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Il Parlamento proroga l’impiego della Swisscoy e ne incrementa l’effettivo

L’impiego della Swisscoy nella forza multinazionale Kosovo Force proseguirà fino alla fine del 2023 e l’effettivo massimo del contingente sarà aumentato dagli attuali 165 a 195 militari. Dopo il Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato la proroga dell’impiego e l’incremento dell’effettivo.

16.06.2020 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Swisscoy

 

«Le conseguenze del conflitto continuano a pesare fortemente sul Paese sia a livello interno sia nelle relazioni con la Serbia», sottolinea il Consiglio federale. «Il deterioramento delle relazioni tra Belgrado e Pristina avvenuto negli ultimi anni ha determinato una recrudescenza delle tensioni e degli incidenti provocati da entrambe le parti.» Questa evoluzione negativa è anche il motivo per cui la NATO rinuncia alla prevista riduzione della forza multinazionale Kosovo Force (KFOR). «Con il peggioramento della situazione la presenza della forza internazionale continua a essere necessaria», ha affermato la ministra della difesa Viola Amherd in Consiglio degli Stati. 

Il 4 giugno 2020 il Consiglio nazionale ha approvato, con 105 voti contro 77 e 5 astensioni, la proroga dell’impiego della Swisscoy in Kosovo fino alla fine del 2023. Ora anche il Consiglio degli Stati ha deciso in tal senso con 33 voti contro 6 e 2 astensioni. La proroga dell’impiego è pertanto approvata. La maggioranza è convinta che la presenza della KFOR in Kosovo rimanga necessaria a causa della situazione che vi regna dal punto di vista politico e della sicurezza e considera che l’impiego della Swisscoy continui a essere pienamente giustificato.

Aumento fino all’effettivo massimo del contingente a partire dall’aprile 2021

Secondo il Consiglio federale, la KFOR ha bisogno di ulteriori contributi negli ambiti della libertà di movimento, dell'acquisizione di informazioni e delle funzioni di ufficiale superiore presso il quartiere generale della KFOR. Si tratta di compiti ai quali Swisscoy ha già contribuito in passato. Il Consiglio federale intende quindi aumentare l'effettivo massimo del contingente dagli attuali 165 a 195 militari a partire dal mese di aprile del 2021. Dopo l’approvazione del Consiglio nazionale, ora è giunta anche l’approvazione del Consiglio degli Stati. Con 29 voti contro 9 e 1 astensione, quest’ultimo ha respinto una proposta di modifica che chiedeva di limitare l’effettivo del contingente a 165 militari al massimo.

Il Consiglio federale mantiene anche la competenza per aumentare il contingente di 20 persone per un periodo massimo di quattro mesi in caso di aggravamento della minaccia e di 50 persone per un periodo massimo di otto mesi per eventuali lavori logistici e di manutenzione.

Costi ammonteranno a circa 41 milioni di franchi annui

L'impiego della Swisscoy a favore della missione multinazionale KFOR è stato approvato l’ultima volta dall'Assemblea federale fino al 31 dicembre 2020. Conformemente al mandato attuale e al fine di adeguare le prestazioni della Swisscoy alle esigenze della KFOR, il contingente massimo è stato ridotto da 235 a 190 militari nell'aprile 2018 e a 165 militari nell'ottobre 2019. Tale riduzione è stata effettuata nel quadro del ritiro dei mezzi pesanti per il genio e i trasporti di cui la KFOR non aveva più bisogno.

Poiché l’impiego della Swisscoy è armato e dura oltre tre settimane, richiede l’approvazione da parte dell’Assemblea federale. I costi dell'impiego ammontano a circa 41 milioni di franchi l'anno. Il finanziamento di questo impiego ha luogo con il budget regolare dell’esercito.

L’impiego della Swisscoy

La guerra del Kosovo è stato un conflitto armato per il controllo del Kosovo che si è svolto nell’ambito delle guerre nell’ex Jugoslavia tra il 28 febbraio 1998 e il 10 giugno 1999. Dall’ottobre del 1999 l’Esercito svizzero partecipa in Kosovo con la Swisscoy alla missione internazionale per il sostegno alla pace Kosovo Force (KFOR). La partecipazione della Swisscoy alla KFOR risale alla decisione del Consiglio federale del 23 giugno 1999, fondata a sua volta sulla risoluzione ONU 1244.

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