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Legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile

La legge riveduta sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile modernizza il sistema di protezione della popolazione.
La legge riveduta sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile modernizza il sistema di protezione della popolazione.


Panoramica

Il 11 novembre 2020 il Consiglio federale ha deciso che la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile entrerà in vigore il 1° gennaio 2021 e ha approvato le ordinanze relative alla protezione della popolazione e alla protezione civile.

Ottimizzare la capacità di condotta e di comunicazione

La nuova legislazione, nella sezione dedicata alla protezione della popolazione, crea le basi giuridiche per ottimizzare le capacità di condotta e di comunicazione in caso di crisi, in particolare mediante collegamenti protetti e sicuri in caso di guasto tra tutti gli organi rilevanti a livello di Confederazione e Cantoni. Consente inoltre di modernizzare il sistema di trasmissione dell’allarme alla popolazione e di comunicazione in caso di evento e di adeguarlo alle nuove abitudini della popolazione nell’ambito dell’utilizzo dei media.

L’obbligo di prestare servizio di protezione civile ridotto a 14 anni

La sezione dedicata alla protezione civile introduce una riduzione dell’obbligo di prestare servizio e una maggior flessibilità nel sistema di prestazione dei servizi. Al momento l’obbligo dura dal 20° al 40° anno di età, mentre con la revisione le persone soggette all’obbligo dovranno prestare 14 anni o 245 giorni di servizio. La legge riveduta stabilisce in realtà un obbligo di 12 anni, ma concede al Consiglio federale la possibilità di prolungare di due anni la durata del servizio. Il Consiglio federale ha introdotto questa possibilità nell’ordinanza sulla protezione civile (OPCi) su richiesta dei Cantoni. L’obiettivo è arginare la notevole riduzione, registrata negli ultimi tempi, del numero di reclutamenti nella protezione civile e la conseguente carenza di personale. Una riserva di personale faciliterà inoltre la compensazione tra Cantoni di carenze ed eccedenze negli effettivi.

Da nove a due ordinanze

La revisione totale apporta inoltre semplificazioni e uno snellimento a livello di ordinanze: le attuali nove ordinanze vengono raggruppate nell’ordinanza sulla protezione della popolazione (OPPop) e nell’ordinanza sulla protezione civile (OPCi). L’OPPop disciplina la collaborazione degli organi coinvolti nella protezione della popolazione, l’allarme e l’informazione in caso di evento nonché i sistemi telematici comuni della Confederazione, dei Cantoni e di terzi. L’OPCi contiene principalmente disposizioni sull’obbligo di prestare servizio di protezione civile e sulle costruzioni di protezione. Entrambe le ordinanze entrano in vigore il 1° gennaio 2021 insieme alla LPPC.

Parlamento

  • Il 14 giugno 2019 il Consiglio nazionale ha discusso la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) e ha deciso di introdurre adeguamenti al disegno di legge del Consiglio federale.
    Articolo
  • Il 9 settembre 2019 è stato il Consiglio degli Stati a occuparsi dell‘affare. Poiché le sue decisioni si scostavano da quelle del Consiglio nazionale, il disegno di legge è tornato alla Camera del Popolo per l’appianamento delle divergenze. Articolo
  • Il 3 dicembre 2019 il Consiglio nazionale ha appianato tutte le divergenze con il Consiglio degli stati, eccetto una, e l’affare è ritornato alla Camera dei Cantoni. Articolo
  • Il 4 dicembre 2019 il Consiglio degli Stati ha appianato l’ultima divergenza con il Consiglio nazionale. Articolo
  • Il 20 dicembre 2019 la LPPC è stata approvata da entrambe le Camere in occasione della votazione finale. Risultati delle votazioni: All'unanimità il Consiglio nazionale con 197 voti; All'unanimità il Consiglio degli Stati con 44 voti.
 

FAQ

Legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile

La legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) attualmente in vigore è datata 4 ottobre 2002. Negli ultimi anni, le minacce e i pericoli cui è esposta la Svizzera sono cambiati; terrorismo, cyber-attacchi, interruzioni della corrente elettrica o pandemie sono sempre più in primo piano. Di conseguenza occorre adeguare la protezione della popolazione.

No. L’intenzione è quindi di mantenere la struttura di base in materia di protezione della popolazione e protezione civile. Il nuovo sistema integrato di protezione della popolazione con le cinque organizzazioni partner: polizia, pompieri, sanità pubblica, servizi tecnici e protezione civile, istituito con l’entrata in vigore della legge all’inizio del 2004, ha dato fondamentalmente buona prova di sé. Lo stesso vale per la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni.

Sì. Gli adeguamenti necessari sono stati elaborati in modo sistematico e integrale nell’ambito di una vasta discussione tra Confederazione, Cantoni e altri partner nella protezione della popolazione. Sono quindi stati redatti il rapporto del Consiglio federale «Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+» del 9 maggio 2012 e, in un secondo tempo, il rapporto sull’attuazione della strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ del 6 luglio 2016, stilato dal DDPS all’attenzione del Consiglio federale. Il Consiglio federale intende ora attuare le misure proposte nel rapporto sull’attuazione procedendo alla revisione totale della legge. Inoltre i Cantoni e gli altri partner hanno potuto dar voce alle loro preoccupazioni durante la procedura ordinaria di consultazione.

Per la protezione della popolazione, la legge rivedutala prevede misure nei settori della condotta e del coordinamento. A tale scopo i sistemi di allarme e di comunicazione saranno rinnovati e sanciti nella legge. Occorrerà inoltre migliorare la protezione delle infrastrutture critiche e le misure di protezione e di difesa contro i rischi cibernetici e i rischi NBC. Infine l’istruzione in materia di protezione della popolazione sarà ottimizzata attraverso un’istruzione unitaria e un migliore coordinamento tra corsi ed esercitazioni.

Per la protezione civile la revisione prevede misure per il modello di prestare servizio, dell’istruzione e dell’acquisizione di materiali.

Per quanto riguarda la protezione della popolazione, l’obiettivo principale è il rafforzamento della condotta e del coordinamento tra Confederazione e Cantoni. A livello di organizzazioni partner  (protezione civile, polizia, pompieri, esercizi tecnici, sanità pubblica) sarà potenziata la collaborazione negli ambiti della prevenzione e della gestione degli eventi. In particolare s’intende ottimizzare lo stato maggiore federale preposto agli eventi rilevanti per la protezione della popolazione (Stato maggiore federale Protezione della popolazione) e adeguarlo alle esigenze di una struttura efficiente in situazione normale (preparazione agli eventi) e in caso di evento (gestione). Inoltre, il ruolo di coordinamento dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) deve essere consolidato, per esempio nei settori della pianificazione preventiva, della protezione NBC, della protezione delle infrastrutture critiche o dell’analisi dei rischi.

Una chiara attribuzione delle responsabilità e competenze permetterà di rendere più efficace la collaborazione tra Confederazione e Cantoni. Benché non sia necessario apportare modifiche rilevanti ai compiti di Confederazione e Cantoni nella protezione della popolazione, in singoli settori è opportuno completare e precisare le competenze e le responsabilità. La presente revisione disciplina i compiti della Confederazione in materia di protezione delle infrastrutture critiche e di protezione dei beni culturali. D’ora in poi, le attività della Centrale nazionale d’allarme e del Laboratorio Spiez saranno sancite dalla legge.

Una dottrina unitaria in materia d’istruzione e un migliore coordinamento tra istruzione ed esercitazioni consentiranno di ottimizzare l’istruzione in materia di protezione della popolazione. I compiti della Confederazione nel campo dell’istruzione sono quindi precisati e completati.

Per quanto concerne le infrastrutture della protezione civile, si tratta di verificare e, per quanto sostenibile, di ridurre il numero delle ubicazioni di condotta protette e degli impianti d’apprestamento in seguito alla crescente regionalizzazione nei Cantoni e tenuto conto dell’effettivo fabbisogno attuale e futuro. Alla stessa stregua si verificherà e, se del caso, si ridurrà il numero degli impianti protetti del servizio sanitario e degli ospedali protetti. 

Secondo la valutazione della Confederazione, i rischi attuali e prevedibili richiedono un numero inferiore di impianti di protezione. Il disegno di legge non fornisce direttive precise sul numero degli impianti di protezione ancora necessari attualmente e a lungo termine. Per accertare il fabbisogno concreto la Confederazione elaborerà dei criteri insieme ai Cantoni, sulla base dei quali i Cantoni predisporranno le pianificazioni del fabbisogno.

I rifugi per la popolazione sono mantenuti. In caso di varie catastrofi possibili, i rifugi fornirebbero tutt’oggi un importante contributo alla protezione della popolazione.

Il principio: «un posto protetto per ogni abitante» rimane valido, motivo per cui i rifugi per la popolazione vengono mantenuti. D’un canto, gli sviluppi a livello internazionale in materia di politica di sicurezza ne rendono nuovamente attuale lo scopo originario, ossia la protezione fisica della popolazione. D’altro canto, i rifugi sono parte integrante delle pianificazioni d’emergenza per diversi scenari di catastrofe e situazioni d’emergenza in ambito civile (per es. incidente in una centrale nucleare).

A livello nazionale la Svizzera dispone di un’elevata copertura di rifugi. Rimane tuttavia un deficit soprattutto nelle regioni con un numero elevato di vecchi edifici. La realizzazione e l’equipaggiamento di nuovi rifugi è inoltre necessario per compensare l’incremento demografico. Laddove il fabbisogno di posti protetti è già coperto, rimane in vigore l’obbligo di versare dei contributi sostitutivi per garantire il pari trattamento dei committenti.

Gli impianti di protezione vengono utilizzati in primo luogo per garantire la condotta e la prontezza operativa dei mezzi della protezione della popolazione. Gli impianti di protezione sono principalmente di proprietà dei cantoni e dei comuni. In parte sono impianti combinati, ad esempio posti di comando combinati con un impianto d’apprestamento e un centro sanitario protetto.

Il disegno di legge non fornisce direttive sul numero degli impianti di protezione necessari. Le competenze in materia di impianti di protezione e di organizzazioni di protezione civile non subiranno modifiche. Tuttavia i Cantoni sono tenuti ad aggiornare le loro pianificazioni del fabbisogno entro cinque anni dall’entrata in vigore della legge. Queste saranno approvate dalla Confederazione dopo la loro entrata in vigore. Durante tale periodo i contributi annuali di mantenimento continueranno ad essere versati. In seguito, la Confederazione assumerà soltanto i costi supplementari e gli importi forfettari annuali per gli impianti di protezione che figurano nella pianificazione del fabbisogno approvato dall’UFPP.

Per attenuare il cambiamento del sistema dell’obbligo di prestare servizio (riduzione della durata dell’obbligo di prestare servizio) i Cantoni possono, se necessario, prevedere una proroga dell’obbligo di prestare servizio fino a cinque anni dopo l’entrata in vigore della legge (fino alla fine dell’anno in cui si compiono 40 anni). Un’ulteriore innovazione consiste nella formazione di un pool nazionale di personale per compensare a livello intercantonale gli effettivi insufficienti o in soprannumero.

Per sviluppare a lungo termine il sistema dell’obbligo di prestare servizio di protezione civile e garantire in modo duraturo gli effettivi dell’esercito e della protezione civile, il Consiglio federale ha tra l’altro incaricato il DDPS di analizzare come reclutare a medio e lungo termine persone soggette all’obbligo di prestare servizio di protezione civile e volontari per garantire gli effettivi della protezione civile. La valutazione terrà conto anche delle persone che prestano servizio civile (si veda Parere del Consiglio federale del 25 aprile 2018 all'interpellanza Müller 18.3142). Il rapporto deve essere completato entro l'estate 2021. 

Gli impianti di protezione non più utilizzati possono essere destinati a un altro uso (ev. compatibile con la protezione civile oppure messi a disposizione della mano pubblica). I cantoni devono avere la possibilità di finanziare i costi derivanti dal cambiamento di destinazione e dallo smantellamento delle installazioni per mezzo di contributi sostitutivi (contributi versati dai proprietari al momento della costruzione di edifici abitativi, istituti e ospedali quando nella zona interessata sono già disponibili posti protetti per la popolazione a sufficienza e quindi non è necessario realizzarne di nuovi). Le conseguenze finanziarie concrete per la Confederazione e i Cantoni non sono ancora note e potranno essere quantificate solo quando saranno disponibili i piani cantonali specifici.

La sezione dedicata alla protezione civile introduce una riduzione dell’obbligo di prestare servizio e una maggior flessibilità nel sistema di prestazione dei servizi. Al momento l’obbligo dura dal 20° al 40° anno di età, mentre con la revisione le persone soggette all’obbligo dovranno prestare 14 anni o 245 giorni di servizio. La legge riveduta stabilisce in realtà un obbligo di 12 anni, ma concede al Consiglio federale la possibilità di prolungare di due anni la durata del servizio. Il Consiglio federale ha introdotto questa possibilità nell’ordinanza sulla protezione civile (OPCi) su richiesta dei Cantoni. L’obiettivo è arginare la notevole riduzione, registrata negli ultimi tempi, del numero di reclutamenti nella protezione civile e la conseguente carenza di personale. Nella prassi, tuttavia, i militi della protezione civile in condizioni normali, ossia senza un intervento in caso di grave catastrofe, raramente raggiungeranno il massimo dei giorni di servizio previsto. Ai sottoufficiali superiori e agli ufficiali continuerà ad essere applicato l’obbligo di prestare servizio nella protezione civile fino a 40 anni.

L’istituzione di un pool di personale permetterà di semplificare l’attribuzione a un altro Cantone dei militi della protezione civile e di compensare in modo più equilibrato le sottodotazioni in singoli Cantoni. Per quanto riguarda la tassa d’esenzione dall’obbligo militare, in futuro i militi della protezione civile potranno computare tutti i giorni di servizio prestati. Che adempie una mozione del Consiglio nazionale.

In caso di catastrofi e situazioni d’emergenza gravi e di lunga durata oppure in caso di conflitto armato, se del caso la protezione civile dovrà essere rinforzata. A tal fine il Consiglio federale dovrà poter prolungare l’obbligo di prestare servizio nella protezione civile e riassoggettare all’obbligo le persone già prosciolte.

Nell’ambito dell’istruzione sono previste modifiche dell’istruzione di base, dell’istruzione complementare e dell’istruzione dei quadri nonché dei corsi di ripetizione. Il sistema d’istruzione dovrà essere semplificato, affinché d’ora in poi si possano eseguire lavori di ripristino in seguito a catastrofi e interventi di pubblica utilità nel quadro dei corsi di ripetizione.

Su richiesta dei Cantoni viene creata la base legale che permetterà all’ Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), d’intesa con i Cantoni, di valutare e acquisire il materiale d’intervento e l’equipaggiamento personale.

L’articolo 19 della LPPC costituisce la base legale per il sistema nazionale per lo scambio di dati sicuro. Il suo finanziamento è disciplinato nell’articolo 25 LPPC. 

Preistoria

Nel rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera del 23 giugno 2010, il Consiglio federale aveva annunciato l’intenzione di formulare, in collaborazione con i Cantoni, una nuova strategia per la protezione della popolazione e la protezione civile con il seguente obiettivo: la Svizzera deve prepararsi meglio ad affrontare le catastrofi e le situazioni d’emergenza. Il rapporto avrebbe dovuto illustrare come sviluppare, adattare e migliorare la protezione della popolazione e la protezione civile per svolgere ancora più efficientemente la sua missione principale: gestire le catastrofi e le situazioni d’emergenza di origine naturale o antropica. Avrebbe inoltre dovuto creare una solida base per conciliare le esigenze della Confederazione e dei Cantoni a lungo termine. Il rapporto strategico soddisfa entrambi questi obiettivi.

Si tratta di due mandati dedotti dal rapporto strategico. Essi mirano a concretizzare ulteriormente le direttive e le proposte abbozzate nel rapporto strategico. Il rapporto sull’attuazione della strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ spiega in quali settori occorre procedere a adeguamenti concreti. Fornisce pertanto le basi e la sostanza per una revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC, RS 520.1) e delle basi giuridiche che ne conseguono. Il rapporto del gruppo di studio del modello dell’obbligo di prestare servizio mirava invece ad analizzare in modo globale il modello attuale e le possibili modifiche, al fine di promuovere la discussione sul tema.

Il rapporto è stato elaborato nell’ambito di due organizzazioni di progetto (una per la protezione della popolazione e una per la protezione civile) sotto la direzione paritetica di Confederazione, Cantoni e altri enti. È il risultato di una stretta collaborazione tra Confederazione e Cantoni e rispecchia l’ampia adesione all’ulteriore sviluppo della protezione della popolazione e della protezione civile.

Il rapporto è stato elaborato su incarico del Consiglio federale da un gruppo coadiuvato da periti esterni all’Amministrazione, sotto la direzione dell’ex consigliere nazionale Arthur Loepfe.

Il Rapporto del gruppo di studio sul sistema dell’obbligo di prestare servizio è orientato al lungo termine. L’esame si è incentrato sugli sviluppi futuri dell’esercito, determinando le sfide a cui il sistema dell’obbligo di servire dovrà far fronte dopo il 2030.

Per contro, il Rapporto sulla concretizzazione della «Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+» è incentrato sui cambiamenti imminenti che saranno realizzati nei prossimi anni in seno alla protezione della popolazione e nella protezione civile.

Scadenziario

Scadenziario

Stato novembre 2020
Passo Data
Entrata in vigore della legge 1 gennaio 2021
Deliberazioni parlamentari 2019
Decreto del Consiglio federale concernente il messaggio sulla revisione totale della LPPC 21 novembre 2018
Valutazione della consultazione e stesura del messaggio del Consiglio federale da marzo 2018 a settembre 2018
Procedura di consultazione da dicembre 2017 a marzo 2018
Decreto del Consiglio federale che indice la consultazione 1 dicembre 2017
Il DDPS è stato incaricato dal Consiglio federale di avviare una revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile 6 luglio 2016
Il Consiglio federale prende conoscenza dei rapporti 6 luglio 2016
Il Consiglio federale commissiona un rapporto di verifica del modello dell’obbligo di prestare servizio 9 aprile 2014
Il capo del DDPS e il presidente della Conferenza governativa degli affari militari, della protezione civile e dei pompieri commissionano un rapporto ciascuno sull’attuazione della Strategia «Protezione della popolazione e protezione civile 2015+» Marzo 2013
Il Parlamento prende conoscenza del rapporto sulla Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ Sessione primaverile ed estiva 2013
Il Consiglio federale approva il rapporto sulla Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ 9 maggio 2012

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