte dei compiti relativi al combattimento di obiettivi al suolo, in particolare per il supporto aereo ravvicinato, ma non per la difesa aerea o il servizio di polizia aerea.
  • Gli elicotteri (e gli aerei leggeri armati) sono troppo lenti per seguire aerei passeggeri civili a reazione, per non parlare degli aviogetti da combattimento. 
  • Gli elicotteri da combattimento non posso essere impiegati a quote sufficientemente elevate e inoltre non dispongono di radar per l’individuazione di altri oggetti volanti. Infine, sono molto vulnerabili nei confronti di tiri provenienti da terra.

Aerei da combattimento leggeri

  • Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 all’interpellanza Fridez


Rifornimento in volo

  • Il rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con la conseguente necessità di aerei da combattimento supplementari.


Cooperazione internazionale

  • Anche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione inter-nazionale ha luogo già oggi.  Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esigenze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte, per lo meno per un determinato periodo, con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.
 

Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 all’interpellanza Roth

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 all’interpellanza Fridez

 

La Svizzera coopera con gli Stati limitrofi ad es. nello scambio di dati sulla situazione aerea e quando si tratta di identificare aeromobili sospetti o non cooperativi nonché, nel caso di un eventuale sorvolo del confine di Stato, quando si tratta di dare in consegna tali aeromobili alle Forze aeree dello Stato limitrofo o di riceverli in consegna da queste ultime. Il servizio di polizia aerea sopra il proprio territorio nazionale, gli impieghi di difesa aerea, gli impieghi di ricognizione aerea o gli impieghi aria-terra sono però questioni sovrane dello Stato. Quasi tutti gli Stati assumono essi stessi questi compiti – anche quelli che appartengono ad alleanze. La sorveglianza e la protezione dello spazio aereo nazionale sono compiti e responsabilità essenziali di uno Stato. In quanto Stato neutrale, la Svizzera vuole continuare ad assumere in maniera sovrana questo compito, cosi come lo fa la maggioranza degli Stati europei. Una cooperazione con gli Stati limitrofi che eccedesse la prassi attuale solleverebbe rapidamente questioni di diritto della neutralità e di politica della neutralità.

Lo studio della Acamar contiene essenzialmente le seguenti proposte:

  • dare maggiore priorità alle future minacce rappresentate da missili balistici terra-terra;
  • acquistare un numero maggiore di componenti per la difesa terra-aria;
  • acquistare unicamente aerei da combattimento leggeri per il servizio di polizia aerea;
  • prolungare la durata di utilizzazione degli F/A-18 oltre il 2030 e impiegarli soltanto in caso di conflitto.


Il DDPS valuta come segue le proposte dello studio:

  • l’entità delle minacce rappresentate da missili balistici è inferiore a quella indicata dalla Acamar;
  • combinare l’impiego di aerei da combattimento con la difesa terra-aria è la migliore risposta all’intera gamma di esigenze che va dalle situazioni di carattere quotidiano fino al caso estremo di un eventuale conflitto armato;
  • non esiste alcun aereo da combattimento leggero in grado di soddisfare le esigenze del servizio di polizia aerea;
  • dopo il 2030 gli F/A-18 non saranno più in grado di proteggere efficacemente la Svizzera in caso di conflitto armato.


Missili balistici terra-terra: l’entità delle minacce rappresentate da missili balistici è inferiore a quella indicata dalla Acamar. Non tutti gli Stati che hanno in dotazione dei missili balistici possono utilizzarli contro la Svizzera: i Paesi la cui distanza dalla Confederazione è superiore alla gittata dei rispettivi missili balistici sono del tutto irrilevanti. Non è detto che i Paesi che dispongono di missili balistici con una determinata gittata si prefiggeranno automaticamente in futuro di aumentare la gittata delle rispettive armi.

Acquisto di un numero maggiore di componenti per la difesa terra-aria: le proposte della Acamar concernono soprattutto le due situazioni agli antipodi, ovvero i periodi di pace e di guerra vera e propria. I conflitti armati moderni sono tuttavia caratterizzati da situazioni intermedie tra questi due estremi. Nelle circostanze imposte dai conflitti armati moderni è necessario poter impiegare gli aerei da combattimento oltre il ristretto ambito del servizio di polizia aerea e non è lecito abbattere aeromobili sospetti se non sono adempiute determinate condizioni. Lo studio inoltre non menziona compiti importanti degli aerei da combattimento, quali la cosiddetta «creazione di sforzi principali», il combattimento aria-terra e la ricognizione aerea. Va inoltre osservato che per motivi tecnici, con le proprie sole forze, la Svizzera non è praticamente in grado di combattere con speranza di successo missili balistici terra-terra a media e a lunga gittata. I due sistemi valutati disporrebbero di tale capacità, ma unicamente se impiegati nel quadro di una cooperazione internazionale. Il DDPS ritiene che combinare l’impiego di aerei da combattimento con l’impiego della difesa terra-aria, conformemente a quanto previsto nel programma Air2030, sia la risposta migliore all’intera gamma di possibili situazioni e unifichi i vantaggi offerti da entrambi i sistemi.

Aerei da combattimento leggeri: attualmente non è disponibile sul mercato alcun velivolo da combattimento leggero che possa soddisfare le esigenze minime fosse anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello, mancano la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere altri aerei entro i limiti di tempo imposti. Inoltre, gli attuali aerei da combattimento leggeri non sono in grado di trasportare missili impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità – in una coltre di nubi o di notte – non può adempiere compiti di polizia aerea.

Prolungamento della durata di utilizzazione degli F/A-18C/D acquistati dalla Svizzera: Anche se fosse possibile prolungarne l’impiego, dal 2030 circa gli F/A-18C/D acquistati dalla Svizzera non potranno più essere impiegati con successo contro aerei da combattimento di un eventuale avversario. Un utilizzo meno intenso degli F/A-18C/D risultante dal ricorso a un’ulteriore flotta, costituita da aerei da combattimento leggeri, comporterebbe soltanto vantaggi di minima entità. Inoltre, con ogni probabilità, la Svizzera rimarrebbe l’unico Paese al mondo a mantenere in esercizio degli F/A-18C/D, con tutti i relativi rischi a livello tecnico e finanziario.

 

 

Valutazione

In generale

I candidati sono confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%


Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo a confronto con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non vengono considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

Il DDPS svolge una valutazione completa per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, per consentire alla Svizzera di acquistare l’aereo da combattimento più idoneo alle sue esigenze (in termini di prestazioni e costi).

Rispetto alle prove del 2008 e sulla base delle esperienze acquisite all’epoca, è stato ottimizzato in particolare il programma di test delle prove in volo e al suolo, consentendo una riduzione dei tempi. Un’ulteriore riduzione della durata della valutazione o addirittura una rinuncia andrebbero a scapito della verifica di quale sia, tra l’aereo X o l’aereo Y, il più idoneo per la Svizzera.

Si tratta altresì di verificare alcune indicazioni fornite dai produttori, tenendo conto della particolare topografia del nostro Paese. Inoltre, dal punto di vista della Svizzera, la concorrenza tra gli offerenti e l’acquisizione di buone conoscenze relative all’aereo in questione costituiscono un grande vantaggio nelle trattative sui prezzi. Ogni aereo ha un profilo delle capacità diverso; conoscere e dimostrare nel dettaglio i punti forti e i punti deboli, consolida la posizione nelle trattative sui prezzi.

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti avrebbero partecipato alla valutazione.

 

Requisiti e prime offerte (dal 2018 al 2019)

Sulla base dei requisiti pubblicati il 23 marzo 2018 dal DDPS, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati seguenti hanno trasmesso ad armasuisse la propria offerta per nuovi aerei da combattimento:

  • Eurofighter (Airbus, Germania),
  • F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA),
  • Rafale (Dassault, Francia),
  • F-35A (Lockheed-Martin, USA),
  • Gripen E (Saab, Svezia). La Saab non ha tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo. Il Gripen E non è pertanto più contemplato nella procedura di selezione.

Tutti i dati tecnici sono stati separati in modo molto rigoroso dalle informazioni relative ai costi. Questo cosiddetto «two envelope system» assicura che gli specialisti del DDPS che valutano gli aspetti tecnici del modello di aereo non abbiano accesso alle informazioni relative ai costi, e viceversa.

Fase di analisi e di prova (2019)

  • Tra febbraio e marzo 2019 si sono svolte le prove nei simulatori dei candidati.
  • Oltre alle prove nei simulatori, tra febbraio e marzo 2019 si sono svolti i cosiddetti audit di supporto al prodotto. Nel quadro di questi audit le forze aeree dei Paesi produttori hanno illustrato l’esercizio e la manutenzione di questi aerei nonché lo svolgimento dell’istruzione.
  • Tra aprile e luglio 2019 gli aerei sono stati sottoposti a prove in volo e al suolo presso l’aerodromo di Payerne.
  • Parallelamente alle prove sopracitate sono stati analizzate le risposte al catalogo di domande a cui i candidati hanno dovuto rispondere in occasione della prima offerta. 

Seconda offerta e rapporto di valutazione (2020–2021)

  • Sulla base dei dati raccolti dalla fase di analisi e di prova, il 10 gennaio 2020 armasuisse ha invitato i produttori degli aerei candidati a presentare una seconda offerta. armasuisse ha ricevuto le offerte il 18 novembre 2020.
  • Sulla base delle informazioni pervenute con la seconda offerta e sulla base dei rapporti tecnici verrà determinato il beneficio complessivo di ciascun candidato e i candidati saranno confrontati tra loro sul piano dei benefici.
  • I risultati saranno integrati nel rapporto di valutazione, insieme a un’ampia analisi dei rischi, soltanto dopo la votazione referendaria. In tale rapporto il beneficio complessivo di ogni aereo candidato sarà messo a confronto con il costo d’acquisto e di esercizio per un periodo di 30 anni (costi complessivi). Il rapporto verrà concluso nel primo trimestre 2021. l rapporto è la base per la decisione sul tipo.
  • La scelta del modello spetta al Consiglio federale. La scelta sarà presa nel secondo trimestre del 2021.

In generale: considerati tutti i fattori, prezzo compreso, l’aereo con le prestazioni tecniche migliori può, ma non deve, ottenere l’aggiudicazione. Oltre ai requisiti tecnico-militari e a quelli operativi possono essere infatti considerati anche aspetti commerciali, ambientali, logistici e aspetti inerenti alla politica d’armamento; sul piano politico possono inoltre essere fatte considerazioni a livello di politica finanziaria, di politica di sicurezza, di politica estera, di politica commerciale e di politica industriale. 

 

Aereo da combattimento

Requisiti

Germania (Airbus: Eurofighter), Francia (Dassault: Rafale), USA (Boeing: F/A-18 Super Hornet; Lockheed-Martin: F-35A). Nella valutazione era inclusa anche la Svezia (Saab: Gripen E). Saab non ha tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo e quindi il Gripen E non è più contemplato nella procedura di selezione.

Il 13 giugno 2019 il costruttore svedese Saab ha comunicato ad armasuisse che non avrebbe preso parte, con il Gripen E, alle prove in volo e al suolo per il nuovo aviogetto da combattimento dell’Esercito svizzero. Le prove per il Gripen E erano previste a Payerne dal 24 al 28 giugno 2019. Non prendendo parte alle prove, il Gripen E è eliminato dal processo di valutazione. Un recupero delle prove in volo e al suolo in un momento successivo contraddirebbe il trattamento paritario di tutti i candidati e non è quindi da considerare un’opzione.

Dall'inizio del 2018, armasuisse intrattiene regolarmente un rapporto di dialogo con tutti i candidati illustrando loro sia il processo sia i criteri di valutazione. In base alle informazioni e alle analisi attuali circa il grado di maturità e l’integrazione dei sottosistemi, gli specialisti di armasuisse e delle Forze aeree svizzere sono giunti alla conclusione che alcune delle missioni previste non potrebbero essere eseguite in maniera efficace. Per questo motivo, armasuisse ha consigliato a Saab di ritirare il suo candidato dal processo di valutazione. Evidentemente, anche la Saab stessa ha ritenuto opportuno decidere di non prendere parte alle prove in volo e al suolo.
 

Per motivi di compatibilità con i sistemi attuali entrano in considerazione unicamente aerei occidentali, tra i quali figurano i candidati valutati nel quadro del progetto di sostituzione parziale della flotta di Tiger:

  • Eurofighter (Airbus),
  • Gripen E (Saab) e
  • Rafale (Dassault).


Saranno inoltre valutati aerei da combattimento americani dei produttori Boeing e Lockheed-Martin. Sia la Boeing (F/A-18 Super Hornet e F-15) che la Lockheed-Martin (F-35A e F-16) dispongono di due aerei da combattimento. In vista della valutazione il DDPS ha scelto unicamente un tipo di aereo per ogni produttore. Le seguenti considerazioni hanno portato alla scelta dell’F/A-18 Super Hornet (Boeing) e dell’F-35A (Lockheed-Martin):

  • l’F/A-18 Super Hornet di Boeing è un ulteriore sviluppo dell’F/A-18C/D Hornet impiegato dall’Esercito svizzero negli ultimi 20 anni. La Svizzera ha avuto esperienze positive per quanto riguarda l’acquisto e l’esercizio della versione precedente. L’F/A-18 Super Hornet sarà impiegato verosimilmente ancora a lungo dalla United States Navy.
  • L’F-35A della Lockheed-Martin è potenzialmente uno degli aerei da combattimento più moderni e tra i velivoli occidentali prodotti attualmente è quello che presumibilmente sarà prodotto in numero maggiore e impiegato ancora a lungo.


In Europa non vi sono forze aeree che impiegano l’F-15 e numerosi Paesi che hanno acquistato dapprima l’F-16 (Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia) lo stanno sostituendo con l’F-35.

Le emissioni di CO2 saranno tenute in considerazione nella valutazione dei candidati. Le Forze aeree consumano circa il due per cento del cherosene consumato complessivamente in Svizzera. La loro percentuale di emissioni di CO2 tra tutti i carburanti e i combustibili utilizzati in Svizzera a scopo energetico ammonta a circa lo 0,3 per cento.

Si veda anche Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 all'interpellanza Mazzone 19.4277

Per il DDPS la protezione dell’ambiente è importante. Entro il 2030 le emissioni di CO2 saranno ridotte di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Le emissioni rimanenti saranno completamente compensate mediante certificati a partire dal 2020. Ciò vale anche per le Forze aeree e l’intero esercito. Queste misure fanno parte delle misure decise dal Consiglio federale per l’amministrazione. (vedi comunicati del 3 luglio 2019 e del 13 dicembre 2019).

 
 

Poiché negli ultimi anni è stata comprovata la fattibilità tecnica per l’impiego di biocarburanti anche nell’aviazione militare, si monitorano gli sviluppi in questo settore. Per quanto riguarda la produzione di biocarburanti, in Svizzera si applica tuttavia il principio che le piante sono utilizzate dapprima come generi alimentari, poi come alimenti per animali e soltanto da ultimo come carburante.

Le emissioni foniche dei candidati sono state rilevate durante la valutazione mediante misurazioni eseguite dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA). Le misurazioni confluiranno nell’analisi costi-benefici nella quale sono confrontati tra loro i candidati. Il DDPS ritiene che emissioni foniche percepite degli aerei valutati si situino nella categoria di quelle dell’F/A-18C/D.

Si veda anche Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 all'interpellanza Mazzone 19.4277
Si veda anche Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 all'interpellanza Seiler Graf 19.4540

Dipendenza

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un'indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile. Lo sviluppo dell'intero know-how e l'acquisto dei pezzi di ricambio, in modo tale che la Svizzera possa gestire autonomamente l'utilizzo degli aerei per un tempo prolungato, sarebbero troppo cari e inefficienti sul piano economico.

Inoltre l'industria svizzera non sarebbe in grado dal punto di vista tecnico e finanziario di produrre un proprio velivolo da combattimento, ivi compresi tutti i componenti (sistemi elettronici, sensori ecc.).

 

No, non è possibile pilotare i velivoli a distanza inserendosi nei sistemi elettronici, né per quanto riguarda gli F-5 Tiger o gli F/A-18 né per quanto concerne un nuovo aereo da combattimento da acquistare.

Nel caso dell'acquisto di aerei da combattimento occidentali sono per definizione elevate sul piano tecnologico le dipendenze dagli Stati Uniti d'America, la cui industria è leader a livello mondiale nell'ambito dei sistemi aeronautici militari. Anche altri costruttori di aerei da combattimento utilizzano spesso sistemi che si basano sulle tecnologie statunitensi, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione vocale e di dati.

Le dipendenze sul piano tecnologico sono punti soggetti a verifica che vengono accuratamente accertati nel quadro della valutazione ed evidenziati come rischi. Al riguardo si analizza anche in che modo è possibile ridurre le dipendenze e quale sarebbe il conseguente onere.

Si veda anche Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda Schlatter 20.5037

 

Sì, i missili americani possono essere usati in caso di emergenza. La Svizzera non ha né indicazioni né occasioni per accettare il contrario.

 

Difesa terra-aria

Per motivi tecnici, la Svizzera non è in grado di combattere autonomamente con prospettive di successo i missili balistici terra-terra a media e lunga gittata. Entrambi i sistemi valutati hanno questa capacità, ma essa sarebbe efficace per la Svizzera soltanto nel quadro di una rete integrata internazionale. L’adesione a una simile rete sarebbe tecnicamente possibile con entrambi i sistemi, ma non costituisce un’opzione fintanto che la Svizzera resta neutrale. Di conseguenza un orientamento della difesa terra-aria a lunga gittata alla difesa dai missili balistici terra-terra non è appropriato.

Nel caso del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sono stati valutati candidati «occidentali». Sulla base di una verifica di mercato, degli 11 sistemi analizzati ne sono stati scelti tre che entrano in considerazione per la Svizzera sulla base della loro gittata, del livello di maturità nonché dell’esistenza di un sistema globale (sensori, missili e sistema di condotta) introdotto nel Paese produttore. I tre sistemi sono: SAMP/T (Eurosam, Francia), David’s Sling (Rafael, Israele) e Patriot (Raytheon, USA). Poiché Israele non ha inoltrato un’offerta per il sistema David’s Sling, i candidati rimanenti sono SAMP/T e Patriot.

In una prima fase il Consiglio federale intende rinnovare la difesa terra-aria a lunga gittata. Tali sistemi non sono offerti da alcuna ditta svizzera.

 

Le prove dei sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata sono state estese per quanto necessario, ma per motivi di efficienza limitate il più possibili. Le prove dei sensori (radar) sono stati effettuati nella seconda parte del 2019 sotto la direzione di armasuisse presso la piazza d’esercitazione delle truppe «Gubel» nel Cantone di Zugo. L’efficienza dei sistemi radar è stata verificatas in modo puntuale mediante strumenti di test a terra e rappresentazioni di volo guidato. Tutti gli altri aspetti importanti per l’efficienza del sistema globale saranno verificati da specialisti del DDPS mediante audit, assessment presso i candidati e la valutazione delle indicazioni tecniche nelle offerte.

Per diversi motivi in questa fase del progetto si rinuncia ad effettuare prove di lancio dei missili:

  • in Svizzera non esistono piazze di lancio di missili di questa gittata. Effettuare le prove presso le piazze di lancio dei Paesi produttori (Francia, USA) significherebbe che i due sistemi non sarebbero testati alle medesime condizioni e ciò comprometterebbe la parità di trattamento dei candidati.
  • Anche in passato in occasione dell’acquisto di missili si è rinunciato a prove di lancio in Svizzera. L’attuale modo di procedere corrisponde quindi alla prassi vigente.
  • Nel quadro del collaudo del sistema scelto – ovvero dopo la scelta del modello quando la parità di trattamenti non sarà più un problema – sono previsti lanci di verifica nel Paese del produttore per verificare l’efficacia dell’intero sistema d’arma, dal sensore ai missili. A tal fine vengono impiegati missili equipaggiati con strumenti di misurazione e di registrazione.
 

Rapporti

Rapporti supplementari

Viola Amherd, capo del DDPS, ha chiesto tre rapporti supplementari: un secondo parere da parte di Claude Nicollier sul rapporto «Difesa aerea del futuro» presentato da un gruppo di esperti, una valutazione degli affari di compensazione (offset) da parte dell’ex direttore del Controllo federale delle finanze Kurt Grüter e un’analisi della situazione di minaccia, allestita in seno al DDPS.

Claude Nicollier ha elaborato il suo parere indipendente sul rapporto «Difesa aerea del futuro», presentato da un gruppo di esperti, parallelamente al suo insegnamento presso il PFL. Nel suo parere mette in risalto l’elevata qualità del rapporto «Difesa aerea del futuro» e la pertinenza dei contenuti, elaborati con grande professionalità. Nicollier conclude pertanto che il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo ha potuto essere avviato sulla scorta di basi solide e coerenti, esposte nel rapporto analizzato. I contenuti del rapporto del gruppo di esperti dovrebbero essere riconosciuti come base vincolante per tutti i lavori preliminari concernenti direttamente o indirettamente il progetto Air2030. Del rimanente, Claude Nicollier ha raccomandato di presentare un nuovo progetto di decisione programmatica, concernente unicamente gli aerei da combattimento e contenente la precisazione che prima del risultato di un eventuale referendum facoltativo il Consiglio federale non prenderà alcuna decisione in merito al tipo di aereo. Per quanto concerne le quattro opzioni illustrate nel rapporto «Difesa aerea del futuro», Nicollier raccomanda energicamente l’opzione 2, consistente nella sostituzione della flotta attuale di aerei da combattimento con circa 40 aerei da combattimento moderni e nel rinnovo della difesa contraerea. Raccomanda inoltre di mettere in atto tutte le misure possibili per avvicinarsi al meglio a tale obiettivo con le risorse finanziarie a disposizione.  

Kurt Grüter, ex direttore del Controllo federale delle finanze, nel suo rapporto riconosce gli sforzi della Confederazione volti a realizzare una maggiore trasparenza nell’ambito degli affari offset. Sarebbero tuttavia necessari ulteriori miglioramenti. Grüter ritiene inoltre che gli affari offset siano contrari al principio del libero commercio estero e debbano essere adottati esclusivamente e in maniera mirata per il rafforzamento della base industriale indispensabile per la sicurezza e la difesa della Svizzera. In tale contesto sarebbero determinanti unicamente gli affari offset diretti e gli affari offset indiretti orientati alla base tecnologica e industriale funzionale alla sicurezza. Al di fuori di tale contesto non dovrebbero più essere realizzati affari offset indiretti. Alla luce di tali considerazioni e a causa del volume d’acquisto complessivo di 6–7 miliardi di franchi dovrebbe essere difficilmente realizzabile una compensazione del 100%. Paiono maggiormente realizzabili affari offset diretti pari al 20% del volume d’acquisto e affari offset indiretti, orientati alla base tecnologica e industriale determinante per la sicurezza, pari al 40% del volume d’acquisto, a condizione che nell’ambito della valutazione delle offerte sia attentamente analizzata la qualità dei programmi industriali determinanti per la sicurezza.

Il rapporto sulla situazione di minaccia, elaborato sotto la direzione della signora Pälvi Pulli, capo del settore Politica di sicurezza DDPS, comprende una valutazione aggiornata della situazione di minaccia e un confronto con le analisi eseguite negli anni scorsi e servite da base per le decisioni adottate sinora sul rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo. Il rapporto giunge alla conclusione che non vi sono stati nuovi sviluppi di rilievo e tali da modificare sostanzialmente il fabbisogno di nuovi mezzi per la protezione dello spazio aereo. La nuova analisi conferma che anche in futuro sarà necessario disporre di un numero sufficiente di aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria per poter proteggere e difendere in maniera efficace lo spazio aereo del Paese. La necessità di agire è più elevata a causa dell’evoluzione negativa della situazione in materia di sicurezza a livello internazionale negli ultimi due anni e dei tempi necessari per i progetti d’acquisto.

Air 2030

Progetti

Air2030

Il Programma Air2030 composto da quattro progetti:

  • NAC: nuovo aereo da combattimento.
  • DTA: sistema di difesa terra-aria a lunga gittata.
  • C2Air: rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (approvato con il messaggio sull’esercito 2020).
  • Radar: rinnovo del sistema di sensori del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (mantenimento del valore dei radar primari di Flores approvato con il messaggio sull’esercito 2016 e con un credito d’impegno con il messaggio sull’esercito 2018, mantenimento del valore e l'ampliamento delle capacità dei radar secondari di Flores sollecitati con il messaggio sull’esercito 2018).

Tra i progetti nel Programma Air2030 ci sono diverse interfacce e dipendenze a livello tecnico, operativo, temporale e finanziario come, ad esempio, la soluzione tecnica per la catena di comando (dall’approvazione di un ordine di tiro fino all’impiego effettivo delle armi). Inoltre, sfruttando le sinergie di progetto in seno al programma sarà possibile ottimizzare le risorse di personale. In tal modo è garantita l’armonizzazione dell’intero sistema, rispettivamente della soluzione nell’ambito di un sistema integrato.

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi FLORAKO serve a rilevare, tra l’altro, aerei ed elicotteri civili e militari e a condurre gli impieghi delle Forze aeree. L’immagine della situazione aerea generata da FLORAKO viene completata dagli aerei da combattimento e dai sensori della difesa terra-aria. FLORAKO è l’elemento centrale di gestione nell’ambito del sistema integrato dei sistemi delle Forze aeree. È composto di cinque sistemi parziali:

  • apparecchi radar (Flores): con i radar secondari di Flores è possibile identificare velivoli che emettono segnali dal transponder. Tuttavia i velivoli estranei che non comunicano non sono identificabili. Con i radar primari di Flores è possibile rilevare anche velivoli non identificabili mediante un segnale del transponder. I radar secondari sono inoltre in grado di identificare anche velivoli di Stato grazie alla procedura di identificazione amico-nemico.
  • Sistema radar per il rilevamento della situazione aerea (Ralus)
  • Centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea (CI Lunas)
  • Sistema di comunicazione vocale e di dati (Komsys)
  • Trasmissione tattica di dati (data link)
 

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako è stato acquistato con i Programmi d’armamento 1998 e 1999; con il Programma d’armamento 2004 è stato acquistato il software data link per il collegamento con l’aereo da combattimento F/A-18. Per mantenere la capacità di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta di impieghi aerei, i sistemi parziali di Florako devono essere parzialmente sostituiti o sottoposti a un mantenimento del valore.

  • Già con il messaggio sull’esercito 2016 era stato approvato il mantenimento del valore dei radar primari di Flores (91 mio. fr.).
  • Con il messaggio sull’esercito 2018  è stato approvato un credito d’impegno per il mantenimento del valore e l'ampliamento delle capacità dei radar secondari di Flores, una modernizzazione della cifratura data link (114 mio. fr.) e un credito aggiuntivo per i radar primari di Flores sopracitati (16 mio. fr.).
  • I due sistemi parziali Ralus (sistema radar per il rilevamento della situazione) e CI Lunas (centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea) vengono sostituiti con il messaggio sull’esercito 2020.


Grazie a tali misure il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako continuerà a essere operativo fino al 2030 e la completa sostituzione degli impianti radar potrà essere posticipata a questa data.

Con il progetto C2Air viene rinnovato il sistema di condotta e di comunicazione di Florako, il quale assicura la direzione centralizzata degli impieghi degli aerei da combattimento e dei sistemi di difesa terra-aria. Il sistema di condotta e di comunicazione di Florako si compone dei seguenti sistemi parziali:

  • sistema radar per il rilevamento della situazione aerea (Ralus).
  • Centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea (CI Lunas).
  • Sistema di comunicazione vocale e di dati (Komsys).
  • Trasmissione tattica di dati (data link).


Il progetto C2Air comprende la sostituzione di Ralus e CI Lunas (approvato con il messaggio sull'esercito 2020) nonché misure di mantenimento del valore (migrazione a una nuova tecnologia) riguardanti il sistema Komsys e la cifratura della trasmissione tattica di dati tramite data link (messaggio sull'esercito 2018).

Con il progetto C2Air e il progetto Radar il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako potrà continuare a essere impiegato fino negli anni 2030.

 

Con il progetto Radar saranno rinnovati i sensori radar di Florako: da un lato con il mantenimento del valore di Flores per il rinnovamento delle componenti elettroniche e di software dei radar primari (Messaggio sull’esercito 2016, credito aggiuntivo del messaggio sull’esercito 2018); dall’altro con il mantenimento del valore e l'ampliamento delle capacità dei radar secondari di Flores (messaggio sull’esercito 2018).

Con il progetto Radar e il progetto C2Air il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako potrà continuare a essere impiegato fino negli anni 2030.