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La revisione della legge sulle armi non prende di mira le armi dell’esercito

Il 19 maggio 2019 il Popolo sarà chiamato a votare sulla revisione della legge sulle armi, con la quale viene recepita nella legislazione svizzera la direttiva dell‘UE sulle armi. Per il DDPS è decisivo il fatto che la revisione della legge non abbia ripercussioni sulla cessione dell’arma dell’esercito.

18.04.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Revidiertes Waffengesetz nimmt Armeewaffe nicht ins Visier


La direttiva UE sulle armi è stata elaborata in un contesto segnato dagli attacchi terroristici in Europa. La direttiva è incentrata sulle armi semiautomatiche dotate di caricatori ad alta capacità. Queste armi sono considerate pericolose in quanto permettono di sparare diversi colpi di seguito senza dover ricaricare l’arma. Occorre pertanto limitare l’accesso a questo tipo di armi e rafforzare lo scambio d’informazioni all’interno dello spazio Schengen.

La modifica della direttiva dell’UE sulle armi si applica a tutti gli Stati dello spazio Schengen, quindi anche alla Svizzera. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno perciò modificato la legge svizzera sulle armi. Il Consiglio nazionale ha approvato la revisione parziale con 120 voti favorevoli, 69 voti contrari e 4 astensioni. Il Consiglio degli Stati l’ha approvata con 34 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astensioni. La Comunità di interessi del tiro svizzero (CIT) ha lanciato il referendum contro la modifica della legge e ha raccolto 125 000 firme valide.

Il disciplinamento derogatorio permane

Al centro della campagna in vista della votazione vi è anche il fucile d’assalto dell’esercito in quanto arma semiautomatica. La consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS, ha preso chiaramente posizione al riguardo e ribadisce: «per il tiro militare e le armi di ordinanza riprese direttamente dall’esercito la revisione parziale della legge svizzera sulle armi non prevede alcuna modifica». In quanto membro di Schengen la Svizzera ha potuto partecipare alla modifica della direttiva sulle armi esercitando la sua influenza. Insieme ad altri Stati ha potuto impedire numerose norme più severe. In Svizzera le armi semiautomatiche possono essere tradizionalmente cedute in proprietà al termine dell’obbligo di prestare servizio militare e risultano saldamente radicate nella tradizione nazionale del tiro. Il Consiglio federale ha in particolare provveduto a imporre e confermare l’eccezione per il tiro in Svizzera, ottenuta nel 2004 nell’Accordo di Schengen con l’UE (Processo verbale approvato, pag. 509 seg.), anche in occasione della rielaborazione della direttiva dell’UE.

Anche in futuro vi sarà la possibilità per i militari prosciolti dall’obbligo di prestare servizio militare di ricevere in proprietà le armi d’ordinanza e di utilizzarle per il tiro. Non vi saranno cambiamenti nemmeno per le persone già in possesso di un’arma d’ordinanza. Le armi semiautomatiche dotate di caricatori ad alta capacità, come il fucile d’assalto, potranno continuare a essere utilizzate nel nostro Paese per il tiro sportivo. Non verranno nemmeno introdotti esami medici o psicologici né è previsto un registro delle armi centralizzato.

 

La raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento  nonché la raccomandazione del comitato referendario sono reperibili nelle spiegazioni concernenti la votazione. Altre informazioni nonché domande e risposte sono inoltre reperibili sul sito del DFGP.

Video

Adeguamento del diritto svizzero sulle armi - Votazione popolare del 19 maggio 2019

Adeguamento del diritto svizzero sulle armi - Conferenza stampa con CF Keller-Sutter