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Air2030 – Domande e risposte

Sicherung des Luftraumes

Politica

Decisione

Decisioni del Consiglio federale

Nel novembre 2017 il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata con un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi. Per poter finanziare nel contempo anche il rinnovo dei sistemi al suolo e di condotta, nei prossimi anni dovrà essere concesso un aumento del 1,4 per cento, in termini reali, del limite di spesa dell’esercito. Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le uscite per l’esercizio affinché tale aumento sia a disposizione principalmente per gli investimenti per l’armamento. Il Consiglio federale ha deciso di invitare i seguenti candidati: Airbus (Eurofighter), Boeing (F/A-18 Super Hornet), Dassault (Rafale), Lockheed-Martin (F-35A) e Saab (Gripen E). Il Governo ha inoltre deciso che dovranno essere sollecitati affari di compensazione per un volume pari al 100 per cento del valore contrattuale. Il DDPS è stato incaricato di elaborare delle varianti per dare al popolo svizzero la possibilità di pronunciarsi sulla questione.

Decisione programmatica

Per consentire il ricorso al referendum, nel marzo 2018 il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento un disegno di decisione programmatica conformemente all’articolo 28 della legge sul Parlamento. Nella decisione programmatica dovrà essere compreso un incarico delle Camere al Consiglio federale di procedere entro il 2030 al rinnovo dei mezzi per la difesa aerea, mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Il Governo ha stabilito le seguenti condizioni quadro finanziarie: un volume finanziario massimo di 8 miliardi di franchi e l’obbligo di concludere affari offset per un importo pari al 100% del valore contrattuale. Approvando la decisione programmatica, il Parlamento non deciderà in via definitiva sull’acquisto, ma darà soltanto il suo consenso alla pianificazione dello stesso. Considerata la sua portata, l’acquisto dovrà sottostare al referendum facoltativo. L’acquisto sarà prevedibilmente sottoposto al Parlamento nel quadro del Programma d’armamento 2022.

Il disegno di decisione programmatica con i contenuti summenzionati è stato posto in consultazione dal Consiglio federale a fine maggio 2018. Il progetto in sé, ossia l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, è stato appoggiato dalla grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione. Il modo di procedere tramite decisione programmatica del Parlamento (per l’acquisto di aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata sotto forma di un pacchetto unico) è stato tuttavia valutato in maniera differente: i Cantoni hanno appoggiato questo modo di procedere, tra le associazioni ha ottenuto maggiore appoggio rispetto alle alternative (procedura ordinaria per l’acquisto di armamenti senza possibilità di referendum, revisione di una legge vigente o una nuova legge). Invece nei partiti vi è stata un’importante opposizione. Il PLR si è espresso a favore della procedura d’acquisto ordinaria senza possibilità di referendum, il PPD ha proposto una decisione programmatica soltanto per gli aerei o una revisione della legge militare. Entrambi, PLR e PPD, si sono anche espressi a favore di una suddivisione del pacchetto «aerei da combattimento» e «difesa terra-aria a lunga gittata», da portare avanti come due progetti separati, ma coordinati tra loro. L’UDC ha appoggiato il disegno di decisione programmatica (ma con un volume finanziario più elevato pari a 9 miliardi di franchi). Il PS si è espresso a favore di una decisione programmatica con un volume finanziario ridotto e un altro contenuto.

Il 15 maggio 2019 il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di sottoporgli un disegno di decisione programmatica concernente l’acquisto (entro il 2030) di nuovi aerei da com-battimento, per un importo massimo di 6 miliardi di franchi. Se approvata dal Parlamen-to, tale decisione sarà soggetta a referendum facoltativo. Il nuovo sistema di difesa ter-ra-aria a lunga gittata sarà acquistato per un importo massimo di 2 miliardi di franchi nel quadro della procedura ordinaria. Per il Consiglio federale è ovvio che i mezzi di difesa terra-aria e i mezzi aerei per la protezione e la difesa dello spazio aereo devono essere coordinati tra loro nell’interesse dell’efficacia e dell’efficienza. Non vi sono interdipen-denze soltanto per quanto riguarda l’acquisto, ma anche e soprattutto durante l’impiego. Per questo motivo il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di acquistare un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata in maniera coordinata, sotto il profilo temporale e tecni-co, con l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e conformemente allo scadenziario previsto. Il Consiglio federale ha inoltre deciso che i fornitori esteri dovranno compensa-re il valore contrattuale mediante l’assegnazione in Svizzera di affari offset diretti pari al 20 per cento del volume d’acquisto e di affari offset indiretti pari al 40 per cento del vo-lume d’acquisto, nell’ambito delle tecnologie e della base industriale determinanti a livel-lo di politica di sicurezza.

Il 26 giugno 2019 il Consiglio federale approva il messaggio concernente la decisione programmatica sull’acquisto di nuovi aerei da combattimento.

Scelta del modello

Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha optato per 36 aerei da combattimento del tipo F-35A, del produttore statunitense Lockheed Martin, e per 5 unità di fuoco del tipo Patriot, del produttore statunitense Raytheon.

Decisioni del Parlamento

Nel 2018 le Camere hanno adottato la mozione del gruppo PBD 17.3604 «Forze aeree. La decisione di principio spetta al popolo!», con il seguente tenore: «Il Consiglio federale è invitato a sottoporre il più presto possibile al voto popolare la questione di principio relativa all’acquisto di nuovi aerei da combattimento. L’acquisto deve poter essere deciso indipendentemente dalla scelta del modello e avvenire nel quadro del budget dell’esercito».

L’adozione della mozione ha di fatto escluso il ricorso alla procedura d’acquisto ordinaria per i nuovi aerei da combattimento (acquisto di armamenti senza possibilità di referendum). La formulazione «deve poter essere deciso indipendentemente dalla scelta del modello» va intesa nel senso che un’eventuale votazione referendaria deve aver luogo prima della scelta del modello.

Decisione programmatica

Il 20 dicembre 2019 il Parlamento ha approvato la decisione programmatica. Rispetto al disegno del Consiglio federale, i criteri per gli offset sono stati completati come segue:

  • le imprese estere alle quali sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.

  • il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

Il tenore dell'intera decisione programmatica è il seguente:

Decreto federale concernente l’acquisto di nuovi aerei da combattimento

del 20 dicembre 2019

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo 28 capoversi 1bis lettera c e 3 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento; visto il messaggio del Consiglio federale del 26 giugno 2019, decreta:

Art.1
1 Il Consiglio federale è incaricato di ammodernare gli strumenti di protezione dello spazio aereo mediante l’acquisto di nuovi aerei da combattimento.
2 La fase d’introduzione dei nuovi aerei da combattimento deve essere conclusa entro la fine del 2030.

Art.2
1 L’acquisto dei nuovi aerei da combattimento è realizzato nel rispetto dei seguenti parametri:
a. il volume finanziario non eccede 6 miliardi di franchi (secondo l’Indice nazionale dei prezzi al consumo del gennaio 2018);
b. le imprese estere cui sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca;
c. il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

2 L’acquisto è proposto all’Assemblea federale nel quadro di un programma d’armamento.

Art. 3
L’acquisto di nuovi aerei da combattimento è coordinato sotto il profilo temporale e tecnico con l’acquisto parallelo di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata.

Art.4
Il presente decreto sottostà a referendum facoltativo.

Decisione popolare

Il 27 settembre 2020 il popolo svizzero ha accolto il decreto federale concernente l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Risultato del voto

Viola Amherd, capo del DDPS, ha chiesto tre rapporti supplementari: un secondo parere da parte di Claude Nicollier sul rapporto «Difesa aerea del futuro» presentato da un gruppo di esperti, una valutazione degli affari di compensazione (offset) da parte dell’ex direttore del Controllo federale delle finanze Kurt Grüter e un’analisi della situazione di minaccia, allestita in seno al DDPS.

Finanza

Per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo, dei sistemi terrestri e dei sistemi di condotta occorre mettere a disposizione dell’esercito 15 miliardi di franchi da investire su un periodo di 10 anni. Attualmente il budget dell’esercito per gli investimenti ammonta a circa un miliardo di franchi l’anno. Su 10 anni, si tratta dunque di 10 miliardi. Per i 5 miliardi rimanenti il Consiglio federale e il Parlamento sono disposti a incrementare, nell’ambito del limite di spesa dell’esercito 2021–2024, le risorse finanziarie dell’esercito. Un incremento moderato è già sufficiente: se il budget dell’esercito aumentasse annualmente dell’1,4 per cento in termini reali, in 10 anni si raggiungerebbero i 5 miliardi di franchi necessari. Inoltre, l’esercito dovrà stabilizzare le spese d’esercizio in termini reali, affinché l’aumento delle uscite possa essere consacrato principalmente agli investimenti nel settore degli armamenti.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 1 dicembre 2017 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Marcel Dobler

Nel 2020 le spese dell’esercito ammontavano a 5,86 miliardi di franchi (di cui 618 milioni di franchi credtiti Corona). Ciò corrisponde al 6,7 per cento delle spese della Confederazione. Nei prossimi anni, la quota delle spese dell’esercito nell’ambito delle spese della Confederazione rimarrà più o meno invariata.

Dal punto di vista dell’esercito, per il periodo 2023–2032, ovvero a partire dal momento in cui il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo inciderà sulle spese, il fabbisogno di rinnovamento dell’Esercito svizzero ammonta a circa 19 miliardi di franchi. Può essere ridotto a 15 miliardi di franchi mediante misure di rinuncia e di risparmio.

L’esercito è un sistema globale, composto da truppe di terra, Forze aeree e altre formazioni (ad es. logistica e aiuto alla condotta) che devono essere correlati e operare congiuntamente per fornire le prestazioni richieste. Tutte queste formazioni devono essere dotate di un equipaggiamento moderno per poter svolgere i propri compiti.

Alla fine degli anni 2020 non saranno solo i mezzi per la protezione dello spazio aereo a giungere al termine della loro durata di utilizzazione bensì anche quasi tutti gli altri sistemi principali dell’esercito. Pertanto, secondo la pianificazione attuale, oltre all’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, tra il 2023 e il 2032 si prevede di destinare ogni anno circa 700 milioni di franchi per acquisti a favore di altre parti dell’esercito. Quest'ultime non saranno quindi trascurate.

Economia

Le imprese estere cui sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.

Il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

Per quanto riguarda l’attuazione degli affari di compensazione occorre una maggiore trasparenza. Ciò include anche un registro di tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto commesse dal mese di aprile 2018.

È importante sottolineare che soltanto a partire dalla data della firma del contratto il costruttore è soggetto a un obbligo legale per quanto riguarda gli affari compensazione ed è in seguito tenuto a concluderli. È quindi possibile che al momento della firma del contratto non sia ancora noto quali aziende in Svizzera riceveranno commesse dal costruttore di aerei. Tuttavia, molte delle aziende svizzere che partecipano ad affari di compensazione diretti (partecipazione diretta al processo di fabbricazione) sono parte integrante dell’offerta del produttore estero in qualità di subfornitori e sono pertanto note già al momento della firma del contratto.

Nel caso del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, le aziende estere che ottengono commesse nell’ambito dell’acquisto del sistema devono compensare il 100 per cento del valore del contratto. Fino al 40 per cento delle commesse può concernere anche prestazioni esterne alla base industriale e tecnologica rilevante in materia di sicurezza.

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda del Consigliere nazionale Jean-Luc Addor
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 maggio 2020 in merito al postulato del Consigliere nazionale Pierre-André Page

Il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana. 2L’acquisto è proposto all’Assemblea federale nel quadro di un programma d’armamento. 

Nel caso degli offset diretti il fornitore estero di materiale bellico assegna commesse a un subfornitore in Svizzera per fabbricare e fornire componenti del materiale bellico che la Svizzera intende acquistare. Prodotti e servizi dell’impresa in Svizzera confluiscono nel bene d’armamento da acquistare.

Gli offset indiretti non sono direttamente correlati al bene d’armamento che sarà acquistato, ma sono originati dal progetto d’acquisto. Il produttore estero s’impegna ad assegnare all’industria svizzera commesse civili o militari per un determinato importo inerenti al suo settore di influenza o ad agevolare l’accesso a simili commesse.

Gli offset hanno come obiettivo il rafforzamento della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) della Svizzera mediante l’acquisizione di know-how supplementare e un accesso migliore ai mercati. Ciò rafforza a sua volta l’autonomia del nostro Paese.

La STIB comprende istituti di ricerca e aziende in Svizzera che dispongono di competenze, know-how e capacità nell'ambito delle tecnologie di sicurezza e di difesa.   

Nel caso degli affari offset diretti, il loro monitoraggio e controllo è a cura di armasuisse. Gli offset indiretti, invece, vengono monitorati sotto la direzione di armasuisse in collaborazione con le associazioni industriali Swissmem e Groupement Romand pour le matériel de Défense et de Sécurité (GRPM), che a tale scopo gestiscono l’Ufficio offset di Berna. Il coinvolgimento delle associazioni industriali consente di beneficiare di ulteriori competenze tecniche e dell’esperienza maturata nei rispettivi settori. Oltre al controllo degli affari offset, l’Ufficio offset di Berna procura contatti industriali per potenziali progetti offset.

La realizzazione degli affari offset è sorvegliata nel quadro di un apposito processo di monitoraggio e controllo. La conformità degli affari offset proposti dai fornitori alle prescrizioni previste in materia viene verificata dall’Ufficio offset di Berna. Gli affari offset proposti devono ad esempio consistere in commesse supplementari ad aziende svizzere; un altro criterio importante è rappresentato dalla quota di creazione di valore aggiunto per la Svizzera.

L’Ufficio offset a Berna terrà un registro pubblicamente accessibile in cui figureranno la denominazione del progetto d’acquisto, la denominazione del produttore estero, le denominazioni delle aziende svizzere interessate, le relative regioni linguistiche e il grado di adempimento espresso in percentuale. Non potranno figurare dati supplementari quali l’entità della commessa, il genere di contratto nonché la data e la durata del contratto, poiché si tratta di dati che sottostanno al segreto d’affari, protetto dal diritto penale. Le aziende interessate dovrebbero dare il loro consenso alla pubblicazione, il che non può essere dato per scontato.

L’impegno offset in caso di acquisto di nuovi velivoli da combattimento e di sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata dev’essere pienamente compensato entro al massimo quattro  anni dall’ultima fornitura. Se entro allora non si è onorato totalmente l’impegno, sulla porzione inadempiuta viene applicata una penale pari a un minimo del cinque per cento. La penale viene comminata una-tantum e non ha effetto liberatorio, ossia il fornitore estero deve continuare ad ottemperare al proprio impegno offset anche in futuro. Una simile situazione non si è mai verificata negli ultimi 25 anni.

Air2030

Air2030

Il Programma Air2030 composto da quattro progetti:

  • NAC: nuovo aereo da combattimento.
  • DTA: sistema di difesa terra-aria a lunga gittata.
  • C2Air: rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (approvato con il messaggio sull’esercito 2020).
  • Radar: rinnovo del sistema di sensori del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (mantenimento del valore dei radar primari di Flores approvato con il messaggio sull’esercito 2016 e con un credito d’impegno con il messaggio sull’esercito 2018, mantenimento del valore e l'ampliamento delle capacità dei radar secondari di Flores sollecitati con il messaggio sull’esercito 2018).

Tra i progetti nel Programma Air2030 ci sono diverse interfacce e dipendenze a livello tecnico, operativo, temporale e finanziario come, ad esempio, la soluzione tecnica per la catena di comando (dall’approvazione di un ordine di tiro fino all’impiego effettivo delle armi). Inoltre, sfruttando le sinergie di progetto in seno al programma sarà possibile ottimizzare le risorse di personale. In tal modo è garantita l’armonizzazione dell’intero sistema, rispettivamente della soluzione nell’ambito di un sistema integrato.

Fabbisogno

In generale

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.

I compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle Forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra-aria.

Situazione normale

  • Servizio di polizia aerea: le Forze aeree sorvegliano in permanenza lo spazio aereo svizzero. Provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Dall’inizio del 2021 le Forze aeree sono in grado di intervenire in permanenza con due aerei da combattimento armati pronti a decollare entro 15 minuti dall’allarme. Su una media pluriennale, le Forze aeree eseguono da 20 a 40 cosiddette «hot mission» (impieghi di polizia aerea in caso di gravi violazioni delle regole del traffico aereo o della sovranità sullo spazio aereo) e da 250 a 350 «live mission» (impieghi di polizia aerea per il controllo di aeromobili di Stato stranieri nello spazio aereo svizzero).
  • Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.


Gravi tensioni

  • In periodi di gravi tensioni, le Forze aeree devono essere in grado di tutelare la sovranità sullo spazio aereo nel corso di settimane o mesi, per impedire l’utilizzazione illecita dello spazio aereo svizzero. La realizzazione di questo compito da parte delle Forze aeree consente inoltre alla Svizzera di tener fede ai suoi obblighi in materia di neutralità. La difesa credibile dello spazio aereo può risultare decisiva per impedire che, in presenza di conflitti armati nel contesto immediato della Svizzera, il Paese sia coinvolto in un conflitto in seguito alla violazione del suo spazio aereo.
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
  • Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.


Attacco armato contro la Svizzera 

  • Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

Servizio di polizia aerea

L’esercito e le Forze aeree non proteggono la Svizzera e la sua popolazione unicamente in situazioni quotidiane, ma anche in caso di elevate tensioni e minacce concrete. Se le Forze aeree fossero equipaggiate unicamente per il Servizio di polizia aerea non sarebbero in grado di proteggere la Svizzera e la sua popolazione proprio quando ne avrebbero maggiormente bisogno, ovvero in caso di minaccia elevata. 

Capacità di resistenza

Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.

La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili aria-terra. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.

Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.

La valutazione e l’acquisto coordinati di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.

Gli aerei da combattimento sono e restano importanti per la sicurezza. Le minacce più recenti, quali i ciberattacchi, si sono sommate a quelle preesistenti (es. attacchi armati) e non le hanno dunque sostituite. Gli aerei da combattimento possono contrastare diverse minacce, in particolare gli conflitti armati e il terrorismo. In caso di minaccia permanente da parte di terroristi, che possono impiegare anche aerei o elicotteri, è necessario un controllo globale dello spazio aereo.

L’impiego di mezzi di difesa dello spazio aereo è decisivo anche nei cosiddetti conflitti ibridi, caratterizzati dall’intervento di attori statali e non statali. In questi casi è necessario evitare che un avversario fornisca appoggio dallo spazio aereo a forze che agiscono in segreto, ad esempio procurando loro armi e rifornimenti o colpendo obiettivi al suolo.

Inoltre non è sufficiente basarsi solo sulle minacce attuali per valutare quali mezzi siano necessari per la sicurezza, bisogna tener conto anche dei possibili sviluppi futuri. Se si avviasse l’acquisto di nuovi aerei da combattimento solo nel momento in cui una minaccia concreta si delinea all’orizzonte, considerati i lunghi tempi necessari per l’acquisto probabilmente non si riuscirebbe a introdurli per tempo.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez

La Svizzera non è membro dell’alleanza militare della NATO e dunque non fa nemmeno parte della difesa collettiva atlantica (conformemente all’art. 5 del Trattato Nord Atlantico del 4 aprile 1949). In quanto Stato neutrale la Svizzera deve quindi prendere individualmente i provvedimenti necessari per la protezione e la difesa del Paese e della popolazione.

Il diritto della neutralità obbliga gli Stati neutrali a proteggere e a difendere in modo credibile il proprio territorio, che comprende anche lo spazio aereo. Questo implica per esempio anche il fatto di dissuadere le parti in conflitto dall’utilizzare il proprio territorio statale per scopi militari o dall’abusarne.

La sorveglianza e la protezione del proprio spazio aereo sono compiti e responsabilità fondamentali di uno Stato, in particolare anche per uno Stato neutrale come la Svizzera.

Nel caso di un attacco armato contro la Svizzera, tuttavia, gli impegni di Stato neutrale vengono a cadere. In tal caso la Svizzera avrebbe il diritto di organizzare la propria difesa in collaborazione con altri Stati – inclusi quelli confinanti, in maggioranza membri della NATO –, se ciò fosse reputato adeguato oppure necessario. In una situazione del genere è estremamente probabile che anche i Paesi confinanti siano stati attaccati. Nel quadro di una relativa cooperazione, la controparte si aspetterebbe un contributo da parte della Svizzera; 36 aerei da combattimento equivalgono a una prestazione sostanziale in tal senso.

La Svizzera vuole evitare di essere coinvolta in conflitti armati. La politica estera, e in particolare la neutralità, sono utili in questo senso, ma anche l’esercito e le Forze aeree. Lo stanziamento di 6 miliardi di franchi al massimo consente di rinnovare la flotta di aerei da combattimento a un livello tale che nessuno deciderà con leggerezza di attaccare la Svizzera. Se ciò dovesse comunque verificarsi, le Forze aeree possono opporre resistenza con l’obiettivo di guadagnare tempo per trovare soluzioni politiche o per portare avanti la difesa, eventualmente insieme ad altri Paesi sotto attacco. Gli obblighi legati alla neutralità si applicano fintanto che la Svizzera non è oggetto di un attacco armato da parte di un altro Stato.

Aereo da combattimento

Dopo circa 40 anni di utilizzo gli F-5 Tiger sono obsoleti e non avrebbero alcuna possibilità di imporsi nel combattimento aereo contro velivoli moderni. Fino all’inizio dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, continueranno a essere utilizzati 25 F-5 Tiger per il ruolo di bersagli o di aggressori nel quadro dell’allenamento al combattimento aereo, per l’allenamento nel campo della guerra elettronica, per impieghi di sorveglianza della radioattività dell’aria, per voli di prova di armasuisse, per la Patrouille Suisse e, in misura molto ridotta, per il servizio di polizia aerea durante il giorno e in buone condizioni di visibilità.

Acquistati circa 20 anni fa, gli F/A-18 sono attualmente ancora considerati aerei efficaci. Con il Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato la proroga di cinque anni, fino al 2030, della durata di utilizzazione degli F/A-18. È stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici. Tutti gli altri Stati che oggi gestiscono ancora flotte di F/A-18A-D li ritireranno dal servizio prevedibilmente verso il 2030. A quel momento la Svizzera rimarrebbe il solo Paese al mondo ancora dotato di questo tipo di aerei, di cui il costruttore dovrebbe garantire l’intera manutenzione per la sola Svizzera, con conseguenti costi enormi e rischi elevati.
 

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 febbraio 2017 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Werner Salzmann

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda del Consigliere nazionale Marcel Dobler

Numero di aerei

Determinante per stabilire il numero di aerei da combattimento necessari è il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo in una situazione persistente di tensione elevata. Il compito delle Forze aeree è quello di evitare che lo spazio aereo svizzero venga impiegato da parti coinvolte in un conflitto militare, contribuendo in questo modo a tenere fuori da tale conflitto il nostro Paese.

Il fabbisogno per il servizio di polizia aerea non è l’indicatore per definire quanti aerei sono necessari; le Forze aeree hanno il compito di difendere il Paese, la sua popolazione e le infrastrutture.

Tuttavia, nemmeno la necessità di difendersi per settimane da un avversario potente che compie un attacco risoluto nello e dallo spazio aereo contro la Svizzera può essere un indicatore realistico: a tal fine sarebbe necessaria una flotta tale per cui i costi non sarebbero più sostenibili, né per quanto riguarda l’acquisto né per quanto riguarda l’esercizio. Le Forze aeree devono però impedire a un avversario, per un periodo di tempo limitato, di conseguire la superiorità aerea e nel contempo fornire appoggio all’esercito mediante impieghi aria-terra e ricognizione aerea.

Difesa aerea integrata

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera (cruise missiles) avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.

Con il moderno sistema di difesa terra-aria a lunga gittata selezionato è possibile individuare e combattere anche missili balistici terra-terra a corta gittata nonché, in misura limitata, missili balistici terra-terra a media gittata.

Nell’ambito del combattimento di obiettivi al suolo si tratta di appoggiare le proprie truppe di terra mediante attacchi aerei compiuti con precisione contro obiettivi avversari.

Fino al 1994, ovvero quando gli aerei da combattimento Hunter sono stati messi fuori servizio, le Forze aeree avevano la capacità di combattere obiettivi al suolo dall’aria. I moderni impieghi aria-terra sono tuttavia molto più precisi. Fino al 2003, quando sono stati messi fuori servizio i Mirage III RS, le Forze aeree disponevano anche della capacità di ricognizione con aerei da combattimento. In entrambi i casi è stato comunicato pubblicamente che tali capacità sarebbero state ripristinate in un secondo momento. È quanto s’intende realizzare ora, in misura limitata per quanto concerne la capacità di combattere obiettivi al suolo, con l’acquisto del nuovo velivolo da combattimento. Ripristinare la capacità di combattere obiettivi al suolo non influenzerà il numero di aerei da combattimento da acquistare e inciderà solo minimamente sui loro costi.

L’F-35A è un velivolo polivalente che può essere utilizzato per il servizio di polizia aerea, la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo e la difesa aerea, nonché per l’appoggio delle truppe di terra dall’aria e per la ricognizione aerea. Le relative capacità tecniche sono integrate nella configurazione standard dell’aereo.

Considerata l’attuale scarsa probabilità di un attacco armato alla Svizzera, si tratta innanzitutto di ripristinare unicamente una capacità limitata (acquisto di una quantità limitata di munizioni aria-terra e di contenitori con mezzi di ricognizione) e non una capacità completa (comprendente l’immagazzinamento di grandi scorte di munizioni).  La capacità limitata di combattere obiettivi al suolo contribuisce a segnalare che la Svizzera non va attaccata con leggerezza e che, all’occorrenza, è pronta a difendersi.

Grazie alla ricognizione aerea si acquisiscono informazioni su oggetti e movimenti di truppe. Una visione dall’alto è particolarmente vantaggiosa per gli impieghi in zone edificate.

Per la ricognizione aerea l’Esercito svizzero impiega anche droni. Il sistema di ricognitori telecomandati ADS 95 è stato messo fuori servizio all’inizio del 2020, dopo oltre 20 anni. Il nuovo sistema ADS 15 potrà essere impiegato dalle Forze aeree a partire dal 2022. Fino ad allora la ricognizione aerea sarà principalmente garantita dal sistema FLIR di cui è munito il Super Puma/Cougar. I droni hanno una grande durata di permanenza sulla zona d’impiego, ma sono vulnerabili e piuttosto lenti. Con gli aerei da combattimento equipaggiati di sensori possono essere acquisite informazioni in modo rapido e flessibile a grande distanza. Contrariamente a quanto avviene con i droni, la ricognizione aerea con velivoli da combattimento è possibile anche in spazi aerei dove sono in corso combattimenti, poiché gli aerei da combattimento sono equipaggiati con mezzi di autoprotezione.

Dalla messa fuori servizio del ricognitore Mirage III RS nel 2003 la Svizzera presenta una lacuna in materia di capacità per quanto riguarda la ricognizione con aerei da combattimento, che sarà colmata con l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Per quanto riguarda la ricognizione aerea, per una parte della flotta sono necessari pod da ricognizione nei quali è possibile trasportare i sensori elettro-ottici. Un aereo da combattimento polivalente moderno può essere impiegato come ricognitore mantenendo nel contempo le sue altre capacità. 

Alternative

Non vi sono alternative adeguate. Se la Svizzera vuole proteggere efficacemente il suo spazio aereo anche in futuro, l’acquisto di aerei da combattimento è necessario.

Droni

  • I droni possono soltanto essere complementari agli aerei da combattimento con equipaggio. 
  • In particolare per il servizio di polizia aerea la presenza di un pilota sul posto è importante per prendere decisioni conformi alla situazione. Inoltre i droni non possono volare alla quota e alla velocità dei normali aerei passeggeri civili.
  • I droni non sono utilizzabili per un’ampia gamma di impieghi come è invece il caso per gli aerei da combattimento con equipaggio. Servono in primo luogo (e segnatamente in combinazione con aerei da combattimento con equipaggio) per la ricognizione aerea, ma non per la difesa aerea e il servizio di polizia aerea.

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Doris Fiala


Difesa terra-aria

  • La difesa terra-aria fornisce un contributo importante alla difesa aerea. Serve a garantire una protezione permanente, mentre nella difesa aerea gli aerei da combattimento sono l’elemento dinamico grazie al quale è possibile realizzare sforzi principali in maniera flessibile e dinamica. I due mezzi sono complementari e si rafforzano reciprocamente a livello di efficacia.
  • La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere oggetti volanti, ma non per identificarli, per avvertirli, per allontanarli o per costringerli ad atterrare. Di conseguenza, può essere impiegata soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea (ad es. nel quadro della protezione di conferenze per proteggere opere da minacce provenienti dallo spazio aereo inferiore). 
  • Contrariamente agli aerei da combattimento, con i sistemi terra-aria non è possibile realizzare in breve tempo sforzi principali a livello geografico, poiché la loro mobilità è troppo scarsa. 

Elicotteri da combattimento

  • Gli elicotteri da combattimento sono utili per una parte dei compiti relativi al combattimento di obiettivi al suolo, in particolare per il supporto aereo ravvicinato, ma non per la difesa aerea o il servizio di polizia aerea.
  • Gli elicotteri (e gli aerei leggeri armati) sono troppo lenti per seguire aerei passeggeri civili a reazione, per non parlare degli aviogetti da combattimento. 
  • Gli elicotteri da combattimento non posso essere impiegati a quote sufficientemente elevate e inoltre non dispongono di radar per l’individuazione di altri oggetti volanti. Infine, sono molto vulnerabili nei confronti di tiri provenienti da terra.

Aerei da combattimento leggeri

  • Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez


Rifornimento in volo

  • Il rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con la conseguente necessità di aerei da combattimento supplementari.


Cooperazione internazionale

  • Anche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione inter-nazionale ha luogo già oggi.  Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esigenze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte, per lo meno per un determinato periodo, con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.

Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Franziska Roth

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez

La Svizzera coopera con gli Stati limitrofi ad es. nello scambio di dati sulla situazione aerea e quando si tratta di identificare aeromobili sospetti o non cooperativi nonché, nel caso di un eventuale sorvolo del confine di Stato, quando si tratta di dare in consegna tali aeromobili alle Forze aeree dello Stato limitrofo o di riceverli in consegna da queste ultime. Il servizio di polizia aerea sopra il proprio territorio nazionale, gli impieghi di difesa aerea, gli impieghi di ricognizione aerea o gli impieghi aria-terra sono però questioni sovrane dello Stato. Quasi tutti gli Stati assumono essi stessi questi compiti – anche quelli che appartengono ad alleanze. La sorveglianza e la protezione dello spazio aereo nazionale sono compiti e responsabilità essenziali di uno Stato. In quanto Stato neutrale, la Svizzera vuole continuare ad assumere in maniera sovrana questo compito, cosi come lo fa la maggioranza degli Stati europei. Una cooperazione con gli Stati limitrofi che eccedesse la prassi attuale solleverebbe rapidamente questioni di diritto della neutralità e di politica della neutralità.

I punti centrali del documento dell’ex cdt C André Blattmann

  • Il rapporto sul futuro della difesa aerea stilato dagli esperti del DDPS è giudicato incompleto e superficiale nonché privo di scenari concreti che giustifichino l’acquisto di aerei da combattimento.
  • Il DDPS dovrebbe continuare a mantenere in attività «con parsimonia» la flotta di F/A-18 fino al 2040, concentrandosi sul servizio di polizia aerea, nonché utilizzando gli aerei da combattimento in caso di conflitto armato.
  • Come soluzione di compromesso, andrebbero acquistati unicamente 20 nuovi aerei da combattimento.
  • Occorrerebbe acquistare un sistema DTA multistrato a corta, media e lunga gittata (come Israele) per respingere in particolare i droni e i missili da crociera.

Valutazione del DDPS

  • Il contributo alla discussione arriva in ritardo e non contiene nulla di nuovo: nessuno degli argomenti addotti è nuovo e alcune affermazioni sono di fatto inesatte.
  • Le basi per l’acquisto sono solide: il programma Air 2030 è il risultato di un processo durato diversi anni in cui il Parlamento, l’esercito, le federazioni e associazioni interessate nonché il pubblico sono stati coinvolti intensamente e a più riprese. Nel corso di tale processo, sono stati pubblicati rapporti sulla politica di sicurezza e rapporti di base sul futuro sviluppo delle Forze aeree e delle Forze terrestri. Per la prima volta, una decisione programmatica è stata sottoposta al Parlamento e accettata nell’ambito di una votazione referendaria. L’analisi e i risultati del rapporto degli esperti del DDPS sono stati verificati da un esperto esterno nel 2019 e giudicati corretti. Nessun altro acquisto di armamenti è stato finora preparato e discusso in modo così completo.
  • I conflitti tra gli Stati non sono «ampiamente scomparsi»: l’instabilità e i conflitti sono aumentati anche in Europa. La probabilità che la Svizzera sia vittima di un attacco diretto con mezzi militari rimane bassa. Tuttavia, un simile attacco avrebbe gravi conseguenze, per cui non va sottovalutato.
  • Le basi esistenti contengono indubbiamente una «valutazione globale» della situazione in materia di sicurezza: le minacce derivanti dai ciberattacchi, dalla disinformazione e dal terrorismo sono aumentate. L’esercito viene quindi orientato alle varie minacce e pericoli; la difesa da un attacco armato rimane il compito principale.
  • L’orientamento va verso l’abolizione dell’esercito: le opzioni proposte nel documento avrebbero quale conseguenza un’ampia rinuncia alle capacità necessarie al compito fondamentale della difesa e minerebbero la «ragione di essere» dell’esercito.
  • Gli «scenari» per l’impiego di aerei da combattimento non sono realisti: sono storie inventate da cui non è possibile evincere le probabilità d’insorgenza. Vengono spesso usate per suffragare le proprie opinioni e tornano utili principalmente nell’ambito di esercizi. Il DDPS ha pubblicato descrizioni generiche di situazioni in cui sono necessari 30-40 aerei da combattimento moderni: dal servizio di polizia aerea alle tensioni internazionali persistenti fino a un attacco armato contro la Svizzera. L’autore stesso non formula alcun «scenario» per l’impiego della difesa terra-aria.
  • Il sistema americano (ossia il Patriot) è particolarmente adatto alla difesa contraerea. È incomprensibile che l’autore affermi il contrario. Tale sistema è concepito principalmente per combattere gli aerei da combattimento o i missili da crociera, con una certa capacità di difesa anche contro i missili balistici – e non viceversa.
  • L’acquisto di un sistema di difesa terra-aria non è la fine, ma l’inizio di una modernizzazione di questi mezzi: l’autore ignora che anche i sistemi a corta gittata saranno sostituiti tra qualche anno per compensare le lacune tecniche dei sistemi a lunga gittata a livello di difesa dalle minacce aeree.
  • I droni da combattimento non sono attualmente in grado di sostituire gli aerei da combattimento: questi droni sono stati finora utilizzati da alcuni Stati (soprattutto gli Stati Uniti) per il combattimento preciso di obiettivi al suolo. Il loro utilizzo per il combattimento di obiettivi aerei non è ancora sufficientemente sviluppato per essere in grado di sostituire gli aerei da combattimento. I droni da combattimento sarebbero altresì inadeguati per il servizio di polizia aerea.
  • La prontezza permanente di due aerei da combattimento per il servizio di polizia aerea non è «insensata»: il Parlamento si è espresso diversamente e l’ha richiesta esplicitamente. Anche gli ambienti critici nei confronti dell’esercito non mettono in discussione il servizio di polizia aerea, ma lo ritengono di importanza centrale.
  • Non è finanziariamente sostenibile mantenere in attività gli F/A-18 C/D fino al 2040 per assicurare il servizio di polizia aerea: l’autore sottovaluta ampiamente i costi per l’esercizio della flotta di F/A-18 fino al 2040 (quale unico operatore mondiale negli anni 2030) o è disposto a stanziare ingenti somme per il servizio di polizia aerea, anche se definisce «insensata» la prontezza permanente per questo compito.
  • Delle Forze aeree con 20 aerei da combattimento e incentrate principalmente sulla difesa terra-aria non sarebbero efficaci: 20 aerei da combattimento sono troppo pochi per adempiere tutti i compiti. L’impiego esclusivo di sistemi DTA sarebbe troppo caro, limitato e non tiene conto delle diverse minacce. Il dibattito sul giusto mix tra un aereo da combattimento polivalente e un sistema DTA statico è stato intenso: entrambi sono necessari perché si completano a vicenda e costituiscono una difesa più efficace contro i droni e i missili da crociera. Rinunciare alla flessibilità, alla mobilità e alla velocità di reazione degli aerei da combattimento sarebbe nocivo per la sicurezza della Svizzera.

Sistema di difesa terra-aria

  • Dalla messa fuori servizio del sistema BL-64 Bloodhound nel 1999 vi è una lacuna nella difesa terra-aria a lunga gittata.
  • Con una difesa terra-aria a lunga gittata è possibile coprire in maniera efficiente ampi spazi. Con poche postazioni si può proteggere la maggior parte del territorio della Svizzera densamente popolato.
  • L’impiego della difesa terra-aria a lunga gittata e di aerei da combattimento nel medesimo settore è efficace e sgrava gli aerei da combattimento. La difesa terra-aria a lunga gittata consente una protezione permanente; a seconda della situazione gli aerei da combattimento possono essere disponibili in stato di prontezza elevata al suolo e impiegati soltanto in caso di necessità.
  • In caso di conflitto l’effetto dissuasivo di un sistema a lunga gittata viene giudicato dagli avversari in maniera notevolmente maggiore rispetto a quello di un sistema a corta gittata. Le possibilità d’azione di quest’ultimo sono fortemente limitate e l’onere e i rischi di un attacco o anche soltanto di una violazione dello spazio aereo aumentano. I sistemi a corta gittata non sono in grado di combattere aerei che sorvolano illegalmente la Svizzera.

Difesa aerea integrata

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera (cruise missiles) avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.

Con il moderno sistema di difesa terra-aria a lunga gittata selezionato è possibile individuare e combattere anche missili balistici terra-terra a corta gittata nonché, in misura limitata, missili balistici terra-terra a media gittata.

I sistemi di difesa terra-aria a corta gittata impiegati attualmente (cannoni di difesa contraerea da 35 mm, missili Stinger e, fino alla fine del 2022, missili Rapier) sono in grado di combattere elicotteri, aerei civili e aeromobili tattici a pilotaggio remoto (delle dimensioni dell’ADS-95) nello spazio aereo inferiore (fino a 3000 metri dal suolo).

Il sistema Rapier è in grado di combattere missili da crociera, ma solo in misura assai limitata, a causa, tra l’altro, dell’assenza di integrazione dei sistemi.

I missili Rapier saranno utilizzati al massimo fino alla fine del 2022 e in seguito saranno messi fuori servizio. I rimanenti cannoni di difesa contraerea da 35 mm e i missili Stinger potranno continuare a soddisfare le capacità richieste in materia di difesa di punto e di difesa aerea locale soltanto contro un numero molto esiguo di minacce aeree. Questi sistemi saranno verosimilmente messi fuori servizio alla fine del 2032 dopo che la loro durata di utilizzazione sarà stata prolungata.

A causa della situazione in materia di risorse, l’acquisto di un nuovo sistema di difesa terra-aria a corta gittata sarà avviato solo dopo l’acquisto del sistema a lunga gittata. La priorità sarà data al combattimento di missili da crociera, elicotteri, aeromobili tattici a pilotaggio remoto (delle dimensioni dell’ADS-95) e velivoli nello spazio aereo inferiore e in parte nello spazio aereo medio.

I lavori per l’acquisto di un sistema a corta gittata per la difesa dello spazio aereo locale ai fini della protezione di reparti terrestri mobili e di opere (per es. nell’ambito della protezione di conferenze) nei confronti di minacce nello spazio aereo inferiore sono stati avviati. La valutazione di sistemi a corta gittata adeguati sarà effettuata verso la metà degli anni 2020. Si intende sottoporre un corrispondente progetto al Parlamento negli anni 2027 o 2028.

F-35A

In generale

L’F-35A è ideale per il servizio di polizia aerea. Combina un’ottima velocità ascensionale e capacità di accelerazione per raggiungere velocità supersoniche con una grande riserva di carburante. Il trasporto di serbatoi esterni, che oppongono una resistenza all’aria, non è necessario. Ciò permette impieghi di lunga durata anche dopo un decollo su allarme per un servizio di polizia aerea, ad esempio per scortare un aereo lento fino all’atterraggio. Inoltre, grazie al suo rifornimento di carburante l’F-35A può rimanere in aria più a lungo degli attuali F/A-18 nell’ambito della protezione di conferenze. L’F-35A è dotato di ottimi sensori per rilevare e identificare altri aerei, sia di giorno che di notte, il che costituisce un grande vantaggio per il servizio di polizia aerea. Inoltre dispone di eccellenti caratteristiche di volo per intercettare sia aerei veloci che più lenti. L’F-35A è già utilizzato attualmente da forze aeree europee per compiti relativi al servizio di polizia aerea.

Gli organi di vigilanza del Congresso e del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti assicurano una vigilanza completa, indipendente e trasparente del programma F-35A. Ciò va anche a beneficio della Svizzera, che acquista direttamente l’F-35A presso il Governo statunitense tramite il «Foreign Military Sales» (procedura FMS).

Nei rapporti pubblicati dalle autorità di vigilanza, si fa riferimento a una lista delle lacune dell’F-35A. Questa lista è a disposizione del DDPS. La tenuta di simili liste consente il miglioramento continuo di sistemi complessi.  Liste e banche dati corrispondenti sono tenute anche sull’F/A-18 svizzero e su altri sistemi aeronautici. Ciò assicura che i punti della lista siano completamente documentati e sistematicamente elaborati.

La lista dell’F-35A non contiene alcun dato rilevante per la sicurezza di volo. Se tali lacune dovessero manifestarsi, dovrebbero essere corrette immediatamente per mantenere l’ammissione dell’F-35A. Oltre a ciò, tutti i punti di tale lista vengono elaborati e corretti con la massima priorità da Lockheed Martin sotto la direzione dell’ufficio che si occupa del programma F-35 presso il Dipartimento della Difesa statunitense.

Indipendentemente dalla lista esistente, l’F-35A è attualmente impiegato a livello operativo da un gran numero di forze aeree. Le prestazioni dell’F-35A non sono limitate dai punti criticati, come è stato dimostrato anche durante il collaudo effettuato in Svizzera nella primavera del 2019.

Nel settore degli immobili il DDPS prevede in relazione all’F-35A uscite dell’ordine di 100 milioni di franchi.

Attualmente sono 13 gli Stati che hanno ordinato l’aereo, di cui sette in Europa. Dell’F-35 sono già stati prodotti 700 esemplari. A livello mondiale si prevede che in futuro saranno operativi oltre 3000 F-35. 

Pur non essendo un requisito del DDPS, non è escluso che l’assemblaggio finale possa avvenire in Svizzera. Il fornitore, ad esempio, è libero di realizzare un progetto in tal senso tramite l’offset. Eventualmente sarebbe anche possibile compiere le ultime operazioni di montaggio degli F-35A svizzeri a Cameri (Italia). La soluzione migliore per la Svizzera sarà discussa con il governo statunitense e i soggetti coinvolti.

Costi

All’atto dell’offerta di febbraio 2021, i costi d’acquisto ammontavano a 5,068 miliardi di franchi. Rientrano pertanto chiaramente nel volume finanziario prestabilito di sei miliardi di franchi (all’indice nazionale dei prezzi al consumo di gennaio 2018) deciso dall’elettorato svizzero. Anche sommando il rincaro nel Paese di produzione nordamericano fino al momento del pagamento, i costi d’acquisto si mantengono entro il perimetro del credito.

I costi d’acquisto saranno presentati al Parlamento ai fini dell’approvazione con il messaggio sull’esercito del 2022. Gli F-35A saranno finanziati tramite il budget dell’esercito.
 

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter

I costi d’acquisto dell’F-35A comprendono, oltre ai velivoli, anche equipaggiamenti, armamenti e munizioni specifici per il tipo di impiego, pacchetti logistici, sistemi di pianificazione e analisi delle missioni, sistemi di addestramento e la formazione iniziale.

Sono inclusi anche i costi per l’integrazione nei sistemi d’informazione e di condotta svizzeri (ad esempio anche gli adeguamenti ai sistemi logistici esistenti) e per i servizi di assistenza da parte dell’industria, nonché un’indennità di rischio, il rincaro nel Paese di produzione (USA) e l’IVA sulle importazioni.

Gli adeguamenti agli immobili non sono compresi nei costi d’acquisto ma, come questi ultimi, saranno presentati al Parlamento ai fini dell’approvazione con il messaggio sull’esercito del 2022 e finanziati con il budget dell’esercito.

Flyaway-Preis und Systempreis von Kampfflugzeugen

Le offerte e le relative cifre sono vincolanti. Questo riguarda sia i costi d’acquisto che i costi d’esercizio offerti, generati dal fornitore e per i quali la Svizzera dispone di un’offerta per una durata di 10 anni d’esercizio. Un’offerta vincolante che vada oltre i 10 anni d’esercizio o oltre il decennio 2040 sarebbe dubbia da un punto di vista commerciale. Per questo motivo il DDPS si basa sui costi d’esercizio calcolati nell’offerta e sulla propria esperienza nell’esercizio di aerei da combattimento. Per esempio, si tiene conto dell’obsolescenza dei sistemi, che nel corso degli anni comporta generalmente un aumento delle spese di manutenzione.

Il DDPS acquista gli aerei dallo Stato americano tramite il «Foreign Military Sales» (FMS), alle stesse condizioni che il Governo statunitense applica a sé stesso. Lo Stato americano, a sua volta, gestisce l’acquisto tramite contratti propri con le ditte, che il DDPS può visionare. I prezzi e le condizioni contrattuali sono fissati in modo vincolante in tali contratti e sono esigibili anche attraverso una rigorosa vigilanza. Pertanto, in caso di superamento dei costi lo Stato americano esigerebbe dal produttore il mantenimento del carattere vincolante dei prezzi a favore della Svizzera.
 

Si veda anche Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter

I costi d’esercizio dei nuovi aerei da combattimento del tipo F-35A, calcolati sull’arco di 30 anni, ammontano a circa 9,4 miliardi di franchi. Tali costi dovrebbero pertanto equivalere a circa il doppio delle spese di acquisto. Questa indicazione si basa sull’esperienza acquisita nell’esercizio di aerei da combattimento svizzeri, in particolare della flotta di F/A-18, e sui calcoli eseguiti nel processo di valutazione. Un calcolo preciso su un periodo di tempo così lungo è tuttavia chiaramente difficile.

L’esercizio dei nuovi aerei da combattimento sarà pagato per 30-40 anni con il budget ordinario dell’esercito.

I costi d’esercizio comprendono:

  • personale aeronavigante;
  • preparazione ed esercizio;
  • manutenzione degli aerei;
  • assistenza ai sistemi e manutenzione degli apparecchi da parte dell’industria, inclusi i costi per il materiale;
  • carburante, inclusa l’imposta sugli oli minerali;
  • acquisto successivo di missili per la durata di utilizzazione.

I costi d’esercizio includono anche l’IVA e una previsione dei costi dovuti all’invecchiamento per un periodo di utilizzazione di 30 anni.

Non vengono per contro considerati i costi di eventuali programmi di incremento dell’efficienza bellica e di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale dell’8 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Economia

Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento, grazie agli investimenti e ai lavori di manutenzione nei prossimi decenni si assicureranno varie migliaia di posti di lavoro altamente qualificati.

Offset

Nell’ambito dell’acquisto di nuovi aerei da combattimento, l’azienda costruttrice aggiudicataria deve compensare il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera. Le imprese che beneficeranno degli affari offset otterranno commesse supplementari e, in determinate circostanze, tali affari permetteranno di salvaguardare o aumentare i posti di lavoro. Gli offset consentono altresì alle imprese svizzere di accedere a tecnologie di punta, di acquisire know-how, di generare ulteriori volumi di esportazione e di rafforzare la posizione dell’industria svizzera sui mercati internazionali.

Nell’ambito dell’acquisto dell’odierna flotta di F/A-18 circa 400 imprese svizzere (di cui circa tre quarti PMI) hanno beneficiato di offset.

Posti di lavoro

Sugli aerodromi militari di Payerne, Emmen e Meiringen il DDPS dispone complessivamente di oltre 1200 posti a tempo pieno (stato: marzo 2021).

  • Payerne: 605 posti a tempo pieno, di cui 30 posti di tirocinio. Negli ultimi quattro anni lo sviluppo e l’attuazione dell’esercizio 24 ore su 24 del servizio di polizia aerea hanno creato circa 100 posti a tempo pieno.
  • Emmen: 407 posti a tempo pieno, di cui 10 posti di tirocinio presso l’esercito e altri 60 posti a tempo pieno presso armasuisse.
  • Meiringen: 215 posti a tempo pieno, di cui 20 posti di tirocinio.

Inoltre presso le sedi della RUAG MRO Holding SA di Emmen, Alpnach e Stans vi sono circa 860 posti a tempo pieno direttamente in relazione con le Forze aeree. Nelle tre sedi vengono formati circa 120 apprendisti.

A Meiringen la RUAG MRO Holding SA non ha collaboratori che forniscono direttamente prestazioni a favore delle Forze aeree. Tuttavia, a Wilderswil e Zweisimmen la RUAG MRO Holding SA dispone in tutto di circa 250 posti a tempo pieno direttamente in relazione con le Forze aeree. Tra loro ci sono un totale di 40 apprendisti.

A Payerne, dove la RUAG MRO Holding SA sta costruendo una nuova sede, ci sono attualmente circa 8 posti a tempo pieno ai quali occorre perlomeno aggiungere alcune percentuali di importanti funzioni di supporto in ambiti quali la logistica, le finanze o le risorse umane interne all’impresa.

Partner esterni

Presso le varie ubicazioni vengono inoltre acquistate prestazioni da partner esterni. Si tratta per esempio di fornitori di vari materiali di consumo o di mobilio, di lavori di manutenzione agli edifici, di catering per le mense, di manutenzione di veicoli aziendali, di lavori di sistemazione, di prestazioni fornite da imprese di pulizia e da lavanderie, da imprese di trasporto o del settore alberghiero e gastronomico. Tali prestazioni sono stimate in diversi milioni di franchi l’anno.

Investimenti

Negli anni 2021–2029 si investiranno oltre 503 milioni di franchi nelle ubicazioni delle Forze aeree di Payerne, Emmen e Meiringen.

  • Payerne: negli anni 2015–2020 sono stati effettuati investimenti significativi negli immobili dell’aerodromo militare e sulla piazza d’armi, per un importo complessivo di 200 milioni di franchi. Negli anni 2021–2029 saranno investiti ulteriori 321 milioni.
  • Emmen: negli anni 2015–2020 sono stati effettuati investimenti per un importo di circa 116 milioni di franchi. Negli anni 2021–2029 sono previsti ulteriori investimenti dell’ordine di 121 milioni di franchi.
  • Meiringen: negli anni 2015–2020 sono stati investiti per la manutenzione e per nuove costruzioni circa 38 milioni di franchi. Negli anni 2021–2029 sono previsti ulteriori investimenti dell’ordine di 61 milioni di franchi.

I summenzionati importi per gli anni 2021–2029 non comprendono gli investimenti in relazione ai nuovi aerei da combattimento, pari a circa 100 milioni di franchi.

Con il programma offset dell’F-35A e l’inoltro della seconda offerta in data 18 novembre 2020 sono stati presentati svariati progetti offset.

Tra quelli inoltrati e preventivamente già autorizzati da armasuisse figurano ad esempio la produzione di tettucci per cockpit sia per la Svizzera che per terzi, la manutenzione dei propulsori svizzeri o la creazione di un Centro ciber F-35A per la valutazione dinamica di ciberminacce.

I progetti offset saranno costantemente sviluppati, così da garantire che l’obbligo di compensazione del 60 per cento del valore delle commesse venga pienamente rispettato entro quattro anni dall’ultima fornitura di aerei. A tal fine si considererà la seguente chiave di ripartizione: Svizzera tedesca: 65 per cento, Svizzera romanda: 30 per cento, Svizzera italiana: cinque per cento.
 

Si veda anche: Articolo del 16 agosto 2021 «Gli obblighi della Lockheed Martin in materia di affari offset nel quadro della vendita di F-35A»
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda del Consigliere nazionale Fabien Fivaz

Dipendenza

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un'indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile. Lo sviluppo dell'intero know-how e l'acquisto dei pezzi di ricambio, in modo tale che la Svizzera possa gestire autonomamente l'utilizzo degli aerei per un tempo prolungato, sarebbero troppo cari e inefficienti sul piano economico.

Inoltre l'industria svizzera non sarebbe in grado dal punto di vista tecnico e finanziario di produrre un proprio velivolo da combattimento, ivi compresi tutti i componenti (sistemi elettronici, sensori ecc.).
 

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un’indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile.

L’F-35A assicura in particolare un ottimo livello di cibersicurezza poiché offre piene garanzie a livello di gestione dell’ambito ciber, sicurezza dell’architettura informatica e misure di protezione da cibereventi.

Nel quadro dell’impiego degli F-35A la Svizzera determina autonomamente quali dati scambiare con altre aviazioni militari tramite connessioni data link o quali dati logistici riportare al produttore. L’esercizio e la manutenzione dell’aereo in Svizzera sono assicurati dalle Forze aeree e dalla RUAG Svizzera.

L’F-35A è il modello utilizzato nel maggior numero di Paesi – segnatamente in Europa – e con il maggior numero di unità, con conseguenti minori dipendenze per un singolo Paese come la Svizzera.
 

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 12 maggio 2021 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

No, non è possibile pilotare i velivoli a distanza inserendosi nei sistemi elettronici, né per quanto riguarda gli F-5 Tiger o gli F/A-18 né per quanto concerne gli F-35A.

Sì, i missili americani possono essere usati in caso di emergenza. La Svizzera non ha né indicazioni né occasioni per accettare il contrario.

Spetta unicamente alla Svizzera stabilire quali dati scambiare con il produttore Lockheed-Martin.

La Svizzera decide in piena autonomia come e quando impiegare gli F-35A per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo e per la protezione della popolazione da minacce aeree.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera Franziska Roth

L’esercizio e la manutenzione degli aerei da combattimento avranno luogo in Svizzera e le rispettive attività saranno condotte da personale svizzero.

A ridurre ulteriormente la dipendenza, inoltre, contribuirà la presenza di un magazzino di ricambi sul territorio nazionale. Un criterio per il dimensionamento del pacchetto logistico dei nuovi aerei da combattimento è il fatto che, in caso di chiusura dei confini e di fornitura di ricambi da e verso l’estero non assicurata, per circa sei mesi si riesca comunque a garantire la sovranità sullo spazio aereo e la continuazione delle attività di istruzione e allenamento.

Un ultimo aspetto altrettanto importante è il rafforzamento della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) della Svizzera attraverso gli offset, che consentono l’acquisizione di know-how supplementare e un accesso migliore ai mercati.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Franziska Roth

Ambiente

L’F-35A sarà operativo a partire dagli aerodromi di Payerne, Meiringen ed Emmen. Non si sa ancora come saranno distribuiti i movimenti dell’F-35A tra le singole ubicazioni. Tuttavia, l’F-35A richiederà circa il 50 per cento in meno di decolli e atterraggi rispetto all’attuale flotta di F/A-18 e F-5.

Le emissioni foniche dei candidati sono state rilevate durante la valutazione mediante misurazioni eseguite dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) con i propri strumenti di misurazione. Le misurazioni sono confluite nell’analisi costi-benefici, nella quale sono confrontati tra loro i candidati.

Con l’F-35A è necessario circa il 50 per cento in meno di decolli e atterraggi rispetto all’attuale flotta di F/A-18 e F-5. L’F-35A incide sui contenuti degli allenamenti e modifica il rapporto tra le ore di volo e le ore di addestramento al simulatore; la durata media delle missioni è leggermente superiore.

In occasione della misurazione delle emissioni foniche durante la valutazione a Payerne nella primavera 2019, l’F-35A è risultato leggermente più rumoroso al decollo, in media di ca. 3db(A), rispetto agli attuali F/A-18. Rispetto a quanto stabilito nell’attuale Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito, l’inquinamento fonico ai sensi dell’ordinanza contro l’inquinamento fonico (OIF) risulta pertanto in media immutato, grazie al numero sostanzialmente inferiore di voli. Al DDPS sta molto a cuore mantenere l’inquinamento fonico a un livello possibilmente basso. Per tale motivo, in collaborazione con il produttore Lockheed-Martin e il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA), si stanno cercando possibilità procedurali per ridurre ulteriormente l’inquinamento fonico.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza della Conisgliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Finora il DDPS ha installato in due fasi a sue spese finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari: in una prima fase, nei primi anni Duemila, in circa 200 edifici sono state montate finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari di Dübendorf, Emmen, Meiringen, Payerne e Sion. In una seconda fase, alla fine degli anni Duemila/inizio degli anni Duemiladieci, si è proceduto al montaggio di ulteriori finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari di Meiringen e Payerne. A Meiringen si è trattato di circa 130 edifici per una spesa di circa 5,5 milioni di franchi, a Payerne di circa 90 edifici per una spesa di circa tre milioni di franchi. Nell’ambito del risanamento fonico, tenendo conto dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, secondo le necessità il DDPS monterà ulteriori finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari di Emmen, Meiringen e Payerne.

Oltre a ciò per l’aerodromo di Payerne sono state disposte agevolazioni a favore dei proprietari di immobili il cui valore è particolarmente compromesso a causa di emissioni foniche straordinarie. Le relative richieste d’indennizzo sono in sospeso presso la competente commissione di stima federale.

Le Forze aeree consumano circa il due per cento del cherosene utilizzato complessivamente in Svizzera. La loro percentuale di emissioni di CO2 tra tutti i carburanti e i combustibili utilizzati in Svizzera a scopo energetico ammonta a circa lo 0,3 per cento.

Per il DDPS la protezione dell’ambiente è importante. Entro il 2030 le emissioni di CO2 saranno ridotte di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Le emissioni rimanenti saranno completamente compensate mediante certificati a partire dal 2020. Ciò vale anche per le Forze aeree e l’intero esercito e rientra nel quadro delle misure decise dal Consiglio federale per l’amministrazione. 

 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Comunicati del 3 luglio 2019 e del 13 dicembre 2019).

Poiché negli ultimi anni è stata comprovata la fattibilità tecnica per l’impiego di biocarburanti anche nell’aviazione militare, si stanno monitorando gli sviluppi in questo settore.

Per quanto riguarda la produzione di biocarburanti, in Svizzera si applica tuttavia il principio per cui le piante vengono utilizzate dapprima come generi alimentari, poi come alimenti per animali e soltanto da ultimo come carburante.

La ricerca sui biocarburanti sta procedendo a pieno ritmo anche in Svizzera. Prima che si possa parlare di produzione su scala industriale di carburanti sintetici biomass-to-liquid, sono necessari cospicui investimenti sia nello sviluppo che nella produzione.

L’F-35A consente l’utilizzo di carburante sintetico (biocarburante). Quest’ultimo può essere miscelato con quello convenzionale in misura del 50 per cento al massimo, secondo le norme attualmente vigenti.

 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 24 febbraio 2021 in merito all'interpellanza dell Consigliere nazionale Gerhard Andrey
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 agosto 2009 in merito al postulato del Consigliere nazionale Jacques Burgeois

Rispetto alle flotte odierne di F/A-18 e di F-5, con l’F-35A il consumo di cherosene diminuirà di circa il 25 per cento su base annua a causa del numero di ore di volo necessarie complessivamente inferiore..
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all'interpellanza della consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza della consigliera nazionale Franziska Roth

Valutazione

Requisiti e prime offerte (dal 2018 al 2019)

Sulla base dei requisiti pubblicati il 23 marzo 2018 dal DDPS, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati seguenti hanno trasmesso ad armasuisse la propria offerta per nuovi aerei da combattimento:

  • Eurofighter (Airbus, Germania),
  • F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA),
  • Rafale (Dassault, Francia),
  • F-35A (Lockheed-Martin, USA),
  • Gripen E (Saab, Svezia). La Saab non ha tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo. Il Gripen E non è pertanto più contemplato nella procedura di selezione.

Tutti i dati tecnici sono stati separati in modo molto rigoroso dalle informazioni relative ai costi. Questo cosiddetto «two envelope system» assicura che gli specialisti del DDPS che valutano gli aspetti tecnici del modello di aereo non abbiano accesso alle informazioni relative ai costi, e viceversa.

Fase di analisi e di prova (2019)

  • Tra febbraio e marzo 2019 si sono svolte le prove nei simulatori dei candidati.
  • Oltre alle prove nei simulatori, tra febbraio e marzo 2019 si sono svolti i cosiddetti audit di supporto al prodotto. Nel quadro di questi audit le forze aeree dei Paesi produttori hanno illustrato l’esercizio e la manutenzione di questi aerei nonché lo svolgimento dell’istruzione.
  • Tra aprile e luglio 2019 gli aerei sono stati sottoposti a prove in volo e al suolo presso l’aerodromo di Payerne.
  • Parallelamente alle prove sopracitate sono stati analizzate le risposte al catalogo di domande a cui i candidati hanno dovuto rispondere in occasione della prima offerta. 

Seconda offerta e rapporto di valutazione (2020–2021)

  • Sulla base dei dati raccolti dalla fase di analisi e di prova, il 10 gennaio 2020 armasuisse ha invitato i produttori degli aerei candidati a presentare una seconda offerta. armasuisse ha ricevuto le offerte il 18 novembre 2020.
  • Sulla base delle informazioni pervenute con la seconda offerta e sulla base dei rapporti tecnici è stato determinato il beneficio complessivo di ciascun candidato e i candidati sono stati confrontati tra loro in tale ottica.
  • I risultati sono stati integrati nel rapporto di valutazione, insieme a un’analisi dei rischi, soltanto dopo la votazione referendaria. In tale rapporto il beneficio complessivo di ogni aereo candidato è stato messo a confronto con i costi d’acquisto e di esercizio per un periodo di 30 anni (costi complessivi). Il rapporto di valutazione ha funto da base decisionale per la decisione sul tipo.

Scelta del modello (2021)

  • Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha optato per 36 aerei da combattimento del tipo F-35A, del produttore statunitense Lockheed Martin, e per 5 unità di fuoco del tipo Patriot, del produttore statunitense Raytheon.

I candidati sono stati confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%

Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo è stato confrontato con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non sono stati considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

La valutazione dei potenziali aerei da combattimento si basa sul metodo AHP che, oltre a essere conforme alle norme giuridiche sugli acquisti, presenta notevoli vantaggi rispetto a un calcolo costi-benefici più semplicistico. Il metodo semplifica eventuali problemi di valutazione complessi e genera risultati più solidi e comprensibili.

Sie veda anche: Articolo del 17 agosto 2021 «Nuovi aerei da combattimento: valutazione dei candidati con il metodo AHP»

Germania (Airbus: Eurofighter), Francia (Dassault: Rafale), USA (Boeing: F/A-18 Super Hornet; Lockheed-Martin: F-35A). Nella valutazione era inclusa anche la Svezia (Saab: Gripen E). Saab non avea tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo. Dopo di che, il Gripen E non era più nel processo di selezione.

Il 13 giugno 2019 il costruttore svedese Saab ha comunicato ad armasuisse che non avrebbe preso parte, con il Gripen E, alle prove in volo e al suolo per il nuovo aviogetto da combattimento dell’Esercito svizzero. Le prove per il Gripen E erano previste a Payerne dal 24 al 28 giugno 2019. Non prendendo parte alle prove, il Gripen E è stato eliminato dal processo di valutazione. Un recupero delle prove in volo e al suolo in un momento successivo avrebbe contraddetto il trattamento paritario di tutti i candidati e non era quindi da considerare un’opzione.

Dall'inizio del 2018, armasuisse ha intrattenuto regolarmente un rapporto di dialogo con tutti i candidati illustrando loro sia il processo sia i criteri di valutazione. In base alle informazioni e alle analisi attuali circa il grado di maturità e l’integrazione dei sottosistemi, gli specialisti di armasuisse e delle Forze aeree svizzere sono giunti alla conclusione che alcune delle missioni previste non avrebbero potuto essere eseguite in maniera efficace. Per questo motivo, armasuisse ha consigliato a Saab di ritirarsi dal processo di valutazione. Evidentemente, anche la stessa Saab ha ritenuto opportuno decidere di non prendere parte alle prove in volo e al suolo.

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti avrebbero partecipato alla valutazione.

Patriot

In generale

La cerchia di utilizzatori del Patriot comprende 17 Stati, di cui sette in Europa.

Costi

I costi d’acquisto del Patriot comprendono, oltre alle cinque unità di fuoco, anche gli stadi di coordinamento, le armi teleguidate, l’istruzione e i sistemi di addestramento, i pacchetti logistici comprensivi dei ricambi. Sono inclusi anche i costi per l’integrazione nei sistemi d’informazione e di condotta svizzeri, per i servizi di assistenza da parte dell’industria e per il materiale che la Svizzera acquista da terzi e fornisce al produttore del sistema d’arma, nonché un’indennità di rischio, il rincaro nel Paese di produzione (USA) e l’IVA sulle importazioni.

Gli adeguamenti agli immobili non sono compresi nei costi d’acquisto ma, come questi ultimi, saranno presentati al Parlamento ai fini dell’approvazione con il messaggio sull’esercito del 2022 e finanziati con il budget dell’esercito.

All’atto del pagamento i costi d’acquisto per il Patriot ammonteranno a 1,970 miliardi di franchi. Tale somma è comprensiva del rincaro statunitense.

Economia

Con il programma offset del Patriot e l’inoltro della seconda offerta in data 18 novembre 2020 sono stati presentati svariati progetti offset.

Tra i progetti presentati e preventivamente già autorizzati da armasuisse figurano ad esempio la produzione di una serie di componenti elettronici di vario genere sia per la Svizzera che per terzi o l’adattamento di componenti del sistema ai velivoli europei.

I progetti offset saranno costantemente sviluppati, così da garantire che l’obbligo di compensazione del 100 per cento del valore delle commesse venga pienamente rispettato entro e non oltre quattro anni dall’ultima fornitura di sistemi. A tal fine si considererà la seguente chiave di ripartizione: Svizzera tedesca: 65 per cento, Svizzera romanda: 30 per cento, Svizzera italiana: cinque per cento.

Valutazione

I candidati sono stati confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%

Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo è stato confrontato con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non sono stati considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

Le prove dei sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata sono state estese per quanto necessario, ma per motivi di efficienza limitate il più possibili. Le prove dei sensori (radar) sono stati effettuati nella seconda parte del 2019 sotto la direzione di armasuisse presso la piazza d’esercitazione delle truppe «Gubel» nel Cantone di Zugo. L’efficienza dei sistemi radar è stata verificatas in modo puntuale mediante strumenti di test a terra e rappresentazioni di volo guidato. Tutti gli altri aspetti importanti per l’efficienza del sistema globale saranno verificati da specialisti del DDPS mediante audit, assessment presso i candidati e la valutazione delle indicazioni tecniche nelle offerte.

Per diversi motivi in questa fase del progetto si rinuncia ad effettuare prove di lancio dei missili:

  • in Svizzera non esistono piazze di lancio di missili di questa gittata. Effettuare le prove presso le piazze di lancio dei Paesi produttori (Francia, USA) significherebbe che i due sistemi non sarebbero testati alle medesime condizioni e ciò comprometterebbe la parità di trattamento dei candidati.
  • Anche in passato in occasione dell’acquisto di missili si è rinunciato a prove di lancio in Svizzera. L’attuale modo di procedere corrisponde quindi alla prassi vigente.
  • Nel quadro del collaudo del sistema scelto – ovvero dopo la scelta del modello quando la parità di trattamenti non sarà più un problema – sono previsti lanci di verifica nel Paese del produttore per verificare l’efficacia dell’intero sistema d’arma, dal sensore ai missili. A tal fine vengono impiegati missili equipaggiati con strumenti di misurazione e di registrazione.
 

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti avrebbero partecipato alla valutazione.