Air2030 – Protezione dello spazio aereo: Domande e risposte

Sicherung des Luftraumes

Procedura

Procedura

È previsto che ciò avvenga ancora durante il primo semestre del 2019.

 

Il capo del DDPS avrà dapprima colloqui con specialisti del DDPS dei settori Difesa, armasuisse e Segreteria generale. Inoltre il DDPS chiederà a Claude Nicollier una seconda opinione, esterna e indipendente, sul rapporto «Difesa aerea del futuro» presentato nel mese di maggio 2017 da un gruppo di esperti. Un altro elemento è l’elaborazione in seno al DDPS di una nuova analisi aggiornata delle minacce e un confronto con valutazioni eseguite in precedenza.

In una ulteriore fase sarà affrontata la questione di come consentire un referendum. Ciò corrisponde al mandato assegnato nello scorso mese di dicembre al Consiglio federale dal Parlamento quando quest’ultimo ha accolto la mozione del gruppo PBD «Forze aeree. La decisione di principio spetta al popolo!».

 
 
 

Questi lavori potrebbero avere un influsso sullo scadenzario della decisione politica.

La valutazione dei sistemi proseguirà comunque come previsto originariamente. Il 25 gennaio 2019 i cinque candidati hanno presentato ad armasuisse le loro offerte per nuovi aviogetti da combattimento. Gli aviogetti oggetto dell’offerta sono i seguenti: Eurofighter (Airbus, Germania), F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA), Rafale (Dassault, Francia), F-35A (Lockheed-Martin, USA) e Gripen E (Saab, Svezia). Con la presentazione delle offerte parte la fase di analisi e prova. Gli aviogetti da combattimento vengono sottoposti, tra l’aprile e il luglio 2019, ad una prova in aria e al suolo a Payerne.

Lo scadenzario prevede poi, dopo i dibattiti parlamentari, che l’eventuale votazione referendaria si svolga quanto prima possibile. In tal modo si intende fare rapidamente chiarezza ed evitare lavori di pianificazione inutili.

La procedura è iniziata con la valutazione di aerei da combattimento (secondo decisione del Consiglio federale: Eurofighter, F/A-18 Super Hornet, F-35A, Gripen, Rafale) e di sistemi per la difesa terra-aria a lunga gittata (SAMP/T, Patriot, David’s Sling). Il Consiglio federale proporrà al Parlamento un modello di aereo da combattimento e un modello di sistema di difesa terra-aria a lunga gittata con il Messaggio sull’esercito 2022. I nuovi aerei e il sistema di difesa terra-aria saranno forniti dal 2025 al 2030.

 
 

Consiglio federale

Decisioni del Consiglio federale

Il 9 marzo 2018, dopo aver esaminato diversi varianti, il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria mediante una decisione programmatica. Se il Parlamento approverà tale decisione, essa sarà soggetta a referendum facoltativo; in altri termini, il popolo avrà la possibilità di raccogliere il numero di firme necessarie per una votazione popolare. 

 

  • Lo spazio aereo della Svizzera è protetto con aerei da combattimento e sistemi di difesa terra-aria.
  • Il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata deve essere pianificato in maniera tale da concludersi entro la fine del 2030.
  • Il volume finanziario massimo è di 8 miliardi di franchi (stato dell’indice nazionale dei prezzi al consumo: gennaio 2018).
  • Le ditte estere che ricevono commesse per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo sono tenute a compensare il 100 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset).
  • Gli acquisti per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo saranno proposti alle Camere federali nel quadro in uno o più programmi d’armamento.

Il Consiglio federale intende garantire il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo nonché dei sistemi al suolo e dei sistemi di condotta. Il limite di spesa dell’esercito (2017–2020: 20 miliardi di franchi) dovrà quindi essere incrementato costantemente nei prossimi anni; rispetto alle ulteriori uscite non vincolate, all’esercito dovrà essere concesso un tasso di crescita superiore alla media, pari all’1,4 per cento l’anno (in termini reali). Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le uscite per l’esercizio affinché tale aumento sia a disposizione principalmente per gli investimenti per l’armamento.

Il Consiglio federale ha deciso di invitare i seguenti candidati: Eurofighter (Airbus), F/A-18 Super Hornet (Boeing), F-35A (Lockheed‒Martin), Gripen E (Saab) e Rafale (Dassault).

Il Consiglio federale è fedele al principio secondo il quale i fornitori esteri devono compensare al 100 per cento il valore contrattuale mediante l’assegnazione di mandati in Svizzera. Ciò comporta ulteriori commesse per l’economia svizzera, crea posti di lavoro e assicura alle aziende svizzere l’accesso a tecnologie di punta nonché a nuovi mercati. Per quanto riguarda l’attuazione degli affari di compensazione si punterà alla trasparenza. Ciò include anche un registro che annovera tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto mandati; tali mandati sono conteggiati negli impegni in materia di compensazione.

È importante constatare che soltanto a partire dalla data della firma del contratto il costruttore assume l’impegno di concludere affari di compensazione ed è in seguito tenuto a concluderli. È anche possibile che al momento della firma del contratto non sia ancora noto quali ditte in Svizzera riceveranno commesse dal costruttore.

Spiegazioni

Decisione programmatica

  • Il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo (aerei da combattimento e difesa terra-aria) costituisce un progetto di ampia portata. Si tratta di sapere se dopo il 2030 la Svizzera avrà ancora un esercito con Forze aeree in grado di proteggere la popolazione.
  • I tempi lunghi necessari per gli acquisti (ca. 12 anni) e il notevole impegno finanziario (8 mia. di franchi al massimo) richiedono la massima sicurezza pianificatoria possibile. Una volta che il Parlamento (e probabilmente anche il popolo) avrà detto SÌ al progetto, esisteranno delle solide fondamenta.
  • Il popolo ha votato sugli ultimi due progetti di acquisto di aerei da combattimento. Ciò non determina alcun obbligo giuridico, ma suscita l'aspettativa a livello politico che futuri acquisti di aerei da combattimento vengano sottoposti al popolo.
  • Con la decisione programmatica il Consiglio federale dispone di un controllo maggiore sulle problematiche e sulle scadenze rispetto a un'iniziativa popolare. Anche se un'iniziativa popolare dopo il referendum (oppure senza che un referendum venga lanciato) è possibile, sul piano politico sarebbe tuttavia difficilmente giustificabile.
  • La decisione programmatica consente una decisione di principio senza referendum finanziario: non contiene infatti alcuna indicazione sul tipo, sul numero e sul prezzo degli aerei da combattimento o delle unità di fuoco della difesa terra-aria da acquistare. Infine il Parlamento mantiene la sua competenza di decidere in via definitiva sull'acquisto attraverso il programma d'armamento.

  • Lo spazio aereo della Svizzera è protetto con aerei da combattimento e sistemi di difesa terra-aria.
  • Il Consiglio federale è incaricato di pianificare il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata in maniera tale che sia concluso entro la fine del 2030.


Per quanto riguarda il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo occorre rispettare i seguenti parametri:

  • un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi (stato dell’indice nazionale dei prezzi al consumo: gennaio 2018).
  • Le ditte estere che ricevono commesse per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo sono tenute a compensare il 100 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di mandati in Svizzera (affari offset).
  • Gli acquisti per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo saranno proposti alle Camere federali nel quadro di uno o più programmi d’armamento.

La decisione programmatica è uno strumento del Parlamento disciplinato dall’articolo 28 della legge federale sull’Assemblea federale. Le decisioni programmatiche «sono decisioni preliminari che indicano come determinati obiettivi debbano essere perseguiti, determinati principi e criteri osservati o determinate misure pianificate». Quando una simile decisione riguarda un progetto di grande portata come il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, può essere scelta la forma del cosiddetto decreto federale. Ciò significa che contro tale decreto è possibile lanciare un referendum e indurre una votazione popolare.

Costi

Questi acquisti non potrebbero essere interamente finanziati con un budget dell'esercito di 5 miliardi di franchi l'anno. Il Consiglio federale prevede quindi di aumentare il budget annuale dell'esercito dell'1,4 per cento, con l'obiettivo di fornire all'esercito risorse sufficienti per sostituire i mezzi per la protezione dello spazio aereo e importanti sistemi delle truppe di terra. La quota delle spese per la difesa nazionale militare sul prodotto interno lordo dovrebbe così aumentare dallo 0,7 per cento circa allo 0,8 per cento circa. Nel confronto internazionale questa quota è ancora molto bassa – la NATO esorta i propri membri a investire il 2 per cento del proprio prodotto interno lordo per la difesa.

 

Dal punto di vista dell’esercito, per il periodo 2023–2032, ovvero a partire dal momento in cui il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo inciderà sulle spese, il fabbisogno di rinnovamento dell’Esercito svizzero ammonta a circa 19 miliardi di franchi. Può essere ridotto a 15 miliardi di franchi mediante misure di rinuncia e di risparmio.

Il fabbisogno di investimenti per i mezzi volti a proteggere lo spazio aereo sarà ripartito sull’arco di 10 anni. Una ripartizione su un lasso di tempo ancora maggiore sarebbe problematica, poiché la conclusione della modernizzazione assolutamente necessaria verrebbe ulteriormente posticipata.

 

Il Consiglio federale ha analizzato diversi modelli di finanziamento per l’acquisto dei mezzi volti alla protezione dello spazio aereo. Questi includono le opzioni di finanziamento speciale, leasing, noleggio e public‒private‒partnership. Sono stati tutti respinti poiché risultavano poco attrattive finanziariamente e non erano politicamente realistiche. Inoltre il freno all’indebitamento non ammette nemmeno un ulteriore indebitamento, per esempio sotto forma di prestito di Stato (vincolato).

Prix flyaway et prix système d’un avion de combat

Si tratta di un prezzo di sistema medio realistico nel caso dei velivoli da combattimento che entrano in considerazione per un acquisto. Il prezzo di sistema comprende l’intero armamento e l’intera logistica, ossia tiene conto anche dei costi dell’equipaggiamento specifico all’impiego (sensori, missili, sistemi di autoprotezione, serbatori supplementari ecc.), dei sistemi per analizzare gli impieghi o dei sistemi per l’addestramento (per es. simulatori di pilotaggio e sistemi per l’addestramento del personale al suolo). Occorre distinguere il prezzo di sistema dal cosiddetto prezzo fly away, ossia il prezzo del velivolo «nudo».

La stima dei costi si fonda su valori empirici risultanti da precedenti valutazioni e acquisti nonché su stime relative a velivoli che in Svizzera non sono ancora stati valutati. Nel caso dell’acquisto dei 22 Gripen E bocciato in votazione popolare nel 2014, il prezzo medio di sistema ammontava a 140 milioni di franchi per velivolo. Al riguardo occorre tuttavia considerare che si trattava di un’offerta molto vantaggiosa per la Svizzera. È tutt’altro che sicuro che in occasione della nuova valutazione possa essere ottenuto un prezzo comparabile. I prezzi di sistema degli altri aerei potrebbero essere considerevolmente più elevati.
Dati concreti sui prezzi e sui parametri prestazionali dei singoli candidati saranno disponibili soltanto quando saranno pervenute offerte vincolanti da parte dei costruttori.

L’esercito è un sistema globale, composto da truppe di terra, Forze aeree e altre formazioni (ad es. logistica e aiuto alla condotta) che devono essere correlati e operare congiuntamente per fornire le prestazioni richieste. Tutte queste formazioni devono essere dotate di un equipaggiamento moderno per poter svolgere i propri compiti.

Alla fine degli anni 2020 non saranno solo i mezzi per la protezione dello spazio aereo a giungere al termine della loro durata di utilizzazione bensì anche quasi tutti gli altri sistemi principali dell’esercito. È quindi fondamentale che per gli imminenti rinnovi vi siano a disposizione sufficienti risorse finanziarie per permettere all’esercito quale sistema globale di progredire. La priorità è data alla protezione dello spazio aereo e all’ambito ciber.

Affari di compensazione

Nel caso degli offset diretti il fornitore estero di materiale bellico assegna commesse a un subfornitore in Svizzera per fabbricare e fornire componenti del materiale bellico che la Svizzera intende acquistare. Prodotti e servizi dell’impresa in Svizzera confluiscono nel bene d’armamento da acquistare.

Gli offset indiretti non sono direttamente correlati al bene d’armamento che sarà acquistato, ma sono originati dal progetto d’acquisto. Il produttore estero s’impegna ad assegnare all’industria svizzera commesse civili o militari per un determinato importo inerenti al suo settore di influenza o ad agevolare l’accesso a simili commesse.

 

Per gli acquisti di una certa entità il fornitore estero deve compensare integralmente il prezzo d’acquisto in Svizzera mediante l’assegnazione di mandati. Vi sono buoni motivi per mantenere questa prassi: 

  • Gli affari di compensazione rafforzano la base industriale rilevante della Svizzera nel settore della politica di sicurezza e della politica degli armamenti e, in generale, portano ulteriori commesse alle imprese svizzere e creano posti di lavoro; ci sono linee guida per la ripartizione a livello regionale.
  • Mediante affari di compensazione diretti (partecipazione diretta al processo di fabbricazione) le aziende svizzere coinvolte possono accedere a tecnologie di punta.
  • Le capacità acquisite tramite gli affari di compensazione diretti nell’ambito della manutenzione degli aerei da combattimento incidono positivamente sulla prontezza all’impiego della flotta di aerei e permettono di non dipendere dai produttori.
  • Gli affari di compensazione permettono inoltre di accedere a nuovi mercati che potranno essere mantenuti anche una volta conclusi gli «obblighi offset».

 

Esistono tuttavia anche motivi per mettere in discussione tale obbligo dei produttori: 

  • Gli affari di compensazione incrementano i costi di transazione e di conseguenza aumentano anche le spese d’acquisto.
  • Gli affari di compensazione possono nuocere alla trasparenza.
  • Gli affari di compensazione possono provocare la conservazione di strutture obsolete nell’industria svizzera degli armamenti e rallentare gli adattamenti all’evoluzione del mercato.


Dopo un’attenta ponderazione di tutti gli argomenti, il Consiglio federale intende continuare con la prassi attuale ed esigere quindi dai produttori (nuovi aerei da combattimento e difesa terra-aria) affari di compensazione per un volume pari al 100 per cento del valore contrattuale. Lo svolgimento degli affari di compensazione dovrebbe essere trasparente. Ciò include anche un registro che annovera tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto mandati; tali mandati sono conteggiati negli impegni in materia di compensazione.

La cifra sembra molto elevata. Secondo le stime dell’associazione industriale Swissmem, con gli affari di compensazione i prezzi aumentano al massimo del 5%. Un potenziale di risparmio di un miliardo di franchi non è realistico. Tuttavia il DDPS non ha alcuna possibilità di verificare tale cifra o un ammontare inferiore. Anche nel caso in cui si domandassero due offerte distinte, una con gli affari di compensazione e una senza, il paragone non risulterebbe realistico, poiché per i produttori sussisterebbe la tentazione di far apparire più cara la versione (più complessa) con gli affari di compensazione al fine di rendere più attrattiva l’offerta senza affari di compensazione.

Per i costruttori gli affari offset significano maggiori oneri e tale obbligo non è particolarmente attrattivo per loro. Se la Svizzera richiedesse due offerte ai costruttori, quest’ultimi tenderebbero probabilmente ad aumentare il prezzo della versione offset per avvantaggiare la versione senza affari di compensazione. La «competizione» si svolgerebbe principalmente tra le offerte senza affari offset. Le offerte con affari offset sarebbero verosimilmente meno attrattive e significative poiché la concorrenza non si concentrerebbe in tale ambito e probabilmente verrebbero calcolati costi esagerati per gli affari offset.

Ovvero:

  • se si mira o anche solo si prende in considerazione un acquisto con affari di compensazione, la richiesta di offerte con o senza affari di compensazione non è una soluzione efficace. Questo perché ci sono pochi incentivi per rendere le offerte con affari offset particolarmente competitive.
  • Se si ha optato per un acquisto con affari di compensazione è insensato richiedere comunque un’offerta senza affari offset.

Si applica il principio della concorrenza. L’offerente estero deve assegnare affari di compensazione per un volume pari al 100 per cento del valore contrattuale, ma non ha l’obbligo legale di assegnare commesse alla ditta X o Y, fintanto che rispetta i criteri relativi al volume e alla ripartizione regionale. Le ditte svizzere devono essere in grado di proporre offerte competitive.

 

Fabbisogno

Fabbisogno

In generale

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.

Situazione normale

  • Servizio di polizia aerea: con gli aerei da combattimento le Forze aeree provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo (dall’inizio del 2021 tale servizio sarà operativo ogni giorno, 24 ore su 24).
  • Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.


Gravi tensioni

  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
  • Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.


Attacco armato contro la Svizzera 

  • Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

 

Luftpolizeidienst

Durchhaltefähigkeit

Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.

La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili in avvicinamento. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.

Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.

La valutazione coordinata e riassunta in un programma e l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.

Integrierte Luftverteidigung

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri e droni avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili in volo e missili da crociera (in un settore più limitato).

Aereo da combattimento

Dopo circa 40 anni di utilizzo gli F-5 Tiger sono obsoleti e le loro prestazioni sono molto limitate. Fino all’inizio dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, continueranno a essere utilizzati 26 F-5 Tiger per il ruolo di bersagli o di aggressori nel quadro dell’allenamento al combattimento aereo, per l’allenamento nel campo della guerra elettronica, per impieghi di sorveglianza della radioattività dell’aria, per voli di prova di armasuisse, per la Patrouille Suisse e, in misura molto ridotta, per il servizio di polizia aerea durante il giorno e in buone condizioni di visibilità.

Acquistati circa 20 anni fa, gli F/A-18 sono, dal punto di vista attuale, aerei efficaci. Con il Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato la proroga di cinque anni, fino al 2030, della durata di utilizzazione degli F/A-18. È stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici. Tutti gli altri Stati che oggi gestiscono ancora flotte di F/A-18A-D li ritireranno dal servizio prevedibilmente verso il 2030. A quel momento la Svizzera rimarrebbe il solo Paese al mondo ancora dotato di questo tipo di aerei, di cui il costruttore dovrebbe garantire l’intera manutenzione per la sola Svizzera, con conseguenti costi enormi e rischi elevati.

 
 

Attualmente sono impiegati 26 Tiger F-5 e 30 F/A-18, ovvero un totale di 56 aerei da combattimento.

Numero di aerei

I parametri stabiliti dal Consiglio federale, in particolare il volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi, permettono verosimilmente l’acquisto di 30-40 nuovi aerei da combattimento che andranno a sostituire gli F/A-18 e gli F-5 (oltre a un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata). Il numero esatto dipende dal costo dei singoli candidati e dal tipo di aereo che sarà scelto in definitiva.

Un aereo da combattimento più performante avrà verosimilmente un costo maggiore rispetto a un modello meno efficiente; tuttavia, un numero minore di questi aerei fornirà le medesime prestazioni rispetto a un numero maggiore di aerei meno performanti.

Vi è anche una correlazione tra il numero di aerei e la configurazione della logistica: una flotta di dimensioni lievemente ridotte ma con un’importante logistica (ad es. gestione dei pezzi di ricambio e capacità di manutenzione) può fornire le medesime prestazioni di una flotta più grande, ma con una logistica meno sviluppata.

Determinante per stabilire il numero di aerei da combattimento necessari è il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo in una situazione persistente di tensione elevata. Il compito delle Forze aeree è quello di evitare che lo spazio aereo svizzero venga impiegato da parti coinvolte in un conflitto militare, contribuendo in questo modo a tenere fuori il nostro Paese da tale conflitto.

Il fabbisogno per il servizio di polizia aerea non è un indicatore per definire quanti aerei sono necessari; le Forze aeree hanno il compito di difendere il Paese, la sua popolazione e le infrastrutture.

Tuttavia, tantomeno la necessità di difendersi per settimane da un avversario potente che perpetra un attacco risoluto nello e dallo spazio aereo contro la Svizzera può essere un indicatore realistico: a tal fine sarebbe necessaria una flotta di oltre 100 aerei i cui costi non sarebbero sostenibili, né per quanto riguarda l’acquisto né per quanto riguarda l’esercizio.
 

L’esercito e le Forze aeree non proteggono la Svizzera e la sua popolazione unicamente in situazioni quotidiane, ma anche in caso di elevate tensioni e minacce concrete. Se le Forze aeree fossero equipaggiate unicamente per il Servizio di polizia aerea non sarebbero in grado di proteggere la Svizzera e la sua popolazione proprio quando ne avrebbero maggiormente bisogno, ovvero in caso di minaccia elevata.

L’esito di numerose votazioni ha confermato il sostegno all’esercito da parte della popolazione svizzera. Un esercito senza Forze aeree non potrebbe definirsi tale: senza protezione dall’aria, nel caso di un conflitto armato l’esercito non avrebbe prospettive di successo.

Ne risulta che per calcolare il numero necessario di velivoli non sono determinanti le esigenze in materia di servizio di polizia aerea, ma quelle in materia di protezione e difesa dello spazio aereo. Le Forze aeree devono essere in grado di far fronte almeno a una situazione di tensione di lunga durata.

Sistema di difesa terra-aria

  • Dalla messa fuori servizio del sistema BL-64 Bloodhound nel 1999 vi è una lacuna nella difesa terra-aria a lunga gittata.
  • Con una difesa terra-aria a lunga gittata è possibile coprire in maniera efficiente ampi spazi. Con poche postazioni si può proteggere la maggior parte del territorio della Svizzera densamente popolato.
  • L’impiego della difesa terra-aria a lunga gittata e di aerei da combattimento nel medesimo settore è efficace e sgrava gli aerei da combattimento. La difesa terra-aria a lunga gittata consente una protezione permanente; a seconda della situazione gli aerei da combattimento possono essere disponibili in stato di prontezza elevata al suolo e impiegati soltanto in caso di necessità.
  • In caso di conflitto l’effetto dissuasivo di un sistema a lunga gittata viene giudicato dagli avversari in maniera notevolmente maggiore rispetto a quello di un sistema a corta gittata. Le possibilità d’azione di quest’ultimo sono fortemente limitate e l’onere e i rischi di un attacco o anche soltanto di una violazione dello spazio aereo aumentano. I sistemi a corta gittata non sono in grado di combattere aerei che sorvolano illegalmente la Svizzera.

In una prima fase il Consiglio federale intende rinnovare la difesa terra-aria a lunga gittata. Tali sistemi non sono offerti da alcuna ditta svizzera.

I missili di difesa contraerea mobile Rapier raggiungeranno la fine della loro durata di utilizzazione nella prima metà degli anni 2020.

Per i cannoni di difesa contraerea da 35 mm e i missili leggeri di difesa contraerea STINGER è previsto un impiego fino al 2025. Un prolungamento della durata di utilizzazione oltre tale data sarebbe tecnicamente possibile, ma la loro efficacia contro le minacce moderne diminuirebbe comunque costantemente.

 

A causa della situazione in materia di risorse, l’acquisto di nuovi sistemi di difesa terra-aria a corta gittata (difesa di punto e difesa di area locale nello spazio aereo inferiore) sarà avviato solo alla fine degli anni 2020 o all’inizio degli anni 2030, ossia dopo l’acquisto di un sistema a lunga gittata.

Il modo in cui la difesa di punto e la difesa di area locale nello spazio aereo inferiore saranno garantiti a medio e lungo termine dipenderà dalle prestazioni che potranno essere coperte con il sistema a lunga gittata e dall’evoluzione tecnologica dei sistemi di difesa terra-aria a corta gittata.

Durata di utilizzazione degli F/A-18

Prolongation de la durée d'utilisation des avions de combat


No, un’ulteriore proroga non entra in considerazione. Nel quadro del messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato una proroga della durata di utilizzazione fino al 2030. Per le relative misure tecniche volte a incrementare la durata di utilizzazione da 5000 a 6000 ore di volo saranno impiegati 450 milioni di franchi. In precedenza era stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035 mediante una certificazione per 7000 ore di volo, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici: per i necessari risanamenti delle strutture, dei reattori, dei sottosistemi e dell’avionica occorrerebbero ulteriori investimenti dell’ammontare di 800 milioni di franchi (oltre ai 450 mio. fr. per l’incremento a 6000 ore di volo), e tutto ciò per prorogare l’esercizio di soli cinque anni!

Inoltre, gli F/A-18 non sarebbero più in grado di affrontare aerei da combattimento moderni se nel contempo non si procedesse a sostituire anche i sensori e i sistemi di autoprotezione e a incrementare la capacità dei calcolatori. Qualora si volesse impiegare efficacemente l’aereo oltre il 2030 anche per la difesa aerea, sarebbe necessario un programma di upgrade. In tal caso, i velivoli dovrebbero essere equipaggiati con un nuovo radar e un calcolatore più potente. Inoltre, l’armamento dovrebbe essere completato con una versione modernizzata dei missili a guida infrarossa. Nel Messaggio sull’esercito 2017 il Consiglio federale ha calcolato che per un simile programma di upgrade combinato con un’ulteriore proroga della durata di utilizzazione i costi ammonterebbero a ulteriori 1,75 miliardi di franchi. Poiché gli USA hanno annunciato che ritireranno dal servizio la loro intera flotta di F/A-18A-D, la Svizzera dovrebbe sostenere da sola tutti i rischi connessi con lo sviluppo.

In media, negli USA gli F/A-18C/D sono molto meno sollecitati rispetto a quelli delle nostre Forze aeree. Il loro impiego sulle portaerei dà un’altra impressione, che però è ingannevole. Vi sono numerosi motivi per i quali i nostri F/A-18C/D sono più fortemente sollecitati:

  • In primo luogo, gli F/A-18 C/D sono concepiti sia per la difesa aerea sia per il combattimento di obiettivi al suolo. A seconda del tipo di impiego risultano sollecitazioni differenti: nel combattimento aereo i velivoli sono sollecitati in misura molto maggiore rispetto al combattimento di obiettivi al suolo. La Svizzera impiega i suoi velivoli esclusivamente per il combattimento aereo, mentre gli USA li impiegano principalmente per combattere obiettivi al suolo. Ciò ha come conseguenza che mediamente ogni ora di volo in Svizzera sollecita più fortemente l’aereo.
  • In secondo luogo, in Svizzera le distanze tra aerodromi militari e settori d’impiego o d’allenamento sono molto brevi. Già pochi minuti dopo il decollo devono essere eseguite manovre di combattimento aereo con virate strettissime ed elevati angoli di incidenza che sottopongono a forti sollecitazioni soprattutto le cellule. Per contro non vi sono, come negli USA, lunghi voli di avvicinamento e di rientro che comportano un numero più elevato di ore di volo, ma sollecitano in misura minore i velivoli.
  • In terzo luogo, gli USA prevedono che soltanto il 10·20 percento della loro flotta di 600 F/A-18 C/D raggiunga le 10 000 ore di volo.


Complessivamente gli F/A-18 delle forze armate statunitensi sono sollecitati in misura tre volte minore rispetto a quelli svizzeri. Se la durata di utilizzazione degli F/A-18 C/D svizzeri sarà prorogata a 6000 ore di volo, ciò corrisponderà quindi a molto di più delle 10 000 ore degli F/A-18 C/D statunitensi.

Alternative

Non vi sono alternative adeguate. Se la Svizzera vuole proteggere efficacemente il suo spazio aereo, l’acquisto di aerei da combattimento è necessario.

Droni

  • I droni possono soltanto essere complementari agli aerei da combattimento con equipaggio.
  • In particolare per il servizio di polizia aerea la presenza di un pilota sul posto è importante per prendere decisioni conformi alla situazione. Inoltre, i droni non possono volare alla quota e alla velocità dei normali aerei passeggeri civili.
  • I droni non sono utilizzabili per un’ampia gamma di impieghi come è invece il caso per gli aerei da combattimento con equipaggio. Servono in primo luogo (e segnatamente in combinazione con aerei da combattimento con equipaggio) per la ricognizione aerea, ma non per il combattimento aereo e il servizio di polizia aerea.


Difesa terra-aria

  • La difesa terra-aria fornisce un contributo importante alla difesa aerea. Serve a garantire una protezione permanente, mentre nella difesa aerea gli aerei da combattimento sono l’elemento dinamico grazie al quale è possibile realizzare concentrazioni in maniera flessibile e dinamica. I due mezzi sono complementari e si rafforzano reciprocamente a livello di efficacia.
  • La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere oggetti volanti, ma non per identificarli, per avvertirli, per allontanarli o per costringerli ad atterrare. Di conseguenza, può essere impiegata soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea (ad es. nel quadro della protezione di conferenze per proteggere opere da minacce provenienti dallo spazio aereo inferiore).
  • Contrariamente agli aerei da combattimento, con sistemi terra-aria non è possibile creare in breve tempo concentrazioni a livello geografico, poiché la loro mobilità è troppo scarsa.


Elicotteri da combattimento

  • Gli elicotteri da combattimento sono utili per una parte dei compiti relativi al combattimento di obiettivi al suolo, in particolare per il supporto aereo ravvicinato, ma non per la difesa aerea o il servizio di polizia aerea.
  • Gli elicotteri (e gli aerei leggeri armati) sono troppo lenti per seguire aerei passeggeri civili a reazione, per non parlare degli aviogetti da combattimento.
  • Gli elicotteri da combattimento non posso essere impiegati a quote sufficientemente elevate e inoltre non dispongono di radar per l’individuazione di altri oggetti volanti. Infine, sono molto vulnerabili nei confronti di tiri provenienti da terra.


Aerei d’addestramento e aerei da combattimento leggeri

  • Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo d’addestramento che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei d’addestramento non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei d’addestramento odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili impiegabili oltre il campo visivo e di sistemi di autoprotezione adeguati. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.


Rifornimento in volo

  • Il rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con la conseguente necessità di aerei da combattimento supplementari.


Cooperazione internazionale

  • Anche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione inter-nazionale ha luogo già oggi.  Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esigenze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte, per lo meno per un determinato periodo, con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.
 

La Svizzera coopera con gli Stati limitrofi ad es. nello scambio di dati sulla situazione aerea e quando si tratta di identificare aeromobili sospetti o non cooperativi nonché, nel caso di un eventuale sorvolo del confine di Stato, quando si tratta di dare in consegna tali aeromobili alle Forze aeree dello Stato limitrofo o di riceverli in consegna da queste ultime. Il servizio di polizia aerea sopra il proprio territorio nazionale, gli impieghi di difesa aerea, gli impieghi di ricognizione aerea o gli impieghi aria-terra sono però questioni sovrane dello Stato. Quasi tutti gli Stati assumono essi stessi questi compiti – anche quelli che appartengono ad alleanze. La sorveglianza e la protezione dello spazio aereo nazionale sono compiti e responsabilità essenziali di uno Stato. In quanto Stato neutrale, la Svizzera vuole continuare ad assumere in maniera sovrana questo compito, cosi come lo fa la maggioranza degli Stati europei. Una cooperazione con gli Stati limitrofi che eccedesse la prassi attuale solleverebbe rapidamente questioni di diritto della neutralità e di politica della neutralità.

Un acquisto comune di aerei da combattimento non sarebbe sensato. In questo modo la liberta d'azione della Svizzera sarebbe limitata massicciamente poiche le esigenze militari e le tabelle di marcia dovrebbero adeguarsi a quelle dello Stato partner.

II potenziale delle cooperazioni internazionali viene esaminato nel Programma Air2030. Tuttavia il diritto in materia di neutralita e alquanto vincolante: la logistica, la manutenzione e I'allenamento comuni, 10 scambio di piloti e il servizio di polizia aereo collettivo transfrontaliero sono compatibili con il diritto in materia di neutralita solo se 10 Stato partner non e coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione e accettabile per le attivita egli ambiti in cui una cooperazione e utile e un'interruzione non provoca gravi conseguenze. Per quanta riguarda le attivita fondamentali per I'esercizio delle Forze aeree (Iogistica, manutenzione), in caso di emergenza e tuttavia necessario poterie svolgere solo con risorse nazionali.

 

Due piccole flotte sarebbero svantaggiose sotto il profilo economico. Inoltre vi sarebbe una minore flessibilità durante gli impieghi: non tutti gli aerei potrebbero essere impiegati per ogni tipo di missione. Proprio quando ce ne sarebbe bisogno – ovvero in situazioni di elevata tensione o di conflitto armato – con soli 30 F/A-18 C/D la Svizzera disporrebbe di meno mezzi, oltretutto obsoleti, rispetto al previsto acquisto di aerei da combattimento.

Per un intervento tempestivo, anche solo per il servizio di polizia aerea, la velocità di volo e quella ascensionale sono fattori fondamentali.
 

Valutazione

In generale

I candidati sono confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%


Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo a confronto con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non vengono considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

Il DDPS svolge una valutazione completa per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, per consentire alla Svizzera di acquistare l’aereo da combattimento più idoneo alle sue esigenze (in termini di prestazioni e costi).

Rispetto alla valutazione del 2008 e sulla base delle esperienze acquisite all’epoca, il programma di test è stato ottimizzato, consentendo una riduzione dei tempi. Un’ulteriore riduzione della durata della valutazione o addirittura una rinuncia andrebbero a scapito della verifica di quale sia, tra l’aereo X o l’aereo Y, il più idoneo per la Svizzera.

Si tratta altresì di verificare alcune indicazioni fornite dai produttori, tenendo conto della particolare topografia del nostro Paese. Inoltre, dal punto di vista della Svizzera, la concorrenza tra gli offerenti e l’acquisizione di buone conoscenze relative all’aereo in questione costituiscono un grande vantaggio nelle trattative sui prezzi. Ogni aereo ha un profilo delle capacità diverso; conoscere e dimostrare nel dettaglio i punti forti e i punti deboli, consolida la posizione nelle trattative sui prezzi.

Anche se tutti gli aerei soddisferanno i requisiti, uno o più modelli potrebbero essere maggiormente idonei rispetto ad altri. Ciò può influenzare il numero di aerei da combattimento da acquistare così come la ripartizione delle risorse finanziare tra aerei e difesa terra-aria. La valutazione permette di acquistare l’aereo da combattimento più idoneo per la Svizzera tenendo conto di tutti gli aspetti.

 
 

 

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti sarebbe disposti a partecipare alla valutazione.

Nuovi aerei da combattimento

Requisiti

L’intera flotta deve essere in grado:

  • di svolgere il servizio di polizia aerea quotidiano 24 ore su 24 e di imporre il rispetto delle limitazioni dell’utilizzazione dello spazio aereo svizzero;
  • in caso di accresciute tensioni, di intervenire entro qualche minuto nell’intero spazio aereo svizzero quando si verificano violazioni dello spazio aereo da parte di aerei civili non cooperativi, aerei da trasporto militari, droni e aerei da combattimento estranei;
  • nell’ambito della difesa, di impedire congiuntamente con la difesa terra-aria a un avversario, per un periodo di tempo limitato, di svolgere azioni nello e dallo spazio aereo e contemporaneamente di appoggiare l’esercito al di fuori del raggio d’azione della propria artiglieria nonché tramite la ricognizione aerea. 


Per il calcolo del dimensionamento della flotta si applicano i seguenti parametri: l’entità della flotta deve essere tale per cui

  • nella situazione normale, siano garantiti il servizio di polizia aerea quotidiano nonché le attività d’istruzione e di allenamento;
  • in caso di accresciuta tensione, sia possibile mantenere permanentemente in volo almeno quattro aerei per almeno quattro settimane;
  • nel caso di un attacco armato, parallelamente all’adempimento del compito di difesa aerea sia possibile l’impiego di aerei da combattimento per la ricognizione aerea e per combattere obiettivi al suolo.


Il pacchetto logistico sarà strutturato almeno in modo tale per cui

  • possa essere possibile in permanenza l’esercizio di volo in caso di frontiere aperte e di approvvigionamento garantito di pezzi di ricambio da e per l’estero;
  • possano essere garantiti per circa sei mesi la tutela della sovranità sullo spazio aereo e le attività d’istruzione e di allenamento in caso di frontiere chiuse e di approvvigionamento non garantito di pezzi di ricambio da e per l’estero.
     

Gli aerei da combattimento devono essere proposti e messi a disposizione per le prove in volo e al suolo nelle versioni indicate dalla Svizzera. Se nei prossimi anni saranno disponibili versioni più potenti di singoli sottosistemi (p. es. radar), toccherà alla Svizzera decidere quale versione del sottosistema intende acquistare. Tuttavia, l’aereo da combattimento dovrà poter essere acquistato nella configurazione che sarà testata e valutata nel 2019.

  • Nella richiesta di offerta si precisa quali modelli di aereo da combattimento vanno proposti. Ciò è importante se sono disponibili differenti versioni: ad esempio possono essere proposti il Boeing F/A-18 Super Hornet, il Lockheed-Martin F-35A o il Saab Gripen E, ma non le versioni anteriori quali l’F/A-18 C/D o il Gripen C/D.
  • Al momento in cui verranno effettuate le prove in volo e al suolo in Svizzera (aprile−giugno 2019), i quattro sottosistemi più importanti (radar, guerra elettronica, sensori ottici e data link) dovranno aver raggiunto un livello di maturità tecnologica (technology readiness level) di almeno 7 su 9. Ciò significa che in occasione delle prove ogni sottosistema dovrà essere installato nel velivolo in una versione corrispondente, o comunque molto simile, alla versione definitiva e suscettibile di essere oggetto di una dimostrazione in un contesto operativo.
  • I sottosistemi installati al momento delle prove in volo e al suolo in Svizzera dovranno in seguito anche essere effettivamente proposti. È pertanto escluso che una vecchia versione di un sottosistema venga installata nel velivolo soltanto per le prove poiché una nuova versione del sottosistema non ha ancora raggiunto il livello di maturità richiesto, ma che non vi sia l’intenzione di proporre effettivamente in seguito tale vecchia versione del sottosistema.


Se queste condizioni non sono soddisfatte il velivolo sarà escluso dal concorso.

 

Germania (Airbus: Eurofighter), Francia (Dassault: Rafale), Svezia (Saab: Gripen E), USA (Boeing: F/A-18 Super Hornet; Lockheed-Martin: F-35A).

Per motivi legati alla compatibilità con i sistemi attuali è possibile includere nella valutazione unicamente aerei occidentali. Sono compresi i candidati dal progetto sostituzione parziale della flotta di Tiger:

  • Eurofighter (Airbus),
  • Gripen E (Saab) e
  • Rafale (Dassault).


Saranno inoltre valutati aerei da combattimento americani dei produttori Boeing e Lockheed-Martin. Sia la Boeing (F/A-18 Super Hornet e F-15) che la Lockheed-Martin (F-35A e F-16) dispongono di due aerei da combattimento. In vista della valutazione il DDPS ha scelto unicamente un tipo di aereo per ogni produttore. Le seguenti considerazioni hanno portato alla scelta dell’F/A-18 Super Hornet (Boeing) e dell’F-35A (Lockheed-Martin):

  • l’F/A-18 Super Hornet di Boeing è un ulteriore sviluppo dell’F/A-18C/D Hornet impiegato dall’Esercito svizzero negli ultimi 20 anni. La Svizzera ha avuto esperienze positive per quanto riguarda l’acquisto e l’esercizio della versione precedente. L’F/A-18 Super Hornet sarà impiegato verosimilmente ancora a lungo dalla United States Navy.
  • L’F-35A della Lockheed-Martin è potenzialmente uno degli aerei da combattimento più moderni e tra i velivoli occidentali prodotti attualmente è quello che presumibilmente sarà prodotto in numero maggiore e impiegato ancora a lungo.


In Europa non vi sono forze aeree che impiegano l’F-15 e numerosi Paesi che hanno acquistato dapprima l’F-16 (Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia) lo stanno sostituendo con l’F-35.

Tutto l’ambiente tecnico degli aerei da combattimento della Svizzera è composto da sistemi acquistati nell’Europa occidentale o negli USA. L’integrazione di un aereo russo o cinese (ad es. nei sistemi di comunicazione) comporterebbe numerosi rischi.

Inoltre, la Svizzera non ha mai acquistato un sistema d'arma proveniente dall'Unione Sovietica, dalla Russia o dalla Cina; attualmente una deviazione dalla prassi adottata sinora richiederebbe spiegazioni approfondite.

Per la prevista valutazione, nel quadro del Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha stanziato un credito d’impegno pari a 10 milioni di franchi. 

Sulla base dei requisiti pubblicati dal DDPS il 23 marzo 2018, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati hanno trasmesso ad armasuisse la propria offerta per nuovi aerei da combattimento. Le offerte comprendevano i seguenti aerei:

  • Eurofighter (Airbus, Germania)
  • F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA)
  • Rafale (Dassault, Francia)
  • F-35A (Lockheed-Martin, USA)
  • Gripen E (Saab, Svezia)


Tutte le indicazioni tecniche sono state strettamente separate dalle indicazioni relative ai costi. Questo cosiddetto «two-envelope system» assicura che gli specialisti del DDPS che valutano gli aspetti tecnici del tipo di aereo non abbiano accesso alle informazioni relative ai costi.


Fase di analisi e di prova

  • Tra febbraio e marzo 2019 si sono svolte le prove nei simulatori dei candidati.
  • Oltre alle prove nei simulatori, tra febbraio e marzo 2019 si sono svolti i cosiddetti audit di supporto al prodotto. Nel quadro di questi audit le forze aeree dei Paesi produttori illustrano l’esercizio e la manutenzione di questi aerei nonché lo svolgimento dell’istruzione.
  • Tra aprile e luglio 2019 gli aerei sono sottoposti a prove in volo e al suolo presso l’aerodromo di Payerne.
  • Parallelamente alle prove sopracitate vengono analizzate le risposte al catalogo di domande a cui i candidati hanno dovuto rispondere in occasione della prima offerta.


Riassunto dei dati raccolti

  • I dati raccolti nella fase di analisi e di collaudo sono riassunti separatamente per ognuno dei candidati nel quadro di rapporti tecnici.
  • Questi rapporti tecnici rappresentano la base per un confronto sistematico e completo tra i candidati, il quale sarà svolto nella seconda metà del 2020.
  • I rapporti tecnici hanno anche lo scopo di definire per ogni tipo di aereo la dimensione della flotta necessaria.


Seconda offerta e rapporto di valutazione

  • Sulla base dei dati raccolti armasuisse trasmetterà ai produttori degli aerei candidati un secondo invito a presentare un’offerta.
  • Sulla base delle informazioni pervenute con la seconda offerta i candidati saranno confrontati tra di loro sulla base dei rapporti tecnici e sarà determinato il beneficio complessivo di ogni candidato.
  • I risultati saranno integrati, insieme a un’ampia analisi dei rischi, nel rapporto di valutazione. In tale rapporto il beneficio complessivo di ogni aereo candidato sarà messo a confronto con il costo d’acquisto e di esercizio per un periodo di 30 anni. L’allestimento del rapporto di valutazione del progetto NAC avviene contemporaneamente a quello del progetto DTA.
  • Sulla base dei risultati del rapporto di valutazione saranno sottoposti al Consiglio federale per decisione il migliore aereo da combattimento e il migliore sistema di difesa terra-aria per il fabbisogno della Svizzera.
  • La scelta spetta al Consiglio federale.

     

Prove in volo e al suolo

Per poter verificare l’intera gamma degli impieghi degli aerei candidati, la valutazione non comprende unicamente i voli di prova in Svizzera, ma si basa anche sull’analisi di un ampio catalogo di domande e su test nei simulatori.

Con i voli di valutazione si verifica la gamma degli impieghi degli aerei, in particolare per quanto riguarda il servizio di polizia aerea e la difesa aerea nel contesto svizzero. Ulteriori test concernono la verifica dei sensori degli aerei per la ricognizione e per l’impiego contro obiettivi al suolo. Alcune missioni sono improntate piuttosto sugli aspetti tecnici, altre invece hanno lo scopo di verificare l’idoneità dei candidati nella pratica (ad es. missione di servizio di polizia aerea a partire dal decollo su allarme).

 

 

Le possibilità di impiego degli aerei candidati devono poter essere valutate nel quadro del loro eventuale futuro impiego in Svizzera. Per questo motivo la valutazione comprende anche prove in volo e al suolo in territorio svizzero, oltre a verifiche su simulatori e all’analisi di un ampio catalogo di domande.

La verifica delle capacità dei velivoli nel contesto del futuro impiego comporta un ulteriore vantaggio: i modelli proposti dai candidati sono tutti sottoposti alle medesime prove nelle medesime condizioni, ciò che non sarebbe il caso se le prove avessero luogo nei rispettivi Paesi di produzione. Le prove in Svizzera consentono inoltre di valutare la compatibilità dei vari modelli con l’infrastruttura esistente e di svolgere misurazioni delle emissioni foniche nel contesto di impiego del nuovo aereo da combattimento. Le misurazioni delle emissioni foniche sono eseguite dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA).

 

Le prove in volo e a terra che si stanno svolgendo a Payerne coinvolgono cinque aviogetti. Tali aviogetti vengono testati in differenti missioni, nell’ambito delle quali vengono eseguite anche misurazioni delle emissioni foniche da parte del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA). Mentre nel 2008 erano stati installati appositi impianti sui due aerodromi militari di Meiringen e Emmen, nel 2019 quali ubicazioni per le misurazioni delle emissioni foniche sono stati scelti gli aerodromi di Meiringen e Payerne. I due aerodromi militari sono stati scelti poiché presentano una situazione topografica diametralmente differente. Mentre l’aerodromo alpino di Meiringen è situato in una valle, l’aerodromo militare di Payerne si trova in pianura, in un’area quasi completamente priva di ostacoli.

L’EMPA, con appositi calcoli e modelli, è in grado di calcolare l’inquinamento fonico di altre ubicazioni quali ad esempio Emmen. Si ipotizza che l’inquinamento fonico si situerà tra quello degli aerodromi militari di Payerne e Meiringen. Come nel caso dell’ultima valutazione, i risultati saranno presentati al pubblico e ai Comuni.

 

Tutti i candidati NAC devono assolvere prove in volo e al suolo in Svizzera. I monoposto (F-35 A e Gripen E esistono solo come monoposto) saranno pilotati da piloti provenienti dall’estero; nel caso dei biposto i piloti svizzeri possono anch’essi partecipare alle prove in volo. Per garantire la parità di trattamento, nei casi in cui sono disponibili sia aerei monoposto che aerei biposto (Eurofighter, F/A-18 Super Hornet, Rafale) gli offerenti possono scegliere loro stessi con quale modello intendono partecipare alle prove in volo.

I dati acquisiti dai voli saranno in ogni caso analizzati e valutati da piloti e ingegneri svizzeri. Le missioni nei simulatori, volte a completare le prove in volo, sono svolte da piloti svizzeri.

 

Di principio un pilota collaudatore svizzero di armasuisse o delle Forze terrestri è senz’altro in grado di pilotare questi aerei durante la valutazione. Tuttavia, ciò presupporrebbe un’ampia istruzione e familiarizzazione con i sottosistemi e le procedure d’emergenza. In un aereo da combattimento monoposto il pilota, in qualità di «Pilot in Command (PIC)», è unico responsabile della sicurezza del volo. Nel caso di aerei biposto il pilota del produttore è responsabile di garantire la sicurezza del volo; ciò è stato il caso anche in occasione della valutazione dell’SPFT nell’estate/autunno del 2008.

Nella fase di valutazione è inoltre importante che i piloti degli aerei da combattimento candidati possano impiegare i propri sistemi in modo ottimale ed efficiente. Se un pilota svizzero fosse da solo a bordo sarebbe necessaria un’istruzione estesa su questi moderni aerei da combattimento che impiegano contemporaneamente più sensori. Negli aerei biposto il pilota del produttore può fornire il proprio appoggio o dimostrare lui stesso determinati elementi di valutazione; ciò permette un periodo d’introduzione decisamente più breve per i piloti collaudatori svizzeri.

Gli obiettivi della valutazione in Svizzera possono essere raggiunti anche se è un pilota straniero a svolgere le prove in volo. Per questo motivo già nella fase di progettazione delle prove in volo si è deciso di rinunciare alla condizione che fossero piloti svizzeri a volare gli aerei da combattimento candidati. In questo modo è stato possibile ridurre nettamente l’onere di preparazione. In cambio, si è insistito che le prove in volo si svolgessero in Svizzera.

 

Le prove in volo e al suolo in Svizzera durano circa una settimana per ogni candidato.

Dipendenza

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un'indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile. Lo sviluppo dell'intero know-how e l'acquisto dei pezzi di ricambio, in modo tale che la Svizzera possa gestire autonomamente l'utilizzo degli aerei per un tempo prolungato, sarebbero troppo cari e inefficienti sul piano economico.

Inoltre l'industria svizzera non sarebbe in grado dal punto di vista tecnico e finanziario di produrre un proprio velivolo da combattimento, ivi compresi tutti i componenti (sistemi elettronici, sensori ecc.).

 

No, non è possibile pilotare i velivoli a distanza inserendosi nei sistemi elettronici, né per quanto riguarda gli F-5 Tiger o gli F/A-18 né per quanto concerne un nuovo aereo da combattimento da acquistare.

Nel caso dell'acquisto di aerei da combattimento occidentali sono per natura elevate sul piano tecnologico le dipendenze dagli Stati Uniti d'America, la cui industria è leader a livello mondiale nell'ambito dei sistemi aeronautici militari. Anche altri produttori di aerei da combattimento utilizzano spesso sistemi che si basano sulle tecnologie statunitensi, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione vocale e di dati.

Le dipendenze sul piano tecnologico sono punti di prova che vengono accuratamente rilevati nel quadro della valutazione. A tale riguardo si analizza anche in che modo è possibile ridurre le dipendenze e quale sarebbe il conseguente onere (Rapporto del gruppo di esperti pag. 137).

No, non possono essere messi fuori combattimento. Non abbiamo alcuna indicazione in merito a un tale provvedimento come neppure alcun motivo per ipotizzare una simile possibilità.

 

Sistema di difesa terra-aria

La difesa terra-aria a lunga gittata sarà in grado, autonomamente o in combinazione con gli aerei da combattimento, di proteggere settori e in tale contesto di combattere in primo luogo obiettivi nello spazio aereo medio e superiore. La superficie da coprire sarà pari ad almeno 15 000 km2 (circa un terzo del territorio svizzero). Il sistema sarà a lunga gittata, ossia raggiungerà una quota d’impiego di oltre 12 000 m (verticalmente) e una distanza d’impiego di oltre 50 km (orizzontalmente).

I sensori della difesa terra-aria contribuiscono a definire la situazione aerea accertata.

 

Nel caso del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sono stati valutati candidati «occidentali». Sulla base di una verifica di mercato, degli 11 sistemi analizzati ne sono stati scelti tre che entrano in considerazione per la Svizzera sulla base della loro gittata, del livello di maturità nonché dell’esistenza di un sistema globale (sensori, missili e sistema di condotta) introdotto nel Paese produttore. I tre sistemi sono: SAMP/T (eurosam, Francia), David’s Sling (Rafael, Israele) e Patriot (Raytheon, USA). Poiché Israele non ha inoltrato un’offerta per il sistema David’s Sling, i candidati rimanenti sono SAMP/T e Patriot.

I sistemi di difesa terra-aria a corta gittata impiegati attualmente (cannoni di difesa contraerea da 35 mm, missili leggeri di difesa contraerea STINGER, missili di difesa contraerea mobile Rapier) sono in grado di combattere elicotteri, aerei civili e droni (delle dimensioni dell’ADS-95) nello spazio aereo inferiore (fino a 3000 metri dal suolo).

Il sistema Rapier è in grado di combattere missili da crociera, ma solo in modo alquanto limitato a causa, tra l’altro, della mancata interconnessione.   

 

Air 2030

Air2030

Air2030

Il Programma Air2030 composto da quattro progetti:

  • NAC: nuovo aereo da combattimento (previsto per il messaggio sull’esercito 2022).
  • DTA: sistema di difesa terra-aria a lunga gittata (previsto per il messaggio sull’esercito 2020).
  • C2Air: rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (previsto per il messaggio sull’esercito 2022).
  • Radar: rinnovo del sistema di sensori del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (mantenimento del valore dei radar primari di Flores approvato con il programma d’armamento 2016, mantenimento del valore e sostituzione dei radar secondari di Flores sollecitati con il messaggio sull’esercito 2018).

Tra i progetti nel Programma Air2030 ci sono diverse interfacce e dipendenze a livello tecnico, operativo, temporale e finanziario come, ad esempio, la soluzione software per la catena di comando (dall’approvazione di un ordine di tiro fino all’impiego effettivo delle armi). Inoltre, sfruttando le sinergie di progetto in seno al programma sarà possibile ottimizzare le risorse di personale.

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako serve a rilevare, tra l’altro, aerei ed elicotteri civili e militari e a condurre gli impieghi delle Forze aeree. L’immagine della situazione aerea generata da Florako viene completata dagli aerei da combattimento e dai sensori della difesa terra-aria.

Florako è composto da cinque sistemi parziali:

  • apparecchi radar (Flores): con i radar secondari di Flores è possibile indentificare velivoli che emettono segnali dal transponder. Velivoli estranei che non comunicano non sono identificabili. Con i radar primari di Flores è possibile rilevare anche velivoli non identificabili mediante un segnale del transponder. I radar secondari sono inoltre in grado di identificare anche velivoli di Stato grazie alla procedura di identificazione amico-nemico.
  • Sistema radar per il rilevamento della situazione aerea (Ralus).
  • Centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea (CI Lunas).
  • Sistema di comunicazione vocale e di dati (Komsys).
  • Trasmissione tattica di dati (data link).
 

Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako è stato acquistato con i Programmi d’armamento 1998 e 1999; con il Programma d’armamento 2004 è stato acquistato il software data link per il collegamento con l’aereo da combattimento F/A-18. Per mantenere la capacità di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta di impieghi aerei, i sistemi parziali di Florako devono essere parzialmente sostituiti o sottoposti a un mantenimento del valore.

  • Già con il programma d’armamento 2016 era stato approvato il mantenimento del valore dei radar primari di Flores (91 mio. fr.).
  • Con il programma d’armamento 2018 viene sollecitato un credito d’impegno per il mantenimento del valore e la sostituzione dei radar secondari di Flores, una modernizzazione della cifratura data link (114 mio. fr.) e un credito aggiuntivo per i radar primari di Flores sopracitati (16 mio. fr.).
  • Secondo la pianificazione attuale, i due sistemi parziali Ralus (sistema radar per il rilevamento della situazione) e CI Lunas (centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea) saranno sostituiti con il messaggio sull’esercito 2020.


Grazie a tali misure il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako continuerà a essere operativo fino al 2030 e la completa sostituzione degli impianti radar potrà essere posticipata a questa data.

Con il progetto C2Air viene rinnovato il sistema di condotta e di comunicazione di Florako, il quale assicura la direzione centralizzata degli impieghi degli aerei da combattimento e dei sistemi di difesa terra-aria. Il sistema di condotta e di comunicazione di Florako si compone dei seguenti sistemi parziali:

  • sistema radar per il rilevamento della situazione aerea (Ralus).
  • Centrali d’impiego del sistema d’informazione sulla situazione aerea (CI Lunas).
  • Sistema di comunicazione vocale e di dati (Komsys).
  • Trasmissione tattica di dati (data link).


Il progetto C2Air comprende la sostituzione di Ralus e CI Lunas (prevista con il messaggio sull'esercito 2020) nonché misure di mantenimento del valore (migrazione a una nuova tecnologia) riguardanti il sistema Komsys e la cifratura della trasmissione tattica di dati tramite data link (proposte con il messaggio sull'esercito 2018).

Con il progetto C2Air e il progetto Radar il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako potrà continuare a essere impiegato fino negli anni 2030.

 

Con il progetto Radar saranno rinnovati i sensori radar di Florako: da un lato con il mantenimento del valore di Flores per il rinnovamento delle componenti elettroniche e di software dei radar primari (Programma d’armamento 2016, previsto credito aggiuntivo del messaggio sull’esercito 2018); dall’altro con il mantenimento del valore e la sostituzione dei radar secondari di Flores (messaggio sull’esercito 2018).

Con il progetto Radar e il progetto C2Air il sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako potrà continuare a essere impiegato fino negli anni 2030.

 

Rapporto gruppo esperti

Contestualizzazione del rapporto del gruppo di esperti e delle raccomandazioni del gruppo d’accompagnamento

In generale

Il livello prestazionale delle Forze aeree è definito nel Concetto per la sicurezza a lungo termine nello spazio aereo. Questo concetto è stato presentato dal Consiglio federale il 27 agosto 2014 in adempimento al postulato Galladé. Il Consiglio federale descrive le prestazioni che le Forze aeree devono fornire anche nel Messaggio concernente la modifica delle basi legali per l’ulteriore sviluppo dell’esercito.

Il rapporto del gruppo di esperti concretizza tali requisiti mediante quattro opzioni per la futura difesa aerea.

 

Il rapporto del gruppo di esperti è una valutazione dal punto di vista tecnico‒militare, mentre le raccomandazioni esprimono l’opinione di un gruppo d’accompagnamento a composizione mista. Il rapporto e le raccomandazioni hanno funto da base decisionale per il capo del DDPS, e successivamente anche per il Consiglio federale in corpore, per l’avvio dell’acquisto di un nuovo aereo da combattimento e di mezzi per la difesa terra-aria. Inoltre, sono anche un contributo al dibattito pubblico concernente tali acquisti.

Il gruppo d’accompagnamento era un gruppo più ampio composto da personalità esterne all’Amministrazione federale, ad esempio dai rappresentanti dei quattro partiti di Governo e dell’industria. A differenza del gruppo di esperti, il gruppo d’accompagnamento non aveva il compito di elaborare un rapporto di base sull’acquisto di un aereo da combattimento, ma di discutere tutti gli aspetti inerenti a questa tematica e di formulare raccomandazioni concrete all’attenzione del capo del DDPS. Nel suo rapporto il gruppo di esperti si concentra su aspetti tecnico‒militari; nelle discussioni e nelle raccomandazioni del gruppo d’accompagnamento sono per contro confluite anche diverse considerazioni di carattere politico.

Il gruppo di esperti, diretto dal capo dello Stato maggiore dell’esercito sotto la supervisione del capo dell’esercito e del capo dell’armamento, era composto da rappresentanti degli ambiti specialistici rilevanti dell’esercito, di armasuisse e della Segreteria generale del DDPS.

Il gruppo d’accompagnamento era composto da un delegato di ogni partito rappresentato in Consiglio federale, così come da rappresentanti del DFAE, del DFF, del DEFR e del DDPS nonché dell’industria e della Società svizzera degli ufficiali.

Punti centrali del rapporto del gruppo di esperti

Variante 1

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 1

La variante 1 prevede l’acquisto di 55 o più nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F/A-18 e F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. I sistemi di difesa terra-aria a corta e lunga gittata potrebbero coprire una superficie di circa 45 000 km2 ossia l’intera Svizzera, nonché proteggere un minimo di 20 oggetti (p. es. aerodromi militari, centrali nucleari ecc.).

I costi complessivi ammonterebbero tra i 15 ai 18 miliardi di franchi, di cui circa 4 miliardi di franchi per i sistemi di difesa terra-aria.

Variante 2

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 2

La variante 2 prevede l’acquisto di 40 nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F/A-18 e F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. Il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata potrebbe coprire una superficie di circa 15 000 km2, corrispondente pressappoco alla superficie dell’Altopiano, e proteggere 6 oggetti di particolare importanza.

I costi complessivi ammonterebbero a circa 9 miliardi di franchi, di cui circa 1 miliardo di franchi per il sistema di difesa terra-aria.

Variante 3

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 3

La variante 3 prevede 30 nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F/A-18 e F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. Per compensare il numero ridotto di aerei da combattimento, un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sarebbe in grado di coprire una superficie di circa 45 000 km2 e proteggere un minimo di 6 oggetti di particolare importanza.

I costi complessivi ammonterebbero tra gli 8 e gli 8,5 miliardi di franchi, di cui circa 2 fino a 2,5 miliardi di franchi per il sistema di difesa terra-aria.

Variante 4

Options d'acquisition du groupe d’experts - variante 4

La variante 4 prevede 20 nuovi aerei da combattimento. Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento gli F-5 Tiger sarebbero messi gradualmente fuori servizio. Il termine della durata di utilizzazione degli F/A-18 sarebbe – in particolare mediante misure a livello di esercizio –ulteriormente posticipata, in modo tale che almeno fino all’inizio degli anni 2030 sarebbero disponibili complessivamente circa 50 aerei da combattimento per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo. Un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sarebbe in grado di coprire una superficie di circa 15 000 km2 e proteggere un minimo di 6 oggetti di particolare importanza.

I costi complessivi ammonterebbero a circa 5 miliardi di franchi, di cui circa 1 miliardo di franchi per il sistema di difesa terra-aria. Tuttavia, negli anni 2030 gli F/A-18 giungeranno definitivamente al termine della loro durata di utilizzazione. Il rinnovo dei mezzi attuali dovrebbe pertanto avvenire in due tappe, fermo restando che la seconda tappa venga già avviata nella seconda metà degli anni 2020.

Il gruppo di esperti non si è occupato dei singoli modelli, bensì delle capacità e delle prestazioni del sistema complessivo necessario alla protezione dello spazio aereo svizzero. I criteri per determinare quale aereo risulti più idoneo per la Svizzera non si limitano esclusivamente ad aspetti tecnico-militari.

Raccomandazioni del gruppo d’accompagnamento

Il gruppo d’accompagnamento si è occupato di tutti gli aspetti concernenti l’acquisto di un aereo da combattimento. Ha formulato raccomandazioni su tutti i temi che riteneva essenziali, tra cui il finanziamento, la possibilità di sottoporre o meno l’oggetto a votazione popolare, la nuova valutazione di un sistema di difesa terra-aria nonché le opzioni presentate dal gruppo di esperti.