Legge federale sulle attività informative

Das neue Nachrichtendienstgesetz der Schweiz
La nuova legge sulle attività informative disciplina in modo completo tutte le attività informative della Svizzera.


Panoramica

La legge federale sulle attività  informative (LAIn) è in vigore dal 1°settembre 2017. Contemporaneamente entreranno in vigore anche le tre ordinanze di applicazione: l’ordinanza sulle attività informative (OAIn), l’ordinanza sui sistemi d’informazione e di memorizzazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (OSIM-SIC) e l’ordinanza concernente la vigilanza sulle attività informative (OVAIn). La LAIn sostituisce la legge federale sul servizio informazioni civile (LSIC) e la legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI).

Il mandato: provvedere a una valutazione globale della situazione

La legge federale sulle attività informative (LAIn) è una base legale moderna che disciplina in modo completo tutte le attività informative e riformula il compito del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), ossia provvedere a una valutazione globale della situazione a favore dei beneficiari delle sue prestazioni. La nuova legge permette di incrementare la sicurezza della Svizzera e di salvaguardare interessi nazionali essenziali. Il Consiglio federale può quindi impiegare il SIC per proteggere l’ordinamento costituzionale, la politica estera nonché la piazza industriale, economica e finanziaria svizzera.

Il SIC tutela la libertà individuale dei cittadini svizzeri. Le ingerenze nella sfera privata avvengono con la massima cautela. Le nuove misure per l’acquisizione di informazioni previste dalla LAIn saranno applicate unicamente dopo essere state autorizzate da tre istanze: il Tribunale amministrativo federale, la Delegazione Sicurezza del Consiglio federale e il capo del DDPS.

Personale e posti

Il 10 maggio 2017 il Consiglio federale ha nominato Thomas Fritschi capo della nuova Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn). Thomas Fritschi ha assunto la sua funzione il 1° agosto 2017 e sta costituendo l’Autorità di vigilanza a livello organizzativo e di personale. L’entrata in carica ufficiale è avvenuta contemporaneamente all’entrata in vigore della LAIn.

Come descritto nel messaggio concernente la LAIn, verranno creati nuovi posti di lavoro. Nel 2017 sono stati occupati 9 posti (7 al SIC, 1 al Tribunale amministrativo federale, 1 alla BAC). Nel 2018 verranno messi a concorso altri 9 posti (7 al SIC, 1 alla BAC e 1 all’Archivio federale) e nel 2019 ancora 2 posti (al SIC).

Ampio sostegno del Popolo e del Parlamento

Il 25 settembre 2016 il Popolo svizzero ha accettato la LAIn con il  65,5 per cento di voti a favore e il 34,5 per cento di voti contrari. Il Consiglio federale e il Parlamento avevano raccomandato di accettare la legge. Il 25 settembre 2015 il Consiglio nazionale aveva approvato la legge con 145 voti contro 41 e 8 astensioni, il Consiglio degli Stati con 35 voti contro 5 e 3 astensioni. Un’alleanza formata da Gioventù Socialista, Partito socialista e Verdi nonché organizzazioni quali Digitale Gesellschaft e dirittifondamentali.ch ha successivamente lanciato il referendum, il quale era riuscito con 56 055 firme valide. 

Servizio delle attività informative della Confederazione

Il SIC è un servizio di intelligence piccolo, ma efficace ed efficiente. I compiti fondamentali del SIC sono la prevenzione e la valutazione della situazione. Il SIC è principalmente al servizio del Consiglio federale, degli organi di sicurezza cantonali, dei Dipartimenti e della condotta militare. Il SIC svolge tutti i suoi compiti in modo conforme al diritto e nel rispetto del principio della proporzionalità. Tutte le attività del SIC sono sottoposte a un controllo costante, segnatamente da parte del DDPS, del Consiglio federale e della Delegazione delle Commissioni della gestione del Parlamento.

FAQ

Attuazione

La nuova legge federale sulle attività  informative (LAIn) è in vigore dal 1°settembre 2017. Contemporaneamente entreranno in vigore anche le tre ordinanze di applicazione: l’ordinanza sulle attività informative (OAIn), l’ordinanza sui sistemi d’informazione e di memorizzazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (OSIM-SIC) e l’ordinanza concernente la vigilanza sulle attività informative (OVAIn).

Come descritto nel messaggio concernente la LAIn, verranno creati nuovi posti di lavoro. Nel 2017 sono stati occupati 9 posti (7 al SIC, 1 al Tribunale amministrativo federale, 1 alla BAC). Nel 2018 verranno messi a concorso altri 9 posti (7 al SIC, 1 alla BAC e 1 all’Archivio federale) e nel 2019 ancora 2 posti (al SIC).

In generale

La LAIn mira a una maggiore sicurezza per la Svizzera e la sua popolazione. La legge rafforza la protezione da minacce attuali quali il terrorismo, lo spionaggio, la proliferazione e gli attacchi a infrastrutture critiche. Essa mira inoltre alla salvaguardia di interessi essenziali della Svizzera, quali la protezione dell’ordinamento costituzionale, la politica estera nonché la protezione della piazza industriale, economica e finanziaria.

Nell’ambito della sicurezza pubblica sono necessarie basi giuridiche chiare e al passo coi tempi. Ciò non era più dato dalle leggi (LMSI e LSIC). La LAIn è una base legale moderna che disciplina in modo completo tutte le attività informative. Inoltre, tale legge rappresenta una risposta alle minacce e ai rischi moderni a cui è esposta la Svizzera.

La LAIn rafforza la protezione da minacce attuali quali il terrorismo, lo spionaggio, la proliferazione e gli attacchi a infrastrutture critiche. Gli attori che minacciano la sicurezza diventano sempre più aggressivi, le forme di minaccia sempre più complesse e il margine di preallarme sempre più breve. Ciò vale anche per la Svizzera. Il Consiglio federale deve poter disporre oggi più che mai di informazioni tempestive e dettagliate per essere informato in merito agli sviluppi rilevanti in materia di sicurezza e prendere decisioni.

Senza sicurezza non vi è libertà – e viceversa. Nella LAIn l’equilibrio tra la libertà dell’individuo e la protezione della collettività è garantito. Il SIC beneficia di nuove possibilità per acquisire informazioni, tuttavia per le misure soggette ad autorizzazione occorre dapprima eseguire una procedura d’autorizzazione articolata su tre livelli (autorizzazione giudiziaria da parte del Tribunale amministrativo federale e nullaosta politico del capo del DDPS, previa consultazione dei capi del DFAE e del DFGP). Le ingerenze nella sfera privata avvengono con la massima cautela, soltanto in caso di minacce concrete e unicamente per salvaguardare la sicurezza della Svizzera e dei suoi abitanti irreprensibili. Anche in fase di esecuzione le misure sono controllate dalla Delegazione delle Commissioni della gestione e da un organo di vigilanza indipendente.

La legge federale sul principio di trasparenza dell’amministrazione (LTras) non si applica all’accesso a documenti ufficiali sull’acquisizione di informazioni secondo la LAIn. Sinora il SIC, per proteggere le sue fonti e in sintonia con il regime delle eccezioni della LTras, dopo un esame approfondito e una motivazione esaustiva ha dovuto ogni volta rifiutare l’accesso ai dossier riguardanti l’acquisizione e la collaborazione. Non è opportuno mantenere il principio secondo il quale debba essere concessa la consultazione di documenti sull'acquisizione informativa quando è evidente sin dall'inizio che essi sottostanno in generale alle disposizioni derogatorie della LTras.

I documenti del SIC che non riguardano l’acquisizione informativa continuano a sottostare alla LTras, come ad esempio i prodotti analitici del SIC oppure i pareri e i contributi in merito ad affari amministrativi della Confederazione.

Misure di acquisizione soggette ad autorizzazione

Prima dell’entrata in vigore della LAIn il SIC poteva acquisire informazioni essenzialmente in luoghi pubblici e liberamente accessibili (ad es. piazze pubbliche, Internet). In considerazione della situazione e dell’evoluzione tecnologica, che comportano forme di minaccia sempre più aggressive e complesse, disponendo soltanto di tale modalità di acquisizione delle informazioni il SIC non era più in grado di adempiere i propri compiti in maniera soddisfacente. La LAIn offre ora al SIC la possibilità, a condizioni restrittive, di impiegare misure di acquisizione soggette ad autorizzazione in ambiti non accessibili al pubblico. In tal modo può svolgere meglio il suo compito di individuazione tempestiva delle minacce per la Svizzera.

Le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione consistono nella sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, nell’impiego di apparecchi di localizzazione e apparecchi di sorveglianza in luoghi non pubblicamente accessibili, nell’infiltrazione in sistemi e reti informatici nonché nelle perquisizioni di locali, veicoli o contenitori. Tutte queste misure forniscono al SIC migliori possibilità per l’individuazione precoce e la protezione della Svizzera e della sua popolazione.

Le nuove misure di acquisizione soggette ad autorizzazione possono essere ordinate solo se sussiste una minaccia concreta per la sicurezza interna o esterna della Svizzera risultante dal terrorismo, dallo spionaggio, dalla diffusione delle armi di distruzione di massa e delle tecnologie dei loro vettori (proliferazione) o da un attacco a infrastrutture critiche oppure se, sulla base di una decisione del Consiglio federale, mediante la misura devono essere tutelati interessi nazionali importanti. Per motivi di proporzionalità viene escluso l’estremismo violento. Ulteriori presupposti sono una sufficiente gravità della minaccia che giustifica la misura e il fatto che altri accertamenti informativi non abbiano dato esito positivo, risulterebbero vani o eccessivamente difficili.

Le misure soggette ad autorizzazione devono essere di volta in volta autorizzate dal Tribunale amministrativo federale e ricevere il nullaosta dal capo del DDPS, previa consultazione del capo del DFAE e del capo del DFGP. Le autorità competenti per l’autorizzazione hanno accesso a tutte le informazioni rilevanti per il caso.

Nell’attuale situazione di minaccia il Consiglio federale stima che possano entrare in considerazione misure di acquisizione soggette ad autorizzazione in una decina di casi l’anno. In un caso complesso possono anche essere necessarie diverse misure di acquisizione soggette ad autorizzazione.

Per difendersi dalle minacce la Svizzera deve orientarsi alla tecnica impiegata dalla controparte. L’infiltrazione in computer svizzeri ed esteri, volta ad acquisire informazioni, sarà utilizzata unicamente secondo condizioni e criteri chiaramente definiti. Occorre innanzitutto considerare che il SIC potrà essere attivo in questo ambito soltanto se non vi è alcuna competenza da parte delle autorità di perseguimento penale per indagare su reati. Per l’infiltrazione in sistemi e reti informatici ubicati in Svizzera è necessario richiedere l’autorizzazione del Tribunale amministrativo federale e il nullaosta del capo del DDPS, che prima della sua decisione è tenuto a consultare il capo del DFAE e il capo del DFGP.

Per l’infiltrazione in sistemi e reti informatici ubicati all’estero volta ad acquisire informazioni, il SIC necessita del nullaosta del capo del DDPS, previa consultazione del capo del DFAE e del capo del DFGP.

In caso di attacchi a infrastrutture critiche in Svizzera da parte di sistemi e reti informatici ubicati all’estero, il SIC potrà infiltrarsi in tali sistemi e reti per disturbare, impedire o rallentare l’accesso a informazioni. Il Consiglio federale decide in merito all’esecuzione di una simile misura.

Per quanto riguarda l’acquisizione e il trattamento di informazioni la LAIn distingue tra l’estremismo violento con riferimento alla Svizzera e i rimanenti ambiti di minacce e non più, primariamente, tra minacce provenienti dalla Svizzera e dall’estero che spesso non sono chiaramente separabili. L’estremismo violento è rivolto principalmente contro lo Stato democratico e le sue istituzioni. Si colloca quindi molto vicino ai movimenti politico-ideologici, ciò che rende necessaria maggiore cautela nel caso di ingerenze nei diritti e nelle libertà personali in seguito all’esecuzione di misure di acquisizione informativa concernenti gli sviluppi dell’estremismo violento. Quando per contro l'estremismo violento si trasforma in terrorismo, è opportuna una sorveglianza mediante misure soggette ad autorizzazione.

Esplorazione dei segnali via cavo

L’esplorazione di segnali via cavo è uno strumento nel quadro delle attività di intelligence concernenti l’estero. Non serve alla sorveglianza degli utenti Internet ubicati in Svizzera. Si tratta di rilevare segnali transfrontalieri in reti filari. Oggi il traffico internazionale delle comunicazioni, in continuo aumento, avviene per lo più tramite efficienti cavi a fibre ottiche e sempre meno mediante collegamenti satellitari, già rilevati nell’ambito dell’esplorazione radio. L’esplorazione di segnali via cavo aumenta anche le possibilità di individuare lo spionaggio elettronico di Stati esteri ai danni della Svizzera oppure gli attacchi di hacker con software dannosi sfruttando flussi di dati transfrontalieri – si tratta in particolare di individuare il cyberspionaggio e le segnature di software nocivi.

Per quanto riguarda l’esplorazione di segnali via cavo, i gestori di reti filiari e gli operatori di servizi di telecomunicazione svizzeri devono collaborare all’esecuzione fornendo informazioni sui percorsi dei flussi di dati e provvedendo, su ordine, a scaricare simili flussi di dati.

L’esplorazione di segnali via cavo è eseguita su mandato del SIC dal Centro operazioni elettroniche (CEO), che è competente anche per l’esplorazione radio. I risultati filtrati vanno esclusivamente al SIC.

L’esplorazione di segnali via cavo necessita dell’autorizzazione del Tribunale amministrativo federale nonché del nullaosta del capo del DDPS previa consultazione del capo del DFAE e del capo del DFGP. L’esecuzione dei mandati autorizzati di esplorazione di segnali via cavo è controllata dall’Autorità di controllo indipendente per l’esplorazione radio e l’esplorazione di segnali via cavo.

Se il mittente e il destinatario dell’informazione si trovano in Svizzera, l’utilizzo dei segnali rilevati non è consentito. Se il servizio addetto all’esplorazione non può eliminare simili segnali già al momento del rilevamento, i dati acquisiti vanno distrutti non appena si constata che provengono da simili segnali. Ciò può essere ravvisabile ad esempio dal contenuto della comunicazione. In questo caso il servizio addetto all’esplorazione distrugge i dati e non li trasmette al SIC.

Le informazioni potenzialmente rilevanti per l’intelligence sono separate da quelle non rilevanti mediante l’impiego di chiavi di ricerca che vanno definite in modo tale che il loro utilizzo comporti un’ingerenza per quanto possibile minima nella sfera privata delle persone. Non sono ammesse come chiavi di ricerca indicazioni concernenti persone fisiche e giuridiche svizzere. Soltanto le informazioni rilevanti sono ulteriormente trattate manualmente dagli analisti del Centro operazioni elettroniche, che trasmettono al SIC esclusivamente informazioni su fatti all’estero rilevanti in materia di politica di sicurezza.

Nel quadro dell’esplorazione di segnali via cavo i gestori di reti filari e i fornitori di servizi di telecomunicazione svizzeri sono tenuti a collaborare all’esecuzione fornendo informazioni sui percorsi dei flussi di dati e provvedendo, su ordine, a scaricare simili flussi di dati.

L’esplorazione di segnali via cavo è eseguita su mandato del SIC dal Centro operazioni elettroniche (CEO), che è competente anche per l’esplorazione radio. I risultati filtrati vanno esclusivamente al SIC.

I dati che non hanno alcuna relazione con la situazione di minaccia non possono essere utilizzati e vengono distrutti. Per quanto riguarda l’esplorazione di segnali via cavo possono essere trattate soltanto le informazioni che corrispondono a chiavi di ricerca predefinite e sono rilevanti dal profilo della politica di sicurezza. Non sono ammesse come chiavi di ricerca indicazioni concernenti persone fisiche e giuridiche in Svizzera. Anche nell’ambito dell’esplorazione di segnali via cavo non avviene quindi una sorveglianza di massa, ma una ricerca mirata e autorizzata giudiziariamente di informazioni rilevanti dal profilo della politica di sicurezza. Poiché l’autorizzazione si estende parimenti alle categorie delle chiavi di ricerca utilizzabili, le autorità competenti per l’autorizzazione possono anche assicurare che non vengano impiegate chiavi di ricerca troppo generiche (ad es. terrorismo, bomba, arma ecc.). Simili chiavi di ricerca comporterebbero troppe false occorrenze che sarebbero inutilizzabili anche per l’intelligence e inquinerebbero inutilmente la valutazione. La legge richiede quindi che le chiavi di ricerca siano armonizzate in maniera mirata agli interessi in materia di politica di sicurezza oggetto dell’esplorazione.

Servizio della attività informative della Confederazione

Secondo il suo mandato chiaramente definito dalla legge, in Svizzera il SIC si occupa dell’individuazione tempestiva e della lotta contro il terrorismo, l’estremismo violento, lo spionaggio, la proliferazione delle armi di distruzione di massa e delle tecnologie dei loro vettori nonché i cyberattacchi alle infrastrutture critiche.

Per quanto riguarda l’estero il SIC ha il compito di accertare, osservare e valutare fatti rilevanti in materia di politica di sicurezza.

A livello di Confederazione i prodotti del SIC sono destinati soprattutto al Consiglio federale, ai dipartimenti nonché alla condotta militare. Il SIC appoggia inoltre i Cantoni nella salvaguardia della sicurezza interna e le autorità di perseguimento penale a livello federale. Assiste e sensibilizza anche altri servizi statali e organizzazioni private nel campo della lotta allo spionaggio. Informa il Parlamento, i Cantoni e il pubblico sulla situazione in materia di sicurezza interna ed esterna.

Il SIC raccoglie all’estero informazioni importanti in materia di politica di sicurezza e le analizza. Il SIC è un servizio efficace ed efficiente, ma anche di dimensioni ridotte e con possibilità limitate.

Come tutti i servizi d’intelligence, il SIC collabora con i corrispondenti servizi di altri Paesi, sempre che ciò sia utile agli interessi della Svizzera. Il Consiglio federale approva ogni anno l’elenco dei servizi esteri con cui il SIC intrattiene relazioni regolari.

L’elenco dei servizi con cui il SIC collabora è segreto, quindi non né possibile esprimere un parere in merito alla collaborazione con i singoli servizi. Nel caso della NSA il capo del DDPS aveva già reso noto che non vi è alcuna collaborazione con il SIC, cosa che quest’ultimo potrebbe fare soltanto con l’approvazione del Consiglio federale.

L’obiettivo delle attività d’intelligence è la protezione della Svizzera grazie anche a un’efficiente collaborazione con servizi esteri – nell’interesse del nostro Paese e conformemente all’ordinamento giuridico svizzero.

Il servizio d’intelligence e le autorità di perseguimento penale hanno compiti diversi che in parte si completano, ma non sono interscambiabili. Il SIC ha il compito di individuare tempestivamente le minacce alla sicurezza e di impedire che si concretizzino. Quest’attività preventiva va distinta dall’attività repressiva delle autorità di perseguimento penale, che entrano in azione solo se vengono a conoscenza di reati o di indizi di reato. Le indagini nell’ambito del perseguimento penale servono a chiarire un eventuale sospetto di reato o la colpevolezza. Il servizio d’intelligence e le autorità di perseguimento penale si completano e collaborano quindi strettamente tra loro in caso di necessità.

Tutte le attività del SIC sottostanno a un controllo costante, segnatamente da parte dell’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative, del Consiglio federale e della Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali. Sia l’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative che la Delegazione delle Commissioni della gestione hanno pieno accesso a tutte le attività e a tutti i documenti del SIC. Inoltre, l’esplorazione radio e l’esplorazione di segnali via cavo sottostanno a una verifica specialistica separata da parte dell’Autorità di controllo indipendente (ACI).

L’autorità di vigilanza è indipendente e non è vincolata a istruzioni. Dal punto di vista amministrativo è aggregata alla Segreteria generale del DDPS. Controlla le attività informative del SIC, delle autorità d’esecuzione cantonali nonché di terzi o di altri servizi incaricati dal SIC. Verifica la legalità, l’adeguatezza e l’efficacia delle attività e coordina il proprio lavoro con le attività di vigilanza parlamentare e con altri servizi di vigilanza della Confederazione e dei Cantoni.

Scadenzario

Scadenzario

Scadenzario
Passo Data
Assegnazione degli ultimi 2,5 posti di lavoro 2019
Assegnazione di altri 9 posti di lavoro 2018 
Entrata in vigore della legge e delle ordinanze 1° settembre 2017
Assegnazione di 8,5 nuovi posti 2017 
Il Consiglio federale nomina il capo dell’autorità di vigilanza indipendente 10 maggio 2017
Procedura di consultazione Gennaio-aprile 2017
Inizio della consultazione per le ordinanze Metà ottobre 2016
Accoglimento della nuova legge 25 settembre 2016
Referendum riuscito 2 febbraio 2016
Dibattito parlamentare Aprile 2014 ‒ settembre 2015

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Legge federale sulle attività informative: Votazione del 25.09.2016 - L'essenziale in breve