Revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile

Zivilschützer im Einsatz
Con la revisione della legge federale del 4 ottobre 2002 sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile s’intende modernizzare il sistema di protezione della popolazione.


Panoramica

Nella sua seduta del 1 dicembre 2017, il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione per la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile. Scopo della revisione è modernizzare la protezione della popolazione e orientarla in maniera più mirata ai pericoli e ai rischi attuali. Le modifiche proposte sono volte, tra l’altro, a sancire per legge e a rinnovare i sistemi di comunicazione, a migliorare l’organizzazione dello Stato maggiore federale «Protezione della popolazione», ottimizzare la protezione contro i rischi atomici, biologici e chimici (Protezione NBC) e rafforzare il coordinamento in seno all’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) – ad esempio nella protezione delle infrastrutture critiche. A livello di protezione civile, la revisione è tesa in primo luogo a rendere più flessibile l’obbligo di prestare servizio.

I pericoli e le minacce a cui la Svizzera è esposta sono cambiati negli ultimi anni: terrorismo, cyberattacchi, interruzioni di corrente o pandemie hanno assunto maggiore attualità. La protezione della popolazione deve conformarsi alle nuove circostanze. A tal fine il Consiglio federale adeguare la legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) dall’anno 2012. La legge sarà adeguata ai pericoli e alle minacce attuali mediante una revisione totale, nel cui quadro il Consiglio federale intende anche mettere in atto le misure raccomandate nel Rapporto del 6 luglio 2016 sulla concretizzazione della «Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+». La ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni ha dato buone prove e sarà mantenuta. In singoli settori sarà tuttavia necessario completare e precisare le responsabilità e le competenze.

La procedura di consultazione si concluderà entro fine marzo 2018

FAQ

Revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile

La legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) attualmente in vigore è datata 4 ottobre 2002. Negli ultimi anni, le minacce e i pericoli cui è esposta la Svizzera sono cambiati; terrorismo, cyber-attacchi, interruzioni della corrente elettrica o pandemie sono sempre più in primo piano. Di conseguenza occorre adeguare la protezione della popolazione.

No. L’intenzione è quindi di mantenere la struttura di base in materia di protezione della popolazione e protezione civile. Il nuovo sistema integrato di protezione della popolazione con le cinque organizzazioni partner: polizia, pompieri, sanità pubblica, servizi tecnici e protezione civile, istituito con l’entrata in vigore della legge all’inizio del 2004, ha dato fondamentalmente buona prova di sé. Lo stesso vale per la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni.

Sì. Gli adeguamenti necessari sono stati elaborati in modo sistematico e integrale nell’ambito di una vasta discussione tra Confederazione, Cantoni e altri partner nella protezione della popolazione. Sono quindi stati redatti il rapporto del Consiglio federale «Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+» del 9 maggio 2012 e, in un secondo tempo, il rapporto sull’attuazione della strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ del 6 luglio 2016, stilato dal DDPS all’attenzione del Consiglio federale. Il Consiglio federale intende ora attuare le misure proposte nel rapporto sull’attuazione procedendo alla revisione totale della legge. E: la revisione è ora anche nella consultazione.

Dopo la valutazione dei risultati della procedura di consultazione è previsto  che il Consiglio federale approvi il messaggio relativo alla revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile entro la fine del 2018. La deliberazione in Parlamento è pianificata per l'estate del 2019. In seguito si dovrà attendere lo scadere del termine referendario. L'entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2020.

Per la protezione della popolazione, la revisione prevede misure nei settori della condotta e del coordinamento, della capacità d’impiego, dell'istruzione e delle infrastrutture. Per la protezione civile propone invece misure per il modello di prestare servizio, dell'istruzione e dell’ l'acquisizione di materiali.

Per quanto riguarda la protezione della popolazione, l’obiettivo principale è il rafforzamento della condotta e del coordinamento tra Confederazione e Cantoni. A livello di organizzazioni partner  (protezione civile, polizia, pompieri, esercizi tecnici, sanità pubblica) sarà potenziata la collaborazione negli ambiti della prevenzione e della gestione degli eventi. In particolare s’intende ottimizzare lo stato maggiore federale preposto agli eventi rilevanti per la protezione della popolazione (Stato maggiore federale Protezione della popolazione) e adeguarlo alle esigenze di una struttura efficiente in situazione normale (preparazione agli eventi) e in caso di evento (gestione). Inoltre, il ruolo di coordinamento dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) deve essere consolidato, per esempio nei settori della pianificazione preventiva, della protezione NBC, della protezione delle infrastrutture critiche o dell’analisi dei rischi.

Una chiara attribuzione delle responsabilità e competenze permetterà di rendere più efficace la collaborazione tra Confederazione e Cantoni. Benché non sia necessario apportare modifiche rilevanti ai compiti di Confederazione e Cantoni nella protezione della popolazione, in singoli settori è opportuno completare e precisare le competenze e le responsabilità. La presente revisione disciplina i compiti della Confederazione in materia di protezione delle infrastrutture critiche e di protezione dei beni culturali. D’ora in poi, le attività della Centrale nazionale d’allarme e del Laboratorio Spiez saranno sancite dalla legge.

Una dottrina unitaria in materia d’istruzione e un migliore coordinamento tra istruzione ed esercitazioni consentiranno di ottimizzare l’istruzione in materia di protezione della popolazione. I compiti della Confederazione nel campo dell’istruzione sono quindi precisati e completati.

Per quanto concerne le infrastrutture della protezione civile, si tratta di ridurre il numero delle ubicazioni di condotta protette e degli impianti d’apprestamento in seguito alla sempre maggiore regionalizzazione nei Cantoni e tenuto conto dell’effettivo fabbisogno attuale e futuro. Alla stessa stregua si ridurrà il numero degli impianti protetti del servizio sanitario e degli ospedali protetti, poiché le risorse finanziarie e umane necessarie per la manutenzione, il rimodernamento e l’esercizio mancano oppure sono limitate. Il Servizio sanitario sarà reintrodotto nella protezione civile affinché gli impianti protetti del servizio sanitario e gli ospedali protetti possano essere messi in esercizio in caso di necessità.

I rifugi per la popolazione sono mantenuti. In caso di varie catastrofi possibili, i rifugi fornirebbero tutt’oggi un importante contributo alla protezione della popolazione.

Infine, le basi legali per i sistemi d’allarme e di telecomunicazione esistenti e pianificati della protezione della popolazione saranno migliorate o, dove mancanti, create.

Il principio: «un posto protetto per ogni abitante» rimane valido, motivo per cui i rifugi per la popolazione vengono mantenuti. D’un canto, gli sviluppi a livello internazionale in materia di politica di sicurezza ne rendono nuovamente attuale lo scopo originario, ossia la protezione fisica della popolazione. D’altro canto, i rifugi sono parte integrante delle pianificazioni d’emergenza per diversi scenari di catastrofe e situazioni d’emergenza in ambito civile (per es. incidente in una centrale nucleare).

A livello nazionale la Svizzera dispone di un’elevata copertura di rifugi. Rimane tuttavia un deficit soprattutto nelle regioni con un numero elevato di vecchi edifici. La realizzazione e l’equipaggiamento di nuovi rifugi è inoltre necessario per compensare l’incremento demografico. Laddove il fabbisogno di posti protetti è già coperto, rimane in vigore l’obbligo di versare dei contributi sostitutivi per garantire il pari trattamento dei committenti.

Il numero degli impianti di protezione sarà molto probabilmente ridotto di 800-1200 unità. I motivi per questa riduzione risiedono nell’effettiva necessità nel panorama dei rischi in Svizzera, come pure nella progressiva regionalizzazione e concentrazione delle organizzazioni di protezione civile nei cantoni. Per quanto riguarda gli impianti di protezione del servizio sanitario, una riduzione è indicata non da ultimo a causa delle risorse finanziarie e umane limitate a disposizione per la manutenzione, il rimodernamento e l’esercizio di questi impianti.

Gli impianti di protezione vengono utilizzati in primo luogo per garantire la condotta e la prontezza operativa dei mezzi della protezione della popolazione.

  • 856 posti di comando fungono da ubicazioni di condotta protette per gli organi di condotta
  • 1193 impianti d’apprestamento servono alle organizzazioni di protezione civile come basi logistiche (alloggio per il personale, deposito del materiale, ecc.)
  • 346 impianti di protezione del servizio sanitario (ospedali protetti e centri sanitari protetti) permettono di ampliare le capacità della sanità pubblica in caso di evento con afflusso elevato di pazienti.
     

I 2391 impianti di protezione presenti in Svizzera sono principalmente di proprietà dei cantoni e dei comuni. In parte sono impianti combinati, ad esempio posti di comando combinati con un impianto d’apprestamento e un centro sanitario protetto.

Gli impianti di protezione non più utilizzati possono essere destinati a un altro uso (ev. compatibile con la protezione civile oppure messi a disposizione della mano pubblica). I cantoni devono avere la possibilità di finanziare i costi derivanti dal cambiamento di destinazione e dallo smantellamento delle installazioni per mezzo di contributi sostitutivi (contributi versati dai proprietari al momento della costruzione di edifici abitativi, istituti e ospedali quando nella zona interessata sono già disponibili posti protetti per la popolazione a sufficienza e quindi non è necessario realizzarne di nuovi). Le conseguenze finanziarie concrete per la Confederazione e i Cantoni non sono ancora note e potranno essere quantificate solo quando saranno disponibili i piani cantonali specifici.

Per quanto riguarda il sistema di servizio s’intende ridurre e rendere più flessibile la durata dell’obbligo di prestare servizio nella protezione civile. Per la truppa e i sottoufficiali l’obbligo inizierà tra il 19° e il 25° anno di età e durerà complessivamente 12 anni o 245 giorni. La nuova regolamentazione si allinea alle norme dell’esercito. Nella prassi, tuttavia, i militi della protezione civile in condizioni normali, ossia senza un intervento in caso di grave catastrofe, raramente raggiungeranno il massimo dei giorni di servizio previsto. Ai sottoufficiali superiori e agli ufficiali continuerà ad essere applicato l’obbligo di prestare servizio nella protezione civile fino a 40 anni.

D’ora in poi s’intende dare la possibilità di assolvere l’obbligo di prestare servizio senza interruzione (militi in ferma continuata). L’istituzione di un pool di personale permetterà di semplificare l’attribuzione a un altro Cantone dei militi della protezione civile e di compensare in modo più equilibrato le sottodotazioni in singoli Cantoni. Per quanto riguarda la tassa d’esenzione dall’obbligo militare, in futuro i militi della protezione civile potranno computare tutti i giorni di servizio prestati. Che adempie una mozione del Consiglio nazionale.

In caso di catastrofi e situazioni d’emergenza gravi e di lunga durata oppure in caso di conflitto armato, se del caso la protezione civile dovrà essere rinforzata. A tal fine il Consiglio federale dovrà poter prolungare l’obbligo di prestare servizio nella protezione civile e riassoggettare all’obbligo le persone già prosciolte.

Nell’ambito dell’istruzione sono previste modifiche dell’istruzione di base, dell’istruzione complementare e dell’istruzione dei quadri nonché dei corsi di ripetizione. Il sistema d’istruzione dovrà essere semplificato, affinché d’ora in poi si possano eseguire lavori di ripristino in seguito a catastrofi e interventi di pubblica utilità nel quadro dei corsi di ripetizione.

Su richiesta dei Cantoni viene creata la base legale che permetterà all’ Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), d’intesa con i Cantoni, di valutare e acquisire il materiale d’intervento e l’equipaggiamento personale.

Preistoria

Nel rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera del 23 giugno 2010, il Consiglio federale aveva annunciato l’intenzione di formulare, in collaborazione con i Cantoni, una nuova strategia per la protezione della popolazione e la protezione civile con il seguente obiettivo: la Svizzera deve prepararsi meglio ad affrontare le catastrofi e le situazioni d’emergenza. Il rapporto avrebbe dovuto illustrare come sviluppare, adattare e migliorare la protezione della popolazione e la protezione civile per svolgere ancora più efficientemente la sua missione principale: gestire le catastrofi e le situazioni d’emergenza di origine naturale o antropica. Avrebbe inoltre dovuto creare una solida base per conciliare le esigenze della Confederazione e dei Cantoni a lungo termine. Il rapporto strategico soddisfa entrambi questi obiettivi.

Si tratta di due mandati dedotti dal rapporto strategico. Essi mirano a concretizzare ulteriormente le direttive e le proposte abbozzate nel rapporto strategico. Il rapporto sull’attuazione della strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ spiega in quali settori occorre procedere a adeguamenti concreti. Fornisce pertanto le basi e la sostanza per una revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC, RS 520.1) e delle basi giuridiche che ne conseguono. Il rapporto del gruppo di studio del modello dell’obbligo di prestare servizio mirava invece ad analizzare in modo globale il modello attuale e le possibili modifiche, al fine di promuovere la discussione sul tema.

Il rapporto è stato elaborato nell’ambito di due organizzazioni di progetto (una per la protezione della popolazione e una per la protezione civile) sotto la direzione paritetica di Confederazione, Cantoni e altri enti. È il risultato di una stretta collaborazione tra Confederazione e Cantoni e rispecchia l’ampia adesione all’ulteriore sviluppo della protezione della popolazione e della protezione civile.

Il rapporto è stato elaborato su incarico del Consiglio federale da un gruppo coadiuvato da periti esterni all’Amministrazione, sotto la direzione dell’ex consigliere nazionale Arthur Loepfe.

Il Rapporto del gruppo di studio sul sistema dell’obbligo di prestare servizio è orientato al lungo termine. L’esame si è incentrato sugli sviluppi futuri dell’esercito, determinando le sfide a cui il sistema dell’obbligo di servire dovrà far fronte dopo il 2030.

Per contro, il Rapporto sulla concretizzazione della «Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+» è incentrato sui cambiamenti imminenti che saranno realizzati nei prossimi anni in seno alla protezione della popolazione e nella protezione civile.

Scadenziario

Scadenziario

Stato dicembre 2017
Passo Data
Entrata in vigore della legge Presumibilmente 1 gennaio 2020
Deliberazioni parlamentari Presumibilmente fino all'estate 2019
Decreto del Consiglio federale concernente il messaggio sulla revisione totale della LPPC Presumibilmente alla fine del 2018
Valutazione della consultazione e stesura del messaggio del Consiglio federale da marzo 2018 a settembre 2018
Procedura di consultazione da dicembre 2017 a marzo 2018
Decreto del Consiglio federale che indice la consultazione 1 dicembre 2017
Il DDPS è stato incaricato dal Consiglio federale di avviare una revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile 6 luglio 2016
Il Consiglio federale prende conoscenza dei rapporti 6 luglio 2016
Il Consiglio federale commissiona un rapporto di verifica del modello dell’obbligo di prestare servizio 9 aprile 2014
Il capo del DDPS e il presidente della Conferenza governativa degli affari militari, della protezione civile e dei pompieri commissionano un rapporto ciascuno sull’attuazione della Strategia «Protezione della popolazione e protezione civile 2015+» Marzo 2013
Il Parlamento prende conoscenza del rapporto sulla Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ Sessione primaverile ed estiva 2013
Il Consiglio federale approva il rapporto sulla Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ 9 maggio 2012

News

Articoli