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Proroga della legge che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico»

Dopo il Consiglio degli Stati anche il Consiglio nazionale si è espresso a favore della proroga per altri quattro anni della legge federale che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate.

06.06.2018 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Islamischer Staat


La legge vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate e punisce qualsiasi azione volta a sostenerli. Vi rientrano le attività di propaganda, la raccolta di fondi, i cosiddetti «viaggi della jihad» o il proselitismo. Con questa nuova proroga della legge (dipartimento responsabile: DFGP) il Parlamento vuole garantire che nell’ambito del perseguimento penale del terrorismo non vi siano lacune legislative fino a quando saranno adottati ed entreranno in vigore ulteriori disegni di legge in corso volti a combattere il terrorismo. Si tratta, nello specifico, di un disegno che inasprisce il complesso di strumenti di diritto penale contro le attività terroristiche e che il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento presumibilmente alla fine del 2018. Grazie a un ulteriore disegno di legge, la polizia potrà disporre di maggiori strumenti per contrastare le cosiddette «persone potenzialmente pericolose» al di fuori di un procedimento penale.

Nella sessione primaverile il Consiglio degli Stati si era espresso a favore di una proroga della legge (38 voti). Ora anche il Consiglio nazionale si è allineato alla Camera alta con 152 voti. 

Mozioni

Il Consiglio nazionale ha inoltre trattato anche le mozioni «Mettere al bando l’organizzazione salafita “Leggi!” e impedire la diffusione di ideologie jihadiste» del consigliere nazionale Walter Wobmann (UDC, SO) e «Divieto di espatrio nei confronti di potenziali estremisti violenti» del consigliere agli Stati Beat Rieder (PPD, VS) – dipartimento responsabile: DFGP. Per quanto riguarda la prima mozione, senza voto dissenziente il Consiglio nazionale ha dato seguito alla proposta del Consiglio degli Stati di sospendere la trattazione della mozione fino alla presentazione di un progetto di legge concernente le misure di polizia (dal 2019). Per quanto riguarda la seconda mozione, con 120 voti contro 59 e 2 astensioni il Consiglio nazionale ha deciso di trasmetterla al Consiglio federale. La maggioranza ritiene che non dovrebbe essere possibile che persone, la cui partecipazione ad atti violenti contro persone o oggetti è comprovata, possano attraversare il confine e partecipare ad azioni violente nel quadro di manifestazioni. Per quanto riguarda le implicazioni pratiche di tale divieto di espatrio, la sua applicazione non dovrebbe presentare grandi problemi.