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Affari di compensazione: mantengono ciò che promettono

Qual è l’aumento dei costi degli acquisti di armamenti causato dall’obbligo di assegnare affari di compensazione? Tale aumento è minimo, afferma l’associazione delle industrie Swissmem. Quanti soldi, per contro, affluiscono all’economia svizzera grazie agli affari di compensazione? Molti, come mostrano l’acquisto degli F/A-18 e altri esempi concreti.

18.10.2018 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

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L’obbligo imposto ai fornitori esteri di assegnare affari di compensazione (offset) in occasione di acquisti di armamenti è sempre motivo di dibattito, in particolare quando si tratta di acquisti importanti come quello dei nuovi aerei da combattimento. Nessuno contesta che gli affari di compensazione determinano un aumento dei costi degli acquisti, perché i fornitori nelle loro offerte devono considerare il corrispondente onere supplementare generato da tale obbligo. Vi sono però dissensi riguardo all’entità di questo «supplemento». Le opinioni sono ampiamente divergenti.

In relazione al previsto acquisto di nuovi aerei da combattimento circolano voci secondo cui l’aumento dei costi potrebbe arrivare fino al 30 percento. Nel suo parere del 5 settembre 2018 nel quadro della consultazione relativa alla decisione programmatica per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, l’associazione delle industrie Swissmem afferma: «Gli impegni offset rincarano l’acquisto – se mai dovesse essere il caso – dell’1 percento fino al 5 percento al massimo.» Tali maggiori costi devono essere confrontati con i benefici in materia di politica di sicurezza. Inoltre secondo Swissmem le commesse offset generano entrate fiscali supplementari, provenienti sia dalle ditte sia dal loro personale, che compensano gli eventuali maggiori costi.

Alcuni pensano che si dovrebbero sempre chiedere due offerte, una con e una senza offset. Anche una simile procedura non sarebbe tuttavia risolutiva. Per i fabbricanti vi potrebbe essere la tentazione di far sembrare costosa la versione con affari di compensazione (per loro più complicata) e quindi più attrattiva l’altra versione (per loro meno onerosa). Potrebbero aspettarsi, giustamente, che la concorrenza si giochi soprattutto sulle offerte più basse, vale a dire quelle senza offset.

Esempio concreto: gli F/A-18…

Ma gli affari di compensazione mantengono ciò che promettono? Ossia: qual è l’entità delle compensazioni sotto forma di commesse per l’economia svizzera?

Nel caso degli offset diretti il fornitore estero di materiale bellico conclude un contratto con un subfornitore svizzero per fabbricare e fornire il materiale bellico che la Svizzera intende acquistare. Prodotti e servizi di imprese svizzere confluiscono direttamente nel bene d’armamento da acquistare. Gli offset indiretti non sono direttamente correlati al bene d’armamento che sarà acquistato, ma sono originati dal progetto d’acquisto. Il fornitore estero s’impegna ad assegnare all’industria svizzera commesse civili o militari inerenti al suo settore di influenza o ad agevolare l’accesso a simili commesse.

Nel caso dell’acquisto degli F/A-18 l’obbligo di assegnare affari di compensazione incombeva a cinque fornitori: McDonnell Douglas (successivamente Boeing), Northrop Grumman, General Electric, Litton e Hughes (successivamente Raytheon). Complessivamente le cinque società hanno assegnato all’industria svizzera commesse per 2,5 miliardi di franchi, di cui 491 milioni sono risultati da offset diretti – come la capacità di eseguire il montaggio finale di 32 dei 34 F/A-18 C/D in Svizzera – e il resto da offset indiretti. Soltanto una piccola parte dei costi complessivi, 600 milioni su 3,15 miliardi di franchi, non era soggetta all’obbligo degli affari offset. Si trattava ad esempio di prestazioni supplementari – quali la documentazione, la formazione, la logistica e gli equipaggiamenti supplementari – che la Svizzera aveva convenuto direttamente con il governo statunitense.

… e i carri armati granatieri 2000

Un altro esempio è l’acquisto di 186 carri armati granatieri con il programma d’armamento 2000. Il Parlamento aveva stanziato al riguardo 990 milioni di franchi. La società BAE Systems Hägglunds AB è stata in grado di realizzare entro il 2006 il programma di partecipazione industriale convenuto contrattualmente e pari a 817 milioni di franchi. Oltre 200 aziende svizzere hanno approfittato di affari di compensazione diretti o indiretti. Anche in questo caso una quota dei costi complessivi non era soggetta a obblighi offset. Si è trattato delle commesse, per un importo di oltre 170 milioni di franchi, che non sono state aggiudicate a società straniere ma direttamente all’industria svizzera.

Altri esempi concreti sono elencati nella «Sicherheitspolitische Information» del maggio 2017 pubblicata dall’Associazione per la politica di sicurezza e le scienze militari (Verein Sicherheitspolitik und Wehrwissenschaften VSWW). La VSWW indica che molte aziende che hanno ottenuto commesse nell’ambito degli affari di compensazione hanno potuto sviluppare relazioni commerciali durature con i loro committenti esteri. Per l’associazione è chiaro: gli affari di compensazione «offrono valore aggiunto al Paese e all’economia». Essa sottolinea anche espressamente che con gli affari di compensazione «non si pratica alcuna politica di mantenimento delle strutture con sussidi o misure protezionistiche». La premessa è che le aziende interessate ad affari di compensazione siano concorrenziali.

Il Consiglio federale intende mantenere la prassi

Circa due anni fa il capo del DDPS Guy Parmelin ha avviato il dibattito sulla prassi relativa agli affari di compensazione. Egli voleva chiarezza su questa questione già nella fase preliminare al previsto acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. In sintesi si tratta di sapere se il nostro Paese vuole che, in occasione di acquisti di armamenti all’estero, vi sia un ritorno a livello di creazione di valore in Svizzera e se, per questo, vi è la disponibilità ad accettare costi lievemente maggiori.

Il Consiglio federale intende mantenere la prassi secondo la quale i fornitori esteri devono compensare al 100 per cento il valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera. Gli affari di compensazione rafforzano infatti la base industriale svizzera rilevante nel settore della politica di sicurezza e della politica degli armamenti e, in generale, portano ulteriori commesse alle imprese svizzere e creano posti di lavoro. Inoltre le aziende svizzere ottengono l’accesso a tecnologie di punta e a nuovi mercati. Per quanto riguarda l’attuazione degli affari di compensazione, si punterà alla trasparenza. Ciò include anche un registro con tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto commesse nell’ambito di detti affari di compensazione.