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Air2030: Il Consiglio nazionale mantiene al 60 per cento l’obbligo di compensazione

6 miliardi per i nuovi aerei da combattimento, 60% di offset e la possibilità di una votazione popolare: per quanto riguarda la decisione programmatica concernente l’acquisto di nuovi aerei da combattimento il Consiglio nazionale segue la proposta del Consiglio federale. L’affare va quindi in conferenza di conciliazione.

18.12.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen


Le aziende estere che riceveranno commesse nell’ambito dell’acquisto dei nuovi aerei da combattimento dovranno compensare il 60% del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera: il 20% sotto forma di offset diretti e il 40% sotto forma di offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale svizzera rilevante in materia di sicurezza. Il Consiglio nazionale conferma le sue decisioni del 9 e del 16 dicembre 2019. Con 143 voti contro 40 e 9 astensioni ha deciso ancora una volta di non accogliere la proposta di compromesso del Consiglio degli Stati. Nella sessione autunnale quest’ultimo aveva deciso una compensazione integrale con un ulteriore 40% di offset indiretti a beneficio dei seguenti settori: industria delle macchine, industria metallurgica, industria elettronica ed elettrotecnica, industria ottica, industria orologiera, industria automobilistica/ferroviaria, prodotti di gomma e plastica, prodotti chimici, industria aeronautica e aerospaziale, industria informatica / software engineering, cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca. Il 12 dicembre 2019 la Camera dei Cantoni aveva ridotto al 20% la quota di questi settori. Il 17 dicembre 2019 ha confermato tale decisione.

La maggioranza del Consiglio degli Stati ha argomentato, tra l’altro, che soltanto un obbligo di compensazione per quanto possibile elevato garantirebbe il sostegno compatto dell’economia al progetto in una campagna per un’eventuale votazione popolare. La maggioranza del Consiglio nazionale ha argomentato che la condizione della compensazione integrale avrebbe aumentato inutilmente il costo dell’acquisto e che al riguardo non vi è alcuna motivazione militare o di politica di sicurezza. Sono inoltre emersi dubbi riguardo alla capacità dell’industria svizzera di gestire un considerevole aumento degli affari di compensazione, tanto più che deve trattarsi di commesse supplementari e che tali commesse dovrebbero essere sensate sotto il profilo economico.

L’affare va in conferenza di conciliazione

Dopo la decisione del Consiglio nazionale l’affare va ora in conferenza di conciliazione. Se dopo tre deliberazioni di dettaglio in merito a un disegno di atto legislativo in ciascuna Camera sussistono ancora divergenze, le commissioni delle due Camere incaricate dell’esame preliminare dell’oggetto inviano ciascuna 13 membri alla conferenza di conciliazione. La conferenza di conciliazione presenta alle due Camere una proposta di conciliazione che appiani globalmente tutte le divergenze rimaste. Se la proposta di conciliazione è respinta da una delle due Camere, l’intero disegno è tolto dal ruolo. Esso sarebbe quindi archiviato

Le due Camere intendono fare chiarezza ancora durante la sessione in corso.

Un’eventuale votazione referendaria è prevista per il 27 settembre 2020. La scelta del modello di nuovo aereo da combattimento e del nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga portata è prevista per l'inizio del 2021. Il nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga portata sarà acquistato, per un importo massimo di 2 miliardi di franchi, secondo la procedura ordinaria. È importante rammentare che, anche qualora il Popolo dovesse approvare la decisione programmatica concernente i nuovi aerei da combattimento in occasione di un’eventuale votazione, il Consiglio federale proporrà al Parlamento l’acquisto concreto degli aerei nel quadro di un messaggio sull’esercito. È previsto che ciò avvenga con il messaggio sull’esercito 2022.

Per la protezione della popolazione svizzera

Le Forze aeree devono sostituire la totalità degli aerei da combattimento attualmente impiegati affinché l’esercito possa continuare a proteggere anche dopo il 2030 la popolazione della Svizzera e le infrastrutture necessarie al funzionamento della società. I 30 F/A-18 Hornet raggiungeranno il termine della loro durata di utilizzazione nel 2030. I 26 Tiger F-5 già oggi sono impiegabili per il servizio di polizia aerea soltanto di giorno e con buone condizioni di visibilità e non avrebbero scampo contro un avversario moderno.