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Il Consiglio degli Stati vuole nuovi aerei da combattimento

Sei miliardi di franchi per i nuovi aerei da combattimento, con la possibilità di una votazione popolare: il Consiglio degli Stati approva la decisione programmatica concernente i nuovi aerei da combattimento, ma vuole che gli acquisti all’estero siano compensati al 100% con commesse ad aziende in Svizzera.

24.09.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen


Con 32 voti contro 6 e 6 astensioni il Consiglio degli Stati ha approvato nella votazione complessiva la decisione programmatica concernente i nuovi aerei da combattimento. È incontestato che le Forze aeree debbano sostituire le loro flotte affinché l’esercito possa continuare ad adempiere il suo compito costituzionale in materia di difesa nazionale e proteggere la Svizzera e la sua popolazione. I 30 F/A-18 Hornet raggiungeranno il termine della loro durata di utilizzazione nel 2030. Inoltre, i 26 Tiger F-5 già oggi sono impiegabili per il servizio di polizia aerea soltanto di giorno e con buone condizioni di visibilità e non avrebbero scampo contro un avversario moderno.

Non vi sono state controproposte nemmeno riguardo al volume finanziario sollecitato dal Consiglio federale. Tale volume sarà di 6 miliardi di franchi al massimo (stato dell’indice nazionale dei prezzi al consumo al gennaio 2018) per l'acquisto di aerei da combattimento. Secondo il presidente della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S), Josef Dittli (PLR/UR), erano previste discussioni in merito a modifiche del quadro finanziario, ma le proposte in tal senso sono state successivamente ritirate.

Decisione programmatica senza difesa terra-aria

Una minoranza della CPS-S aveva proposto di rinviare l’affare al Consiglio federale con l’incarico di integrare nella decisione programmatica anche la difesa terra-aria (DTA). Inoltre avrebbero dovuto essere illustrati gli obiettivi dell’intero programma Air2030, compreso il rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione (progetto C2Air) e il rinnovo della sorveglianza radar (progetto Radar). In tal modo, nel caso di un eventuale referendum il popolo avrebbe potuto decidere anche in merito all’acquisto di un sistema DTA. Inizialmente il Consiglio federale aveva previsto una decisione programmatica comprendente i due acquisti. In seguito ai risultati della consultazione (da maggio a settembre 2018) e all’approvazione, nel dicembre 2018, della mozione PDB che chiede una votazione popolare sulla questione di principio dell’acquisto di nuovi aerei da combattimento prima di una decisione riguardo al modello, il Consiglio federale ha rinunciato a presentare una decisione programmatica comprendente entrambi gli acquisti. Il nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sarà acquistato per un importo massimo di 2 miliardi di franchi nel quadro della procedura ordinaria. Anche il Consiglio degli Stati è dell’opinione che l’acquisto degli aerei da combattimento non debba essere combinato con altri acquisti di armamenti. Con 30 voti contro 13 esso ha dunque respinto la proposta di rinvio al Consiglio federale.

Affari di compensazione (offset) pari al 100%

Per quanto riguarda gli affari offset, il Consiglio degli Stati si schiera contro la proposta del Consiglio federale. La Camera alta vuole una compensazione integrale. Le aziende estere che ricevono commesse nel quadro dell’acquisto dei nuovi aerei da combattimento devono compensare il 100% del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera: il 20% sotto forma di offset diretti e il 40% sotto forma di offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza (STIB) nonché il rimanente 40% sotto forma di offset nei settori seguenti: industria delle macchine, industria metallurgica, industria elettronica ed elettrotecnica, industria ottica, industria orologiera, industria automobilistica/ferroviaria, prodotti di gomma e plastica, prodotti chimici, industria aeronautica e aerospaziale, industria informatica / software engineering, cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca. La maggioranza del Consiglio degli Stati ha argomentato affermando che soltanto un obbligo di compensazione integrale garantirebbe il sostegno compatto dell’economia al progetto in una campagna per un’eventuale votazione popolare. A favore di una compensazione integrale si sono in particolare schierati l’Associazione svizzera dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica Swissmem e il Groupe romand pour le matériel de défense et de sécurité.

Dopo la consultazione il Consiglio federale aveva rinunciato alla compensazione integrale. Secondo il governo federale, gli acquisti dovrebbero essere compensati mediante offset soltanto nella misura del 60%. Esso motiva la sua posizione affermando che gli offset aumentano il costo d’acquisto. Nel caso di un volume così importante, è inoltre difficile realizzare l’ultimo 40% di affari offset senza che ciò vada a scapito del normale commercio. Una minoranza della CPS-S ha cercato il compromesso e ha proposto che debba essere compensato «almeno» il 60%. Questa proposta è stata respinta con 27 voti contro 17.

Prescrivere la chiave di ripartizione

In Consiglio degli Stati è incontestato il fatto che tutte le regioni del Paese debbano approfittare degli affari offset. La Camera alta vuole che nella decisione programmatica sia prescritta una chiave di ripartizione secondo la quale il 65% degli affari vanno compensati nella Svizzera tedesca, il 30% nella Svizzera romanda e il 5% nella Svizzera italiana. Questi valori indicativi sono menzionati anche dal Consiglio federale nel suo messaggio concernente la decisione programmatica. A favore di un carattere maggiormente vincolante si era espressa la Conferenza dei Governi della Svizzera romanda.

Ora l’affare passa al Consiglio nazionale

Con le sue decisioni il Consiglio degli Stati segue le proposte di maggioranza della sua Commissione della politica di sicurezza, che ha sentito il parere di varie organizzazioni, tra le quali la Società Svizzera degli Ufficiali, Pro Militia, Il Gruppo per una Svizzera senza esercito GSsE e l’Association for Swiss Industry Participation in Security and Defence Procurement Programs (Asipro).

Ora l’affare passa al Consiglio nazionale, che lo discuterà nella sessione invernale. Un’eventuale votazione referendaria è prevista per il 27 settembre 2020. La scelta del modello di nuovo aereo da combattimento e del nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga portata è prevista per la fine del 2020. È importante rammentare che, anche qualora il popolo dovesse approvare la decisione programmatica concernente i nuovi aerei da combattimento in occasione di un’eventuale votazione, il Consiglio federale proporrà al Parlamento l’acquisto concreto degli aerei nel quadro di un messaggio sull’esercito. È previsto che ciò avvenga con il messaggio sull’esercito 2022.