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Il Parlamento intende aumentare il soldo

Il Parlamento incarica il Consiglio federale di adeguare il soldo delle persone che prestano servizio al livello attuale dei prezzi. Inoltre, il Consiglio federale deve verificare regolarmente se il soldo corrisponde ancora a un adeguato potere d’acquisto.

13.12.2021 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

 

«L’importo del soldo è stato adeguato per l’ultima volta nel 1987, ma da allora il potere d’acquisto è considerevolmente mutato. Dopo più di 30 anni, è quindi giunto assolutamente il momento di adeguarlo al livello attuale dei prezzi», afferma il consigliere nazionale David Zuberbühler (UDC, AR) nell’intervento parlamentare che ha trasmesso al Consiglio nazionale nella sessione estiva. Il Consiglio degli Stati ha ora dato seguito all’intervento con 24 voti favorevoli e 21 voti contrari.

Sia in Parlamento che in seno al Consiglio federale, si è concordi sul fatto che il soldo ha un significato simbolico, dato che l’indennità versata alle persone in servizio avviene attraverso l’indennità di perdita di guadagno. L’aumento del soldo sarebbe modesto, ma il riconoscimento del servizio per lo Stato e la società è fondamentale agli occhi della maggioranza. Ritiene inoltre che sia giunto il momento di un aumento del soldo, perché altrimenti esso dovrebbe probabilmente essere abolito. Una minoranza sostiene che un eventuale aumento del soldo dovrebbe essere affrontato nel quadro più ampio delle questioni legate all’apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile e non trattato come una misura isolata. Inoltre, l’apprezzamento delle persone in servizio si esprime attraverso buone condizioni quadro come per esempio l’offerta di una formazione moderna. In più, l’aumento del soldo proposto dalla mozione avrebbe un effetto limitato, ma comporterebbe notevoli implicazioni in termini di costi per l’esercito, i Cantoni e per gli istituti di impiego.

I Cantoni contribuiscono

Il Consiglio federale, che ha raccomandato di respingere la mozione anche in ragione delle conseguenze finanziarie, ha sottolineato che il soldo costituisce principalmente una compensazione per le spese personali associate al servizio. La ministra della difesa Viola Amherd ha sottolineato, dinanzi al Consiglio degli Stati, che adeguare complessivamente il soldo all’evoluzione del potere d’acquisto per tutti i gruppi di gradi (dalla recluta al colonnello) significherebbe per l’esercito un aumento della spesa annua stimata pari a circa 13,5 milioni di franchi e che «per i singoli soldati l’aumento ammonterebbe a soli 2,5 franchi al giorno.» Viola Amherd ha inoltre affermato che in tal caso occorrerebbe adeguare il soldo anche per i militi della protezione civile e i civilisti. Ciò implicherebbe che la Confederazione, i Cantoni e gli istituti di impiego del servizio civile dovrebbero sostenere spese supplementari pari a circa 5 milioni di franchi all’anno (di cui 1,3 milioni i Cantoni per i giorni di servizio prestati dalla protezione civile, circa 140 000 franchi l’Ufficio federale del servizio civile e circa 3,6 milioni di franchi gli istituti di impiego per i giorni di servizio civile prestati).

Il Parlamento è consapevole che, a causa delle basi legali attuali, l’aumento del soldo dell’esercito comporterà anche un aumento corrispondente del soldo dei militi della protezione civile e dei civilisti. Tuttavia, la maggioranza ritiene che i costi sono sostenibili.