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L’Organo d’esecuzione del servizio civile non sarà trasferito al DDPS

Il Consiglio degli Stati ha respinto la proposta di trasferire l’Organo d’esecuzione del servizio civile dal DEFR al DDPS. La mozione è quindi liquidata.

06.12.2017 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Zivildienst

«Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché l’Organo d’esecuzione del servizio civile sia trasferito dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS)». Ciò è quanto richiede una mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale.

L’articolo 59 della Costituzione federale disciplina il servizio militare e il servizio civile sostitutivo. Gli obblighi militari comprendono il servizio nell’esercito, il servizio civile sostitutivo e la tassa di esenzione dall’obbligo militare per le persone dichiarate non idonee. I promotori della mozione sono convinti che con il trasferimento dell’organo di esecuzione «risulterebbe una miglior panoramica sugli effettivi dell’esercito e sui loro trasferimenti verso altri sistemi di servizio obbligatorio, con ricadute positive sui centri di reclutamento, anch’essi di competenza del DDPS». Le ammissioni al servizio civile aumentano, mentre il numero di reclute diminuisce. Affinché l’esercito possa adempiere al proprio mandato costituzionale, devono essere istruite almeno 18 500 reclute l’anno. Ultimamente si è tuttavia scesi sotto questo limite.

Durante la sessione primaverile il Consiglio nazionale ha accettato di stretta misura la mozione della Commissione della politica di sicurezza. Il Consiglio degli Stati l’ha invece respinta. La sua motivazione: l’organizzazione dell’Amministrazione federale è di competenza del Consiglio federale e il Parlamento non deve interferire in tale ambito. Il Consiglio degli Stati è del parere che l’impiego delle persone che prestano servizio civile potrebbe avere ripercussioni considerevoli sul mercato del lavoro ed è quindi appropriato mantenere la competenza presso il DEFR.

Nessun vantaggio tangibile

Respingendo la mozione il Consiglio degli Stati si allinea al parere del Consiglio federale, il quale ha sottolineato che gli aspetti riguardanti le relazioni tra l’esercito e il servizio civile nell’ambito del sistema svizzero sull’obbligo di prestare servizio assumono spesso una dimensione politica di principio (es. soluzione della prova dell’atto, attrattiva del servizio civile, coefficiente per calcolare la durata del servizio civile). «È importante, pertanto, che questi aspetti siano trattati e decisi dal Consiglio federale in corpore e per questo è necessario che l’esercito e il servizio civile facciano capo a dipartimenti diversi». Inoltre, due campi di attività del servizio civile (agricoltura e formazione) sono di competenza del DEFR. La collaborazione tra il DEFR e il DDPS è già rodata e capillare: raccolta di dati, informazioni su persone soggette all’obbligo di leva o di prestare servizio, o anche nell’ambito degli impieghi in situazioni di crisi e catastrofi. Per questi motivi il Consiglio federale ritiene che «incorporare l’Organo d’esecuzione del servizio civile nel DDPS non comporti alcun vantaggio tangibile».