print preview Torna alla Pagina iniziale

Il Consiglio nazionale non intende sopprimere l’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi

Il Consiglio nazionale non approva la decisione del Consiglio degli Stati di sopprimere l’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi. Di conseguenza, per quanto riguarda la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) permane una divergenza.

03.12.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Zivilschützer im Einsatz
Con la revisione della legge federale del 4 ottobre 2002 sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile s’intende modernizzare il sistema di protezione della popolazione.


Con la revisione della LPPC il Consiglio federale intende modernizzare il sistema della protezione della popolazione e orientarlo in maniera mirata ai pericoli e alle minacce attuali. Questo obiettivo rimane incontestato anche in Parlamento. A causa delle ampie divergenze tra Cantoni e Consiglio federale riguardo alla struttura del progetto legislativo, entrambe le Camere hanno deciso adeguamenti del disegno di legge del Consiglio federale. Dopo il nuovo dibattito in Consiglio nazionale permane soltanto una divergenza.

I giorni di servizio volontari saranno computati

Per quanto concerne i rifugi e i contributi sostitutivi, nella sessione estiva il Consiglio nazionale ha deciso che i contributi sostituivi potranno essere impiegati anche per rinnovare rifugi pubblici e privati o per compiti d’istruzione della protezione civile (art. 63). Nella sessione autunnale il Consiglio degli Stati è andato oltre: ha deciso che i contributi sostitutivi in futuro vengano impiegati per coprire tutti i costi che insorgono dopo la costruzione di rifugi privati. Il Consiglio degli Stati ha parimenti deciso di sopprimere l’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi (art. 66). Il capo del DDPS Viola Amherd ha inutilmente messo in guardia dall’adozione di una simile decisione. Anche per il Consiglio nazionale la decisione è eccessiva: deciso di mantenere tale obbligo.

Per quanto riguarda il calcolo della tassa d’esenzione dall’obbligo militare, il Consiglio nazionale accoglie invece la proposta del Consiglio degli Stati. Esso ritiene che i militi della protezione civile debbano poter computare anche i giorni di servizio di protezione civile prestati a titolo volontario (art. 42).

Anche in Consiglio nazionale è incontestata la proposta del Consiglio degli Stati di sancire esplicitamente nella legge che la Confederazione deve rendere accessibili i sistemi d'allarme e d'informazione nonché il canale radio di emergenza anche ai disabili (art. 9).

Né servizio sanitario né modello dei militi in ferma continuata

Sono state definitivamente accantonate due novità proposte dal Consiglio federale: l’ampliamento del profilo delle prestazioni della protezione civile al servizio sanitario (art. 28) e l’introduzione del modello dei militi in ferma continuata nella protezione civile (art. 32).

Anche per quanto riguarda la ripartizione del finanziamento tra Confederazione e Cantoni (art. 92-93), le due Camere divergono dal disegno di legge del Consiglio federale: entrambe vogliono che sia la Confederazione, e non i Cantoni, ad assumersi i costi del sistema di gestione del personale dell’esercito e della protezione civile (PISA).

L’affare ritorna ora in Consiglio degli Stati per l’appianamento della divergenza.