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ComunicazioniPubblicato il 8 settembre 2022

Avere il cherosene nel sangue

Nella sua funzione di meccanico d’aeromobili il capogruppo Sébastien Monnier ripara soprattutto gli F/A-18 presso l’aerodromo militare di Payerne e anche nel tempo libero coglie l’occasione per fare pubblicità per il nuovo aereo da combattimento. Un incontro con un appassionato di aviazione nell’ultramoderno hangar di manutenzione 4.

 

Signor Monnier, lei lavora come meccanico d’aeromobili a Payerne. Come è arrivato a scegliere questa professione?

La meccanica mi entusiasmava già quando ero bambino. Mio padre era un garagista e quindi è stato quasi un automatismo che facessi il tirocinio di meccanico di automobili. Allo stesso tempo la tecnologia degli aerei da combattimento e la potenza incredibile che sprigionano quando sono ancora a terra mi hanno sempre affascinato.

Come mai il DDPS è diventato il suo datore di lavoro?

Dopo 20 anni nel settore automobilistico ero alla ricerca di una nuova sfida. Ero diventato capoofficina e lavoravo soprattutto nell’ambito del servizio clienti e dietro alla scrivania. Il lavoro manuale di meccanico mi mancava molto. Un giorno mia moglie ha ritagliato un annuncio dal giornale in cui si cercavano meccanici di jet per la polizia aerea. Ho colto questa occasione al volo e così sono atterrato presso l’aerodromo militare di Payerne.

Ha dovuto seguire perfezionamenti professionali aggiuntivi per riqualificarsi e diventare meccanico d’aeromobili?

Sì, per svolgere l’attività di meccanico di jet prima occorre seguire tre diversi moduli obbligatori. Questi comprendono perfezionamenti professionali nei settori carburanti e propulsori, comandi di volo e idraulica nonché sistema di condizionamento in cabina, seggiolino eiettabile e apporto di ossigeno. Inoltre, naturalmente, seguiamo costantemente altri perfezionamenti professionali.

Segue anche le nuove formazioni virtuali?

Sì, utilizziamo il simulatore per scopi didattici o nel quadro della ricerca di errori per svolgere diversi test.

Come si svolge una giornata tipo nell’hangar di manutenzione 4?

All’inizio della giornata occorre familiarizzarsi con il velivolo sul quale dobbiamo lavorare e con la tipologia dei lavori da eseguire. In veste di capogruppo organizzo la ripartizione dei lavori nel team e gestisco le riparazioni e le attività di manutenzione. Dopo ogni fase di lavoro occorre firmare tre volte il relativo verbale. Successivamente si può dare il nullaosta per il velivolo. Naturalmente la durata dei lavori può protrarsi anche per diverse settimane o diversi mesi.

Oltre ai lavori quotidiani di manutenzione e di riparazione lei lavora anche per la polizia aerea.

Sì, ogni settimana siamo quattro diversi team di meccanici che si danno il cambio nel QRA (nota della redazione: Quick Reaction Alert, nuova denominazione del servizio di polizia aerea). In caso di guasto a uno dei due Hornet, questo ci permette di essere pronti a intervenire 24 ore su 24 e sette giorni su sette e di effettuare le riparazioni necessarie. Inoltre siamo competenti anche per il picchetto dei pompieri.

A Payerne ci sono anche donne che svolgono la professione di meccaniche d’aeromobili?

Attualmente da noi nelle Forze aeree a Payerne non ci sono meccaniche d’aeromobili. Ce n’è una presso la RUAG nell’hangar 5. Purtroppo in questo ambito in Svizzera siamo rimasti un po’ indietro. All’estero, ad esempio in Francia e in Svezia, ci sono moltissime meccaniche d’aeromobili.

Allora in Svizzera ci sono ancora ampi margini di miglioramento?

Sì, assolutamente. In Svizzera in questo ambito abbiamo ancora davvero molto terreno da recuperare. Saremmo molto lieti di poter contare su diverse donne nel nostro team. Quando il nostro hangar di manutenzione è stato ristrutturato, è stata prestata particolare attenzione a fare in modo che le infrastrutture e gli ambienti fossero gradevoli anche per le donne. Poter contare su meccaniche nel nostro team cambierebbe le dinamiche, apporterebbe un tocco di raffinatezza nel team e contribuirebbe a contrastare l’immagine di machismo riguardo alla nostra professione.

L’F-35A ha maggiori potenzialità di sviluppo ed è dotato della tecnologia più moderna nel settore aeronautico e quindi si adatta perfettamente alle esigenze delle nostre Forze aeree.

Lei lavora principalmente sull’F/A-18 Hornet. In futuro potrà occuparsi della manutenzione di un nuovo aereo da combattimento. Se desidera esprimersi al riguardo: che cosa dice dell’F-35A?

Personalmente sono assolutamente convinto di questo jet. Si tratta della scelta più sensata per difendere il nostro spazio aereo. Dopo aver definito criteri chiari, abbiamo chiesto ai nostri esperti di valutare quattro aerei. Ora con l’F-35A avremo in dotazione il jet più performante al prezzo migliore. A un prezzo più vantaggioso riceviamo quindi un aereo da combattimento di quinta generazione, mentre gli altri tre aerei sono di quarta generazione. L’F-35A ha maggiori potenzialità di sviluppo ed è dotato della tecnologia più moderna nel settore aeronautico e quindi si adatta perfettamente alle esigenze delle nostre Forze aeree.

Le è sicuramente già capitato di avere delle discussioni con persone contrarie a questo aereo da combattimento?

Sì, molto spesso. Naturalmente svolgendo la mia professione si è particolarmente esposti e talvolta ci possono essere accesi scambi di vedute. Colgo comunque l’occasione per informare ancora meglio chi mi circonda. Ho avuto anche discussioni molto interessanti, dopo le quali gli interlocutori mi hanno detto di vedere le cose da un’altra prospettiva.

Ha già volato con un aereo da combattimento?

No. A differenza dell’estero, in Svizzera non è la prassi che i meccanici controllino il proprio lavoro su un aereo in volo. Però se il grande capo (nota della redazione: il comandante delle Forze aeree Peter Merz) legge questa intervista sarei lieto se me ne desse la possibilità (ride di gusto).

Lavoro già nell’aerodromo militare dei miei sogni.

Esiste al mondo un aerodromo militare dei suoi sogni in cui le piacerebbe lavorare per alcune settimane?

Non serve che vada lontano, lavoro già nell’aerodromo militare dei miei sogni. Lei ha visto il nostro hangar e i nostri equipaggiamenti. Grazie al nostro nuovo hangar possiamo contare su un posto di lavoro all’avanguardia che i meccanici provenienti dall’estero, che di tanto in tanto lavorano da noi, ci invidiano. Ci dicono che lavoriamo in condizioni fantastiche.

Le capita comunque regolarmente di andare all’estero.

Capita regolarmente che i piloti si rechino all’estero per seguire moduli di allenamento. Ad esempio per l’esercitazione Yorknite in Gran Bretagna, ossia per l’istruzione nel volo notturno, poi per test di tiro per il «Live firing» in un test range che in Svizzera non abbiamo e per altre esercitazioni e l’allenamento tattico in collaborazione con forze aeree estere. Noi in veste di meccanici accompagniamo i piloti per preparare gli F/A-18 e per eseguire riparazioni in caso di necessità. Andiamo spesso tra l’altro in Francia, Gran Bretagna, Svezia o Spagna.

Quali sono gli aspetti che le stanno più a cuore nel suo lavoro?

Tra le altre cose mi occupo anche degli apprendisti. Mi piace essere coinvolto nella formazione dei giovani. Trasmettere sapere ai giovani meccanici e quindi garantire la continuità e conservare standard elevati è importantissimo.

Quando lavoro su un F/A-18 è come se lavorassi in Formula 1.

Parla con grande passione e vedo che il fascino esercitato dagli aerei da combattimento non è diminuito.

Se il tuo lavoro è allo stesso tempo la tua passione non è difficile alzarsi al mattino. Si è contenti di andare al lavoro tutti i giorni. Quando lavoro su un F/A-18 è come se lavorassi in Formula 1 e questa è una sensazione eccezionale.

La persona

Il 42enne vodese Sébastien Monnier è sposato e ha due figli. Dopo il tirocinio di meccanico d’automobili ha lavorato dapprima 12 anni come meccanico e poi otto anni come capoofficina nel settore automobilistico. Dal 2016 lavora come meccanico di jet a Payerne. È uno dei capigruppo nell’hangar di manutenzione 4. A differenza dell’estero, in Svizzera i meccanici di aeromobili sono tutti collaboratori civili. All’estero (ad es. in Francia, Svezia, Inghilterra, Belgio) i meccanici sono sempre dei militari.

Hangar 4 presso l’aerodromo militare di Payerne

L’hangar 4 è stato rinnovato integralmente tra novembre 2018 e dicembre 2020 e oggi è uno degli hangar più moderni per la manutenzione di aerei con standard Minergie, tetto con pannelli fotovoltaici e un nuovo pavimento in parquet. Nell’hangar 4 vengono effettuate le riparazioni dell’F/A-18-Hornet e dell’F-5-Tiger. Complessivamente c’è spazio per 8 aerei. Oltre al grande hangar di manutenzione ci sono anche altre tre officine: una per la manutenzione dei seggiolini eiettabili, una per le gomme degli aerei e una per il personale dell’avionica (elettronici degli aeromobili) nonché tre grandi sale riunioni.