Per garantire la sicurezza e la difesa del nostro Paese occorrono entrate supplementari per miliardi di franchi a favore dell'esercito e degli organi civili che svolgono compiti di sicurezza. Per il finanziamento il Consiglio federale prevede un aumento temporaneo e a destinazione vincolata dell’imposta sul valore sul valore aggiunto di 0,8 punti percentuali. Queste entrate supplementari alimenteranno un fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti.
Panoramica
Alla luce del deterioramento della situazione geopolitica, il Consiglio federale intende rafforzare in modo sostanziale la sicurezza e la difesa della Svizzera. A tale scopo sono necessarie risorse supplementari pari a circa 31 miliardi di franchi. Per garantire una protezione completa del nostro Paese, gli uffici federali civili che svolgono compiti rilevanti in materia di sicurezza devono sviluppare e ampliare le loro capacità sia dell'esercito. Infatti, senza i servizi delle attività informative, l’allerta civile, la sicurezza interna (polizia e protezione dei confini), la comunicazione di sicurezza o capacità resilienti per la gestione delle crisi, l’efficacia della protezione militare rimane limitata.
Aumento temporaneo dell’IVA
Il fabbisogno supplementare dovrà essere finanziato tramite entrate aggiuntive, dato che il budget della Confederazione non offre margini di manovra e occorre rispettare il freno all’indebitamento. A questo proposito il Consiglio federale ha valutato diverse possibilità. Giunto alla conclusione che un aumento dell’imposta sul valore aggiunto sia preferibile rispetto ad altre opzioni per quanto riguarda le ripercussioni sull’economia e sulla società.
Per aumentare l’imposta sul valore aggiunto occorre modificare la Costituzione federale. Per questa ragione il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di presentare entro la fine di marzo 2026 un progetto da porre in consultazione. L’imposta sul valore aggiunto dovrà essere aumentata di 0,8 punti percentuali per dieci anni a partire dal 2028. Le relative entrate saranno vincolate al rafforzamento della sicurezza e della difesa della Svizzera e utilizzate in via prioritaria per finanziare uscite per l’armamento dell’esercito. Un terzo di queste entrate sarà utilizzato per cofinanziare la crescita prevista delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL, fatto che comporterà uno sgravio per il restante bilancio della Confederazione. Con questo utilizzo delle entrate e con il pacchetto di sgravio 2027 si gettano le basi affinché il bilancio della Confederazione continui a essere in equilibrio, a condizione che il pacchetto di sgravio 2027 sia attuato nel modo più completo possibile.
Secondo quanto previsto, il messaggio sarà trasmesso al Parlamento in autunno. La votazione popolare potrebbe svolgersi nell’estate 2027 e l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto potrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2028.
Fondo per gli armamenti
Il Consiglio federale intende conferire le entrate supplementari a destinazione vincolata per la sicurezza e la difesa della Svizzera in un fondo per gli armamenti. La base legale dovrà entrare in vigore contemporaneamente all’aumento dell’imposta sul valore aggiunto. Il fondo verrà alimentato dalle entrate supplementari derivanti dall’imposta sul valore aggiunto nonché da un contributo proveniente dal budget ordinario dell’esercito. Per coprire picchi nei pagamenti per acquisti necessari in via prioritaria, questo fondo potrà indebitarsi con mutui della Tesoreria federale per un importo pari al doppio dell’ammontare delle entrate supplementari annuali a destinazione vincolata. Alla scadenza del termine per l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto i debiti dovranno essere stati interamente restituiti. Il Consiglio federale ha già fatto ricorso a fondi per far fronte ad altri compiti importanti, come ad esempio il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA) o il Fondo per il supplemento rete.
Entro la fine di marzo il DDPS sottoporrà al Consiglio federale un progetto da porre in consultazione anche riguardo a questo fondo per gli armamenti.
Situazione della sicurezza
Negli ultimi anni la situazione globale in materia di sicurezza e il contesto geopolitico della Svizzera sono peggiorati sensibilmente. Il mondo è diventato più instabile e meno sicuro, mentre l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale è messo a dura prova. Nel contesto europeo diversi Paesi stanno rispondendo a questa situazione rafforzando rapidamente le loro capacità di difesa. Anche la Svizzera è interessata da questi sviluppi ed è già alle prese con forme di conflitto ibride, tra cui ciberattacchi e attività di disinformazione. A ciò si aggiunge il fatto che a causa delle misure di risparmio adottate negli scorsi decenni l’esercito non è dotato di un equipaggiamento sufficiente in particolare per poter far fronte in modo adeguato alle minacce più probabili, come attacchi a distanza e conflitti ibridi. Per proteggere la popolazione e non rappresentare in futuro un rischio per la sicurezza all’interno dell’architettura di difesa europea, risulta quindi un fabbisogno supplementare di risorse finanziarie; la crescita prevista delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL entro il 2032 non è sufficiente a questo scopo.
FAQ
L’imposta sul valore aggiunto dovrà essere aumentata di 0,8 punti percentuali per un periodo limitato di dieci anni. Le entrate supplementari dovranno essere utilizzate a destinazione vincolata per rafforzare la sicurezza e la difesa della Svizzera.
Un terzo delle entrate supplementari verrà utilizzato per coprire le uscite non ancora finanziate per la sicurezza (aumento delle uscite all’uno per cento del PIL entro il 2032). In questo modo le entrate supplementari contribuiranno a sgravare il bilancio della Confederazione. Due terzi verranno utilizzati per finanziare i fabbisogni supplementari.
Per coprire eventuali picchi nei pagamenti e per poter effettuare il prima possibile pagamenti per il fabbisogno supplementare, le entrate supplementari dovranno essere conferite in un fondo per gli armamenti.
Ricorrendo a mutui di tesoreria, a partire dal 2028 il fondo per gli armamenti dovrà poter contrarre debiti fino a 6 miliardi di franchi come anticipo. I debiti saranno restituiti attingendo alle entrate supplementari temporanee ed entro la fine del periodo di dieci anni in cui l’imposta sul valore aggiunto sarà aumentata. I mutui di tesoreria non sono soggetti al freno all’indebitamento.
18 miliardi di franchi delle entrate supplementari verranno utilizzati per l’esercito. Tale importo corrisponde al fabbisogno supplementare dell’esercito dovuto all’inasprimento della situazione di minaccia. Questo fabbisogno supplementare è riconducibile agli investimenti necessari in sistemi e immobili per garantire una difesa antiaerea e dai droni efficace, assicurare il loro esercizio nonché coprire gli aumenti dei prezzi nel settore degli armamenti.
3 miliardi di franchi delle entrate supplementari verranno impiegati per gli organi federali civili che svolgono compiti di sicurezza.
Circa 10 miliardi di franchi delle entrate supplementari verranno impiegati per finanziare l’aumento delle uscite per l’esercito all’uno per cento del prodotto interno lordo allo scopo di sgravare il bilancio della Confederazione.
Per quanto riguarda le ripercussioni sull’economia e sulla società, l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto è preferibile rispetto alle altre opzioni.
L’imposta sul valore aggiunto fa diminuire il potere d’acquisto e pertanto riduce gli incentivi alla prestazione. Sotto il profilo economico l’imposta sul valore aggiunto però è meno nociva rispetto all’imposta federale diretta, soprattutto perché ha un impatto minore sull’attrattiva della piazza economica. Come imposta sui consumi non altera né le decisioni in materia di investimenti delle imprese, né le decisioni in materia di risparmio delle economie domestiche. Inoltre, a differenza dell’imposta federale diretta, non si pone in concorrenza con il sostrato fiscale cantonale.
Oltre all’aumento dell’imposta sul valore aggiunto sono state valutate e respinte le seguenti alternative:
Aumento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche
La Costituzione federale (Cost.) limita l’imposta federale a carico delle persone fisiche a un’aliquota massima dell’11,5 per cento del reddito (art. 128 cpv. 1 lett. a Cost.). In base alle aliquote attualmente in vigore dell’imposta federale diretta, i redditi molto elevati raggiungono questo valore massimo. Tuttavia la Cost. offre notevoli margini di manovra per incrementare le entrate fiscali. Occorre però tenere conto del fatto che nella determinazione delle aliquote la Confederazione deve prendere in considerazione l’onere causato dalle imposte dirette cantonali e comunali (art. 128 cpv. 2 Cost.). Ciò riguarda in particolare i redditi bassi e medi. Nella media per tutti i contribuenti l’onere fiscale ammonta a circa il 3,4 per cento del reddito imponibile (dati del 2022). Di conseguenza, sarebbe possibile aumentare le aliquote dell’imposta federale diretta senza incrementare l’aliquota massima dell’11,5 per cento prevista dalla Cost. Un tale aumento potrebbe riguardare tutte le classi di reddito, tranne quelle a cui si applica già l’aliquota massima prevista a livello costituzionale. Adottando questa soluzione negli anni successivi non sarebbe semplice individuare la quota delle entrate a destinazione vincolata da impiegare per gli armamenti. Aumentare tutte le aliquote in maniera uniforme, compresa quella valida per i redditi più elevati e oggi pari all’11,5 per cento (in analogia a un aumento del tasso fiscale), richiederebbe tuttavia una modifica della Costituzione.
Costi legati all’adeguamento: in seguito a un aumento dell’imposizione delle persone fisiche i Cantoni sono tenuti ad adeguare le aliquote nei loro sistemi di tassazione. Lo stesso vale per i datori di lavoro, poiché cambiano anche le aliquote dell’imposta alla fonte. Questi costi legati all’adeguamento sorgono qualora nell’anno in questione non sia già previsto un adeguamento delle aliquote e delle deduzioni per compensare le conseguenze della progressione a freddo.
Ripercussioni economiche: un aumento dell’onere fiscale sui redditi ha ripercussioni negative sugli incentivi alla prestazione e sull’attrattiva della Svizzera sotto il profilo fiscale. In particolare per le persone ad alto reddito, gli aumenti delle imposte rendono la Svizzera meno attrattiva come Paese in cui avere il proprio domicilio.
Aumento dell’imposizione degli utili delle persone giuridiche
Le entrate supplementari potrebbero essere generate anche aumentando l’imposta federale diretta per persone giuridiche (imposta sugli utili; aliquota attuale pari all’8,5 %; aliquota ridotta pari al 4,25 % per associazioni e fondazioni). L’aumento dell’imposta richiederebbe una modifica della Costituzione e un adeguamento della legislazione federale.
Un aumento dell’imposta sugli utili indebolirebbe la Svizzera come piazza economica. Un tale incremento verrebbe compensato in parte da entrate minori derivanti dall’imposta integrativa dell’OCSE, fatto che graverebbe prevalentemente sui Cantoni.
Tassa sulle transazioni finanziarie
Una tassa sulle transazioni finanziarie si applicherebbe a operazioni finanziarie come la negoziazione di azioni e titoli. Ciò renderebbe ogni transazione più costosa, indipendentemente dal profitto o dalla perdita eventualmente realizzati, e quindi ostacolerebbe anche l’accumulo di patrimonio a lungo termine. Un altro svantaggio è dato dal fatto che gli istituti finanziari potrebbero passare a strumenti esenti da imposte come i derivati. Per quanto riguarda la fattibilità, sarebbe fondamentale che ci fosse un coordinamento internazionale di ampio respiro, o almeno a livello europeo, per evitare l’evasione fiscale.
Il Consiglio federale ha respinto la mozione 24.3106 Wettstein «Imposta sulle transazioni finanziarie per il finanziamento delle assicurazioni sociali» perché, in virtù della legge federale del 27 giugno 1973 sulle tasse di bollo (RS 641.10), la Svizzera dispone già di due forme di tassa sulle transazioni finanziarie: la tassa d’emissione sul capitale proprio e la tassa di negoziazione sul commercio di titoli.
Nel suo rapporto del 9 ottobre 2024 in adempimento del postulato 21.3440 Rieder il Consiglio federale giunge alla conclusione che le tasse sulle transazioni finanziarie hanno ripercussioni negative sulla piazza economica e che di conseguenza occorre rinunciarvi. Già oggi la Svizzera applicherebbe tasse più elevate sulle transazioni finanziarie rispetto a Paesi europei analoghi. Inoltre, le potenziali entrate supplementari sarebbero limitate.
Aumento dell’imposta sulla sostanza
In Svizzera l’imposta sulla sostanza è disciplinata a livello cantonale. Un aumento comporterebbe molteplici modifiche del diritto e votazioni popolari. Per introdurre un’imposta sulla sostanza a livello federale sarebbe necessaria una base costituzionale con una maggioranza del Popolo e dei Cantoni nonché una nuova legislazione.
A ciò si aggiunge che imposte cantonali sulla sostanza più elevate potrebbero comportare la partenza di persone facoltose e un calo dei nuovi arrivi, con conseguente diminuzione delle entrate fiscali. Ciò comporta una possibile distorsione della concorrenza fiscale intercantonale. Inoltre, spesso la sostanza deriva da redditi già tassati, ragione per cui lo stesso sostrato verrebbe tassato due volte.
Contributi salariali più elevati
Effettuare deduzioni salariali per imposte federali rappresenterebbe una trasgressione sistemica e richiederebbe una base costituzionale. Tradizionalmente le deduzioni salariali sono legate alle assicurazioni sociali (AVS/AI/AD). Potrebbe essere difficilmente gestibile a livello politico effettuare deduzioni a beneficio delle finanze federali. Deduzioni salariali più elevate comporterebbero una perdita diretta di potere d’acquisto per i lavoratori e avrebbero ripercussioni in particolare per le economie domestiche con redditi bassi e medi.
Negli ultimi anni la situazione in materia di sicurezza in Europa è fortemente peggiorata. Per poter proteggere la Svizzera e la sua popolazione anche in futuro, l’esercito deve rafforzare la sua capacità di difesa.
Dal 1990 sono state adottate misure di risparmio relative al budget dell’esercito. La necessità di recupero per raggiungere la capacità di difesa è enorme a causa delle continue decisioni di risparmio dal 1990 relative al budget dell’esercito. Di conseguenza per decenni l’esercito ha usato i suoi risparmi e ha sfruttato al massimo le risorse disponibili.
Nel 1990 è stato investito nell’esercito l’1,33 per cento del PIL, nel 2024 è stato investito lo 0,66 per cento del PIL.
Nel 1990 è stato investito nell’esercito il 15,82 per cento delle spese della Confederazione, nel 2024 è stato investito il 6,64 per cento delle spese della Confederazione.
Le spese militari previste finora (stima 2026 con PICF 2027-2029, con l'obiettivo di destinare all'esercito l'1% del PIL lordo nel 2032) non sono sufficienti e non saranno finanziate a partire dal 2029.
L’esercito ha nuovamente definito le priorità della sua pianificazione degli armamenti nel quadro del budget ordinario allo scopo di proteggere la Svizzera da attacchi a distanza e da conflitti ibridi. Ciò consentirà di colmare più rapidamente le lacune più urgenti nella difesa da minacce probabili. Verrà anticipato e inserito nei messaggi sull’esercito 2026 e 2027 ad esempio l’acquisto di nuovi sistemi di difesa terra-aria a corta gittata e sistemi per la difesa da minidroni o sistemi supplementari di difesa terra-aria a media gittata. Sono prioritari anche gli investimenti nell’informatica, nella ciberprotezione e nell’esplorazione di segnali elettromagnetici e nella difesa in questo ambito. Con questa definizione delle priorità, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili sarà possibile migliorare la protezione dalle minacce più probabili entro gli anni 2030. Tale protezione però non è ancora completa.
Inoltre, i costi sono in aumento. Gli armamenti diventano sempre più costosi e i costi di esercizio dei sistemi aumentano.
Le sfide esistenti derivano dal fatto che le risorse finanziarie previste dal budget e dal piano finanziario attuali non sono più in linea con la realtà sul mercato degli armamenti. Tra l’altro i prezzi dei beni d’armamento sono in continuo aumento, con incrementi fino al 40 per cento (dovuti al rincaro e all’aumento della domanda). In più, di norma occorre versare un acconto pari ad almeno un terzo del prezzo d’acquisto. Senza l’adeguamento delle risorse finanziarie alla nuova realtà in materia di prezzi, lo sviluppo delle capacità verrebbe ridimensionato. Ciò avrebbe ripercussioni negative sulla protezione della popolazione e del Paese dalle minacce. In termini concreti, ciò significherebbe essere in grado di proteggere meno infrastrutture critiche e centri urbani.
Gli uffici federali hanno bisogno di risorse supplementari per essere in grado di anticipare in modo efficace le minacce al termine degli anni 2020 e oltre nonché per proteggere il Paese e la sua popolazione. La protezione militare non è sufficiente. Sono necessari anche strumenti di sicurezza civili. Tali strumenti forniscono un contributo fondamentale per la sicurezza anche in un contesto di minaccia ibrido.
Il Servizio delle attività informative della Confederazione necessita di risorse supplementari per colmare lacune nella difesa da minacce per la sicurezza interna ed esterna. Entro il 2031 necessita di 115 posti supplementari rispettivamente di risorse supplementari comprese tra 10 e 20 milioni di franchi all’anno.
L’Ufficio federale della protezione della popolazione deve prepararsi a sventare minacce ibride e a gestire un conflitto armato. A tale scopo si intende tra l’altro rafforzare le opere di protezione, ammodernare il sistema d’allarme e sviluppare la comunicazione di sicurezza. L’UFPP necessita di risorse supplementari comprese tra 200 e 300 milioni di franchi all’anno e di 70 posti supplementari.
La Segreteria di Stato della politica di sicurezza deve affrontare sfide importanti legate alla crescente minaccia dovuta ad attività di disinformazione, al coordinamento di diverse soluzioni informatiche per la comunicazione sicura e all’attuazione della legge federale sulla sicurezza delle informazioni. Necessita di risorse supplementari pari a 3 milioni di franchi all’anno, compresi sette posti supplementari.
L’Ufficio federale di polizia deve essere in grado di affrontare meglio casi di terrorismo, estremismo violento e criminalità organizzata. Entro il 2035 necessita di 100-200 posti supplementari.
Per effettuare maggiori controlli ai confini l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini necessita di 100 nuovi posti rispettivamente di 10-15 milioni di franchi aggiuntivi all’anno.
Per mettere l’Ufficio federale della cibersicurezza in condizione di adempiere il suo mandato, il Parlamento ha già aumentato il suo budget durante la sessione invernale 2025: di 10 milioni di franchi nel 2026 e il piano finanziario di 15 milioni di franchi all’anno. Ciò consentirà tra l’altro di creare 30 nuovi posti.