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Air2030 – Protezione dello spazio aereo: Domande e risposte

Sicherung des Luftraumes

Livello politico

Antecedenti

Decisioni del Consiglio federale

Nel novembre 2017 il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata con un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi. Per poter finanziare nel contempo anche il rinnovo dei sistemi al suolo e di condotta, nei prossimi anni dovrà essere concesso un aumento del 1,4 per cento, in termini reali, del limite di spesa dell’esercito. Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le uscite per l’esercizio affinché tale aumento sia a disposizione principalmente per gli investimenti per l’armamento. Il Consiglio federale ha deciso di invitare i seguenti candidati: Airbus (Eurofighter), Boeing (F/A-18 Super Hornet), Dassault (Rafale), Lockheed-Martin (F-35A) e Saab (Gripen E). Il Governo ha inoltre deciso che dovranno essere sollecitati affari di compensazione per un volume pari al 100 per cento del valore contrattuale. Il DDPS è stato incaricato di elaborare delle varianti per dare al popolo svizzero la possibilità di pronunciarsi sulla questione.

Per consentire il ricorso al referendum, nel marzo 2018 il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento un disegno di decisione programmatica conformemente all’articolo 28 della legge sul Parlamento. Nella decisione programmatica dovrà essere compreso un incarico delle Camere al Consiglio federale di procedere entro il 2030 al rinnovo dei mezzi per la difesa aerea, mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Il Governo ha stabilito le seguenti condizioni quadro finanziarie: un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi e l’obbligo di concludere affari offset per un importo pari al 100% del valore contrattuale. Approvando la decisione programmatica, il Parlamento non deciderà in via definitiva sull’acquisto, ma darà soltanto il suo consenso alla pianificazione dello stesso. Considerata la sua portata, l’acquisto dovrà sottostare al referendum facoltativo. L’acquisto sarà prevedibilmente sottoposto al Parlamento nel quadro del Programma d’armamento 2022.

Consultazione

Il disegno di decisione programmatica con i contenuti summenzionati è stato posto in consultazione dal Consiglio federale a fine maggio 2018. Il progetto in sé, ossia l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, è stato appoggiato dalla grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione. Il modo di procedere tramite decisione programmatica del Parlamento (per l’acquisto di aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sotto forma di un pacchetto unico) è stato tuttavia valutato in maniera differente: i Cantoni hanno appoggiato questo modo di procedere, tra le associazioni ha ottenuto maggiore appoggio rispetto alle alternative (procedura ordinaria per l’acquisto di armamenti senza possibilità di referendum, revisione di una legge vigente o una nuova legge). Invece nei partiti vi è stata un’importante opposizione. Il PLR si è espresso a favore della procedura d’acquisto ordinaria senza possibilità di referendum, il PPD ha proposto una decisione programmatica soltanto per gli aerei o una revisione della legge militare. Entrambi, PLR e PPD, si sono anche espressi a favore di una suddivisione del pacchetto «aerei da combattimento» e «difesa terra-aria a lunga gittata», da portare avanti come due progetti separati, ma coordinati tra loro. L’UDC ha appoggiato il disegno di decisione programmatica (ma con un volume finanziario più elevato pari a 9 miliardi di franchi). Il PS si è espresso a favore di una decisione programmatica con un volume finanziario ridotto e un altro contenuto.

Mozione a favore di una votazione popolare sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento

Nel 2018 le Camere hanno adottato la mozione del gruppo PBD 17.3604 «Forze aeree. La decisione di principio spetta al popolo!», con il seguente tenore: «Il Consiglio federale è invitato a sottoporre il più presto possibile al voto popolare la questione di principio relativa all’acquisto di nuovi aerei da combattimento. L’acquisto deve poter essere deciso indipendentemente dalla scelta del modello e avvenire nel quadro del budget dell’esercito».

L’adozione della mozione ha di fatto escluso il ricorso alla procedura d’acquisto ordinaria per i nuovi aerei da combattimento (acquisto di armamenti senza possibilità di referendum). La formulazione «deve poter essere deciso indipendentemente dalla scelta del modello» va intesa nel senso che un’eventuale votazione referendaria deve aver luogo prima della scelta del modello.

Deliberazione del Consiglio degli Stati

Il 24 settembre 2019 il Consiglio degli Stati ha dibattuto il progetto di decisione programmatica per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Ha quindi approvato la decisione programmatica, ma con una modifica rispetto al progetto del Consiglio federale: le aziende estere che ricevono commesse nel quadro dell’acquisto devono compensare il 100 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), ossia il 20 per cento sotto forma di offset diretti e il 40 per cento sotto forma di offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza (STIB) nonché il rimanente 40 per cento sotto forma di offset nei settori seguenti:

  1. Industria delle macchine
  2. Industria metallurgica
  3. Industria elettronica ed elettrotecnica
  4. Industria ottica
  5. Industria orologiera
  6. Industria automobilistica/ferroviaria
  7. Prodotti di gomma e plastica
  8. Prodotti chimici
  9. Industria aeronautica e aerospaziale
  10. Industria informatica/software engineering
  11. Cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca

Il Consiglio federale propone invece che le aziende estere che ricevono commesse nel quadro dell’acquisto debbano compensare il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera, ossia il 20 per cento sotto forma di offset diretti e il 40 per cento sotto forma di offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza.

Il Consiglio degli Stati ha inoltre deciso di prescrivere nella decisione programmatica una chiave di ripartizione degli offset tra le regioni: 65 per cento nella Svizzera tedesca, 30 per cento nella Svizzera romanda e 5 per cento nella Svizzera italiana. Tali percentuali corrispondono alla chiave di ripartizione auspicata dal Consiglio federale, la quale non era però stata inclusa nel progetto di decisione programmatica.

Il Consiglio nazionale si occuperà della questione nel dicembre 2019, dopodiché dovrebbe risultare chiaro quanti offset saranno richiesti ai produttori esteri.

Spiegazioni

Decisione programmatica

Il Consiglio federale ha preso questa decisione dopo un’attenta ponderazione dei pareri pervenuti in occasione della consultazione (da maggio a settembre 2018) e in considerazione della mozione presentata nel dicembre 2018 dal gruppo del PBD, che richiede di sottoporre al voto popolare (prima della scelta del modello) la questione di principio relativa all’acquisto di nuovi aerei da combattimento.

La grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione ha appoggiato il progetto in sé, ossia gli acquisti. Il modo di procedere tramite decisione programmatica sottostante a referendum è stato tuttavia valutato in maniera differente: i Cantoni hanno appoggiato questo modo di procedere, tra le associazioni ha ottenuto maggiore appoggio rispetto alle alternative (procedura ordinaria per l’acquisto di armamenti senza possibilità di referendum, revisione di una legge vigente o una nuova legge). Invece nei partiti vi è stata un’importante opposizione. Il PLR si è espresso a favore della procedura d’acquisto ordinaria senza possibilità di referendum, il PPD ha proposto una decisione programmatica soltanto per gli aerei o una revisione della legge militare. Entrambi, PLR e PPD, si sono anche espressi a favore di una suddivisione del pacchetto «aerei da combattimento» e «difesa terra-aria a lunga gittata», da portare avanti come due progetti separati, ma coordinati tra loro. L’UDC ha appoggiato il disegno di decisione programmatica (ma con un volume finanziario più elevato pari a 9 miliardi di franchi). Il PS si è espresso a favore di una decisione programmatica con un volume finanziario ridotto e un altro contenuto.

Il 26 giugno 2019 il Consiglio federale approva il messaggio concernente la decisione programmatica sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Il popolo avrà la possibilità di esprimersi sul principio stesso di un acquisto di nuovi aerei da combattimento. L'acquisto, meno controverso, di un sistema di difesa terra-aria (DTA) a lunga gittata non è incluso nella decisione programmatica e avverrà seguendo la procedura ordinaria.
Con questo modo di procedere il Consiglio federale intende rispettare l'importanza della questione e le aspettative politiche:

  • l'acquisto di nuovi aerei da combattimento è un progetto di vasta portata. Gli aerei da combattimento attualmente in dotazione all'esercito sono giunti al termine della loro durata di utilizzazione o lo faranno nei prossimi anni. Se non saranno sostituiti per tempo, dopo il 2030 la Svizzera si troverà nell'impossibilità di proteggere il proprio spazio aereo e tantomeno sarà in grado di difenderlo; di conseguenza, anche le altre parti dell'esercito non potranno più svolgere i compiti affidatigli dalla Costituzione federale e dalla legge militare. La protezione contro gli attacchi sferrati dall'interno o dall'esterno dello spazio aereo, che provengano da forze armate o da gruppi terroristici, è di cruciale importanza per la sicurezza della Svizzera e della sua popolazione. La capacità di garantire la sicurezza della popolazione è uno dei compiti fondamentali dello Stato.
  • L’importanza politica del tema è evidenziata dal fatto che gli ultimi due progetti per l'acquisto di aerei da combattimento hanno dato adito a una votazione popolare, la prima volta nel 1993 su iniziativa popolare e la seconda nel 2014 in seguito a referendum. Questa importanza non è tale da creare un diritto rivendicabile a una decisione referendaria secondo i principi della democrazia diretta, ma suscita comunque aspettative politiche degne di rispetto.


Un altro motivo che giustifica il referendum è la lunga durata del progetto (circa 1o^0 anni), alla quale si aggiunge anche il considerevole impegno finanziario (con un tetto di 6 miliardi di franchi) necessario per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Un sì del Parlamento e possibilmente anche del Popolo conferirebbe al progetto una solida base pianificatoria.

Secondo le tempistiche attualmente previste, e conto tenuto del tempo necessario per le deliberazioni in Parlamento e la raccolta delle firme in vista del referendum, la votazione potrebbe essere programmata per il 27 settembre o il 29 novembre 2020.

 

La decisione programmatica è uno strumento del Parlamento disciplinato dall’articolo 28 della legge federale sull’Assemblea federale. Le decisioni programmatiche «sono decisioni preliminari che indicano come determinati obiettivi debbano essere perseguiti, determinati principi e criteri osservati o determinate misure pianificate». Quando una simile decisione riguarda un progetto di grande portata come il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, può essere scelta la forma del cosiddetto decreto federale. Ciò significa che contro tale decreto è possibile lanciare un referendum e indurre una votazione popolare.

La decisione programmatica comprende quanto segue:

  • Il Consiglio federale è incaricato di rinnovare i mezzi per la protezione dello spazio aereo mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento.
  • L’introduzione dei nuovi aerei da combattimento dovrà essere conclusa entro la fine del 2030.
  • L’acquisto di nuovi aerei da combattimento dovrà essere realizzato nel rispetto dei seguenti parametri fondamentali:
  1. il volume finanziario massimo è di 6 miliardi di franchi (stato: Indice nazionale dei prezzi al consumo. Gennaio 2018);
  2. le imprese estere che ricevono commesse nel quadro dell’acquisto sono tenute a compensare il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset), ovvero il 20 per cento mediante affari offset diretti e il 40 per cento mediante affari offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza;
  3. l’acquisto sarà proposto all’Assemblea federale nel quadro di un programma d’armamento.
  • L’acquisto di nuovi aerei da combattimento è coordinato sotto il profilo temporale e tecnico con l’acquisto parallelo di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata.
  • Il presente decreto sottostà a referendum facoltativo.

La decisione di acquistare nuovi aerei da combattimento o di rinunciare a tale acquisto ha un impatto considerevole sulla sicurezza della popolazione in Svizzera. Si tratta di una questione di principio, e in quanto tale deve poter essere sottoposta al giudizio del Popolo. La scelta del tipo di aereo è una questione da trattare successivamente, e deve essere lasciata al Consiglio federale, che deciderà sulla base di informazioni oggettive sulle prestazioni e sui prezzi. In seguito il Parlamento potrà decidere se accogliere o respingere la proposta del Consiglio federale nell’ambito di un programma d’armamento.

Dato che si tratta di un decreto (federale) del Parlamento, quest’ultimo ha piena facoltà di modificarne il contenuto, o addirittura di rinunciare del tutto a una decisione programmatica.

Costi

L’8 novembre 2017 il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS a pianificare il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo per un importo massimo di 8 miliardi di franchi. Il Governo federale intende garantire il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, dei sistemi terrestri e dei sistemi di condotta. Pertanto, il limite di spesa dell'esercito (2017–2020: 20 mia. fr.) dovrà essere gradualmente aumentato, e all’esercito dovrà essere globalmente concesso un tasso di crescita reale annuo dell’ordine dell’1,4 per cento. Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le spese d’esercizio in termini reali, per fare in modo che l'aumento delle risorse finanziarie disponibili possa essere consacrato principalmente agli investimenti nel settore degli armamenti.

Questi acquisti non potrebbero essere interamente finanziati con un budget dell'esercito di 5 miliardi di franchi l'anno. Il Consiglio federale prevede quindi di aumentare il budget annuale dell'esercito dell'1,4 per cento, con l'obiettivo di fornire all'esercito risorse sufficienti per sostituire i mezzi per la protezione dello spazio aereo e importanti sistemi delle truppe di terra. La quota delle spese per la difesa nazionale militare sul prodotto interno lordo dovrebbe così aumentare dallo 0,7 per cento circa allo 0,8 per cento circa. Nel confronto internazionale questa quota è ancora molto bassa – la NATO esorta i propri membri a investire il 2 per cento del proprio prodotto interno lordo per la difesa.

 

Il volume finanziario massimo per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento ammonta a 6 miliardi di franchi, mentre per l’acquisto di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata ammonta a 2 miliardi di franchi.

Dal punto di vista dell’esercito, per il periodo 2023–2032, ovvero a partire dal momento in cui il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo inciderà sulle spese, il fabbisogno di rinnovamento dell’Esercito svizzero ammonta a circa 19 miliardi di franchi. Può essere ridotto a 15 miliardi di franchi mediante misure di rinuncia e di risparmio.

Prix flyaway et prix système d’un avion de combat

Si tratta di un prezzo di sistema medio realistico nel caso dei velivoli da combattimento che entrano in considerazione per un acquisto. Il prezzo di sistema comprende l’intero armamento e l’intera logistica, ossia tiene conto anche dei costi dell’equipaggiamento specifico all’impiego (sensori, missili, sistemi di autoprotezione, serbatori supplementari ecc.), dei sistemi per analizzare gli impieghi o dei sistemi per l’addestramento (per es. simulatori di pilotaggio e sistemi per l’addestramento del personale al suolo). Occorre distinguere il prezzo di sistema dal cosiddetto prezzo fly away, ossia il prezzo del velivolo «nudo».

La stima dei costi si fonda su valori empirici risultanti da precedenti valutazioni e acquisti nonché su stime relative a velivoli che in Svizzera non sono ancora stati valutati. Nel caso dell’acquisto dei 22 Gripen E bocciato in votazione popolare nel 2014, il prezzo medio di sistema ammontava a 140 milioni di franchi per velivolo. Al riguardo occorre tuttavia considerare che si trattava di un’offerta molto vantaggiosa per la Svizzera. È tutt’altro che sicuro che in occasione della nuova valutazione possa essere ottenuto un prezzo comparabile. I prezzi di sistema degli altri aerei potrebbero essere considerevolmente più elevati.

L’esercito è un sistema globale, composto da truppe di terra, Forze aeree e altre formazioni (ad es. logistica e aiuto alla condotta) che devono essere correlati e operare congiuntamente per fornire le prestazioni richieste. Tutte queste formazioni devono essere dotate di un equipaggiamento moderno per poter svolgere i propri compiti.

Alla fine degli anni 2020 non saranno solo i mezzi per la protezione dello spazio aereo a giungere al termine della loro durata di utilizzazione bensì anche quasi tutti gli altri sistemi principali dell’esercito. Pertanto, secondo la pianificazione attuale, oltre all’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, tra il 2023 e il 2032 si prevede di destinare ogni anno circa 700 milioni di franchi per acquisti a favore di altre parti dell’esercito. Quest'ultime non saranno quindi trascurate.

Affari di compensazione

Nel caso degli offset diretti il fornitore estero di materiale bellico assegna commesse a un subfornitore in Svizzera per fabbricare e fornire componenti del materiale bellico che la Svizzera intende acquistare. Prodotti e servizi dell’impresa in Svizzera confluiscono nel bene d’armamento da acquistare.

Gli offset indiretti non sono direttamente correlati al bene d’armamento che sarà acquistato, ma sono originati dal progetto d’acquisto. Il produttore estero s’impegna ad assegnare all’industria svizzera commesse civili o militari per un determinato importo inerenti al suo settore di influenza o ad agevolare l’accesso a simili commesse.

Il Consiglio federale propone che i fornitori esteri di aerei da combattimento compensino il valore contrattuale mediante l’assegnazione in Svizzera di affari offset diretti pari al 20 per cento del volume d’acquisto e di affari offset indiretti pari al 40 per cento del volume d’acquisto, nell’ambito della base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza (STIB). Per la STIB ciò comporta ulteriori commesse, l'accesso a tecnologie di punta e a nuovi e mercati. D'altro canto tale decisione considera anche i maggiori costi generati dagli affari offset nonché la difficoltà nel compensare il 100 per cento del valore contrattuale visto l'importante volume finanziario.

Per quanto riguarda l'attuazione degli affari di compensazione occorre una maggiore trasparenza. Ciò include anche un registro di tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto mandati conteggiati negli impegni in materia di compensazione.

È importante sottolineare che soltanto a partire dalla data della firma del contratto il costruttore è soggetto a un obbligo legale per quanto riguarda gli affari compensazione ed è in seguito tenuto a concluderli. È quindi possibile che al momento della firma del contratto non sia ancora noto quali aziende in Svizzera riceveranno commesse dal costruttore di aerei.

La decisione del Consiglio federale si basa principalmente sulle tre ragioni seguenti.

Gli offset rincarano l’acquisto. Questo effetto è indiscusso, anche se non può essere quantificato in modo affidabile e preciso. 6 miliardi di franchi rappresentano un importo minimo per l’acquisto di una flotta di dimensioni sufficienti. I rincari che non possono essere giustificati da ragioni di politica di sicurezza devono essere evitati, in modo da acquistare il maggior numero possibile di aerei senza superare il volume finanziario massimo prestabilito.

È lecito chiedersi se l’economia sia ragionevolmente in grado di assorbire offset del 100 per cento: il nuovo aereo da combattimento e la difesa terra-aria a lunga gittata verranno acquistati contemporaneamente. Generare un volume commerciale supplementare di 5-6 miliardi di franchi su un periodo di dieci anni nell’ambito degli scambi economici con gli Stati Uniti, la Germania e la Francia rappresenta una sfida. Tale cifra rinvia al fatto che gli acquisti di un nuovo aereo da combattimento e di una difesa terra-aria a lunga gittata si svolgeranno parallelamente.

Dal momento che generano un rincaro sugli acquisti di armamenti, gli offset devono essere giustificati da ragioni di politica di sicurezza e non da ragioni di politica economica. Il loro obiettivo è di rafforzare la base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza attraverso l’accesso a nuove tecnologie e a nuovi mercati. Gli effetti positivi per l’economia sono benvenuti, ma non possono avere un influsso decisivo sugli acquisti di armamenti.

Ciò non contraddice i Principi del Consiglio federale del 24 ottobre 2018 in materia di politica d’armamento del DDPS, secondo cui: «Se il materiale bellico viene acquistato all’estero, nel caso di affari importanti al fornitore straniero viene richiesta una compensazione in Svizzera pari di norma al 100 per cento del prezzo d’acquisto.»

La STIB comprende istituti di ricerca e aziende in Svizzera che dispongono di competenze, know-how e capacità nell'ambito delle tecnologie di sicurezza e di difesa.   

Per i costruttori gli affari offset significano maggiori oneri e tale obbligo non è particolarmente attrattivo per loro. Se la Svizzera richiedesse due offerte ai costruttori, quest’ultimi tenderebbero probabilmente ad aumentare il prezzo della versione offset per avvantaggiare la versione senza affari di compensazione. La «competizione» si svolgerebbe principalmente tra le offerte senza affari offset. Le offerte con affari offset sarebbero verosimilmente meno attrattive e significative poiché la concorrenza non si concentrerebbe in tale ambito e probabilmente verrebbero calcolati costi esagerati per gli affari offset.

Ovvero:

  • se si mira o anche solo si prende in considerazione un acquisto con affari di compensazione, la richiesta di offerte con o senza affari di compensazione non è una soluzione efficace. Questo perché ci sono pochi incentivi per rendere le offerte con affari offset particolarmente competitive.
  • Se si ha optato per un acquisto con affari di compensazione è insensato richiedere comunque un’offerta senza affari offset.

Questa percentuale è molto elevata. Secondo le stime dell’associazione industriale Swissmem, con gli affari di compensazione i prezzi aumentano al massimo del 5 per cento. Un potenziale di risparmio di circa il 20 per cento non è realistico. Tuttavia il DDPS non ha alcuna possibilità di verificare tale cifra o un ammontare inferiore. Anche nel caso in cui si domandassero due offerte distinte, una con gli affari di compensazione e una senza, il paragone non risulterebbe realistico, poiché per i produttori sussisterebbe la tentazione di far apparire più cara la versione (più complessa) con gli affari di compensazione al fine di rendere più attrattiva l’offerta senza affari di compensazione.

Si applica il principio della concorrenza. Secondo il Consiglio federale l’offerente estero di aerei da combattimento deve assegnare affari di compensazione per un volume pari al 60 per cento del valore contrattuale, ma non ha l’obbligo legale di assegnare commesse alla ditta X o Y, fintanto che rispetta i criteri relativi al volume e alla ripartizione regionale. Le aziende svizzere che intendono aggiudicarsi le commesse sono quindi poste in concorrenza.

 

La realizzazione degli affari offset è sorvegliata nel quadro di un apposito processo di monitoraggio e controllo. La conformità degli affari offset proposti dai fornitori con le prescrizioni in materia di affari offset è verificata dall’Ufficio offset. Gli affari offset proposti devono ad esempio consistere in commesse supplementari ad aziende svizzere; un altro criterio importante è rappresentato dalla quota di creazione di valore aggiunto per la Svizzera.

L’Ufficio offset terrà un registro pubblicamente accessibile in cui figureranno la denominazione del progetto d’acquisto, la denominazione del produttore estero, le denominazioni delle aziende svizzere interessate e le relative regioni linguistiche. Non potranno figurare dati supplementari quali l’entità della commessa, il genere di contratto nonché la data e la durata del contratto, poiché si tratta di dati che sottostanno al segreto d’affari, protetto dalla legislazione penale. Le aziende interessate dovrebbero dare il loro consenso alla pubblicazione, il che non può essere dato per scontato.
 

Nel caso degli affari offset diretti, il processo di monitoraggio e controllo è assicurato da armasuisse. Nel caso degli affari offset indiretti, la vigilanza è assicurata dall’Ufficio offset di Berna, sotto la direzione di armasuisse in collaborazione con le associazioni industriali Swissmem e GRPM (Groupe Romand pour le Matériel de Défense et de Sécurité). Grazie al coinvolgimento delle associazioni industriali, il processo può contare su ulteriori competenze specialistiche e su esperienze a livello di industria. L’Ufficio offset, oltre a provvedere al controllo della realizzazione degli affari offset, ha anche il compito di facilitare  i contatti con le industrie per i preparativi di affari offset.

Il Consiglio federale può decidere liberamente in merito alla scelta del tipo. Aspetti di politica estera possono essere di rilievo, non però come alternativa agli offset ma piuttosto come componente parallela e complementare: gli offset riguardano le case produttrici, il Governo non è parte in causa. Il Governo dello Stato di produzione dovrebbe dar prova di condiscendenza sul piano politico, ma la questione non riguarda le case produttrici (si veda anche Risposta del Consiglio federale del 5 settembre all’interrogazione Pfister 18.1034 del 14 giugno 2018 «Acquisto degli aerei da combattimento. Alternativa politica agli affari di compensazione»)
 

Si mira approssimativamente alla ripartizione regionale seguente: 65% alla Svizzera tedesca, 30% alla Svizzera romanda e 5% alla Svizzera italiana.  

Rapporti

Rapporti supplementari

Viola Amherd, capo del DDPS, ha chiesto tre rapporti supplementari: un secondo parere da parte di Claude Nicollier sul rapporto «Difesa aerea del futuro» presentato da un gruppo di esperti, una valutazione degli affari di compensazione (offset) da parte dell’ex direttore del Controllo federale delle finanze Kurt Grüter e un’analisi della situazione di minaccia, allestita in seno al DDPS.

Claude Nicollier ha elaborato il suo parere indipendente sul rapporto «Difesa aerea del futuro», presentato da un gruppo di esperti, parallelamente al suo insegnamento presso il PFL. Nel suo parere mette in risalto l’elevata qualità del rapporto «Difesa aerea del futuro» e la pertinenza dei contenuti, elaborati con grande professionalità. Nicollier conclude pertanto che il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo ha potuto essere avviato sulla scorta di basi solide e coerenti, esposte nel rapporto analizzato. I contenuti del rapporto del gruppo di esperti dovrebbero essere riconosciuti come base vincolante per tutti i lavori preliminari concernenti direttamente o indirettamente il progetto Air2030. Del rimanente, Claude Nicollier ha raccomandato di presentare un nuovo progetto di decisione programmatica, concernente unicamente gli aerei da combattimento e contenente la precisazione che prima del risultato di un eventuale referendum facoltativo il Consiglio federale non prenderà alcuna decisione in merito al tipo di aereo. Per quanto concerne le quattro opzioni illustrate nel rapporto «Difesa aerea del futuro», Nicollier raccomanda energicamente l’opzione 2, consistente nella sostituzione della flotta attuale di aerei da combattimento con circa 40 aerei da combattimento moderni e nel rinnovo della difesa contraerea. Raccomanda inoltre di mettere in atto tutte le misure possibili per avvicinarsi al meglio a tale obiettivo con le risorse finanziarie a disposizione.  

Kurt Grüter, ex direttore del Controllo federale delle finanze, nel suo rapporto riconosce gli sforzi della Confederazione volti a realizzare una maggiore trasparenza nell’ambito degli affari offset. Sarebbero tuttavia necessari ulteriori miglioramenti. Grüter ritiene inoltre che gli affari offset siano contrari al principio del libero commercio estero e debbano essere adottati esclusivamente e in maniera mirata per il rafforzamento della base industriale indispensabile per la sicurezza e la difesa della Svizzera. In tale contesto sarebbero determinanti unicamente gli affari offset diretti e gli affari offset indiretti orientati alla base tecnologica e industriale funzionale alla sicurezza. Al di fuori di tale contesto non dovrebbero più essere realizzati affari offset indiretti. Alla luce di tali considerazioni e a causa del volume d’acquisto complessivo di 6–7 miliardi di franchi dovrebbe essere difficilmente realizzabile una compensazione del 100%. Paiono maggiormente realizzabili affari offset diretti pari al 20% del volume d’acquisto e affari offset indiretti, orientati alla base tecnologica e industriale determinante per la sicurezza, pari al 40% del volume d’acquisto, a condizione che nell’ambito della valutazione delle offerte sia attentamente analizzata la qualità dei programmi industriali determinanti per la sicurezza.

Il rapporto sulla situazione di minaccia, elaborato sotto la direzione della signora Pälvi Pulli, capo del settore Politica di sicurezza DDPS, comprende una valutazione aggiornata della situazione di minaccia e un confronto con le analisi eseguite negli anni scorsi e servite da base per le decisioni adottate sinora sul rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo. Il rapporto giunge alla conclusione che non vi sono stati nuovi sviluppi di rilievo e tali da modificare sostanzialmente il fabbisogno di nuovi mezzi per la protezione dello spazio aereo. La nuova analisi conferma che anche in futuro sarà necessario disporre di un numero sufficiente di aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria per poter proteggere e difendere in maniera efficace lo spazio aereo del Paese. La necessità di agire è più elevata a causa dell’evoluzione negativa della situazione in materia di sicurezza a livello internazionale negli ultimi due anni e dei tempi necessari per i progetti d’acquisto.

Il rapporto del gruppo di esperti e i raccomandazioni del gruppo d’accompagnamento

In generale

Il rapporto del gruppo di esperti è una valutazione dal punto di vista tecnico‒militare, mentre le raccomandazioni esprimono l’opinione di un gruppo d’accompagnamento a composizione mista. Il rapporto e le raccomandazioni hanno funto da base decisionale per il capo del DDPS, e successivamente anche per il Consiglio federale in corpore, per l’avvio dell’acquisto di un nuovo aereo da combattimento e di mezzi per la difesa terra-aria. Inoltre, sono anche un contributo al dibattito pubblico concernente tali acquisti.

Il gruppo d’accompagnamento era un gruppo più ampio composto da personalità esterne all’Amministrazione federale, ad esempio dai rappresentanti dei quattro partiti di Governo e dell’industria. A differenza del gruppo di esperti, il gruppo d’accompagnamento non aveva il compito di elaborare un rapporto di base sull’acquisto di un aereo da combattimento, ma di discutere tutti gli aspetti inerenti a questa tematica e di formulare raccomandazioni concrete all’attenzione del capo del DDPS. Nel suo rapporto il gruppo di esperti si concentra su aspetti tecnico‒militari; nelle discussioni e nelle raccomandazioni del gruppo d’accompagnamento sono per contro confluite anche diverse considerazioni di carattere politico.

Il gruppo di esperti, diretto dal capo dello Stato maggiore dell’esercito sotto la supervisione del capo dell’esercito e del capo dell’armamento, era composto da rappresentanti degli ambiti specialistici rilevanti dell’esercito, di armasuisse e della Segreteria generale del DDPS.

Il gruppo d’accompagnamento era composto da un delegato di ogni partito rappresentato in Consiglio federale, così come da rappresentanti del DFAE, del DFF, del DEFR e del DDPS nonché dell’industria e della Società svizzera degli ufficiali.

Punti centrali del rapporto del gruppo di esperti

Variante 1

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 1

La variante 1 prevede l’acquisto di 55 o più nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F/A-18 e F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. I sistemi di difesa terra-aria a corta e lunga gittata potrebbero coprire una superficie di circa 45 000 km2 ossia l’intera Svizzera, nonché proteggere un minimo di 20 oggetti (p. es. aerodromi militari, centrali nucleari ecc.).

I costi complessivi ammonterebbero tra i 15 ai 18 miliardi di franchi, di cui circa 4 miliardi di franchi per i sistemi di difesa terra-aria.

Variante 2

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 2

La variante 2 prevede l’acquisto di 40 nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F/A-18 e F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. Il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata potrebbe coprire una superficie di circa 15 000 km2, corrispondente pressappoco alla superficie dell’Altopiano, e proteggere 6 oggetti di particolare importanza.

I costi complessivi ammonterebbero a circa 9 miliardi di franchi, di cui circa 1 miliardo di franchi per il sistema di difesa terra-aria.

Variante 3

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 3

La variante 3 prevede 30 nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F/A-18 e F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. Per compensare il numero ridotto di aerei da combattimento, un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sarebbe in grado di coprire una superficie di circa 45 000 km2 e proteggere un minimo di 6 oggetti di particolare importanza.

I costi complessivi ammonterebbero tra gli 8 e gli 8,5 miliardi di franchi, di cui circa 2 fino a 2,5 miliardi di franchi per il sistema di difesa terra-aria.

Variante 4

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 4

La variante 4 prevede 20 nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. Il termine della durata di utilizzazione degli F/A-18 sarebbe – in particolare mediante misure a livello di esercizio –ulteriormente posticipata, in modo tale che almeno fino all’inizio degli anni 2030 sarebbero disponibili complessivamente circa 50 aerei da combattimento per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo. Un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sarebbe in grado di coprire una superficie di circa 15 000 km2 e proteggere un minimo di 6 oggetti di particolare importanza.

I costi complessivi ammonterebbero a circa 5 miliardi di franchi, di cui circa 1 miliardo di franchi per il sistema di difesa terra-aria. Tuttavia, negli anni 2030 gli F/A-18 giungeranno definitivamente al termine della loro durata di utilizzazione. Il rinnovo dei mezzi attuali dovrebbe pertanto avvenire in due tappe, fermo restando che la seconda tappa venga già avviata nella seconda metà degli anni 2020.

Il gruppo di esperti non si è occupato dei singoli modelli, bensì delle capacità e delle prestazioni del sistema complessivo necessario alla protezione dello spazio aereo svizzero. I criteri per determinare quale aereo risulti più idoneo per la Svizzera non si limitano esclusivamente ad aspetti tecnico-militari.

Raccomandazioni del gruppo d’accompagnamento

Il gruppo d’accompagnamento si è occupato di tutti gli aspetti concernenti l’acquisto di un aereo da combattimento. Ha formulato raccomandazioni su tutti i temi che riteneva essenziali, tra cui il finanziamento, la possibilità di sottoporre o meno l’oggetto a votazione popolare, la nuova valutazione di un sistema di difesa terra-aria nonché le opzioni presentate dal gruppo di esperti.

Fabbisogno

Fabbisogno

In generale

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.

I compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle Forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra-aria.

Situazione normale

  • Servizio di polizia aerea: le Forze aeree sorvegliano in permanenza lo spazio aereo svizzero. Provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Attualmente le Forze aeree sono in grado di intervenire ogni giorno dalle 6 alle 22 con due aerei da combattimento armati pronti a decollare entro 15 minuti dall’allarme. Dall’inizio del 2021 questa capacità potrà essere assicurata in permanenza, 24 ore su 24.
  • Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.


Gravi tensioni

  • In periodi di gravi tensioni, le Forze aeree devono essere in grado di tutelare la sovranità sullo spazio aereo nel corso di settimane o mesi, per impedire l’utilizzazione illecita dello spazio aereo svizzero. La realizzazione di questo compito da parte delle Forze aeree consente inoltre alla Svizzera di tener fede ai suoi obblighi in materia di neutralità. La difesa credibile dello spazio aereo può risultare decisiva per impedire che, in presenza di conflitti armati nel contesto immediato della Svizzera, il Paese sia coinvolto in un conflitto in seguito alla violazione del suo spazio aereo.
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
  • Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.


Attacco armato contro la Svizzera 

  • Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

 

Servizio di polizia aerea

Capacità di resistenza

Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.

La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili aria-terra. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.

Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.

La valutazione e l’acquisto coordinati di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.

 

Difesa aerea integrata

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri e droni avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra e missili da crociera (in un settore più limitato).

Di principio, con i sistemi moderni di difesa terra-aria a lunga gittata è possibile anche individuare e combattere missili balistici terra-terra a corta e media gittata. Durante la valutazione il DDPS acquisirà informazioni sulle capacità in materia di difesa dai missili balistici dei sistemi offerti.

 

Aereo da combattimento

Dopo circa 40 anni di utilizzo gli F-5 Tiger sono obsoleti e non avrebbero alcuna possibilità di imporsi nel combattimento aereo contro velivoli moderni. Fino all’inizio dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, continueranno a essere utilizzati 26 F-5 Tiger per il ruolo di bersagli o di aggressori nel quadro dell’allenamento al combattimento aereo, per l’allenamento nel campo della guerra elettronica, per impieghi di sorveglianza della radioattività dell’aria, per voli di prova di armasuisse, per la Patrouille Suisse e, in misura molto ridotta, per il servizio di polizia aerea durante il giorno e in buone condizioni di visibilità.

Acquistati circa 20 anni fa, gli F/A-18 sono, dal punto di vista attuale, aerei efficaci. Con il Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato la proroga di cinque anni, fino al 2030, della durata di utilizzazione degli F/A-18. È stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici. Tutti gli altri Stati che oggi gestiscono ancora flotte di F/A-18A-D li ritireranno dal servizio prevedibilmente verso il 2030. A quel momento la Svizzera rimarrebbe il solo Paese al mondo ancora dotato di questo tipo di aerei, di cui il costruttore dovrebbe garantire l’intera manutenzione per la sola Svizzera, con conseguenti costi enormi e rischi elevati.

 
 

Attualmente sono impiegati 26 Tiger F-5 e 30 F/A-18, ovvero un totale di 56 aerei da combattimento.

Numero di aerei

II parametri stabiliti dal Consiglio federale, in particolare il volume finanziario massimo di 6 miliardi di franchi, permettono verosimilmente l’acquisto da 30 a 40 nuovi aerei da combattimento che andranno a sostituire gli F/A-18 e gli F-5. Il numero esatto dipende dal costo dei singoli candidati e dal tipo di aereo che sarà scelto in definitiva.

Vi è anche una correlazione tra il numero di aerei e la configurazione della logistica: una flotta di dimensioni lievemente ridotte ma con un’importante logistica (ad es. gestione dei pezzi di ricambio e capacità di manutenzione) può fornire le medesime prestazioni di una flotta più grande, ma con una logistica meno sviluppata.

Determinante per stabilire il numero di aerei da combattimento necessari è il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo in una situazione persistente di tensione elevata. Il compito delle Forze aeree è quello di evitare che lo spazio aereo svizzero venga impiegato da parti coinvolte in un conflitto militare, contribuendo in questo modo a tenere fuori il nostro Paese da tale conflitto.

Il fabbisogno per il servizio di polizia aerea non è un indicatore per definire quanti aerei sono necessari; le Forze aeree hanno il compito di difendere il Paese, la sua popolazione e le infrastrutture.

Tuttavia, tantomeno la necessità di difendersi per settimane da un avversario potente che perpetra un attacco risoluto nello e dallo spazio aereo contro la Svizzera può essere un indicatore realistico: a tal fine sarebbe necessaria una flotta di oltre 100 aerei i cui costi non sarebbero sostenibili, né per quanto riguarda l’acquisto né per quanto riguarda l’esercizio.
 

L’esercito e le Forze aeree non proteggono la Svizzera e la sua popolazione unicamente in situazioni quotidiane, ma anche in caso di elevate tensioni e minacce concrete. Se le Forze aeree fossero equipaggiate unicamente per il Servizio di polizia aerea non sarebbero in grado di proteggere la Svizzera e la sua popolazione proprio quando ne avrebbero maggiormente bisogno, ovvero in caso di minaccia elevata.

L’esito di numerose votazioni ha confermato il sostegno all’esercito da parte della popolazione svizzera. Un esercito senza Forze aeree non potrebbe definirsi tale: senza protezione dall’aria, nel caso di un conflitto armato l’esercito non avrebbe prospettive di successo.

Ne risulta che per calcolare il numero necessario di velivoli non sono determinanti le esigenze in materia di servizio di polizia aerea, ma quelle in materia di protezione e difesa dello spazio aereo. Le Forze aeree devono essere in grado di far fronte almeno a una situazione di tensione di lunga durata.

Sistema di difesa terra-aria

  • Dalla messa fuori servizio del sistema BL-64 Bloodhound nel 1999 vi è una lacuna nella difesa terra-aria a lunga gittata.
  • Con una difesa terra-aria a lunga gittata è possibile coprire in maniera efficiente ampi spazi. Con poche postazioni si può proteggere la maggior parte del territorio della Svizzera densamente popolato.
  • L’impiego della difesa terra-aria a lunga gittata e di aerei da combattimento nel medesimo settore è efficace e sgrava gli aerei da combattimento. La difesa terra-aria a lunga gittata consente una protezione permanente; a seconda della situazione gli aerei da combattimento possono essere disponibili in stato di prontezza elevata al suolo e impiegati soltanto in caso di necessità.
  • In caso di conflitto l’effetto dissuasivo di un sistema a lunga gittata viene giudicato dagli avversari in maniera notevolmente maggiore rispetto a quello di un sistema a corta gittata. Le possibilità d’azione di quest’ultimo sono fortemente limitate e l’onere e i rischi di un attacco o anche soltanto di una violazione dello spazio aereo aumentano. I sistemi a corta gittata non sono in grado di combattere aerei che sorvolano illegalmente la Svizzera.

I sistemi di difesa terra-aria a corta gittata impiegati attualmente (cannoni di difesa contraerea da 35 mm, missili leggeri di difesa contraerea STINGER, missili di difesa contraerea mobile Rapier) sono in grado di combattere elicotteri, aerei civili e droni (delle dimensioni dell’ADS-95) nello spazio aereo inferiore (fino a 3000 metri dal suolo).

Il sistema Rapier è in grado di combattere missili da crociera, ma solo in modo alquanto limitato a causa, tra l’altro, della mancata interconnessione.  

I missili di difesa contraerea mobile Rapier raggiungeranno la fine della loro durata di utilizzazione nella prima metà degli anni 2020.

Per i cannoni di difesa contraerea da 35 mm e i missili leggeri di difesa contraerea STINGER è previsto un impiego fino al 2025. Un prolungamento della durata di utilizzazione oltre tale data sarebbe tecnicamente possibile, ma la loro efficacia contro le minacce moderne diminuirebbe comunque costantemente.

 

A causa della situazione in materia di risorse, l’acquisto di nuovi sistemi di difesa terra-aria a corta gittata (difesa di punto e difesa di area locale nello spazio aereo inferiore) dovrebbe essere avviata a causa della situazione delle risorse dopo l’acquisto di un sistema a lunga gittata.

Il modo in cui la difesa di punto e la difesa di area locale nello spazio aereo inferiore saranno garantiti a medio e lungo termine dipenderà dalle prestazioni che potranno essere coperte con il sistema a lunga gittata e dall’evoluzione tecnologica dei sistemi di difesa terra-aria a corta gittata.

Durata di utilizzazione degli F/A-18

Prolongation de la durée d'utilisation des avions de combat


No, un’ulteriore proroga non entra in considerazione. Nel quadro del messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato una proroga della durata di utilizzazione fino al 2030. Per le relative misure tecniche volte a incrementare la durata di utilizzazione da 5000 a 6000 ore di volo saranno impiegati 450 milioni di franchi. In precedenza era stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035 mediante una certificazione per 7000 ore di volo, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici: per i necessari risanamenti delle strutture, dei reattori, dei sottosistemi e dell’avionica occorrerebbero ulteriori investimenti dell’ammontare di 800 milioni di franchi (oltre ai 450 mio. fr. per l’incremento a 6000 ore di volo), e tutto ciò per prorogare l’esercizio di soli cinque anni!

Inoltre, gli F/A-18 non sarebbero più in grado di affrontare aerei da combattimento moderni se nel contempo non si procedesse a sostituire anche i sensori e i sistemi di autoprotezione e a incrementare la capacità dei calcolatori. Qualora si volesse impiegare efficacemente l’aereo oltre il 2030 anche per la difesa aerea, sarebbe necessario un programma di upgrade. In tal caso, i velivoli dovrebbero essere equipaggiati con un nuovo radar e un calcolatore più potente. Inoltre, l’armamento dovrebbe essere completato con una versione modernizzata dei missili a guida infrarossa. Nel Messaggio sull’esercito 2017 il Consiglio federale ha calcolato che per un simile programma di upgrade combinato con un’ulteriore proroga della durata di utilizzazione i costi ammonterebbero a ulteriori 1,75 miliardi di franchi. Poiché gli USA hanno annunciato che ritireranno dal servizio la loro intera flotta di F/A-18A-D, la Svizzera dovrebbe sostenere da sola tutti i rischi connessi con lo sviluppo.

In media, negli USA gli F/A-18C/D sono molto meno sollecitati rispetto a quelli delle nostre Forze aeree. Il loro impiego sulle portaerei dà un’altra impressione, che però è ingannevole. Vi sono numerosi motivi per i quali i nostri F/A-18C/D sono più fortemente sollecitati:

  • In primo luogo, gli F/A-18 C/D sono concepiti sia per la difesa aerea sia per il combattimento di obiettivi al suolo. A seconda del tipo di impiego risultano sollecitazioni differenti: nel combattimento aereo i velivoli sono sollecitati in misura molto maggiore rispetto al combattimento di obiettivi al suolo. La Svizzera impiega i suoi velivoli esclusivamente per il combattimento aereo, mentre gli USA li impiegano principalmente per combattere obiettivi al suolo. Ciò ha come conseguenza che mediamente ogni ora di volo in Svizzera sollecita più fortemente l’aereo.
  • In secondo luogo, in Svizzera le distanze tra aerodromi militari e settori d’impiego o d’allenamento sono molto brevi. Già pochi minuti dopo il decollo devono essere eseguite manovre di combattimento aereo con virate strettissime ed elevati angoli di incidenza che sottopongono a forti sollecitazioni soprattutto le cellule. Per contro non vi sono, come negli USA, lunghi voli di avvicinamento e di rientro che comportano un numero più elevato di ore di volo, ma sollecitano in misura minore i velivoli.
  • In terzo luogo, gli USA prevedono che soltanto il 10·20 percento della loro flotta di 600 F/A-18 C/D raggiunga le 10 000 ore di volo.


Complessivamente gli F/A-18 delle forze armate statunitensi sono sollecitati in misura tre volte minore rispetto a quelli svizzeri. Se la durata di utilizzazione degli F/A-18 C/D svizzeri sarà prorogata a 6000 ore di volo, ciò corrisponderà quindi a molto di più delle 10 000 ore degli F/A-18 C/D statunitensi.

Alternative

Non vi sono alternative adeguate. Se la Svizzera vuole proteggere efficacemente il suo spazio aereo anche in futuro, l’acquisto di aerei da combattimento è necessario.

Droni

  • I droni possono soltanto essere complementari agli aerei da combattimento con equipaggio.
  • In particolare per il servizio di polizia aerea la presenza di un pilota sul posto è importante per prendere decisioni conformi alla situazione. Inoltre, i droni non possono volare alla quota e alla velocità dei normali aerei passeggeri civili.
  • I droni non sono utilizzabili per un’ampia gamma di impieghi come è invece il caso per gli aerei da combattimento con equipaggio. Servono in primo luogo (e segnatamente in combinazione con aerei da combattimento con equipaggio) per la ricognizione aerea, ma non per il combattimento aereo e il servizio di polizia aerea.


Difesa terra-aria

  • La difesa terra-aria fornisce un contributo importante alla difesa aerea. Serve a garantire una protezione permanente, mentre nella difesa aerea gli aerei da combattimento sono l’elemento dinamico grazie al quale è possibile realizzare concentrazioni in maniera flessibile e dinamica. I due mezzi sono complementari e si rafforzano reciprocamente a livello di efficacia.
  • La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere oggetti volanti, ma non per identificarli, per avvertirli, per allontanarli o per costringerli ad atterrare. Di conseguenza, può essere impiegata soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea (ad es. nel quadro della protezione di conferenze per proteggere opere da minacce provenienti dallo spazio aereo inferiore).
  • Contrariamente agli aerei da combattimento, con sistemi terra-aria non è possibile creare in breve tempo concentrazioni a livello geografico, poiché la loro mobilità è troppo scarsa.


Elicotteri da combattimento

  • Gli elicotteri da combattimento sono utili per una parte dei compiti relativi al combattimento di obiettivi al suolo, in particolare per il supporto aereo ravvicinato, ma non per la difesa aerea o il servizio di polizia aerea.
  • Gli elicotteri (e gli aerei leggeri armati) sono troppo lenti per seguire aerei passeggeri civili a reazione, per non parlare degli aviogetti da combattimento.
  • Gli elicotteri da combattimento non posso essere impiegati a quote sufficientemente elevate e inoltre non dispongono di radar per l’individuazione di altri oggetti volanti. Infine, sono molto vulnerabili nei confronti di tiri provenienti da terra.


Aerei da combattimento leggeri

  • Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili impiegabili oltre il campo visivo e di sistemi di autoprotezione adeguati. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.


Rifornimento in volo

  • Il rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con la conseguente necessità di aerei da combattimento supplementari.


Cooperazione internazionale

  • Anche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione inter-nazionale ha luogo già oggi.  Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esigenze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte, per lo meno per un determinato periodo, con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.
 

La Svizzera coopera con gli Stati limitrofi ad es. nello scambio di dati sulla situazione aerea e quando si tratta di identificare aeromobili sospetti o non cooperativi nonché, nel caso di un eventuale sorvolo del confine di Stato, quando si tratta di dare in consegna tali aeromobili alle Forze aeree dello Stato limitrofo o di riceverli in consegna da queste ultime. Il servizio di polizia aerea sopra il proprio territorio nazionale, gli impieghi di difesa aerea, gli impieghi di ricognizione aerea o gli impieghi aria-terra sono però questioni sovrane dello Stato. Quasi tutti gli Stati assumono essi stessi questi compiti – anche quelli che appartengono ad alleanze. La sorveglianza e la protezione dello spazio aereo nazionale sono compiti e responsabilità essenziali di uno Stato. In quanto Stato neutrale, la Svizzera vuole continuare ad assumere in maniera sovrana questo compito, cosi come lo fa la maggioranza degli Stati europei. Una cooperazione con gli Stati limitrofi che eccedesse la prassi attuale solleverebbe rapidamente questioni di diritto della neutralità e di politica della neutralità.

Un acquisto comune di aerei da combattimento non sarebbe sensato. In questo modo la libertà d'azione della Svizzera sarebbe limitata massicciamente poiché le esigenze militari e lo scadenzario dovrebbero adeguarsi a quelle dello Stato partner.

Nel quadro del Programma Air2030 viene esaminato anche il potenziale delle cooperazioni internazionali. Il diritto in materia di neutralità pone limitazioni rigorose: la logistica, la manutenzione e l'allenamento congiunti, lo scambio di piloti e il servizio di polizia aerea transfrontaliero congiunto sono compatibili con il diritto in materia di neutralità solo se lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tali limitazioni sono accettabili per le attività e gli ambiti in cui una cooperazione è utile e un'interruzione non provoca gravi conseguenze (per es. allenamento). Per contro, le attività fondamentali per il funzionamento delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono, se necessario, poter essere eseguite autonomamente.

Due piccole flotte sarebbero svantaggiose sotto il profilo economico. Inoltre vi sarebbe una minore flessibilità durante gli impieghi: non tutti gli aerei potrebbero essere impiegati per ogni tipo di missione. Proprio quando ce ne sarebbe bisogno – ovvero in situazioni di elevata tensione o di conflitto armato – con soli 30 F/A-18 C/D la Svizzera disporrebbe di meno mezzi, oltretutto obsoleti, rispetto al previsto acquisto di aerei da combattimento.

Per un intervento tempestivo, anche solo per il servizio di polizia aerea, la velocità di volo e quella ascensionale sono fattori fondamentali.
 

Valutazione

In generale

I candidati sono confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%


Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo a confronto con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non vengono considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

Il DDPS svolge una valutazione completa per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, per consentire alla Svizzera di acquistare l’aereo da combattimento più idoneo alle sue esigenze (in termini di prestazioni e costi).

Rispetto alle prove del 2008 e sulla base delle esperienze acquisite all’epoca, è stato ottimizzato in particolare il programma di test delle prove in volo e al suolo, consentendo una riduzione dei tempi. Un’ulteriore riduzione della durata della valutazione o addirittura una rinuncia andrebbero a scapito della verifica di quale sia, tra l’aereo X o l’aereo Y, il più idoneo per la Svizzera.

Si tratta altresì di verificare alcune indicazioni fornite dai produttori, tenendo conto della particolare topografia del nostro Paese. Inoltre, dal punto di vista della Svizzera, la concorrenza tra gli offerenti e l’acquisizione di buone conoscenze relative all’aereo in questione costituiscono un grande vantaggio nelle trattative sui prezzi. Ogni aereo ha un profilo delle capacità diverso; conoscere e dimostrare nel dettaglio i punti forti e i punti deboli, consolida la posizione nelle trattative sui prezzi.

Anche se tutti gli aerei soddisferanno i requisiti, uno o più modelli potrebbero essere maggiormente idonei rispetto ad altri. Ciò può influenzare il numero di aerei da combattimento da acquistare. La valutazione permette di acquistare l’aereo da combattimento più idoneo per la Svizzera tenendo conto di tutti gli aspetti.

 
 

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti avrebbero partecipato alla valutazione.

 

Nuovi aerei da combattimento

Requisiti

L’intera flotta deve essere in grado:

  • di svolgere il servizio di polizia aerea quotidiano 24 ore su 24 e di imporre il rispetto delle limitazioni dell’utilizzazione dello spazio aereo svizzero;
  • in caso di accresciute tensioni, di intervenire entro qualche minuto nell’intero spazio aereo svizzero quando si verificano violazioni dello spazio aereo da parte di aerei civili non cooperativi, aerei da trasporto militari, droni e aerei da combattimento estranei;
  • nell’ambito della difesa, di impedire congiuntamente con la difesa terra-aria a un avversario, per un periodo di tempo limitato, di svolgere azioni nello e dallo spazio aereo e contemporaneamente di appoggiare l’esercito al di fuori del raggio d’azione della propria artiglieria nonché tramite la ricognizione aerea. 


Per il calcolo del dimensionamento della flotta si applicano i seguenti parametri: l’entità della flotta deve essere tale per cui

  • nella situazione normale, siano garantiti il servizio di polizia aerea quotidiano nonché le attività d’istruzione e di allenamento;
  • in caso di accresciuta tensione, sia possibile mantenere permanentemente in volo almeno quattro aerei per almeno quattro settimane;
  • nel caso di un attacco armato, parallelamente all’adempimento del compito di difesa aerea sia possibile l’impiego di aerei da combattimento per la ricognizione aerea e per combattere obiettivi al suolo.


Il pacchetto logistico sarà strutturato almeno in modo tale per cui

  • possa essere possibile in permanenza l’esercizio di volo in caso di frontiere aperte e di approvvigionamento garantito di pezzi di ricambio da e per l’estero;
  • possano essere garantiti per circa sei mesi la tutela della sovranità sullo spazio aereo e le attività d’istruzione e di allenamento in caso di frontiere chiuse e di approvvigionamento non garantito di pezzi di ricambio da e per l’estero.
     

Gli aerei da combattimento sono stati proposti e messi a disposizione per le prove in volo e al suolo nelle versioni indicate dalla Svizzera. Se nei prossimi anni saranno disponibili versioni più potenti di singoli sottosistemi (p. es. radar), toccherà alla Svizzera decidere quale versione del sottosistema intende acquistare. Tuttavia, l’aereo da combattimento dovrà poter essere acquistato nella configurazione che è stata testata e valutata nel 2019.

  • Nella richiesta di offerta è stato espressamente definito quali modelli di aereo da combattimento dovevano essere proposti. Ciò è importante se sono disponibili differenti versioni: dovevano essere proposti il Boeing F/A-18 Super Hornet e il Saab Gripen E, ma non le versioni anteriori quali l’F/A-18 C/D o il Gripen C/D.
  • Al momento delle prove in volo e al suolo in Svizzera (aprile−giugno 2019), almeno i quattro sottosistemi più importanti (radar, guerra elettronica, sensori ottici e data link) dovevano aver raggiunto un livello di maturità tecnologica (technology readiness level) di almeno 7 su 9. Ciò significa che in occasione delle prove ogni sottosistema doveva essere installato nel velivolo in una versione corrispondente, o comunque molto simile, alla versione definitiva e suscettibile di essere oggetto di una dimostrazione in un contesto operativo.
  • I sottosistemi installati al momento delle prove in volo e al suolo in Svizzera dovranno in seguito anche essere effettivamente proposti. È pertanto escluso che una vecchia versione di un sottosistema venga installata nel velivolo soltanto per le prove poiché una nuova versione del sottosistema non ha ancora raggiunto il livello di maturità richiesto, ma che non vi sia l’intenzione di proporre effettivamente in seguito tale vecchia versione del sottosistema.


Se queste condizioni non sono soddisfatte il velivolo sarà escluso dal concorso.

 

Germania (Airbus: Eurofighter), Francia (Dassault: Rafale), USA (Boeing: F/A-18 Super Hornet; Lockheed-Martin: F-35A). Nella valutazione era inclusa anche la Svezia (Saab: Gripen E). Saab non ha tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo e quindi il Gripen E non è più contemplato nella procedura di selezione.

Il 13 giugno 2019 il costruttore svedese Saab ha comunicato ad armasuisse che non avrebbe preso parte, con il Gripen E, alle prove in volo e al suolo per il nuovo aviogetto da combattimento dell’Esercito svizzero. Le prove per il Gripen E erano previste a Payerne dal 24 al 28 giugno 2019. Non prendendo parte alle prove, il Gripen E è eliminato dal processo di valutazione. Un recupero delle prove in volo e al suolo in un momento successivo contraddirebbe il trattamento paritario di tutti i candidati e non è quindi da considerare un’opzione.

Dall'inizio del 2018, armasuisse intrattiene regolarmente un rapporto di dialogo con tutti i candidati illustrando loro sia il processo sia i criteri di valutazione. In base alle informazioni e alle analisi attuali circa il grado di maturità e l’integrazione dei sottosistemi, gli specialisti di armasuisse e delle Forze aeree svizzere sono giunti alla conclusione che alcune delle missioni previste non potrebbero essere eseguite in maniera efficace. Per questo motivo, armasuisse ha consigliato a Saab di ritirare il suo candidato dal processo di valutazione. Evidentemente, anche la Saab stessa ha ritenuto opportuno decidere di non prendere parte alle prove in volo e al suolo.
 

Per motivi di compatibilità con i sistemi attuali entrano in considerazione unicamente aerei occidentali, tra i quali figurano i candidati valutati nel quadro del progetto di sostituzione parziale della flotta di Tiger:

  • Eurofighter (Airbus),
  • Gripen E (Saab) e
  • Rafale (Dassault).


Saranno inoltre valutati aerei da combattimento americani dei produttori Boeing e Lockheed-Martin. Sia la Boeing (F/A-18 Super Hornet e F-15) che la Lockheed-Martin (F-35A e F-16) dispongono di due aerei da combattimento. In vista della valutazione il DDPS ha scelto unicamente un tipo di aereo per ogni produttore. Le seguenti considerazioni hanno portato alla scelta dell’F/A-18 Super Hornet (Boeing) e dell’F-35A (Lockheed-Martin):

  • l’F/A-18 Super Hornet di Boeing è un ulteriore sviluppo dell’F/A-18C/D Hornet impiegato dall’Esercito svizzero negli ultimi 20 anni. La Svizzera ha avuto esperienze positive per quanto riguarda l’acquisto e l’esercizio della versione precedente. L’F/A-18 Super Hornet sarà impiegato verosimilmente ancora a lungo dalla United States Navy.
  • L’F-35A della Lockheed-Martin è potenzialmente uno degli aerei da combattimento più moderni e tra i velivoli occidentali prodotti attualmente è quello che presumibilmente sarà prodotto in numero maggiore e impiegato ancora a lungo.


In Europa non vi sono forze aeree che impiegano l’F-15 e numerosi Paesi che hanno acquistato dapprima l’F-16 (Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia) lo stanno sostituendo con l’F-35.

Le emissioni di CO2 saranno tenute in considerazione nella valutazione dei candidati.

Le Forze aeree consumano circa il due per cento del cherosene consumato complessivamente in Svizzera. La loro percentuale di emissioni di CO2 tra tutti i carburanti e i combustibili utilizzati in Svizzera a scopo energetico ammonta a circa lo 0,3 per cento.

Per il DDPS la protezione dell’ambiente è importante. Entro il 2030 le emissioni di CO2 saranno ridotte di almeno il 35 per cento rispetto al 2001. Le emissioni rimanenti saranno compensate mediante certificati. Ciò vale anche per le Forze aeree e l’intero esercito. Queste misure fanno parte delle misure decise dal Consiglio federale per l’amministrazione. (vedi comunicato del 3 luglio 2019).

 

Poiché negli ultimi anni è stata comprovata la fattibilità tecnica per l’impiego di biocarburanti anche nell’aviazione militare, si monitorano gli sviluppi in questo settore. Per quanto riguarda la produzione di biocarburanti, in Svizzera si applica tuttavia il principio che le piante sono utilizzate dapprima come generi alimentari, poi come alimenti per animali e soltanto da ultimo come carburante.

Tutto l’ambiente tecnico degli aerei da combattimento della Svizzera è composto da sistemi acquistati nell’Europa occidentale o negli USA. L’integrazione di un aereo russo o cinese (ad es. nei sistemi di comunicazione) comporterebbe numerosi rischi.

Inoltre, la Svizzera non ha mai acquistato un sistema d'arma proveniente dall'Unione Sovietica, dalla Russia o dalla Cina; attualmente una deviazione dalla prassi adottata sinora richiederebbe spiegazioni approfondite.

Per la valutazione, nel quadro del Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha stanziato un credito d’impegno pari a 10 milioni di franchi. 

Sulla base dei requisiti pubblicati il 23 marzo 2018 dal DDPS, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati seguenti hanno trasmesso ad armasuisse la propria offerta per nuovi aerei da combattimento:

  • Eurofighter (Airbus, Germania),
  • F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA),
  • Rafale (Dassault, Francia),
  • F-35A (Lockheed-Martin, USA),
  • Gripen E (Saab, Svezia). La Saab non ha tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo. Il Gripen E non è pertanto più contemplato nella procedura di selezione.

Tutte le indicazioni tecniche sono state strettamente separate dalle indicazioni relative ai costi. Questo cosiddetto «two-envelope system» assicura che gli specialisti del DDPS che valutano gli aspetti tecnici del modello di aereo non abbiano accesso alle informazioni relative ai costi, e viceversa. Soltanto una cerchia ristretta di persone sarà a conoscenza di ambedue le cose.

Fase di analisi e di prova

  • Tra febbraio e marzo 2019 si sono svolte le prove nei simulatori dei candidati.
  • Oltre alle prove nei simulatori, tra febbraio e marzo 2019 si sono svolti i cosiddetti audit di supporto al prodotto. Nel quadro di questi audit le forze aeree dei Paesi produttori hanno illustrato l’esercizio e la manutenzione di questi aerei nonché lo svolgimento dell’istruzione.
  • Tra aprile e luglio 2019 gli aerei sono stati sottoposti a prove in volo e al suolo presso l’aerodromo di Payerne.
  • Parallelamente alle prove sopracitate sono stati analizzate le risposte al catalogo di domande a cui i candidati hanno dovuto rispondere in occasione della prima offerta.


Riassunto dei dati raccolti dalla fase di analisi e di prova

  • I dati raccolti nella fase di analisi e di prova sono riassunti separatamente per ognuno dei candidati nel quadro di rapporti tecnici. I rapporti tecnici non sono comparativi.
  • I rapporti tecnici hanno anche lo scopo di definire per ogni modello di aereo la dimensione della flotta necessaria.
     

Seconda offerta e rapporto di valutazione

  • Sulla base dei dati raccolti dalla fase di analisi e di prova, nel gennaio 2020 armasuisse trasmetterà ai produttori degli aerei candidati un secondo invito a presentare un’offerta.
  • Sulla base delle informazioni pervenute con la seconda offerta e sulla base dei rapporti tecnici verrà determinato il beneficio complessivo di ciascun candidato e i candidati saranno confrontati tra loro sul piano dei benefici. L’analisi comparativa tra beneficio complessivo, costi complessivi e i rischi avverrà soltanto dopo la probabile votazione referendaria.
  • I risultati saranno integrati, insieme a un’ampia analisi dei rischi, nel rapporto di valutazione. In tale rapporto il beneficio complessivo di ogni aereo candidato sarà messo a confronto con il costo d’acquisto e di esercizio per un periodo di 30 anni. I lavori relativi al rapporto di valutazione inizieranno nella seconda metà del 2020. Il rapporto verrà concluso soltanto dopo la votazione referendaria.
  • Sulla base dei risultati del rapporto di valutazione il capo del DDPS sottoporrà per decisione al Consiglio federale l’aereo da combattimento più appropriato per il fabbisogno della Svizzera.
  • La scelta del modello spetta al Consiglio federale dopo un’eventuale votazione referendaria.

Al momento di un referendum sull’acquisto di un nuovo aereo da combattimento non sarà ancora stata presa, nemmeno internamente al DDPS, la decisione in merito al modello di aereo più appropriato per la Svizzera sulla base di un’analisi costi-benefici. Questo dovrebbe contribuire a fare in modo che il referendum sia effettivamente in merito alla domanda se la Svizzera debba acquistare nuovi aerei da combattimento, e non in merito al tipo di aereo da combattimento da acquistare.
I risultati emersi dalle attività di analisi e di prova saranno sintetizzati in tre fasi e integrati nel rapporto di valutazione:

  • sintesi dei risultati dell’analisi e delle prove (2019);
  • determinazione e confronto del beneficio complessivo (2020, prima della votazione referendaria);
  • raffronto tra il beneficio complessivo, i costi e i rischi (2020, dopo la votazione referendaria).

Sintesi dei risultati dell’analisi e delle prove

Nella seconda metà del 2019 per ogni candidato saranno redatti un’ottantina di cosiddetti rapporti tecnici, che riassumeranno per ogni ambito specialistico i risultati delle attività di analisi e di prova svoltesi nella prima metà del 2019. Non sono comparativi, ma si riferiscono ognuno ai rispettivi candidati. I rapporti tecnici hanno anche lo scopo, ai fini dell'invito a presentare una seconda offerta, di definire per ogni modello di aereo la dimensione della flotta necessaria. I rapporti tecnici sono redatti da un team di una settantina di specialisti del DDPS secondo il principio «sapere solo se necessario». L'applicazione di questo principio avviene tramite un centro dati chiuso senza accesso alla rete e con diritti di consultazione chiaramente assegnati. In questo modo si garantisce che i rispettivi specialisti vedano esclusivamente le informazioni delle offerte di cui necessitano per svolgere i propri compiti.

Determinazione e confronto del beneficio complessivo

Nella seconda metà del 2020 sulla base dei rapporti tecnici verrà determinato il beneficio complessivo di ciascun candidato e i candidati saranno confrontati tra loro sul piano dei benefici. Il beneficio complessivo non verrà però ancora contrapposto ai costi e ai rischi. In questa seconda fase sono ancora coinvolti una ventina di specialisti del DDPS. Come per la stesura dei rapporti tecnici si applica il principio «sapere solo se necessario».

Raffronto tra il beneficio complessivo, i costi e i rischi

I lavori relativi al rapporto di valutazione inizieranno nella seconda metà del 2020. Il rapporto verrà tuttavia concluso soltanto dopo la votazione referendaria. Il rapporto di valutazione raffronta il beneficio complessivo determinato nella seconda fase per ogni candidato con i rispettivi costi d’acquisto e di utilizzo e contiene un’ampia analisi dei rischi per candidato. Raccomanda per decisione al capo del DDPS il migliore aereo da combattimento per il fabbisogno della Svizzera. Il capo del DDPS propone al Consiglio federale – sempre dopo una votazione popolare – la sua scelta del modello. Solo poche persone parteciperanno alla stesura del rapporto di valutazione.

In generale: l’aereo con le prestazioni tecniche migliori può, ma non deve, ottenere l’aggiudicazione quando sono considerati tutti i fattori, compreso il prezzo. Oltre ai requisiti tecnico-militari e a quelli operativi possono essere considerati anche aspetti commerciali, rilevanti per l’ambiente, logistici e aspetti in materia di politica d’armamento; sul piano politico oltre a questi vengono eventualmente fatte anche considerazioni finanziarie, di sicurezza, esterne, commerciali, e di politica industriale.

Prove in volo e al suolo

Con i voli di valutazione è stata verificata la gamma degli impieghi degli aerei, in particolare per quanto riguarda il servizio di polizia aerea e la difesa aerea nel contesto svizzero. Ulteriori test comprendevano la verifica dei sensori degli aerei per la ricognizione e per l’impiego contro obiettivi al suolo. Alcune missioni sono state improntate piuttosto sugli aspetti tecnici, altre invece avevano lo scopo di verificare l’idoneità dei candidati nella pratica (ad es. missione di servizio di polizia aerea a partire dal decollo su allarme).

 

Per poter valutare l’intera gamma di impieghi la valutazione comprendeva, oltre all’analisi di un ampio catalogo di domande e alle verifiche sui simulatori, anche prove in volo e al suolo in Svizzera.

In questo modo sono state verificate le capacità dei velivoli nel contesto del futuro impiego. A ciò si aggiunge che tutti i candidati sono stati sottoposti alle prove nel medesimo contesto, ciò che non sarebbe stato il caso se le prove avessero avuto luogo nei rispettivi Paesi di produzione. È stata inoltre valutata la compatibilità dei candidati con l’infrastruttura esistente e sono state svolte le misurazioni delle emissioni foniche del EMPA nel futuro ambiente operativo del nuovo aereo da combattimento.

 

Le prove in volo e a terra a Payerne sono state effettuate con quattro aviogetti. Tali aviogetti sono stati testati in differenti missioni, nell’ambito delle quali sono stati eseguite anche misurazioni delle emissioni foniche da parte del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA). Mentre nel 2008 erano stati installati appositi impianti sui due aerodromi militari di Meiringen e Emmen, nel 2019 quali ubicazioni per le misurazioni delle emissioni foniche sono stati scelti gli aerodromi di Meiringen e Payerne. I due aerodromi militari sono stati scelti poiché presentano una situazione topografica diametralmente differente. Mentre l’aerodromo alpino di Meiringen è situato in una valle, l’aerodromo militare di Payerne si trova in pianura, in un’area quasi completamente priva di ostacoli.

L’EMPA, con appositi calcoli e modelli, è in grado di calcolare l’inquinamento fonico di altre ubicazioni quali ad esempio Emmen. Si ipotizza che l’inquinamento fonico si situerà tra quello degli aerodromi militari di Payerne e Meiringen. Come nel caso dell’ultima valutazione, i risultati saranno presentati al pubblico e ai Comuni.

 

Conflitto d’interessi

Il capo dell’esercito ha incaricato i comandanti di verificare possibili conflitti d’interesse nel proprio ambito di responsabilità e trovare attivamente una soluzione a possibili casi di questo genere. Quando vengono individuati possibili conflitti d’interesse, l’esercito valuta le misure (cambiamenti d’incorporazione o attribuzioni di altre funzioni) per evitare tali conflitti.

 

Nel caso di un conflitto d’interessi connesso ad esempio con l’acquisto di armamenti, l’esercito cambia l’incorporazione dell’ufficiale di milizia coinvolto oppure gli attribuisce un’altra funzione, cosicché non vi siano più conflitti d’interesse.

 

 

Dipendenza

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un'indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile. Lo sviluppo dell'intero know-how e l'acquisto dei pezzi di ricambio, in modo tale che la Svizzera possa gestire autonomamente l'utilizzo degli aerei per un tempo prolungato, sarebbero troppo cari e inefficienti sul piano economico.

Inoltre l'industria svizzera non sarebbe in grado dal punto di vista tecnico e finanziario di produrre un proprio velivolo da combattimento, ivi compresi tutti i componenti (sistemi elettronici, sensori ecc.).

 

No, non è possibile pilotare i velivoli a distanza inserendosi nei sistemi elettronici, né per quanto riguarda gli F-5 Tiger o gli F/A-18 né per quanto concerne un nuovo aereo da combattimento da acquistare.

Nel caso dell'acquisto di aerei da combattimento occidentali sono per natura elevate sul piano tecnologico le dipendenze dagli Stati Uniti d'America, la cui industria è leader a livello mondiale nell'ambito dei sistemi aeronautici militari. Anche altri produttori di aerei da combattimento utilizzano spesso sistemi che si basano sulle tecnologie statunitensi, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione vocale e di dati.

Le dipendenze sul piano tecnologico sono punti di prova che vengono accuratamente rilevati nel quadro della valutazione. A tale riguardo si analizza anche in che modo è possibile ridurre le dipendenze e quale sarebbe il conseguente onere.

Sì, i missili americani possono essere usati in caso di emergenza. La Svizzera non ha né indicazioni né occasioni per accettare il contrario.

 

Sistema di difesa terra-aria

La difesa terra-aria a lunga gittata deve essere in grado, autonomamente o in combinazione con gli aerei da combattimento, di proteggere settori e in tale contesto di combattere in primo luogo obiettivi nello spazio aereo medio e superiore. La superficie da coprire deve essere pari ad almeno 15 000 km2 (circa un terzo del territorio svizzero). Il sistema deve essere a lunga gittata, ossia raggiungere una quota d’impiego di oltre 12 000 m (verticalmente) e una distanza d’impiego di oltre 50 km (orizzontalmente).

I sensori della difesa terra-aria contribuiscono a definire la situazione aerea accertata.

La capacità di difesa dai missili balistici (ballistic missile defence) non è un requisito.

Per il calcolo del dimensionamento dei pacchetti logistici si applicano i seguenti parametri:

  • impiego permanente, se il flusso di materiale attraverso la frontiera è garantito;
  • una capacità di resistenza di almeno sei mesi, se il flusso di materiale attraverso la frontiera non è garantito.
 

Nel caso del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sono stati valutati candidati «occidentali». Sulla base di una verifica di mercato, degli 11 sistemi analizzati ne sono stati scelti tre che entrano in considerazione per la Svizzera sulla base della loro gittata, del livello di maturità nonché dell’esistenza di un sistema globale (sensori, missili e sistema di condotta) introdotto nel Paese produttore. I tre sistemi sono: SAMP/T (eurosam, Francia), David’s Sling (Rafael, Israele) e Patriot (Raytheon, USA). Poiché Israele non ha inoltrato un’offerta per il sistema David’s Sling, i candidati rimanenti sono SAMP/T e Patriot.

In una prima fase il Consiglio federale intende rinnovare la difesa terra-aria a lunga gittata. Tali sistemi non sono offerti da alcuna ditta svizzera.

 

Le prove dei sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata saranno estese quanto necessario, ma per motivi di efficienza saranno il più limitate possibili. Le prove dei sensori (radar) saranno effettuate nella seconda parte del 2019 sotto la direzione di armasuisse presso la piazza d’esercitazione delle truppe «Gubel» nel Cantone di Zugo. L’efficienza dei sistemi radar sarà verificata in modo puntuale mediante strumenti di test a terra e rappresentazioni di volo guidato. Tutti gli altri aspetti importanti per l’efficienza del sistema globale saranno verificati da specialisti del DDPS mediante audit, assessment presso i candidati e la valutazione delle indicazioni tecniche nelle offerte.

Per diversi motivi in questa fase del progetto si rinuncia ad effettuare prove di lancio dei missili:

  • in Svizzera non esistono piazze di lancio di missili di questa gittata. Effettuare le prove presso le piazze di lancio dei Paesi produttori (Francia, USA) significherebbe che i due sistemi non sarebbero testati alle medesime condizioni e ciò comprometterebbe la parità di trattamento dei candidati.
  • Anche in passato in occasione dell’acquisto di missili si è rinunciato a prove di lancio in Svizzera. L’attuale modo di procedere corrisponde quindi alla prassi vigente.
  • Nel quadro del collaudo del sistema scelto – ovvero dopo la scelta del modello quando la parità di trattamenti non sarà più un problema – sono previsti lanci di verifica nel Paese del produttore per verificare l’efficacia dell’intero sistema d’arma, dal sensore ai missili. A tal fine vengono impiegati missili equipaggiati con strumenti di misurazione e di registrazione.

Air 2030

Air2030

Air2030

Il Programma Air2030 composto da quattro progetti:

  • NAC: nuovo aereo da combattimento (previsto per il messaggio sull’esercito 2022).
  • DTA: sistema di difesa terra-aria a lunga gittata (previsto per il messaggio sull’esercito 2020).
  • C2Air: rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (previsto per il messaggio sull’esercito 2022).
  • Radar: rinnovo del sistema di sensori del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (mantenimento del valore dei radar primari di Flores approvato con il programma d’armamento 2016, mantenimento del valore e sostituzione dei radar secondari di Flores sollecitati con il messaggio sull’esercito 2018).

Tra i progetti nel Programma Air2030 ci sono diverse interfacce e dipendenze a livello tecnico, operativo, temporale e finanziario come, ad esempio, la soluzione software per la catena di comando (dall’approvazione di un ordine di tiro fino all’impiego effettivo delle armi). Inoltre, sfruttando le sinergie di progetto in seno al programma sarà possibile ottimizzare le risorse di personale.

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako serve a rilevare, tra l’altro, aerei ed elicotteri civili e militari e a condurre gli impieghi delle Forze aeree. L’immagine della situazione aerea generata da Florako viene completata dagli aerei da combattimento e dai sensori della difesa terra-aria.

Florako è composto da cinque sistemi parziali:

  • apparecchi radar (Flores): con i radar secondari di Flores è possibile indentificare velivoli che emettono segnali dal transponder. Velivoli estranei che non comunicano non sono identificabili. Con i radar primari di Flores è possibile rilevare anche velivoli non identificabili mediante un segnale del transponder. I radar secondari sono inoltre in grado di identificare anche velivoli di Stato grazie alla procedura di identificazione amico-nemico.
  • Sistema radar per il rilevamento della situazione aerea (Ralus).
  • Centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea (CI Lunas).
  • Sistema di comunicazione vocale e di dati (Komsys).
  • Trasmissione tattica di dati (data link).
 

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako è stato acquistato con i Programmi d’armamento 1998 e 1999; con il Programma d’armamento 2004 è stato acquistato il software data link per il collegamento con l’aereo da combattimento F/A-18. Per mantenere la capacità di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta di impieghi aerei, i sistemi parziali di Florako devono essere parzialmente sostituiti o sottoposti a un mantenimento del valore.

  • Già con il programma d’armamento 2016 era stato approvato il mantenimento del valore dei radar primari di Flores (91 mio. fr.).
  • Con il programma d’armamento 2018  è stato approvato un credito d’impegno per il mantenimento del valore e la sostituzione dei radar secondari di Flores, una modernizzazione della cifratura data link (114 mio. fr.) e un credito aggiuntivo per i radar primari di Flores sopracitati (16 mio. fr.).
  • Secondo la pianificazione attuale, i due sistemi parziali Ralus (sistema radar per il rilevamento della situazione) e CI Lunas (centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea) saranno sostituiti con il messaggio sull’esercito 2020.


Grazie a tali misure il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako continuerà a essere operativo fino al 2030 e la completa sostituzione degli impianti radar potrà essere posticipata a questa data.

Con il progetto C2Air viene rinnovato il sistema di condotta e di comunicazione di Florako, il quale assicura la direzione centralizzata degli impieghi degli aerei da combattimento e dei sistemi di difesa terra-aria. Il sistema di condotta e di comunicazione di Florako si compone dei seguenti sistemi parziali:

  • sistema radar per il rilevamento della situazione aerea (Ralus).
  • Centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea (CI Lunas).
  • Sistema di comunicazione vocale e di dati (Komsys).
  • Trasmissione tattica di dati (data link).


Il progetto C2Air comprende la sostituzione di Ralus e CI Lunas (prevista con il messaggio sull'esercito 2020) nonché misure di mantenimento del valore (migrazione a una nuova tecnologia) riguardanti il sistema Komsys e la cifratura della trasmissione tattica di dati tramite data link (proposte con il messaggio sull'esercito 2018).

Con il progetto C2Air e il progetto Radar il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako potrà continuare a essere impiegato fino negli anni 2030.

 

Con il progetto Radar saranno rinnovati i sensori radar di Florako: da un lato con il mantenimento del valore di Flores per il rinnovamento delle componenti elettroniche e di software dei radar primari (Programma d’armamento 2016, credito aggiuntivo del messaggio sull’esercito 2018); dall’altro con il mantenimento del valore e la sostituzione dei radar secondari di Flores (messaggio sull’esercito 2018).

Con il progetto Radar e il progetto C2Air il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako potrà continuare a essere impiegato fino negli anni 2030.