print preview

Legge federale sulle attività informative

Das neue Nachrichtendienstgesetz der Schweiz
La LAIn stabilisce il compito di fornire un’ampia valutazione della situazione da parte del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) a favore dei suoi beneficiari di prestazioni e disciplina tutte le attività informative.


Panoramica

Il 25 settembre 2016 il Popolo svizzero ha accettato la legge federale sulle attività informative (LAIn) con il 65,5 per cento di voti a favore e il 34,5 per cento di voti contrari. La legge è entrata in vigore il 1° settembre 2017 contemporaneamente alle tre ordinanze di applicazione: l’ordinanza sulle attività informative (OAIn), l’ordinanza sui sistemi d’informazione e di memorizzazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (OSIM-SIC) e l’ordinanza concernente la vigilanza sulle attività informative (OVAIn). 

La LAIn stabilisce il compito di fornire un’ampia valutazione della situazione da parte del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) a favore dei suoi beneficiari di prestazioni e disciplina tutte le attività informative e il controllo permanente sul SIC. La LAIn permette di incrementare la sicurezza della Svizzera e di salvaguardare interessi nazionali essenziali. Il SIC contribuisce quindi a proteggere l’ordinamento costituzionale, la politica estera nonché la piazza industriale, economica e finanziaria svizzera.

Il SIC tutela la libertà individuale dei cittadini svizzeri. Le ingerenze nella sfera privata avvengono con la massima cautela. L’impiego delle misure di acquisizione soggette ad autorizzazione previste dalla LAIn è possibile unicamente dopo essere stato autorizzato da tre istanze: il Tribunale amministrativo federale, la Delegazione Sicurezza del Consiglio federale e il capo del DDPS.

 

FAQ

In generale

La LAIn permette di aumentare la sicurezza della Svizzera e della sua popolazione. Rafforza la protezione da minacce attuali quali il terrorismo, lo spionaggio, l’estremismo violento, la proliferazione e gli attacchi a infrastrutture critiche. Essa mira inoltre a salvaguardare interessi essenziali della Svizzera, quali la protezione dell’ordinamento costituzionale della Svizzera, la politica estera nonché la protezione della piazza industriale, economica e finanziaria.

Nel contempo la LAIn mantiene l’equilibrio tra la libertà del singolo e la protezione della collettività. Le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione previste dalla LAIn devono dapprima essere sottoposte a una procedura d’autorizzazione articolata su tre livelli (autorizzazione giudiziaria da parte del Tribunale amministrativo federale e nullaosta politico del capo del DDPS, previa consultazione dei capi del DFAE e del DFGP).

Le ingerenze nella sfera privata avvengono soltanto in caso di minacce concrete, con la massima cautela e unicamente per salvaguardare la sicurezza della Svizzera e della sua popolazione.  Durante la loro applicazione le misure vengono controllate dalla Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG) e dall’Autorità di vigilanza indipendente (AVI-AIn).

 

La legge federale sul principio di trasparenza dell’amministrazione (LTras) non si applica all’accesso a documenti ufficiali riguardanti l’acquisizione di informazioni secondo la legge federale sulle attività informative (LAIn). Questo perché i documenti sull’acquisizione informativa sottostanno in generale alle disposizioni derogatorie della LTras. I documenti del SIC che non riguardano l’acquisizione informativa sottostanno alla LTras.

 

L’Archivio federale svizzero è tenuto a trasmettere al servizio mittente le domande di consultazione dell’archivio sottoposto al termine di protezione. Il servizio mittente verifica se l’archivio, nonostante il termine di protezione ancora in corso, possa essere reso accessibile alla persona che ne ha fatto richiesta. Se l’archivio non è sottoposto a un termine di protezione in corso, il servizio mittente non viene informato in merito alle domande di consultazione e la consultazione dell’archivio è concessa immediatamente. Se l’archivio proviene da un servizio di sicurezza estero, conformemente all’articolo 68 capoverso 2 LAIn il SIC è tenuto ad accertare se il servizio interessato formula riserve su una eventuale consultazione di detto archivio. Il servizio interessato ha il diritto (illimitato) di rifiutare la consultazione.

Affinché il SIC possa sentire il servizio interessato, l’Archivio federale svizzero deve informarlo in merito alle domande di consultazione e questo anche dopo la scadenza del termine di protezione di 50 anni già in corso previsto nella LAIn. D’intesa con l’Ufficio federale di giustizia, nella relativa ordinanza è quindi stata prevista una proroga di 30 anni del termine di protezione. Questa durata di 30 anni si orienta al termine di protezione ordinario dei documenti che, presso l’Archivio federale, in generale è di 30 anni (cfr. Archivio federale: «Versamento di documenti all’Archivio federale»). Questa proroga non significa che tutti i documenti interessati non possono essere consultati per principio, ma semplicemente che l’Archivio federale deve dapprima contattare il servizio mittente, il quale verifica se l’archivio può essere consultato dalla persona richiedente nonostante il termine di protezione.

Le disposizioni transitorie di cui all’articolo 57 OAIn prevedono espressamente soltanto una proroga del termine di protezione. Di conseguenza non si può sostenere che anche i documenti che non sottostanno più al termine di protezione (quindi anteriori al 1967), sarebbero nuovamente sottoposti a un termine di protezione di 80 anni. Il capoverso 2 prevede inoltre chiaramente che, nonostante una proroga del termine di protezione, gli archivi devono poter essere consultati se il servizio di sicurezza estero non formula riserve in merito. Questa riserva è stata voluta dal legislatore e non dal SIC.

Gli archivi provenienti da servizi di sicurezza esteri sono appositamente contrassegnati. In tal modo, una nuova proroga del termine di protezione dell’intero archivio non è più necessaria.

 
 

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) è uno strumento di politica di sicurezza della Svizzera con un mandato definito chiaramente dalla legge. I suoi compiti principali consistono nella prevenzione e nella valutazione della situazione all’attenzione degli organi decisionali politici. Il SIC in Svizzera si occupa dell’individuazione tempestiva e della lotta contro il terrorismo, dell’estremismo violento, dello spionaggio, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e delle tecnologie dei loro vettori nonché dei cyberattacchi alle infrastrutture critiche. Il SIC raccoglie all’estero informazioni importanti in materia di politica di sicurezza e le valuta. Fornisce quindi contributi decisivi per la valutazione globale della situazione di minaccia.

A livello di Confederazione i prodotti del SIC sono destinati soprattutto al Consiglio federale, ai dipartimenti nonché alla condotta militare. Il SIC appoggia inoltre i Cantoni nella salvaguardia della sicurezza interna e le autorità di perseguimento penale a livello federale. Assiste e sensibilizza anche altri servizi statali e organizzazioni private nel campo della lotta allo spionaggio. Informa il Parlamento, i Cantoni e il pubblico sulla situazione in materia di sicurezza interna ed esterna.

Il SIC raccoglie all’estero informazioni importanti in materia di politica di sicurezza e le valuta.

 

Come tutti i servizi d’intelligence, il SIC collabora con i corrispondenti servizi di altri Paesi, sempre che ciò sia utile agli interessi della Svizzera. l Consiglio federale approva ogni anno l’elenco dei servizi esteri con cui il SIC intrattiene relazioni regolari. Siccome il pertinente elenco è classificato «confidenziale», non possiamo fornire ulteriori informazioni.

 

L’obiettivo delle attività d’intelligence è la protezione della Svizzera. Nella misura in cui ciò sia nell’interesse del nostro Paese e conforme all’ordinamento giuridico svizzero, questo obiettivo può essere perseguito grazie anche a un’efficiente collaborazione con servizi esteri. 

 

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e le autorità di perseguimento penale hanno compiti diversi che in parte si completano, ma non sono interscambiabili. Il SIC ha il compito di individuare tempestivamente le minacce alla sicurezza interna ed esterna della Svizzera e di impedire che si concretizzino. Quest’attività preventiva va distinta dall’attività repressiva delle autorità di perseguimento penale, che entrano in azione solo quando vengono a conoscenza di reati o di indizi di reato. Le indagini nell’ambito del perseguimento penale servono a chiarire un eventuale sospetto di reato o la colpevolezza. Se necessario, il SIC e le autorità di perseguimento penale collaborano strettamente. 

Misure di acquisizione soggette ad autorizzazione

Prima dell’entrata in vigore della LAIn, il SIC poteva acquisire informazioni essenzialmente in luoghi pubblici e liberamente accessibili (ad es. piazze pubbliche o Internet). In considerazione della situazione e dell’evoluzione tecnologica, che comportano forme di minaccia sempre più aggressive e complesse, il SIC non era quindi più in grado di svolgere i propri compiti in maniera soddisfacente. La LAIn offre al SIC la possibilità di impiegare, a condizioni severe, anche mezzi di acquisizione di informazioni in ambiti non accessibili al pubblico. Questo gli permettere di adempiere i suoi compiti, ossia individuare tempestivamente le minacce per la Svizzera e combatterle.

 
 

Le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione consistono nella sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, nell’impiego di apparecchi di localizzazione e apparecchi di sorveglianza in luoghi non pubblicamente accessibili, nell’infiltrazione in sistemi e reti informatici nonché nelle perquisizioni di locali, veicoli o contenitori. Tutte queste misure forniscono al SIC migliori possibilità per l’individuazione tempestiva e la protezione della Svizzera e della sua popolazione.

 

Le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione possono essere ordinate solo se sussiste una minaccia concreta per la sicurezza interna o esterna della Svizzera risultante dal terrorismo, dallo spionaggio, dalla diffusione delle armi di distruzione di massa e delle tecnologie dei loro vettori (proliferazione) o da un attacco a infrastrutture critiche oppure se, sulla base di una decisione del Consiglio federale, mediante il loro impiego devono essere tutelati interessi nazionali importanti. Per motivi di proporzionalità viene escluso l’estremismo violento.
Per l’impiego di misure di acquisizione soggette ad autorizzazione occorre inoltre che la gravità della minaccia sia giustificata e che altri accertamenti informativi non abbiano dato esito positivo, risulterebbero vani o eccessivamente difficili.

Le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione devono essere di volta in volta autorizzate dal Tribunale amministrativo federale e ricevere il nullaosta dal capo del DDPS, previa consultazione del capo del DFAE e del DFGP. Le autorità competenti per l’autorizzazione hanno accesso a tutte le informazioni rilevanti per il caso.

In una determinata serie di casi possono anche essere necessarie diverse misure di acquisizione soggette ad autorizzazione. 

 

Per difendersi dalle minacce, la Svizzera deve orientarsi alla tecnica impiegata dalla controparte.  L’infiltrazione in sistemi e reti informatici svizzeri ed esteri, volta ad acquisire informazioni, è utilizzata unicamente a condizioni e criteri chiaramente definiti. Occorre sottolineare che il SIC può attivarsi in questo ambito soltanto se non sussiste alcuna competenza da parte delle autorità di perseguimento penale per indagare su reati. Per l’infiltrazione in sistemi e reti informatici ubicati in Svizzera è inoltre necessaria l’autorizzazione del Tribunale federale amministrativo e il nullaosta del capo del DDPS, previa consultazione del capo del DFAE e del capo del DFGP.

Per l’infiltrazione in sistemi e reti informatici ubicati all’estero volta ad acquisire informazioni, il SIC d il nullaosta del capo del DDPS, previa consultazione del capo del DFAE e del capo del DFGP.

In caso di attacchi a infrastrutture critiche in Svizzera da parte di sistemi e reti informatici ubicati all’estero, il SIC potrà infiltrarsi in tali sistemi e reti per disturbare, impedire o rallentare l’accesso a informazioni. Il Consiglio federale decide in merito all’esecuzione di una simile misura.

 

Per quanto riguarda l’acquisizione e il trattamento di informazioni, la LAIn distingue tra l’estremismo violento con riferimento alla Svizzera e i rimanenti ambiti di minacce. Siccome l’estremismo violento è rivolto principalmente contro lo Stato democratico e le sue istituzioni, si colloca molto vicino ai movimenti politico-ideologici. Ingerenze nei diritti e nelle libertà personali in seguito all’esecuzione di misure di acquisizione informativa in relazione agli sviluppi dell’estremismo violento richiedono quindi una maggiore cautela. Quando per contro l’estremismo violento si trasforma in terrorismo, è possibile impiegare misure soggette ad autorizzazione. 

 

Esplorazione dei segnali via cavo

L’esplorazione di segnali via cavo è uno strumento nel quadro delle attività di intelligence concernenti l’estero. Si tratta di rilevare segnali transfrontalieri in reti filari. Oggi il traffico internazionale delle comunicazioni, in continuo aumento, avviene per lo più tramite efficienti cavi a fibre ottiche e sempre meno mediante collegamenti satellitari, che attualmente vengono già rilevati nell’ambito dell’esplorazione radio. L’esplorazione di segnali via cavo aumenta inoltre le possibilità di individuare il ciberspionaggio elettronico di Stati esteri ai danni della Svizzera oppure gli attacchi di hacker con software dannosi sfruttando flussi di dati transfrontalieri.

Per quanto riguarda l’esplorazione di segnali via cavo, i gestori di reti filari e gli operatori di servizi di telecomunicazione svizzeri devono collaborare all’esecuzione fornendo informazioni sui percorsi dei flussi di dati e provvedendo, su ordine, a filtrare simili flussi di dati.

L’esplorazione di segnali via cavo è eseguita su mandato del SIC dal Centro operazioni elettroniche (CEO), che è competente anche per l’esplorazione radio. I risultati filtrati vanno esclusivamente al SIC.
 

 

Come tutte le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione, per l’esplorazione di segnali via cavo è necessaria l’autorizzazione del Tribunale amministrativo federale nonché il nullaosta del capo del DDPS, previa consultazione del capo del DFAE e del capo del DFGP. L’attuazione dei mandati autorizzati di esplorazione di segnali via cavo è controllata dall’Autorità di controllo indipendente per l’esplorazione radio e l’esplorazione di segnali via cavo (ACI).

Se il mittente e il destinatario dell’informazione si trovano in Svizzera, l’utilizzo dei segnali rilevati non è consentito. Se il servizio addetto all’esplorazione non può individuare ed eliminare simili segnali già al momento del rilevamento, i dati acquisiti vanno distrutti non appena lo si è constatato. In questo caso i dati non sono trasmessi al SIC.

Le informazioni potenzialmente rilevanti per l’intelligence sono filtrate mediante l’impiego di chiavi di ricerca che vanno definite in modo tale da comportare un’ingerenza per quanto possibile minima nella sfera privata delle persone. Ad esempio non sono ammesse come chiavi di ricerca indicazioni concernenti persone fisiche e giuridiche svizzere. Soltanto le informazioni rilevanti sono ulteriormente analizzate manualmente dagli analisti del Centro operazioni elettroniche (CEO). Sono trasmesse al SIC soltanto se si stratta di informazioni su fatti all’estero rilevanti in materia di politica di sicurezza.

 

Per quanto riguarda l’esplorazione di segnali via cavo possono essere trattate soltanto informazioni che corrispondono a chiavi di ricerca predefinite e rilevanti dal profilo della politica di sicurezza. Ad esempio non sono ammesse come chiavi di ricerca indicazioni concernenti persone fisiche e giuridiche in Svizzera. Anche nell’ambito dell’esplorazione di segnali via cavo non avviene quindi una sorveglianza di massa, ma una ricerca mirata e autorizzata giudiziariamente di informazioni rilevanti sotto il profilo della politica di sicurezza. Con l’approvazione delle categorie delle chiavi di ricerca, le autorità competenti per l’autorizzazione assicurano inoltre che non vengano impiegate chiavi di ricerca troppo generiche (ad es. «terrorismo», «bomba», «arma» ecc.). Simili chiavi di ricerca genererebbero troppe occorrenze, oltretutto irrilevanti per l’intelligence, pregiudicando quindi inutilmente l’analisi. I dati che non hanno alcuna relazione con la situazione di minaccia non possono essere utilizzati e vengono distrutti.

 

 

Vigilanza

Tutte le attività del SIC sottostanno a un controllo costante, segnatamente da parte dell’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn), del Consiglio federale e della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG) del Parlamento. Sia l’Autorità di vigilanza indipendente sia la Delegazione delle Commissioni della gestione hanno pieno accesso a tutte le attività e a tutti i documenti del SIC. Inoltre, l’esplorazione radio e l’esplorazione di segnali via cavo sottostanno a una verifica specialistica separata da parte dell’Autorità di controllo indipendente (ACI).

L’autorità di vigilanza (AVI-AIn) è indipendente e non è vincolata a istruzioni. Dal punto di vista amministrativo è aggregata alla Segreteria generale del DDPS. Controlla le attività informative del SIC, delle autorità d’esecuzione cantonali nonché di terzi o di altri servizi incaricati dal SIC. Verifica la legalità, l’adeguatezza e l’efficacia delle attività e coordina il proprio lavoro con le attività di vigilanza parlamentare e con altri servizi di vigilanza della Confederazione e dei Cantoni.

 

News

Articoli


Documenti

Tutte

Video

Legge federale sulle attività informative: Votazione del 25.09.2016 - L'essenziale in breve