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Terrorismo (Novembre 2020)

Soggetti che rappresentano un rischio

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) pubblica periodicamente il numero dei casi trattati nel quadro del suo mandato di lotta al terrorismo. Nel novembre 2020 il SIC ha registrato 49 soggetti che rappresentano un rischio e 92 viaggiatori con finalità jihadiste. Il numero di casi trattati nell’ambito del suo monitoraggio della jihad è passato da 670 nel mese di mai 2020 a 690 nel novembre 2020.

Il termine «soggetti che rappresentano un rischio» designa gli individui che oggi rappresentano un rischio elevato e una minaccia prioritaria per la sicurezza della Svizzera a causa delle loro motivazioni e attività terroristiche. Attualmente il numero di soggetti che rappresentano un rischio ammonta a 49 (57 nel mese di mai 2020). Tra questi non figurano unicamente i jihadisti, ma anche le persone che sostengono o incoraggiano altre forme di terrorismo.

I soggetti che rappresentano un rischio sono rilevati dal SIC sulla base di una combinazione di criteri molto precisi e un riferimento concreto alla violenza è determinante. Tutti i soggetti che rappresentano un rischio sono segnalati all’Ufficio federale di polizia (fedpol) e al Ministero pubblico della Confederazione. Il SIC tratta questi casi in collaborazione con i Cantoni e le autorità interessati e applica le misure di prevenzione che rientrano nella sua sfera di competenza. L’elenco dei soggetti che rappresentano un rischio è costantemente oggetto di una valutazione e i casi che non sono più pertinenti non vengono più rilevati dal SIC.p

Monitoraggio della jihad: il numero di casi trattati passa da 670 a 690

Nel quadro della lotta al terrorismo, il SIC monitora anche i siti Internet pubblici nonché dei media e dei forum sociali specifici utilizzati da jihadisti. Dal 2012 a oggi, 690 utenti di Internet (670 nel mai 2020) sono stati rilevati dal SIC dopo aver diffuso in Svizzera o a partire dal nostro Paese materiale che favorisce l’ideologia jihadista, oppure perché entrano in contatto con persone in Svizzera o all’estero che sostengono le medesime idee. Quando vi sono degli elementi che indicano che un soggetto si è radicalizzato, il SIC può, nell'ambito del suo mandato giuridico, organizzare delle audizioni preventive e chiedere l’applicazione di misure in materia di diritto degli stranieri, ad esempio divieti d’entrata in Svizzera, espulsioni, revoche dello statuto di soggiorno e segnalazioni per la ricerca di persone. In presenza di sospetti reati, il SIC trasmette i casi alle autorità di perseguimento penale.

Viaggiatori con finalità jihadiste: Il numero si è stabilizzato a 92

Nell’ambito della lotta al terrorismo, dal 2001 il SIC procede al rilevamento e al monitoraggio operativo dei casi di svizzeri che si sono recati nelle zone della jihad. La collaborazione con le autorità federali (Ministero pubblico della Confederazione, Dipartimento federale degli affari esteri, Ufficio federale di giustizia, Ufficio federale di polizia, Segreteria di Stato della migrazione, Corpo delle guardie di confine ecc.) e cantonali è stretta e permanente.

Il numero dei viaggiatori con finalità jihadiste partiti dalla Svizzera, che sono stati o sono attualmente in zone di conflitto, si è stabilizzato a 92 (invariato da febbraio 2019). Dal 2001 a oggi sono state rilevate 77 partenze verso la Siria e l’Iraq e 14 verso la Somalia, l’Afghanistan et il Pakistan e una partenza verso le Filippine. Queste cifre sono cumulative ed è quindi importante precisare che alcune di queste persone sono ancora sul posto o passano da una zona di conflitto all’altra e 32 sono decedute. Il totale dei rientri ammonta a 16. Tra i 92 casi figurano 30 persone in possesso della nazionalità svizzera (di cui 17 con doppia nazionalità). Il SIC non fornisce alcuna altra indicazione sull’identità, l’età, la nazionalità o il domicilio di queste persone.

Secondo le informazioni a disposizione del SIC, tra i viaggiatori con finalità jihadiste registrati dal 2001, una dozzina di donne aventi un legame con la Svizzera si sono recate in Siria o in Iraq. Inoltre, ma questa cifra non è conteggiata nella statistica globale, attualmente sette bambini con almeno un genitore in possesso della nazionalità svizzera si trovano nella zona di conflitto. Secondo il SIC, circa 20 viaggiatori in possesso della nazionalità svizzera (uomini, donne e bambini) si trovano attualmente nella zona di conflitto irachena e siriana. Tuttavia, a causa dell’instabilità politica della regione, questa cifra potrebbe ancora cambiare.

Pubblicazione due volte l'anno

Fino al maggio il SIC ha pubblicato la statistica relativa ai viaggiatori con finalità jihadiste a scadenza trimestrale. Data la sua stabilità – dal 2016 il SIC non ha rilevato alcuna partenza verso la zona di conflitto irachena e siriana – tale statistica sono pubblicata due volte all’anno, in maggio e in novembre, unitamente al numero di soggetti che rappresentano un rischio e alle cifre relative al monitoraggio della jihad.

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