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Il Parlamento approva il messaggio sull’esercito 2020

Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha approvato i cinque decreti federali relativi al messaggio sull’esercito 2020, tra cui il decreto sul limite di spesa 2021–2024 per un ammontare di 21,1 miliardi di franchi.

23.09.2020 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Armeebotschaft 2020
Foto: VBS/DDPS, Andrea Campiche

 

Per quanto riguarda il messaggio sull’esercito 2020, in Consiglio nazionale l’entrata in materia non è stata contestata, anche se la sinistra aveva proposto il rinvio dell’affare al Consiglio federale con il mandato di elaborare un progetto focalizzato su ciber-rischi, terrorismo e catastrofi naturali e comprendente una valutazione degli insegnamenti tratti dalla mobilitazione per la gestione della crisi dovuta al coronavirus. La proposta di rinvio è stata respinta con 121 voti contro 63 e 1 astensione.

Nei prossimi anni numerosi sistemi principali dell’esercito giungeranno al termine della loro durata di utilizzazione. Saranno pertanto necessari considerevoli investimenti, prioritariamente per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata (Air2030). Dovranno inoltre essere modernizzate le truppe di terra e occorrerà potenziare la ciberdifesa. Per le attività di rinnovo previste nei prossimi 10 anni saranno necessari investimenti per un ammontare di circa 15 miliardi di franchi – 8 miliardi di franchi per la protezione dello spazio aereo e 7 miliardi di franchi per le rimanenti componenti dell’esercito.

Aumento dell’1,4 per cento annuo in termini reali

Tutte le spese sono finanziate tramite il budget ordinario dell’esercito. Il Parlamento decide un relativo limite di spesa di volta in volta per un periodo di quattro anni. Il primo limite di spesa dell’esercito votato dalle Camere federali, definito per gli anni 2017–2020 in occasione del progetto Ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), ammontava a 20 miliardi di franchi. Oltre agli investimenti, in tale importo erano comprese anche spese d’esercizio per 3 miliardi di franchi annui. Per finanziare gli investimenti dei prossimi anni, il Consiglio federale prevede, nel quadro del limite di spesa definito per gli anni 2021–2024, un aumento del budget dell’esercito pari all’1,4 per cento annuo in termini reali, pressoché corrispondente alla crescita media in termini reali delle spese della Confederazione. Il limite di spesa proposto dal Consiglio federale al Parlamento ammonta pertanto a 21,1 miliardi di franchi.

Con 124 voti favorevoli, 65 voti contrari e 1 astensione il Consiglio nazionale ha approvato il decreto federale sul limite di spesa. La Camera dei Cantoni considera favorevolmente il fatto che il progetto preveda un tasso di crescita reale del budget dell’esercito dell’1,4 per cento annuo. Questo aumento dovrebbe permettere di rinnovare diversi sistemi nel corso dei prossimi anni. La sinistra aveva proposto il rinvio al Consiglio federale del decreto sul limite di spesa, con il mandato di elaborare un nuovo progetto che tenesse conto di quella che essa considera una mutata situazione di minaccia. Per la sinistra le minacce attuali proverrebbero dagli ambiti del terrorismo, della cibersicurezza e della sicurezza delle informazioni. Tuttavia secondo il progetto del Consiglio federale gran parte delle risorse finanziarie saranno destinate alla protezione da un attacco militare classico. La ministra della Difesa Viola Amherd ha ribadito che si investe costantemente nella ciberdifesa. Al riguardo l’esercito ha però bisogno di mezzi informatici e reti protette, che assumono un ruolo fondamentale per sistemi quali gli aerei da combattimento o gli elicotteri, ma anche per il sistema di sorveglianza dello spazio aereo Florako. «Con questo messaggio vengono richiesti investimenti nella telecomunicazione dell’esercito e nei sistemi di condotta del sistema di sorveglianza dello spazio aereo Florako.» La proposta di rinvio chiedeva inoltre di stimare le ripercussioni finanziarie della crisi dovuta al coronavirus. A questo proposto Amherd ha affermato che «le commissioni delle finanze si sono occupate in maniera approfondita del limite di spesa dell’esercito. Hanno anche discusso gli altri decreti finanziari per importanti settori di compiti della Confederazione. La maggioranza appoggia i decreti presentati.» Se, contrariamente alla valutazione attuale, a causa della crisi dovuta al coronavirus si rivelassero necessari dei programmi di risparmio, tutti i settori della Confederazione dovrebbero dare un contributo, anche l’esercito. La ministra della Difesa ha inoltre ricordato che «dal 1990 la quota delle spese della Confederazione destinata all’esercito è costantemente diminuita. L’esercito ha potuto solo parzialmente rinnovare il proprio equipaggiamento e adeguarlo alle minacce attuali. Nei prossimi anni sono previsti investimenti importanti. Tutti gli investimenti saranno finanziati con il budget ordinario dell’esercito.»

Con 126 voti contro 64 il Consiglio nazionale ha respinto la proposta di rinvio. Ha pure respinto chiaramente due proposte di riduzione del limite di spesa a rispettivamente 20 miliardi e 19 miliardi.

Crediti d’impegno per un ammontare di 2,7 miliardi di franchi

I crediti d’impegno che il Consiglio federale sollecita al Parlamento per gli investimenti dell’esercito sono suddivisi tra il programma d’armamento (1,354 miliardi di franchi), l’acquisto di materiale dell’esercito (837 mio. franchi) e il programma degli immobili del DDPS (489 mio. franchi). Al riguardo il Consiglio federale ha definito tre obiettivi principali: con i crediti d’impegno proposti sarà in primo luogo ottimizzata la capacità di condotta, tra l’altro mediante investimenti a favore di sistemi di telecomunicazione a prova di crisi. In secondo luogo saranno modernizzate le truppe di terra, segnatamente per quanto concerne l’aiuto in caso di catastrofe e i carri armati granatieri. In terzo luogo, sarà ulteriormente ridotto il numero di ubicazioni immobiliari.

Carri armati granatieri «sotto tiro»

Per la maggioranza del Consiglio nazionale è essenziale migliorare le capacità di condotta, in particolare mediante investimenti in sistemi di telecomunicazione a prova di crisi. La maggioranza ha pure accolto favorevolmente le previste modernizzazioni. Essa considera necessario continuare a garantire la mobilità delle truppe al suolo e approva perciò il credito d’impegno di 438 milioni di franchi per prolungare fino al 2040 la durata di utilizzazione del carro armato granatieri 2000. La sinistra invece lo respinge, poiché una guerra di blindati tradizionale non sarebbe più immaginabile. La ministra della Difesa Amherd ha però ribattuto che «l’esercito deve continuare a considerare la possibilità di affrontare reparti avversari che combattono in maniera convenzionale.» Con 124 voti contro 65 il Consiglio nazionale ha approvato la proroga della durata di utilizzazione. Sono state respinte varie proposte che miravano a una riduzione dei crediti d’impegno e una proposta secondo la quale i singoli crediti d’impegno avrebbero potuto essere aumentati al massimo del 5%, invece del 10%, mediante spostamento di crediti. Il Consiglio nazionale ha approvato il programma d’armamento con 124 voti favorevoli contro 60 e 5 astensioni.

L’acquisto di materiale dell’esercito e il programma degli immobili del DDPS sono stati approvati dal Consiglio nazionale rispettivamente con 123 voti favorevoli contro 55 e 11 astensioni e con 177 voti favorevoli contro 3 e 9 astensioni. Tutte le proposte di modifica sono state respinte. 

Messa fuori servizio del «Rapier»

Con 178 voti favorevoli, 4 voti contrari e 6 astensioni il Consiglio nazionale ha approvato la messa fuori servizio del sistema di difesa contraerea Rapier. Il sistema, acquistato con i Programmi d’armamento 1980 (60 unità di fuoco e missili Mark 1) e 2001 (missili Mark 2) è oggi ampiamente inefficace contro le attuali minacce aeree poiché l’avversario lancia missili e missili da crociera ben al di là del raggio d’azione del sistema. Il sistema Rapier non è in grado di combattere tali armi volanti in avvicinamento. Inoltre, a causa della mancanza di pezzi di ricambio, per ricuperare componenti interi sistemi devono essere già ora gradualmente cannibalizzati e messi fuori servizio. Per questo motivo, il sistema di difesa contraerea Rapier sarà utilizzato al più tardi fino alla fine del 2022 e in seguito messo completamente fuori servizio.

Parlamento

Titolo Tipo
Messaggio sull'esercito 2020 Oggetto del Consiglio federale