«Ogni campione racconta la propria storia»
Da dove proviene un materiale e quale percorso ha compiuto? Nel Laboratorio Spiez si analizzano proprio questi aspetti. Michael Hofstetter ci offre uno sguardo nel mondo della scienza forense nucleare e spiega perché in questo ambito non solo le competenze specialistiche, ma anche la collaborazione sono fondamentali.
Signor Hofstetter, in cosa consiste esattamente il suo lavoro presso l’UFPP?
Lavoro nel campo delle metodiche radioanalitiche o, più precisamente, della scienza forense nucleare e analizzo il materiale nucleare alla ricerca di impurità caratteristiche provenienti dai materiali originali o che si sono aggiunte durante la lavorazione. Ciò permette di indivuduare tracce che funzionano come una sorta di «impronta digitale». Ci aiutano a classificare campioni sconosciuti e, nel migliore dei casi, ad attribuirli a un produttore o almeno a una determinata fase di lavorazione. Questo permette di trarre conclusioni sull’origine o sul possibile luogo da cui sono stati sottratti.
Più semplicemente si può paragonare il mio lavoro a quello di un criminalista. Lui lavora con il DNA o le impronte digitali, noi invece con le impronte chimiche presenti nel materiale.
Cosa le piace in particolare della sua attività?
Apprezzo particolarmente la combinazione tra lavoro pratico in laboratorio e pensiero analitico. Lavoro direttamente con i campioni e allo stesso tempo devo comprendere le interconnessioni e classificarle correttamente. La scienza forense nucleare è inoltre un campo molto vasto, in cui è necessario mettere insieme continuamente aspetti diversi.
Cosa la spinge a dare il meglio di sé ogni giorno?
È soprattutto il fascino che questa materia esercita. La chimica mi appassiona fin dai tempi del liceo. Mi motiva il fatto di poter lavorare per tanto tempo su un tema e studiarne i dettagli. Nell’analisi di un materiale si cercano diversi pezzi di un puzzle che devono incastrarsi tra loro per formare un quadro d’insieme. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprendere nessi complessi. Per questi motivi il settore in cui lavoro mi appassiona particolarmente. Un dottorato dura diversi anni e presuppone un interesse vero e perseveranza.
Nell’ambito delle mie attività presso il Laboratorio Spiez, con il mio lavoro contribuisco anche alla sicurezza della popolazione svizzera. Questo per me è un aspetto importante.
Cosa racconta del suo lavoro alla sua famiglia e ai suoi amici?
Non è sempre facile. Molti hanno difficoltà a farsi un’idea precisa e, quando si parla di temi come la chimica nucleare, pensano subito alle armi nucleari, all’energia nucleare o alla radioattività, spesso associate a paure e pregiudizi negativi. Tuttavia, è un campo davvero affascinante. Si tratta di un settore specialistico molto vasto che richiede conoscenze tecniche specifiche per poterlo inquadrare correttamente. Di conseguenza, di mia iniziativa, ne parlo piuttosto raramente. Per molti è un tema poco familiare. Se mi vengono poste domande concrete sulla tecnologia nucleare o sulla ricerca, mi piace fornire chiarimenti; ma per il resto, solitamente non ne parlo. Naturalmente ci sono anche aspetti che sono chiaramente confidenziali e che quindi non posso condividere.
Cosa rende il suo datore di lavoro attrattivo ai suoi occhi e lo consiglierebbe ad altri?
Il Laboratorio Spiez è relativamente piccolo e organizzato in modo molto collegiale. I settori specialistici lavorano a stretto contatto e ci si conosce personalmente. Se ho una domanda, posso rivolgermi facilmente a qualcuno e scambiare direttamente le mie idee. Queste brevi distanze rappresentano un grande vantaggio.
L’ubicazione è per me un ulteriore punto a favore, dato che abito nell’Emmental e ho un tragitto breve per recarmi al lavoro. Nel complesso, consiglierei senza esitazione il Laboratorio Spiez per il clima di lavoro aperto e per le opportunità professionali interessanti e uniche.
Cosa contraddistingue il suo datore di lavoro dagli altri?
Una differenza fondamentale sono le esigenze elevate dei nostri committenti nei confronti del nostro lavoro. In qualità di laboratorio accreditato, con mandati in parte politici, i nostri risultati devono essere affidabili e tracciabili. Ciò significa che devono essere verificabili e soddisfare anche requisiti esterni.
La nostra priorità non è quella di essere rapidi, bensì precisi. Dobbiamo e possiamo prenderci il tempo necessario per elaborare i risultati in modo accurato fin nei minimi dettagli, il che si riflette direttamente sulla qualità. Questo è un privilegio e non va dato per scontato.
Secondo lei, il suo datore di lavoro potrebbe fare qualcosa in più per aumentare la sua attrattiva?
In generale il mio datore di lavoro offre condizioni quadro molto buone. Ci sono però ambiti in cui mi piacerebbe avere maggiori possibilità di partecipazione, ad esempio nei processi amministrativi o nelle direttive provenienti dai livelli superiori.
La persona
Michael Hofstetter è dottorando presso il Politecnico federale di Zurigo (PFZ) e l’Istituto Paul Scherrer di Villigen. Dal 2022 lavora presso il Laboratorio Spiez nel settore della scienza forense nucleare. Concluderà il dottorato il prossimo inverno. Si è avvicinato al Laboratorio di Spiez inizialmente grazie alla sua attività di ufficiale specialista nel battaglione di difesa NBC 20 durante un corso di ripetizione.
Oltre alla sua attività scientifica, è impegnato come presidente della Commissione del Laboratorio, la commissione interna del personale del Laboratorio Spiez. In questa funzione rappresenta le richieste dei collaboratori e promuove lo scambio tra collaboratori e la direzione.

