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«Nell’ambito della lotta al terrorismo, il federalismo costituisce una sfida.»

Lo scenario dell’Esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 2019 (ERSS 19) prevede una minaccia terroristica permanente con attacchi a infrastrutture critiche, ricatti e attentati. In questa intervista il direttore dell’esercitazione Hans-Jürg Käser, ex sindaco di Langenthal ed ex consigliere di Stato del Cantone di Berna, spiega come le autorità si preparano alle situazioni di emergenza.

03.12.2018 | Comunicazione DDPS, Judith Frei

Hans-Jürg Käser


Signor Käser, ha già preparato un sacco a pelo per essere pronto a qualunque evenienza durante la simulazione della situazione di crisi che si terrà nel mese di novembre del 2019?

(sorride) Per questi due giorni e mezzo di esercitazione quadro di stato maggiore non ho bisogno di particolari preparativi; nell’esercito le esercitazioni duravano molto più a lungo. Inoltre i partecipanti dovranno esercitarsi anche ad affrontare il momento in cui il sostituto assume la direzione e io mi concedo di dormire un po’.

L’ERSS 19 è la seconda esercitazione di questo tipo dopo quella del 2014. L’ultima esercitazione generale prima di tale data risale ai tempi della guerra fredda. Oggi il mondo è più pericoloso rispetto agli anni Novanta? O siamo ritornati a una situazione di «panico da guerra fredda» e vediamo pericoli a ogni angolo?

Dopo la caduta del muro di Berlino molti hanno pensato che la pace avrebbe regnato sovrana e che quindi non fossero più necessarie esercitazioni per le situazioni di emergenza. Oggi però la realtà è completamente diversa: il mondo non è mai stato così poco sicuro e anche in Svizzera, la cosiddetta «oasi del benessere», ne siamo consapevoli. Nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2010 si raccomandava infatti di reintrodurre le esercitazioni generali in modo da preparare la Svizzera a rispondere alle innumerevoli minacce. Questo non ha nulla a che vedere con il «panico da guerra fredda»: si tratta invece di una valutazione realistica della situazione geopolitica attuale.

L’ERSS 19 avrà per tema la minaccia terroristica. Lo scenario dell’ultima esercitazione prevedeva una pandemia e penuria di energia elettrica. Come scegliete questi scenari?

Per l’ERSS 19 ci siamo basati sul Rapporto sulla politica di sicurezza 2016, che designa la minaccia terroristica come priorità assoluta. La Svizzera non è un’isola: anche noi dobbiamo fare i conti con la possibilità che nel nostro Paese vengano perpetrati attacchi terroristici.

Perché queste esercitazioni sono fondamentali?

Queste esercitazioni garantiscono che – e ora è il caso di parlare al condizionale – saremmo ben preparati in caso di attacco terroristico. La nostra organizzazione federalista dello Stato rappresenta una sfida quando si tratta di gestire e resistere a situazioni di questo tipo. Occorre dunque sempre garantire che tutte le persone coinvolte a tutti i livelli conoscano la situazione in cui si trovano gli altri. In uno Stato centralizzato è molto più semplice, perché tutte le informazioni convergono in un unico luogo.

In caso di crisi di questo tipo, l’esercito non assumerebbe semplicemente il comando come è successo in Francia e in Belgio dopo gli attentati terroristici?

No, ovviamente no! Non deve dimenticare che la sicurezza pubblica è un compito dei Cantoni. Chiaramente anche l’esercito riveste un ruolo importante nell’ERSS 19, perché rappresenta la più importante riserva di sicurezza di cui dispone la Svizzera. In fin dei conti, con i nostri 17 000 poliziotti abbiamo una densità di forze di polizia molto esigua: la più bassa in Europa. In caso di crisi dovremmo quindi ricorrere anche all’esercito, che si sta preparando a possibili impieghi d’appoggio sussidiari, ad esempio alla sorveglianza di un’infrastruttura critica. L’esercito è pertanto uno dei 79 attori che partecipano all’ERSS 19.

In uno scenario di crisi globale come quello oggetto dell’esercitazione del prossimo anno non dovrebbero essere coinvolti anche i Paesi limitrofi?

All’ERSS 19 parteciperà il Principato del Lichtenstein. Verrà coinvolto anche il Baden-Württemberg, dal momento che l’esercitazione prevede di verificare la collaborazione nel caso di una emergenza presso la centrale nucleare di Beznau. Il Cantone di Ginevra svolgerà inoltre un’esercitazione con la Francia. La priorità dell’ERSS resta però quella di chiarire il funzionamento della comunicazione top-down in Svizzera e di garantire una buona preparazione all’interno del nostro Paese.

Le esercitazioni di questo tipo sono una peculiarità svizzera o vengono organizzate anche all’estero?

No, non sono una peculiarità svizzera. Sicuramente con il nostro sistema federale ne abbiamo particolarmente bisogno, ma ad esempio anche la Svezia ha appena svolto un’esercitazione, e ha in seguito distribuito un libretto contenente raccomandazioni sul comportamento della popolazione in caso di emergenza.

Anche voi, come la Svezia, potrete distribuire raccomandazioni su come reagire in caso di emergenza?

Probabilmente non pubblicheremo alcun libretto, ma una parte dell’esercitazione è dedicata alla comunicazione con la popolazione. Durante un’emergenza la popolazione deve ricevere dal Governo istruzioni su come comportarsi. Un tempo la procedura prevedeva che la popolazione, dopo aver sentito le sirene, si sintonizzasse su Radio Beromünster: il presentatore radiofonico avrebbe quindi funto da portavoce del Governo.

Oggi abbiamo invece delle applicazioni per le emergenze, e anche l’app Alertswiss dell’Ufficio federale della protezione della popolazione.

Esatto. Nell’era dei social media, delle «fake news» e di vere e proprie valanghe di informazioni che travolgono le persone, le condizioni sono completamente diverse. Oggi è complicato garantire che la popolazione distingua le informazioni vere da quelle false e riceva le istruzioni corrette, ed è proprio questo il compito delle autorità.

La popolazione noterà qualcosa riguardo all’ERSS 19?

In realtà no. Però queste esercitazioni non sono segrete. Pubblicheremo regolarmente aggiornamenti riguardanti l’andamento del progetto su diverse riviste specializzate. Ma la popolazione non noterà nulla riguardo all’esercitazione in sé.

Come mai ha deciso di diventare direttore di questa esercitazione invece di godersi la pensione?

L’ho fatto per mia moglie, così non sono troppo spesso a casa (ride). Scherzi a parte, ovviamente ho accettato molto volentieri questo ruolo. Sono convinto che lo Stato debba garantire la sicurezza della popolazione. Se non ci fosse sicurezza, non ci sarebbe niente. Non potrebbe esistere l’economia, né la cultura. Penso sia quindi importante mettere il mio know-how, le mie competenze e la mia rete di relazioni a disposizione di questo compito fondamentale e trasmettere almeno una parte di tutto ciò ad altri.

Quali compiti svolge esattamente nell’ambito dell’ERSS 19?

Al momento fungo da ambasciatore dell’ERSS 19 e ho incontri in tutta la Svizzera per informare costantemente i partecipanti sullo scenario e sugli sviluppi dell’esercitazione. Come ex consigliere di Stato del Cantone di Berna ed ex presidente della CDDGP (Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia) vengo ancora associato alla realtà cantonale, anche se adesso lavoro per la Confederazione. Questo aspetto è di grande aiuto, perché posso mitigare eventuali riserve dei responsabili cantonali nei confronti della collaborazione con la Confederazione. Inoltre affianco il team centrale dell’ERSS 19 durante i lavori. Il team centrale deve garantire che tutto funzioni e che quanto impareremo nel corso dell’esercitazione non vada perso. Durante l’esercitazione quadro di stato maggiore del mese di novembre 2019 fungerò inoltre da direttore. Nell’estate del 2020 verrà pubblicato il rapporto finale, che segnerà anche la fine del mio mandato.  

Esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 2019 (ERSS 19)

Dal Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera 2010 è nata la Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS), che riunisce tutti gli strumenti della politica di sicurezza della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. I suoi organi servono a garantire la consultazione e il coordinamento necessari per le decisioni, i mezzi e le misure della Confederazione e dei Cantoni volti a far fronte alle sfide comuni in materia di politica di sicurezza. La RSS organizza e coordina inoltre le esercitazioni della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (ERSS). L’obiettivo di tali esercitazioni è verificare e migliorare il funzionamento delle strutture, dell’organizzazione e dei processi in una situazione di crisi in Svizzera. La prima ERSS si è svolta nel 2014 e lo scenario prevedeva una situazione di emergenza complessa, con penuria di energia elettrica e pandemia di influenza. Tra un anno (nel novembre del 2019) si terrà l’esercitazione quadro di stato maggiore ERSS 19. Questa esercitazione simulerà una minaccia terroristica permanente, che si concretizza in attacchi a infrastrutture critiche, ricatti e minacce di attentati.

Esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (ERSS 19)