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Legge sulla sicurezza delle informazioni: il Consiglio nazionale mantiene la divergenza

Il Consiglio nazionale respinge l’impiego del numero AVS per l’identificazione delle persone. La legge sulla sicurezza delle informazioni torna quindi in Consiglio degli Stati.

23.09.2020 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Cyberkriminalität

 

Con 130 voti favorevoli contro 55 e 1 astensione il Consiglio nazionale ha ritirato l’articolo che esige che il Consiglio federale presenti per consultazione alle Commissioni della politica di sicurezza i suoi obiettivi e i costi per la sicurezza delle informazioni. Su questo punto il Consiglio nazionale ha seguito il Consiglio degli Stati e il Consiglio federale. Viola Amherd ha spiegato che già oggi le Commissioni possono esigere in ogni momento di consultare tali dati. Il capoverso 3 dell'articolo 7 era stato introdotto dal Consiglio nazionale nel giugno 2020 allo scopo di evitare che l’attuazione della legge provochi un’eccessiva burocratizzazione e richieda risorse finanziarie e di personale troppo elevate.

Le due Camere sono ora ampiamente concordi, anche se rimane un’eccezione importante: con 90 voti contro 87 e 9 astensioni il Consiglio nazionale ha nuovamente respinto l’impiego sistematico del numero AVS per l’identificazione delle persone proposto dal Consiglio degli Stati (art. 20 e 26). Il Consiglio nazionale rimane favorevole alla proposta originaria del Consiglio federale che prevede l’impiego di un numero personale unidirezionale e irreversibile. La minoranza ha ribadito che l’impiego sistematico del numero AVS da parte dell’autorità è previsto anche nella modifica della legge sull’AVS. È per quest’ultimo motivo che nel frattempo anche il Consiglio federale si è schierato a favore l’impiego sistematico del numero AVS per l’identificazione delle persone. «Vogliamo utilizzare il numero AVS soltanto per identificare i nostri utenti informatici e per niente altro. Dove sarà protetto al meglio questo numero, se non nel settore della sicurezza delle informazioni?» ha sottolineato la ministra della Difesa Viola Amherd in Consiglio nazionale.

Dopo le decisioni del Consiglio nazionale permane quindi una divergenza. L’affare torna di nuovo al Consiglio degli Stati.

L’affare torna per la quarta volta al Consiglio degli Stati

Per tutte le autorità federali deve vigere un quadro unitario per quanto riguarda la protezione delle informazioni e la sicurezza in occasione dell’impiego di mezzi informatici. Il Consiglio degli Stati aveva pertanto approvato il progetto legislativo con poche modifiche nel dicembre 2017 e confermato tale decisione nel settembre 2018 e nel settembre 2020. Dal canto suo, nel marzo 2018 il Consiglio nazionale non era entrato in materia ed è soltanto dopo aver disposto accertamenti supplementari che nel giugno 2020 è entrato nelle deliberazioni di dettaglio del disegno di legge approvandolo con riserva in termini di conseguenze finanziarie.

Secondo il progetto, i costi correlati all’attuazione della legge dipendono ampiamente dal livello di sicurezza che le autorità federali intendono raggiungere e dal relativo diritto d’esecuzione. Il Consiglio federale ritiene che a medio termine saranno complessivamente necessari da 4 a 11 posti supplementari. 

Parlamento

Titolo Tipo
Legge sulla sicurezza delle informazioni Oggetto del Consiglio federale