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ComunicazioniPubblicato il 18 giugno 2025

Il Parlamento vuole una rapida introduzione dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza

Dopo il Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati auspica una rapida introduzione dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza in modo da garantire l’apporto di personale all’esercito e alla protezione civile.

L’apporto di personale all’esercito e alla protezione civile dev’essere garantito. Su questo punto il Parlamento e il Consiglio federale sono unanimi, ma non lo sono per quanto riguarda l’urgenza. Nel rapporto del DDPS del 15 gennaio 2025 concernente l’ulteriore sviluppo del sistema dell’obbligo di prestare servizio sono state elaborate le due varianti «Obbligo di prestare servizio di sicurezza» e «Obbligo di prestare servizio orientato al fabbisogno». Il Consiglio federale ha rinviato la decisione sulle varianti in primo luogo per motivi di costi. Secondo il rapporto del DDPS entrambe le varianti generano costi d’investimento per gli alloggi e le infrastrutture d’istruzione per un totale di circa 900 milioni di franchi. Inoltre comporterebbero anche un aumento dei costi annuali per la Confederazione e i Cantoni di circa 900 milioni di franchi.

ll 5 giugno il Consiglio nazionale ha adottato una mozione che chiede di introdurre il più presto possibile l’obbligo di prestare servizio di sicurezza. Il Consiglio degli Stati ha dato seguito a questa richiesta con la trasmissione di una mozione identica. Dal punto di vista del Parlamento l’urgenza è giustificata. Entrambe le Camere fanno riferimento anche ai pareri pervenuti dai Cantoni.

Come oggi, la variante «Obbligo di prestare servizio di sicurezza» riguarderà soltanto gli uomini svizzeri, che dovranno prestare servizio nell’esercito o nella protezione contro le catastrofi, una nuova organizzazione di competenza dei Cantoni che riunirà la protezione civile e il servizio civile.

Legge sul servizio civile ed esame di coscienza

Il Consiglio nazionale ha approvato la modifica della legge sul servizio civile. La responsabilità dell’affare spetta al DEFR. Con la modifica si intende dare seguito alla prescrizione costituzionale secondo cui non esiste alcuna libertà di scelta tra il servizio militare e il servizio civile e secondo cui occorre contribuire all’apporto di personale durevole all’esercito e alla protezione civile. Il progetto passa al Consiglio degli Stati.

Il Consiglio nazionale ha inoltre trasmesso un postulato, che incarica il Consiglio federale di verificare se non debba essere reintrodotto l’esame di coscienza quale condizione di ammissione al servizio civile. Il Consiglio federale dovrà presentare al Parlamento, nell’ambito di una revisione della legge sul servizio civile, un rapporto sui risultati e su possibili modifiche di legge. Anche in questo caso la responsabilità spetta al DEFR.