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Messaggio sull’esercito 2022



Panoramica

Con il messaggio sull’esercito 2022 il Consiglio federale chiede alle Camere federali crediti d’impegno per un importo complessivo di 9,3 miliardi di franchi per l’acquisto degli aerei da combattimento F-35A (6,035 mia. fr.) e del sistema di difesa terra-aria Patriot (1,987 mia. fr.) nonché per le relative misure edili (120 mio. fr. per gli F-35A e 66 mio. fr. per il sistema Patriot), per l’acquisto di materiale dell’esercito 2022 (695 mio. fr.) e per il programma degli immobili del DDPS 2022 (349 mio. fr.). Inoltre il Consiglio federale chiede la messa fuori servizio degli aerei da combattimento F-5-Tiger.

36 F-35A moderni sostituiranno 55 vecchi aerei

L’esercito deve proteggere la popolazione della Svizzera dalle minacce aeree. Deve salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo e proteggere lo spazio aereo in occasione di conferenze e in caso di tensioni elevate come pure in caso di conflitti armati. Gli aerei da combattimento attuali però giungeranno al termine della loro durata di utilizzazione verso il 2030 e devono essere sostituiti. Inoltre la Svizzera non dispone di alcun sistema di difesa terra-aria a lunga gittata.

Il Consiglio federale chiede al Parlamento l’acquisto di 36 aerei da combattimento del tipo F-35A del produttore statunitense Lockheed Martin. In sede di valutazione l’aereo ha conseguito i risultati di gran lunga migliori. Dei quattro aerei oggetto di valutazione è risultato essere quello più performante e quello nettamente più conveniente per quanto riguarda l’acquisto e l’esercizio. Per i piloti è più semplice da manovrare e sono necessari meno voli d’addestramento e decolli rumorosi. Il Consiglio federale chiede al Parlamento un credito d’impegno pari a 6,035 miliardi di franchi per gli aerei nonché di 120 milioni di franchi per le relative misure edilizie. Gli immobili esistenti presso gli aerodromi militari di Payerne, Meiringen ed Emmen potranno continuare a essere utilizzati. A tale proposito si renderanno necessari degli adeguamenti e a Payerne verrà realizzato un nuovo centro d’addestramento.

Il credito d’impegno richiesto è inferiore al volume finanziario massimo approvato dal popolo svizzero il 27 settembre 2020. L’importo massimo deciso all’epoca pari a sei miliardi di franchi si basava sull’indice nazionale dei prezzi al consumo di gennaio 2018. Dopo aver tenuto conto delle attuali previsioni sull’andamento del rincaro e dei pagamenti previsti, il volume finanziario massimo ammonta a circa 6,3 miliardi di franchi.

L’acquisto di 36 nuovi aerei da combattimento permette di sostituire i 25 F-5 Tiger e i 30 F/A-18 Hornet attualmente in uso. Per la flotta di F-5 Tiger il Consiglio federale chiede al Parlamento la messa fuori servizio. Ad oggi questi aerei da combattimento possono essere impiegati solo in addestramenti e in buone condizioni meteorologiche per il servizio di polizia aerea. In caso di combattimento aereo contro un avversario dotato di velivoli moderni non avrebbero nessuna possibilità di successo. Secondo quanto previsto, gli odierni F/A-18 Hornet verranno sostituiti gradualmente dai nuovi aerei intorno al 2030.

Il sistema Patriot permette di colmare le lacune di sicurezza

Per quanto riguarda il sistema di difesa terra-aria, il Consiglio federale ha scelto cinque unità di fuoco del sistema Patriot del produttore statunitense Raytheon. Rispetto al secondo sistema che è stato oggetto di valutazione, questo sistema è in grado di coprire una grande distanza d’impiego. I sensori ad ampio raggio di cui è dotato inoltre migliorano il quadro della situazione aerea. Inoltre sull’arco dell’intera durata di utilizzazione comporta costi più bassi. Il credito d’impegno per l’acquisto ammonta a 1,987 miliardi di franchi per il sistema e a 66 milioni di franchi per tre nuovi edifici adibiti all’istruzione nonché per l’adeguamento delle infrastrutture di deposito.

Con Patriot la Svizzera disporrà di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Sarà così possibile coprire vaste aree: con poche postazioni l’esercito potrà proteggere gran parte delle regioni densamente popolate della Svizzera. Inoltre la difesa terra-aria a lunga gittata sgrava gli aerei da combattimento. I due elementi si completano a vicenda. Gli aerei da combattimento possono essere impiegati in modo flessibile, mentre i sistemi di difesa terra-aria forniscono una protezione persistente e sono in grado di combattere altri aerei da combattimento, missili da crociera e missili in avvicinamento a corta gittata.

Materiale dell’esercito e ulteriori immobili

Oltre ai crediti per i nuovi mezzi di protezione della popolazione da minacce aeree, al pari di quanto accaduto nei messaggi sull’esercito passati il Consiglio federale chiede l’acquisto di materiale dell’esercito. I crediti verranno utilizzati tra l’altro per la ciberdifesa, per il rinnovo dei centri d’istruzione al combattimento e per la valutazione di un sistema per la neutralizzazione di mini droni. Il messaggio in oggetto comprende inoltre i crediti d’impegno per il Programma degli immobili del DDPS 2022. Quest’ultimo riguarda un magazzino a scaffalature verticali per tessili a Thun, una nuova rimessa per veicoli, un’officina e un centro di manutenzione presso l’aerodromo di Alpnach nonché ulteriori progetti.

Le imprese riceveranno commesse per svariati miliardi

I produttori esteri del nuovo aereo da combattimento e del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata saranno tenuti ad assegnare commesse a imprese svizzere. Con riferimento all’aereo si tratta del 60 per cento del valore contrattuale, ossia di 2,9 miliardi di franchi (di cui un miliardo di franchi di offset diretti), mentre per i sistemi di difesa terra-aria si tratta del 100 per cento del valore contrattuale, ossia di 1,3 miliardi di franchi (di cui 260 mio. fr. di offset diretti). Inoltre la Confederazione assegnerà commesse all’industria svizzera per un valore di 321 milioni di franchi. Grazie a queste commesse aventi un valore complessivo di 4,5 miliardi di franchi, nei decenni futuri in Svizzera verranno creati numerosi posti di lavoro.

Inoltre il Programma degli immobili del DDPS 2022 come pure le misure edili per gli F-35A e il sistema Patriot avranno ripercussioni prevalentemente sull’occupazione in Svizzera. Il settore edilizio trarrà profitto da commesse pari a circa 500 milioni di franchi.

Aspetto fundamentale del massaggio sull'esercito 2022

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Nuovi mezzi per la protezione dello spazio aereo: 36 F-35A moderni sostituiranno 55 vecchi aerei e il sistema Patriot permette di colmare le lacune di sicurezza.

Stato dell’affare

F-35A

Acquisto degli aerei da combattimento F-35A

Nell’ambito dell’acquisto degli aerei da combattimento F-35A il Consiglio federale chiede un credito d’impegno di 6,035 miliardi di franchi per gli aerei da combattimento e di 120 milioni di franchi per le misure edili..

Aerei da combattimento F-35A

In generale

L’F-35A è ideale per il servizio di polizia aerea. Combina un’ottima velocità ascensionale e capacità di accelerazione per raggiungere velocità supersoniche con una grande riserva di carburante. Il trasporto di serbatoi esterni, che oppongono una resistenza all’aria, non è necessario. Ciò permette impieghi di lunga durata anche dopo un decollo su allarme per un servizio di polizia aerea, ad esempio per scortare un aereo lento fino all’atterraggio. Inoltre, grazie al suo rifornimento di carburante l’F-35A può rimanere in aria più a lungo degli attuali F/A-18 nell’ambito della protezione di conferenze. L’F-35A è dotato di ottimi sensori per rilevare e identificare altri aerei, sia di giorno che di notte, il che costituisce un grande vantaggio per il servizio di polizia aerea. Inoltre dispone di eccellenti caratteristiche di volo per intercettare sia aerei veloci che più lenti. L’F-35A è già utilizzato attualmente da forze aeree europee per compiti relativi al servizio di polizia aerea.


Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 13 dicembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Attualmente 16 Stati, di cui 9 in Europa, hanno deciso di acquistare quest'aereo. Dell’F-35 sono già stati prodotti più di 750 esemplari. A livello mondiale si prevede che in futuro saranno operativi oltre 3000 F-35. 

I missili a guida infrarossa del tipo Sidewinder AIM-9X impiegati dalle Forze aeree svizzere possono essere utilizzati con l’F-35A, però verso il 2030 raggiungeranno la fine della loro durata di utilizzazione. Pertanto l’acquisto di 36 nuovi missili a guida infrarossa del tipo AIM-9X Block II è previsto nel contesto dell’acquisto ed è compreso nel volume di finanziamento per l’acquisto degli F-35A.

I missili a guida radar AMRAAM AIM-120 C7 impiegati dalle Forze aeree svizzere possono continuare a essere utilizzati con l’F-35A. L’esercito utilizzerà i missili AMRAAM fino alla fine della loro durata di utilizzazione negli anni 2040. Questa versione del missile è disponibile dal 2009 ed è stata acquistata con i programmi d’armamento 2011 e 2017. Si tratta di un missile di nuova generazione che viene impiegato in numerosi Paesi. I costi per la sostituzione dei missili AMRAAM prevista negli anni 2040 sono compresi nei costi complessivi comunicati (15,5 miliardi di franchi).

Per certificare le capacità aria-terra dell’F-35A e istruire gli equipaggi verrà acquistato un numero esiguo di due tipologie di munizioni di precisione. La prima tipologia, ossia «GBU-54 JDAM», è una tipologia di munizioni di precisione a corta gittata. Grazie al GPS o a una testa di ricerca guidata a laser queste munizioni possono essere guidate con grande precisione fino a raggiungere l’obiettivo. Anche la seconda tipologia «GBU-53 Storm Breaker», più leggera, dispone di una guida a GPS e a laser. Grazie a una connessione data link, al GBU-53 possono essere fornite informazioni costantemente aggiornate riguardo all’obiettivo mentre è in volo. Entrambe le tipologie di munizioni possono essere impiegate in qualsiasi condizione meteorologica e con grande precisione contro obiettivi sia statici che mobili.

Non verranno acquistate munizioni a grappolo e bombe a caduta libera senza guida. Queste sarebbero contrarie sia alla Convenzione di Oslo sia ai principi umanitari della Svizzera.
 

Vedi anche: Risposta del Consiglio federale del 13 novembre 2019 all’interpellanza della consigliera nazionale Lisa Mazzone
Vedi anche: Risposta del Consiglio federale del 6 dicembre 2021 alla domanda della consigliera nazionale Priska Seiler Graf

L’F-35A dispone di un concetto d’istruzione moderno che attribuisce grande importanza all’impiego di simulatori e di altri ausili didattici. Rispetto all’F/A-18 Hornet, i piloti hanno bisogno di circa il 20 per cento di ore di volo in meno, in quanto l’F-35A è più semplice da pilotare. I piloti possono concentrarsi sul loro impiego dato che vengono visualizzate solo le informazioni che sono rilevanti per loro. Inoltre l’F-35A offre la possibilità di simulare altri aerei in condizioni di volo reali.

Per l’istruzione vi è l’intenzione di acquistare quattro simulatori connessi tra loro che verranno installati a Payerne. Sono indispensabili per l’istruzione e l’addestramento dei piloti di jet da combattimento: i piloti possono allenarsi simulando voli e guasti a costi ridotti, in modo ecologico e senza rischi.

Ulteriori simulatori verranno acquistati per svolgere formazioni relative alla manutenzione. I militari potranno svolgere gran parte della loro istruzione ricorrendo ai simulatori. Di conseguenza il numero degli aerei che dovrà essere messo a disposizione per la loro istruzione sarà inferiore. Ciò comporta una minore usura del materiale e aumenta la disponibilità della flotta.

Per prendere confidenza con il nuovo aereo da combattimento, in un primo momento un gruppo ristretto di equipaggi e di personale di manutenzione seguirà l’istruzione negli Stati Uniti. Le altre istruzioni si svolgeranno successivamente con mezzi propri in Svizzera. L’istruzione per l’impiego di missili e munizioni di precisione si svolge esclusivamente negli Stati Uniti, ad esempio con tiri di verifica programmati.

L’istruzione di base dei piloti svizzeri degli F-35 si svolgerà come oggi su velivoli Pilatus PC-7 e PC-21. Successivamente ci sarà la riconversione all’F-35A.


Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Franziska Roth

Costi

La decisione programmatica sull’acquisto degli aerei da combattimento, approvata dal popolo svizzero, autorizza un volume finanziario di 6,339 miliardi di franchi, sulla base delle previsioni sull’andamento del rincaro sino al 2031. Dopo che armasuisse ha ultimato il contratto per l’acquisto dell’aereo da combattimento F-35A con il governo degli Stati Uniti, ne risulta un credito d’impegno di 6,035 miliardi di franchi (sulla base di un tasso di cambio di 0,95 franchi per dollaro), un importo che si situa pertanto al di sotto del volume finanziario massimo disponibile.

I costi d’acquisto saranno presentati per approvazione al Parlamento mediante il messaggio sull’esercito del 2022. Gli F-35A saranno finanziati tramite il budget ordinario dell’esercito.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale dell’8 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Franziska Roth
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 23 febbraio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere degli Stati Olivier Français

I costi d’acquisto dell’F-35A comprendono, oltre ai velivoli, anche equipaggiamenti, armamenti e munizioni specifici per il tipo di impiego, pacchetti logistici, sistemi di pianificazione e analisi delle missioni, sistemi di addestramento e la formazione iniziale.

Sono inclusi anche i costi per l’integrazione nei sistemi d’informazione e di condotta svizzeri (ad esempio anche gli adeguamenti ai sistemi logistici esistenti) e per i servizi di assistenza da parte dell’industria, nonché un’indennità di rischio, il rincaro nel Paese di produzione (USA) e l’IVA sulle importazioni.

Gli adeguamenti agli immobili non sono compresi nei costi d’acquisto ma, come questi ultimi, saranno presentati al Parlamento ai fini dell’approvazione con il messaggio sull’esercito del 2022 e finanziati con il budget ordinario dell’esercito.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale dell’8 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Franziska Roth
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 23 febbraio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere degli Stati Olivier Français

Flyaway-Preis und Systempreis von Kampfflugzeugen

I costi d’esercizio dei nuovi aerei da combattimento del tipo F-35A, calcolati sull’arco di 30 anni, ammontano a circa 9,4 miliardi di franchi. Tali costi dovrebbero pertanto equivalere a circa il doppio delle spese di acquisto. Per quanto concerne i costi d’esercizio calcolati, il DDPS si basa sull’offerta e sull’esperienza acquisita nell’esercizio di aerei da combattimento svizzeri, in particolare della flotta di F/A-18. Un calcolo preciso su un periodo di tempo così lungo è tuttavia intrinsecamente difficile.

L’esercizio dei nuovi aerei da combattimento sarà pagato per 30-40 anni con il budget ordinario dell’esercito.

I costi d’esercizio annui pari in media a circa 300 milioni di franchi prevedono spese pari a:

  • 35 milioni di franchi per il personale;
  • 230 milioni di franchi per il supporto del sistema e la manutenzione da parte dell’industria;
  • 35 milioni di franchi per il carburante.

I costi d’esercizio includono anche il rincaro negli Stati Uniti nei primi 10 anni di utilizzazione, l’IVA e una previsione dei costi dovuti all’invecchiamento per un periodo di utilizzazione di 30 anni.

Non vengono per contro considerati i costi di eventuali programmi di incremento dell’efficienza bellica e di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte. Tali costi verrebbero sottoposti dal Consiglio federale al Parlamento per approvazione.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale dell’8 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Franziska Roth
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Le offerte e le relative cifre sono vincolanti. Questo riguarda sia i costi d’acquisto che i costi d’esercizio offerti, generati dal fornitore e per i quali la Svizzera dispone di un’offerta per una durata di 10 anni d’esercizio. Un’offerta vincolante che vada oltre i 10 anni d’esercizio o oltre il decennio 2040 sarebbe dubbia da un punto di vista commerciale. Per questo motivo il DDPS si basa sui costi d’esercizio calcolati nell’offerta e sulla propria esperienza nell’esercizio di aerei da combattimento. Per esempio, si tiene conto dell’obsolescenza dei sistemi, che nel corso degli anni comporta generalmente un aumento delle spese di manutenzione.

Il DDPS acquista gli aerei tramite il «Foreign Military Sales» (FMS) del governo degli Stati Uniti, alle stesse condizioni che quest’ultimo applica a sé stesso. Il governo degli Stati Uniti, a sua volta, gestisce l’acquisto tramite un contratto proprio con l’industria statunitense, che il DDPS può visionare. In tale contratto i prezzi e le condizioni contrattuali sono fissati in modo vincolante e sono esigibili anche attraverso una rigorosa vigilanza. Pertanto, in caso di superamento dei costi il governo degli Stati Uniti esigerebbe dal produttore il mantenimento del carattere vincolante dei prezzi a favore della Svizzera.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale dell’8 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Franziska Roth
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 24 novembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Economia

Con l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento F-35A, grazie agli investimenti e ai lavori di manutenzione nei prossimi decenni si assicureranno varie migliaia di posti di lavoro altamente qualificati.

Offset

Lockheed-Martin in veste di azienda produttrice degli F-35A deve compensare il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera. Il volume totale degli affari offset corrisponde a un valore di circa 2,9 miliardi di franchi. Le imprese che beneficeranno degli affari offset otterranno commesse supplementari e, in determinate circostanze, tali affari permetteranno di salvaguardare o aumentare i posti di lavoro. Gli offset consentono altresì alle imprese svizzere di accedere a tecnologie di punta, di acquisire know-how, di generare ulteriori volumi di esportazione e di rafforzare la posizione dell’industria svizzera sui mercati internazionali. Nell’ambito dell’acquisto dell’odierna flotta di F/A-18 circa 400 imprese svizzere (di cui circa tre quarti PMI) hanno beneficiato di offset.

Inoltre la Confederazione conferirà commesse dirette all’industria svizzera per un valore di 67 milioni di franchi.

Posti di lavoro

 

Sugli aerodromi militari di Payerne, Emmen e Meiringen il DDPS dispone complessivamente di oltre 1200 posti a tempo pieno (stato: dicembre 2021).

  • Payerne: 613 posti a tempo pieno, di cui 32 posti di tirocinio. Negli ultimi quattro anni lo sviluppo e l’attuazione dell’esercizio 24 ore su 24 del servizio di polizia aerea hanno creato circa 100 posti a tempo pieno.
  • Emmen: 407 posti a tempo pieno, di cui 10 posti di tirocinio presso l’esercito e altri 60 posti a tempo pieno presso armasuisse.
  • Meiringen: 215 posti a tempo pieno, di cui 20 posti di tirocinio.

Inoltre presso le sedi della RUAG MRO Holding SA di Emmen, Alpnach e Stans vi sono circa 800 posti a tempo pieno direttamente in relazione con le Forze aeree. Nelle tre sedi vengono formati circa 120 apprendisti.

A Meiringen la RUAG MRO Holding SA non ha collaboratori che forniscono direttamente prestazioni a favore delle Forze aeree. Tuttavia, a Wilderswil e Zweisimmen la RUAG MRO Holding SA dispone in tutto di circa 220 posti a tempo pieno direttamente in relazione con le Forze aeree. Tra loro ci sono un totale di 39 apprendisti.

A Payerne, dove la RUAG MRO Holding SA ha una nuova sede, ci sono 16 posti a tempo pieno ai quali occorre perlomeno aggiungere alcune percentuali di importanti funzioni di supporto in ambiti quali la logistica, le finanze o le risorse umane interne all’impresa.

Partner esterni

Presso le varie ubicazioni vengono inoltre acquistate prestazioni da partner esterni. Si tratta per esempio di fornitori di vari materiali di consumo o di mobilio, di lavori di manutenzione agli edifici, di catering per le mense, di manutenzione di veicoli aziendali, di lavori di sistemazione, di prestazioni fornite da imprese di pulizia e da lavanderie, da imprese di trasporto o del settore alberghiero e gastronomico. Tali prestazioni sono stimate in diversi milioni di franchi l’anno.

Investimenti

Negli anni 2022–2029 si investiranno oltre 425 milioni di franchi (525 milioni di franchi compresi gli F-35A) nelle ubicazioni delle Forze aeree di Payerne, Emmen e Meiringen.

  • Payerne: negli anni 2015–2021 sono stati effettuati investimenti significativi negli immobili dell’aerodromo militare e sulla piazza d’armi, per un importo complessivo di 249 milioni di franchi. Negli anni 2022–2029 saranno investiti ulteriori 281 milioni (343 milioni compresi gli F-35A).
  • Emmen: negli anni 2015–2021 sono stati effettuati investimenti per un importo di circa 126 milioni di franchi. Negli anni 2022–2029 sono previsti ulteriori investimenti dell’ordine di 101 milioni di franchi (114 milioni compresi gli F-35A).
  • Meiringen: negli anni 2015–2021 sono stati investiti per la manutenzione e per nuove costruzioni circa 41 milioni di franchi. Negli anni 2022–2029 sono previsti ulteriori investimenti dell’ordine di 44 milioni di franchi (68 milioni compresi gli F-35A).

Le imprese estere cui sono assegnate commesse nel quadro dell’acquisto compensano il 60 per cento del valore contrattuale mediante l’assegnazione di commesse in Svizzera (offset), di cui il 20 per cento mediante offset diretti e il 40 per cento mediante offset indiretti nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, vale a dire nei seguenti settori: 1. industria meccanica, 2. industria metallurgica, 3. industria elettronica ed elettrotecnica, 4. industria ottica, 5. industria orologiera, 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile, 7. prodotti in gomma e plastica, 8. prodotti chimici, 9. industria aerospaziale, 10. industria informatica e di ingegneria del software, 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.

Il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

Per quanto riguarda l’attuazione degli affari di compensazione occorre una maggiore trasparenza. Ciò include anche un registro di tutte le aziende svizzere che hanno ottenuto commesse dal mese di aprile 2018.

È importante sottolineare che soltanto a partire dalla data della firma del contratto il costruttore è soggetto a un obbligo legale per quanto riguarda gli affari compensazione ed è in seguito tenuto a concluderli. È quindi possibile che al momento della firma del contratto non sia ancora noto quali aziende in Svizzera riceveranno commesse dal costruttore di aerei. Tuttavia, molte delle aziende svizzere che partecipano ad affari di compensazione diretti (partecipazione diretta al processo di fabbricazione) sono parte integrante dell’offerta del produttore estero in qualità di subfornitori e sono pertanto note già al momento della firma del contratto.

Nel caso del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, le aziende estere che ottengono commesse nell’ambito dell’acquisto del sistema devono compensare il 100 per cento del valore del contratto. Fino al 40 per cento delle commesse può concernere anche prestazioni esterne alla base industriale e tecnologica rilevante in materia di sicurezza.

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda del Consigliere nazionale Jean-Luc Addor
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 maggio 2020 in merito al postulato del Consigliere nazionale Pierre-André Page

Il Consiglio federale provvede affinché nell’assegnare gli offset sia rispettata per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: il 65 per cento alla Svizzera tedesca, il 30 per cento alla Svizzera romanda e il 5 per cento alla Svizzera italiana.

Con il programma offset dell’F-35A e l’inoltro della seconda offerta in data 18 novembre 2020 sono stati presentati svariati progetti offset.

Tra i progetti inoltrati e già autorizzati da armasuisse figurano ad esempio la produzione di tettucci per cockpit sia per la Svizzera che per terzi, la manutenzione dei propulsori svizzeri o la creazione di un Centro ciber F-35A per la valutazione di ciberminacce.

I progetti offset saranno costantemente sviluppati, così da garantire che l’obbligo di compensazione del 60 per cento del valore contrattuale venga pienamente rispettato entro quattro anni dall’ultima fornitura di aerei. A tal fine si considererà  per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: Svizzera tedesca: 65 per cento, Svizzera romanda: 30 per cento, Svizzera italiana: cinque per cento.

Il produttore dell'aereo genererà affari di compensazione per circa 2,9 miliardi di franchi, di cui circa 1 milliardi di franchi per offset diretti.
 

Si veda anche: Articolo del 16 agosto 2021 «Gli obblighi della Lockheed Martin in materia di affari offset nel quadro della vendita di F-35A»
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 27 settembre 2021 alla domanda del Consigliere nazionale Fabien Fivaz

La Svizzera farà produrre almeno 24 dei complessivi 36 aerei da combattimento F-35A a Cameri in Italia. Per altri quattro aerei sono in corso accertamenti volti a chiarire se l’assemblaggio finale possa invece essere effettuato in Svizzera nel quadro di un progetto di offset. I primi 8 aerei verranno prodotti a Fort Worth negli Stati Uniti, dato che l’istruzione iniziale dei piloti svizzeri su questi aerei si svolgerà in loco. 

Pur non essendo un requisito del DDPS, non è escluso che l’assemblaggio finale possa avvenire in Svizzera. Il fornitore, ad esempio, è libero di realizzare un progetto in tal senso tramite l’offset. Eventualmente sarebbe anche possibile far assemblare gli F-35A svizzeri a Cameri (Italia). La soluzione migliore per la Svizzera attualmente è oggetto di discussione con gli Stati e i partner coinvolti.

air2030-offset

 

L’ammontare degli impegni offset risulta dal valore contrattuale che è stato convenuto tra il Governo statunitense e Lockheed Martin in qualità di fabbricante dei nuovi aerei da combattimento F-35A. Questo valore dovrà essere compensato con affari offset nella misura del 60 per cento.

Lockheed Martin dovrà operare affari di compensazione per un totale di circa 2,9 miliardi di franchi. Questa cifra corrisponde al 60 per cento del valore contrattuale. Circa 1 miliardo di franchi, ossia il 20 per cento del valore contrattuale, concerne offset diretti.

Oltre al valore contrattuale il credito d’impegno comprende anche elementi aggiuntivi che non sono tuttavia oggetto degli affari di compensazione, come prestazioni del Governo statunitense, acquisti diretti in Svizzera, l’imposta sul valore aggiunto o il supplemento di rischio. Per l’F-35A il credito d’impegno ammonta a 6,035 miliardi di franchi.


Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 13 dicembre 2021alla domanda del Consigliere nazionale Jean-Luc Addor
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 13 dicembre 2021alla domanda del Consigliere nazionale Jean-Luc Addor
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 23 febbraio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere degli Stati Olivier Français

Deve trattarsi di commesse supplementari per l’industria svizzera che creano almeno il 20 per cento di valore aggiunto in Svizzera:

  • se il valore aggiunto in Svizzera si situa tra il 20 e il 61 per cento, viene computato il valore effettivo;
  • se è superiore al 61 per cento, viene computato il 100 per cento;
  • se è inferiore al 20 per cento, non vi è alcun computo.

Inoltre le commesse devono confluire nel settore della base tecnologica e industriale rilevante per la sicurezza, ossia nei settori seguenti: 1. industria meccanica 2. industria metallurgica 3. industria elettronica ed elettrotecnica 4. industria ottica 5. Industria orologiera 6. industria della costruzione di veicoli e di materiale rotabile 7. prodotti in gomma e in platica 8. prodotti chimici 9. industria aerospaziale 10. industria informatica e di ingegneria del software 11. cooperazioni con scuole universitarie e istituti di ricerca.

Nel limite del possibile dovrà inoltre essere rispettata la chiave di ripartizione seguente tra le regioni: 65 per cento Svizzera tedesca, 30 per cento Svizzera romanda e 5 per cento Svizzera italiana.

Per gli offset diretti e indiretti sono ammessi moltiplicatori. Ciò vale per tutti gli affari di compensazione e quindi anche nell’ambito degli acquisti del nuovo aereo da combattimento e del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Le transazioni particolarmente rilevanti sotto il profilo della sicurezza, che ad esempio comprendono il trasferimento di tecnologie chiave rilevanti per la sicurezza e promettono un’autonomia elevata, possono quindi essere conteggiate con un valore superiore al loro valore nominale (fino al triplo di tale valore). In questo modo si tiene conto del fatto che il valore in materia di politica di sicurezza generato dagli investimenti può essere più elevato delle spese di natura puramente finanziaria. Inoltre si incentiva il produttore estero ad effettuare transazioni particolarmente rilevanti per la sicurezza. 

La competenza per il controllo degli affari offset diretti spetta ad armasuisse. Per gli offset indiretti, invece, armasuisse è responsabile in collaborazione con l’Ufficio offset a Berna (UOB). Il coinvolgimento dell’UOB consente di beneficiare di ulteriori competenze tecniche e dell’esperienza nell’industria. Oltre al controllo degli affari offset indiretti, l’UOB procura contatti industriali per potenziali progetti offset.

La sorveglianza degli affari offset avviene nel quadro di un processo di monitoraggio e controllo. L’UOB verifica la conformità alle prescrizioni in materia di offset degli affari offset indiretti notificati dai produttori. Gli affari offset dichiarati devono ad esempio consistere in commesse supplementari ad aziende svizzere con una corrispondente quota di creazione di valore aggiunto per la Svizzera. armasuisse tiene un registro pubblicamente accessibile in cui figurano progetti d’acquisto soggetti agli obblighi in materia di offset, il produttore estero, le imprese svizzere interessate, la ripartizione secondo le regioni linguistiche e gli impegni offset correnti. La pubblicazione di informazioni sui singoli affari offset come volume, data e durata della commessa violerebbe il segreto d’affari protetto dal diritto penale. Le aziende interessate dovrebbero dare il loro consenso alla pubblicazione.


Si veda anche: Umsetzung der Empfehlungen aus der Abklärung Offset-Geschäfte Air2030 von Bundesrätin Viola Amherd vom 23. Dezember 2021
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 23 febbraio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere degli Stati Olivier Français

L’impegno offset in caso di acquisto di nuovi velivoli da combattimento e di sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata dev’essere pienamente compensato entro al massimo quattro  anni dall’ultima fornitura. Se entro allora non si è onorato totalmente l’impegno, sulla porzione inadempiuta viene applicata una penale del cinque per cento. La penale viene comminata una-tantum e non ha effetto liberatorio, ossia il fornitore estero deve continuare ad ottemperare al proprio impegno offset anche in futuro. Una simile situazione non si è mai verificata prima.

L’Ufficio offest a Berna (UOB) si basa su un accordo (partenariato pubblico-privato) tra armasuisse e l’associazione ASIPRO (Association for Swiss Industry Participation in Security and Defence Procurement Programs). ASIPRO è composta dalle associazioni industriali Swissmem/SWISS ASD, Groupement Romand pour le matériel de Défense et de Sécurité (GRPM), digitalswitzerland e Swissmechanic. Assieme gestiscono l’UOB. 

Dipendenza

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un'indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile. Lo sviluppo dell'intero know-how e l'acquisto dei pezzi di ricambio, in modo tale che la Svizzera possa gestire autonomamente l'utilizzo degli aerei per un tempo prolungato, sarebbero troppo cari e inefficienti sul piano economico.

Inoltre l'industria svizzera non sarebbe in grado dal punto di vista tecnico e finanziario di produrre un proprio velivolo da combattimento, ivi compresi tutti i componenti (sistemi elettronici, sensori ecc.).
 

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter

La Svizzera mira al grado più elevato di autonomia possibile. In un mondo globalizzato un’indipendenza totale dai fabbricanti e dai Paesi produttori tuttavia è impossibile.

L’F-35A assicura in particolare un ottimo livello di cibersicurezza poiché offre piene garanzie a livello di gestione dell’ambito ciber, sicurezza dell’architettura informatica e misure di protezione da cibereventi.

Nel quadro dell’impiego degli F-35A la Svizzera determina autonomamente quali dati scambiare con altre aviazioni militari tramite connessioni data link o quali dati logistici riportare al produttore. L’esercizio e la manutenzione dell’aereo in Svizzera sono assicurati dalle Forze aeree e dalla RUAG Svizzera.

L’F-35A è il modello utilizzato nel maggior numero di Paesi – segnatamente in Europa – e con il maggior numero di unità, con conseguenti minori dipendenze per un singolo Paese come la Svizzera.

D’altronde la tecnologia dei sistemi che consentono l’interoperabilità è americana anche nei modelli offerti da produttori europei (ad es. datalink, navigazione satellitare).
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 15 maggio 2019 in merito al postulato del Consigliere nazionale Marcel Dobler
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 9 marzo 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Marionna Schlatter
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 12 maggio 2021 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Spetta unicamente alla Svizzera stabilire quali dati scambiare con il produttore Lockheed-Martin.

La Svizzera decide in piena autonomia come e quando impiegare gli F-35A per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo e per la protezione della popolazione da minacce aeree.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera Franziska Roth

L’esercizio e la manutenzione degli aerei da combattimento avranno luogo in Svizzera e le rispettive attività saranno condotte da personale svizzero.

A ridurre ulteriormente la dipendenza, inoltre, contribuirà la presenza di un magazzino di ricambi sul territorio nazionale. Un criterio per il dimensionamento del pacchetto logistico dei nuovi aerei da combattimento è il fatto che, in caso di chiusura dei confini e di fornitura di ricambi da e verso l’estero non assicurata, per circa sei mesi si riesca comunque a garantire la sovranità sullo spazio aereo e la continuazione delle attività di istruzione e allenamento.

Un ultimo aspetto altrettanto importante è il rafforzamento della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB) della Svizzera attraverso gli offset, che consentono l’acquisizione di know-how supplementare e un accesso migliore ai mercati.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 26 agosto 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Franziska Roth

Ambiente

L’F-35A sarà operativo a partire dagli aerodromi di Payerne, Meiringen ed Emmen. In tutti gli aerodromi militari, i movimenti di volo pianificati con l’F-35A verranno ridotti della metà o anche di più rispetto all’esercizio dell’attuale flotta di F/A-18 C/D e di F-5.

  • A Payerne, il numero di movimenti aerei effettivi sarà ridotto del 50 per cento, dagli attuali 8391 all’anno a 4200. La proporzione sarà identica a Meiringen, dai 4096 di oggi a 2040, mentre a Emmen sarà del 70 per cento: da 3616 a 1090.
  • Nelle cifre pianificate negli ultimi calcoli sull'inquinamento fonico per il piano settoriale militare, la riduzione risulta simile. A Payerne, il numero di voli previsti diminuirà del 50 per cento, passando da 11000 a 5500; ugualmente a Meiringen: da 5000 a 250. A Emmen invece la riduzione sarà del 63 per cento: da 4100 a 1500.

Si veda anche: Rapporto riassuntivo del DDPS del 2 febbraio 2022 sulle misurazioni del rumore e l’analisi dell’impatto dell'F-35A

Per movimento di volo s’intende sia la fase di atterraggio che quella di decollo degli aerei; ogni volo consta dunque sempre di almeno due movimenti. Un «touch and go», ossia una esercitazione di atterraggio con nuovo decollo immediato, conta come due movimenti di volo.


Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 4 maggio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Emmanuel Amoos

Durante la valutazione, le emissioni foniche dei candidati sono state rilevate mediante misurazioni eseguite dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA), con propri strumenti di misurazione. Le misurazioni sono confluite nell’analisi costi-benefici, nella quale sono stati confrontati tra loro i candidati.

In sintesi, l’F-35A in fase di decollo produce un rumore superiore di 3 dB(A) rispetto all’odierno F/A-18 C/D. 3 dB(A) rappresentano una differenza appena percepibile dall’udito durante le normali attività nei pressi di un aerodromo. All’atterraggio, l’F-35A produce un rumore che mediamente è tra 0 e 1 dB(A) superiore rispetto al F/A-18 C/D. Durante il rullaggio a terra, l’F-35A è di circa 5 dB(A) più rumoroso del F/A-18 C/D. La proporzione di frequenze più basse è maggiore per l’F-35A rispetto al F/A-18 C/D, il che può comportare una diversa percezione del suono. Poiché l’F-35A è percepito in media come più rumoroso di circa 3 dB(A), le curve isofoniche corrispondenti a una data immissione di rumore coprono una superficie maggiore in fase di decollo con l’F-35A rispetto al decollo con l’F/A-18 C/D.

Per stimare l’inquinamento fonico complessivo nel corso di un anno, oltre al rumore in fase di decollo e atterraggio bisogna considerare anche il numero di movimenti di volo. Rispetto all’utilizzo degli F/A-18C/D ed F-5 negli ultimi anni, con l’F-35A i movimenti possono essere praticamente dimezzati, grazie a un allungamento della durata media delle missioni di addestramento e alle ore di volo pianificate. Sulla base del concetto di stazionamento attuale è possibile mantenere costante l’inquinamento acustico medio annuale, in conformità all’Ordinanza sull’inquinamento fonico.

Nella prossima fase, in collaborazione con l’EMPA, sarà calcolato l’inquinamento fonico per gli aerodromi militari di Payerne, Meiringen ed Emmen, in base al numero di movimenti sopraindicati per l’F-35A. Questi calcoli saranno disponibili in forma di bozza entro l’inizio del 2023 e serviranno da base per la rielaborazione delle schede del piano settoriale militare. Il DDPS presenterà questa bozza alle autorità e ai gruppi d’interesse nelle zone limitrofe agli aerodromi militari coinvolti e soppeserà i possibili vantaggi e svantaggi delle varianti procedurali. Successivamente, i calcoli saranno finalizzati.

Il DDPS si premura di mantenere l’inquinamento fonico a un livello possibilmente basso. Per tale motivo, in collaborazione con il produttore Lockheed-Martin e il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA), si stanno cercando possibilità tecnico-procedurali per ulteriori misure di riduzione dell’inquinamento fonico (ad es. al decollo e all’atterraggio). Nel quadro del risanamento fonico e in vista dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, il DDPS procederà inoltre, laddove necessario, al montaggio di ulteriori finestre insonorizzate nelle aree circostanti degli aerodromi militari di Emmen, Meiringen e Payerne.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza della Conisgliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 7 disembre 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Rapporto riassuntivo del DDPS del 2 febbraio 2022 sulle misurazioni del rumore e l’analisi dell’impatto dell'F-35A
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 4 maggio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Emmanuel Amoos
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 4 maggio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Christophe Clivaz

Finora il DDPS ha installato in due fasi a sue spese finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari: in una prima fase, nei primi anni Duemila, in circa 200 edifici sono state montate finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari di Dübendorf, Emmen, Meiringen, Payerne e Sion. In una seconda fase, alla fine degli anni Duemila/inizio degli anni Duemiladieci, si è proceduto al montaggio di ulteriori finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari di Meiringen e Payerne. A Meiringen si è trattato di circa 130 edifici per una spesa di circa 5,5 milioni di franchi, a Payerne di circa 90 edifici per una spesa di circa tre milioni di franchi. Nell’ambito del risanamento fonico, tenendo conto dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento, secondo le necessità il DDPS monterà ulteriori finestre insonorizzate nelle aree circostanti gli aerodromi militari di Emmen, Meiringen e Payerne.

Oltre a ciò per l’aerodromo di Payerne sono state disposte agevolazioni a favore dei proprietari di immobili il cui valore è particolarmente compromesso a causa di emissioni foniche straordinarie. Le relative richieste d’indennizzo sono in sospeso presso la competente commissione di stima federale.

Le Forze aeree consumano circa il due per cento del cherosene utilizzato complessivamente in Svizzera. La loro percentuale di emissioni di CO2 tra tutti i carburanti e i combustibili utilizzati in Svizzera a scopo energetico ammonta a circa lo 0,3 per cento.

Per il DDPS la protezione dell’ambiente è importante. Entro il 2030 le emissioni di CO2 saranno ridotte di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Le emissioni rimanenti saranno completamente compensate mediante certificati a partire dal 2020. Ciò vale anche per le Forze aeree e l’intero esercito e rientra nel quadro delle misure decise dal Consiglio federale per l’amministrazione. 
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Comunicati del 3 luglio 2019 e del 13 dicembre 2019).

Poiché negli ultimi anni è stata comprovata la fattibilità tecnica per l’impiego di biocarburanti anche nell’aviazione militare, si stanno monitorando gli sviluppi in questo settore.

Per quanto riguarda la produzione di biocarburanti, in Svizzera si applica tuttavia il principio per cui le piante vengono utilizzate dapprima come generi alimentari, poi come alimenti per animali e soltanto da ultimo come carburante.

La ricerca sui biocarburanti sta procedendo a pieno ritmo anche in Svizzera. Prima che si possa parlare di produzione su scala industriale di carburanti sintetici biomass-to-liquid, sono necessari cospicui investimenti sia nello sviluppo che nella produzione.

L’F-35A consente l’utilizzo di carburante sintetico (biocarburante). Quest’ultimo può essere miscelato con quello convenzionale in misura del 50 per cento al massimo, secondo le norme attualmente vigenti. Il DDPS si sta adoperando per poter sfruttare appieno questo potenziale quanto prima.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 24 febbraio 2021 in merito all'interpellanza dell Consigliere nazionale Gerhard Andrey
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 agosto 2009 in merito al postulato del Consigliere nazionale Jacques Burgeois

Rispetto alle flotte odierne di F/A-18 e di F-5, con l’F-35A il consumo di cherosene diminuirà di circa il 25 per cento su base annua a causa del numero di ore di volo necessarie complessivamente inferiore..
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 13 novembre 2019 in merito all'interpellanza della consigliera nazionale Lisa Mazzone
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza della consigliera nazionale Franziska Roth

Valutazione

Requisiti e prime offerte (dal 2018 al 2019)

Sulla base dei requisiti pubblicati il 23 marzo 2018 dal DDPS, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati seguenti hanno trasmesso ad armasuisse la propria offerta per nuovi aerei da combattimento:

  • Eurofighter (Airbus, Germania),
  • F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA),
  • Rafale (Dassault, Francia),
  • F-35A (Lockheed-Martin, USA),
  • Gripen E (Saab, Svezia). La Saab non ha tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo. Il Gripen E non è pertanto più contemplato nella procedura di selezione.

Tutti i dati tecnici sono stati separati in modo molto rigoroso dalle informazioni relative ai costi. Questo cosiddetto «two envelope system» assicura che gli specialisti del DDPS che valutano gli aspetti tecnici del modello di aereo non abbiano accesso alle informazioni relative ai costi, e viceversa.

Fase di analisi e di prova (2019)

  • Tra febbraio e marzo 2019 si sono svolte le prove nei simulatori dei candidati.
  • Oltre alle prove nei simulatori, tra febbraio e marzo 2019 si sono svolti i cosiddetti audit di supporto al prodotto. Nel quadro di questi audit le forze aeree dei Paesi produttori hanno illustrato l’esercizio e la manutenzione di questi aerei nonché lo svolgimento dell’istruzione.
  • Tra aprile e luglio 2019 gli aerei sono stati sottoposti a prove in volo e al suolo presso l’aerodromo di Payerne.
  • Parallelamente alle prove sopracitate sono stati analizzate le risposte al catalogo di domande a cui i candidati hanno dovuto rispondere in occasione della prima offerta. 

Seconda offerta e rapporto di valutazione (2020–2021)

  • Sulla base dei dati raccolti dalla fase di analisi e di prova, il 10 gennaio 2020 armasuisse ha invitato i produttori degli aerei candidati a presentare una seconda offerta. armasuisse ha ricevuto le offerte il 18 novembre 2020.
  • A gennaio 2021 tutti i candidati sono stati invitati a confermare entro due settimane ad armasuisse che l’offerta di novembre 2020 fosse la loro ultima e migliore offerta (best and final offer). In alternativa è stata data la possibilità ai candidati di ottimizzare, entro lo stesso termine, le loro offerte commerciali senza operare tagli al volume offerto.
  • Il 12 maggio 2021 i candidati sono stati invitati a presentare una pianificazione aggiornata dei pagamenti secondo le direttive del DDPS. Sono stati accettati adeguamenti del piano di fornitura, ma non dell’offerta.
  • Sulla base delle informazioni pervenute con la seconda offerta e sulla base dei rapporti tecnici è stato determinato il beneficio complessivo di ciascun candidato e i candidati sono stati confrontati tra loro in tale ottica.
  • I risultati sono stati integrati nel rapporto di valutazione, insieme a un’analisi dei rischi, soltanto dopo la votazione referendaria. In tale rapporto il beneficio complessivo di ogni aereo candidato è stato messo a confronto con i costi d’acquisto e di esercizio per un periodo di 30 anni (costi complessivi). Il rapporto di valutazione ha costituito la base decisionale per la decisione sul tipo.

Scelta del modello (2021)

  • Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha optato per 36 aerei da combattimento del tipo F-35A, del produttore statunitense Lockheed Martin, e per 5 unità di fuoco del tipo Patriot, del produttore statunitense Raytheon.
  • Dopo la decisione sui modelli di aereo da combattimento e di sistema di difesa terra-aria da acquistare, i relativi contratti sono stati ultimati con il governo degli Stati Uniti. Le cosiddette «Letters of offer and acceptance» (LOA) sono state dapprima firmate unilateralmente dagli Stati Uniti ed entreranno in vigore al momento della firma da parte della Svizzera.


Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 13 dicembre 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Maja Riniker

I candidati sono stati confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%

Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo è stato confrontato con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non sono stati considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

L’F-35A è stato sottoposto a test completi ed è in fase di produzione in serie. Ad oggi sono stati consegnati e vengono impiegati oltre 780 F-35. 

Gli organi di vigilanza del Congresso e del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti assicurano una vigilanza completa, indipendente e trasparente del programma F-35A. Ciò va anche a beneficio della Svizzera, che acquista direttamente l’F-35A presso il Governo statunitense tramite il «Foreign Military Sales» (procedura FMS).

Nei rapporti pubblicati dalle autorità di vigilanza, si fa riferimento a una lista delle lacune dell’F-35A. Questa lista è a disposizione del DDPS. La tenuta di simili liste consente il miglioramento continuo di sistemi complessi.  Liste e banche dati corrispondenti sono tenute anche sull’F/A-18 svizzero e su altri sistemi aeronautici. Ciò assicura che i punti della lista siano completamente documentati e sistematicamente elaborati.

La lista dell’F-35A non contiene alcun dato rilevante per la sicurezza di volo. Se tali lacune dovessero manifestarsi, dovrebbero essere corrette immediatamente per mantenere l’ammissione dell’F-35A. Oltre a ciò, tutti i punti di tale lista vengono elaborati e corretti con la massima priorità da Lockheed Martin sotto la direzione dell’ufficio che si occupa del programma F-35 presso il Dipartimento della Difesa statunitense.

Indipendentemente dalla lista esistente, l’F-35A è attualmente impiegato a livello operativo da un gran numero di forze aeree. Le prestazioni dell’F-35A non sono limitate dai punti criticati, come è stato dimostrato anche durante il collaudo effettuato in Svizzera nella primavera del 2019.


Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all'interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 16 febbraio 2022 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez

La valutazione dei potenziali aerei da combattimento si basa sul metodo AHP che, oltre a essere conforme alle norme giuridiche sugli acquisti, presenta notevoli vantaggi rispetto a un calcolo costi-benefici più semplicistico. Il metodo semplifica eventuali problemi di valutazione complessi e genera risultati più solidi e comprensibili.

Sie veda anche: Articolo del 17 agosto 2021 «Nuovi aerei da combattimento: valutazione dei candidati con il metodo AHP»

Germania (Airbus: Eurofighter), Francia (Dassault: Rafale), USA (Boeing: F/A-18 Super Hornet; Lockheed-Martin: F-35A). Nella valutazione era inclusa anche la Svezia (Saab: Gripen E). Saab non avea tuttavia partecipato alle prove in volo e al suolo. Dopo di che, il Gripen E non era più nel processo di selezione.

Il 13 giugno 2019 il costruttore svedese Saab ha comunicato ad armasuisse che non avrebbe preso parte, con il Gripen E, alle prove in volo e al suolo per il nuovo aviogetto da combattimento dell’Esercito svizzero. Le prove per il Gripen E erano previste a Payerne dal 24 al 28 giugno 2019. Non prendendo parte alle prove, il Gripen E è stato eliminato dal processo di valutazione. Un recupero delle prove in volo e al suolo in un momento successivo avrebbe contraddetto il trattamento paritario di tutti i candidati e non era quindi da considerare un’opzione.

Dall'inizio del 2018, armasuisse ha intrattenuto regolarmente un rapporto di dialogo con tutti i candidati illustrando loro sia il processo sia i criteri di valutazione. In base alle informazioni e alle analisi attuali circa il grado di maturità e l’integrazione dei sottosistemi, gli specialisti di armasuisse e delle Forze aeree svizzere sono giunti alla conclusione che alcune delle missioni previste non avrebbero potuto essere eseguite in maniera efficace. Per questo motivo, armasuisse ha consigliato a Saab di ritirarsi dal processo di valutazione. Evidentemente, anche la stessa Saab ha ritenuto opportuno decidere di non prendere parte alle prove in volo e al suolo.
 

Si vede anche: Parere del Consiglio federale del 11 agosto 2021 alla domanda della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti avrebbero partecipato alla valutazione.

Misure edili per gli aerei da combattimento F-35A

Per impiegare la flotta di F-35A si farà ricorso agli aerodromi militari esistenti di Payerne, Meiringen ed Emmen. Le dimensioni degli F-35A sono simili a quelle degli F/A-18 Hornet; lo stesso vale anche per il peso: è possibile quindi continuare a utilizzare la maggior parte degli immobili esistenti anche per i nuovi aerei. Gli adeguamenti agli immobili sono necessari per quanto riguarda l’infrastruttura d’istruzione, le installazioni tecniche e i dispositivi di sicurezza.

Dopo il 2030 l’intera flotta di aerei da combattimento sarà più piccola rispetto a quella attuale: siccome si dovrà procedere alla sostituzione degli F-5 Tiger e degli F/A-18 Hornet con i nuovi aerei, sono necessari solo pochi adeguamenti edili.

All’aerodromo di Payerne occorre raggruppare in un centro d’addestramento gli impianti d’istruzione come i simulatori di volo o i mezzi d’istruzione per il personale di terra. Da qui la necessità di costruire un nuovo edificio. A tal fine, l’edificio dei simulatori esistente è troppo piccolo e non verrà riutilizzato. Il nuovo centro d’addestramento deve poter essere utilizzato sia dalle Forze aeree sia dalla RUAG SA dietro pagamento di un indennizzo; la RUAG SA figura come centro di competenza per il materiale. Nel centro d’addestramento saranno integrati anche i locali di sistema e di pianificazione dell’impiego necessari per l’F-35A. Occorre inoltre adeguare ai nuovi aerei anche i ripari per gli aerei e le installazioni nei box per gli aeromobili, nell’hangar di manutenzione e nell’officina.

A Meiringen è necessario adeguare soprattutto le installazioni tecniche nelle piazzole per aeromobili e i locali di sistema e di pianificazione dell’impiego. Sono necessarie misure edili anche per i ripari per gli aerei in caso di allarme.

A Emmen occorre costruire un nuovo edificio con locali di sistema e di pianificazione dell’impiego. Anche gli hangar esistenti devono essere adeguati ai nuovi aerei.

In tutte le ubicazioni sono previste inoltre delle misure di protezione rafforzate.

I tetti degli edifici appena costruiti saranno dotati di coperture vegetali e di moduli fotovoltaici per una superficie complessiva di circa 2100 metri quadrati. La quantità di energia elettrica prodotta ammonta a circa 473 megawattore all’anno, il fabbisogno di circa 118 famiglie.

A Payerne è stata valutata la possibilità di trasformare o ampliare l’edificio dei simulatori esistente, ma questa alternativa è stata scartata per mancanza di riserve di terreno limitrofo.

A Meiringen è stata valutata la possibilità, poi respinta, di costruire un edificio dei simulatori a prova di armi. L’istruzione nell’ubicazione principale di Payerne è la soluzione più economica realizzabile nel lungo periodo.

A Emmen è stata valutata la possibilità di costruire il nuovo edificio attaccato agli hangar 4–6, ma l’alternativa è stata respinta per motivi economici e operativi.

Per le misure edili relative all’aereo da combattimento F-35A è disponibile un progetto preliminare. La realizzazione è prevista tra il 2024 e il 2029.

In seguito ai lavori di costruzione volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione aumentano di 4,3 milioni di franchi l’anno. Le spese d’esercizio annue aumentano di 0,7 milioni di franchi, compensati nell’ambito del budget dell’esercito.

Fabbisogno

In generale

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.

I compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle Forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra-aria.

Situazione normale

  • Servizio di polizia aerea: le Forze aeree sorvegliano in permanenza lo spazio aereo svizzero. Provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Dall’inizio del 2021 le Forze aeree sono in grado di intervenire in permanenza con due aerei da combattimento armati pronti a decollare entro 15 minuti dall’allarme. Su una media pluriennale, le Forze aeree eseguono da 20 a 40 cosiddette «hot mission» (impieghi di polizia aerea in caso di gravi violazioni delle regole del traffico aereo o della sovranità sullo spazio aereo) e da 250 a 350 «live mission» (impieghi di polizia aerea per il controllo di aeromobili di Stato stranieri nello spazio aereo svizzero).
  • Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.


Gravi tensioni

  • In periodi di gravi tensioni, le Forze aeree devono essere in grado di tutelare la sovranità sullo spazio aereo nel corso di settimane o mesi, per impedire l’utilizzazione illecita dello spazio aereo svizzero. La realizzazione di questo compito da parte delle Forze aeree consente inoltre alla Svizzera di tener fede ai suoi obblighi in materia di neutralità. La difesa credibile dello spazio aereo può risultare decisiva per impedire che, in presenza di conflitti armati nel contesto immediato della Svizzera, il Paese sia coinvolto in un conflitto in seguito alla violazione del suo spazio aereo.
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
  • Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.


Attacco armato contro la Svizzera 

  • Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

Servizio di polizia aerea

Capacità di resistenza

Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.

La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili aria-terra. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.

Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.

La valutazione e l’acquisto coordinati di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.

La Svizzera non è membro dell’alleanza militare della NATO e dunque non fa nemmeno parte della difesa collettiva atlantica (conformemente all’art. 5 del Trattato Nord Atlantico del 4 aprile 1949). In quanto Stato neutrale la Svizzera deve quindi prendere individualmente i provvedimenti necessari per la protezione e la difesa del Paese e della popolazione.

Il diritto della neutralità obbliga gli Stati neutrali a proteggere e a difendere in modo credibile il proprio territorio, che comprende anche lo spazio aereo. Questo implica per esempio anche il fatto di dissuadere le parti in conflitto dall’utilizzare il proprio territorio statale per scopi militari o dall’abusarne.

La sorveglianza e la protezione del proprio spazio aereo sono compiti e responsabilità fondamentali di uno Stato, in particolare anche per uno Stato neutrale come la Svizzera.

Nel caso di un attacco armato contro la Svizzera, tuttavia, gli impegni di Stato neutrale vengono a cadere. In tal caso la Svizzera avrebbe il diritto di organizzare la propria difesa in collaborazione con altri Stati – inclusi quelli confinanti, in maggioranza membri della NATO –, se ciò fosse reputato adeguato oppure necessario. In una situazione del genere è estremamente probabile che anche i Paesi confinanti siano stati attaccati. Nel quadro di una relativa cooperazione, la controparte si aspetterebbe un contributo da parte della Svizzera; 36 aerei da combattimento equivalgono a una prestazione sostanziale in tal senso.

La Svizzera vuole evitare di essere coinvolta in conflitti armati. La politica estera, e in particolare la neutralità, sono utili in questo senso, ma anche l’esercito e le Forze aeree. Lo stanziamento di 6 miliardi di franchi al massimo consente di rinnovare la flotta di aerei da combattimento a un livello tale che nessuno deciderà con leggerezza di attaccare la Svizzera. Se ciò dovesse comunque verificarsi, le Forze aeree possono opporre resistenza con l’obiettivo di guadagnare tempo per trovare soluzioni politiche o per portare avanti la difesa, eventualmente insieme ad altri Paesi sotto attacco. Gli obblighi legati alla neutralità si applicano fintanto che la Svizzera non è oggetto di un attacco armato da parte di un altro Stato.

Aereo da combattimento

A breve e medio termine una minaccia militare diretta sotto forma di attacco armato contro la Svizzera è poco probabile. Tuttavia le ripercussioni di un’aggressione del genere sarebbero talmente gravi che questa eventualità non deve essere trascurata. Inoltre negli ultimi anni il rischio di conflitti armati in aree dell’Europa vicine alla Svizzera è aumentato, e da febbraio 2022 in Ucraina è realtà. Conflitti nel contesto europeo coinvolgono direttamente anche la Svizzera, ad es. poiché in quanto Stato neutrale deve impedire che il suo territorio e il suo spazio aereo vengano utilizzati dalle parti belligeranti. Questo sarebbe il caso in particolare se un tale conflitto in aree vicine alla Svizzera dovesse subire un’ulteriore escalation.

Per il momento soltanto gli aerei da combattimento sono in grado di coprire l’intera gamma di capacità e modalità d’impiego necessarie alla protezione dello spazio aereo. Una rinuncia al rinnovo della flotta di aerei da combattimento significherebbe che a partire dal 2030 la Svizzera non sarà più in grado di svolgere i propri compiti di protezione e di difesa nel proprio spazio aereo. Equivarrebbe alla rinuncia a un obbligo statale centrale e, alla fine, alla sovranità in materia di politica di sicurezza e alla neutralità. Inoltre, sotto il profilo della politica di sicurezza la Svizzera costituirebbe una «zona di vuoto» in Europa e quindi rappresenterebbe un rischio.

Gli aerei da combattimento non servono soltanto in caso di accresciute tensioni o di conflitto armato. Quotidianamente con questi aerei le Forze aeree provvedono alla sicurezza dello spazio aereo, vengono in soccorso di equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Inoltre proteggono le conferenze internazionali da attacchi aerei.

Gli aerei da combattimento sono e restano importanti per la sicurezza. Le minacce più recenti, quali i ciberattacchi, si sono sommate a quelle preesistenti (es. attacchi armati) e non le hanno dunque sostituite. Gli aerei da combattimento possono contrastare diverse minacce, in particolare gli conflitti armati e il terrorismo. In caso di minaccia permanente da parte di terroristi, che possono impiegare anche aerei o elicotteri, è necessario un controllo globale dello spazio aereo.

L’impiego di mezzi di difesa dello spazio aereo è decisivo anche nei cosiddetti conflitti ibridi, caratterizzati dall’intervento di attori statali e non statali. In questi casi è necessario evitare che un avversario fornisca appoggio dallo spazio aereo a forze che agiscono in segreto, ad esempio procurando loro armi e rifornimenti o colpendo obiettivi al suolo.

Inoltre non è sufficiente basarsi solo sulle minacce attuali per valutare quali mezzi siano necessari per la sicurezza, bisogna tener conto anche dei possibili sviluppi futuri. Se si avviasse l’acquisto di nuovi aerei da combattimento solo nel momento in cui una minaccia concreta si delinea all’orizzonte, considerati i lunghi tempi necessari per l’acquisto probabilmente non si riuscirebbe a introdurli per tempo.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez

Dopo circa 40 anni di utilizzo gli F-5 Tiger sono obsoleti e non avrebbero alcuna possibilità di imporsi nel combattimento aereo contro velivoli moderni. Secondo la proposta formulata dal Consiglio federale al Parlamento, il servizio di volo con gli F-5 Tiger cesserà nel 2025. Fino ad allora continueranno a essere utilizzati 25 F-5 Tiger per il ruolo di bersagli o di aggressori nel quadro dell’allenamento al combattimento aereo, per l’allenamento nel campo della guerra elettronica, per impieghi di sorveglianza della radioattività dell’aria, per voli di prova di armasuisse, per la Patrouille Suisse e, in misura molto ridotta, per il servizio di polizia aerea durante il giorno e in buone condizioni di visibilità.

Acquistati circa 20 anni fa, gli F/A-18 sono attualmente ancora considerati aerei efficaci. Con il Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato la proroga di cinque anni, fino al 2030, della durata di utilizzazione degli F/A-18. È stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici. Tutti gli altri Stati che oggi gestiscono ancora flotte di F/A-18A-D li ritireranno dal servizio verso il 2030. A quel momento la Svizzera rimarrebbe il solo Paese al mondo ancora dotato di questo tipo di aerei, di cui il costruttore dovrebbe garantire l’intera manutenzione per la sola Svizzera, con conseguenti costi enormi e rischi elevati.
 

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 febbraio 2017 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Werner Salzmann

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda del Consigliere nazionale Marcel Dobler

I 25 F-5 Tiger verranno utilizzati solo per scopi d’istruzione. Con il nuovo acquisto di 36 aerei F-35A, il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo svizzero in una situazione persistente di tensione elevata può essere coperto. Con il messaggio sull’esercito 2022 il Consiglio federale propone quindi la messa fuori servizio completa della flotta di F-5 Tiger.

Tale messa fuori servizio avverrà nel 2025 e quindi prima dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento. Sarebbe troppo costoso gestire tre flotte in parallelo (F-5, F/A-18 e i subentranti F-35A).

Dopo che gli F-5 Tiger saranno messi fuori servizio, dovranno per quanto possibile essere venduti. Questo sistema d’arma è considerato materiale bellico e nel caso di rivendita all’estero occorre un’autorizzazione d’esportazione della Segreteria di Stato dell’economia e un’autorizzazione del Governo degli Stati Uniti.
 

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

Con la messa fuori servizio totale degli F-5 Tiger, la Patrouille Suisse perderà i suoi attuali aerei. Il DDPS sta esaminando se alla fine la «Patrouille Suisse» verrà sciolta o se proseguirà ulteriormente con altri aerei.


Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Priska Seiler Graf

L’esercito e le Forze aeree non proteggono la Svizzera e la sua popolazione unicamente in situazioni quotidiane, ma anche in caso di elevate tensioni e minacce concrete. Se le Forze aeree fossero equipaggiate unicamente per il Servizio di polizia aerea non sarebbero in grado di proteggere la Svizzera e la sua popolazione proprio quando ne avrebbero maggiormente bisogno, ovvero in caso di minaccia elevata. 

Numero di aerei

Determinante per stabilire il numero di aerei da combattimento necessari è il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo in una situazione persistente di tensione elevata. Il compito delle Forze aeree è quello di evitare che lo spazio aereo svizzero venga impiegato da parti coinvolte in un conflitto militare, contribuendo in questo modo a tenere fuori da tale conflitto il nostro Paese.

Il fabbisogno per il servizio di polizia aerea non è l’indicatore per definire quanti aerei sono necessari; le Forze aeree hanno il compito di difendere il Paese, la sua popolazione e le infrastrutture.

Tuttavia, nemmeno la necessità di difendersi per mesi da un avversario potente che compie un attacco risoluto nello e dallo spazio aereo contro la Svizzera può essere un indicatore realistico: a tal fine sarebbe necessaria una flotta tale per cui i costi non sarebbero più sostenibili, né per quanto riguarda l’acquisto né per quanto riguarda l’esercizio. Le Forze aeree devono però impedire a un avversario, per un periodo di tempo limitato, di conseguire la superiorità aerea e nel contempo fornire appoggio all’esercito mediante impieghi aria-terra e ricognizione aerea.

Difesa aerea integrata
Difesa aerea integrata

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera (cruise missiles) avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.

Con il moderno sistema di difesa terra-aria a lunga gittata selezionato è possibile individuare e combattere anche missili balistici terra-terra a corta gittata nonché, in misura limitata, missili balistici terra-terra a media gittata.

Nell’ambito del combattimento di obiettivi al suolo si tratta di appoggiare le proprie truppe di terra mediante attacchi aerei compiuti con precisione contro obiettivi avversari.

Fino al 1994, ovvero quando gli aerei da combattimento Hunter sono stati messi fuori servizio, le Forze aeree avevano la capacità di combattere obiettivi al suolo dall’aria. I moderni impieghi aria-terra sono tuttavia molto più precisi. Fino al 2003, quando sono stati messi fuori servizio i Mirage III RS, le Forze aeree disponevano anche della capacità di ricognizione con aerei da combattimento. In entrambi i casi è stato comunicato pubblicamente che tali capacità sarebbero state ripristinate in un secondo momento. È quanto s’intende realizzare ora, in misura limitata per quanto concerne la capacità di combattere obiettivi al suolo, con l’acquisto del nuovo velivolo da combattimento. Ripristinare la capacità di combattere obiettivi al suolo non influenzerà il numero di aerei da combattimento da acquistare e inciderà solo minimamente sui loro costi.

L’F-35A è un velivolo polivalente che può essere utilizzato per il servizio di polizia aerea, la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo e la difesa aerea, nonché per l’appoggio delle truppe di terra dall’aria e per la ricognizione aerea. Le relative capacità tecniche sono integrate nella configurazione standard dell’aereo.

Considerata l’attuale scarsa probabilità di un attacco armato alla Svizzera, si tratta innanzitutto di ripristinare unicamente una capacità limitata (acquisto di una quantità limitata di munizioni aria-terra e di contenitori con mezzi di ricognizione) e non una capacità completa (comprendente l’immagazzinamento di grandi scorte di munizioni). La capacità limitata di combattere obiettivi al suolo contribuisce a segnalare che la Svizzera non va attaccata con leggerezza e che, all’occorrenza, è pronta a difendersi.

Non vengono invece create le capacità per attaccare obiettivi di superficie. Gli attacchi aerei con munizioni a grappolo e bombe a caduta libera sarebbero contrarie sia alla Convenzione di Oslo sia ai principi umanitari della Svizzera.

Grazie alla ricognizione aerea si acquisiscono informazioni su oggetti e movimenti di truppe. Una visione dall’alto è particolarmente vantaggiosa per gli impieghi in zone edificate.

Per la ricognizione aerea l’Esercito svizzero impiega anche droni. Il sistema di ricognitori telecomandati ADS 95 è stato messo fuori servizio all’inizio del 2020, dopo oltre 20 anni. Il nuovo sistema ADS 15 potrà essere impiegato dalle Forze aeree a partire dal 2022. Fino ad allora la ricognizione aerea sarà principalmente garantita dal sistema FLIR di cui è munito il Super Puma/Cougar. I droni hanno una grande durata di permanenza sulla zona d’impiego, ma sono vulnerabili e piuttosto lenti. Con gli aerei da combattimento equipaggiati di sensori possono essere acquisite informazioni in modo rapido e flessibile a grande distanza. Contrariamente a quanto avviene con i droni, la ricognizione aerea con velivoli da combattimento è possibile anche in spazi aerei dove sono in corso combattimenti, poiché gli aerei da combattimento sono equipaggiati con mezzi di autoprotezione.

Dalla messa fuori servizio del ricognitore Mirage III RS nel 2003 la Svizzera presenta una lacuna in materia di capacità per quanto riguarda la ricognizione con aerei da combattimento, che sarà colmata con l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Per quanto riguarda la ricognizione aerea, per una parte della flotta sono necessari pod da ricognizione nei quali è possibile trasportare i sensori elettro-ottici. Un aereo da combattimento polivalente moderno può essere impiegato come ricognitore mantenendo nel contempo le sue altre capacità. 

Alternative

Non vi sono alternative adeguate. Se la Svizzera vuole proteggere efficacemente il suo spazio aereo anche in futuro, l’acquisto di aerei da combattimento è necessario.

Droni

  • I droni possono soltanto essere complementari agli aerei da combattimento con equipaggio. 
  • In particolare per il servizio di polizia aerea la presenza di un pilota sul posto è importante per prendere decisioni conformi alla situazione. Inoltre i droni non possono volare alla quota e alla velocità dei normali aerei passeggeri civili.
  • I droni non sono utilizzabili per un’ampia gamma di impieghi come è invece il caso per gli aerei da combattimento con equipaggio. Servono in primo luogo (e segnatamente in combinazione con aerei da combattimento con equipaggio) per la ricognizione aerea, ma non per la difesa aerea e il servizio di polizia aerea.

Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Doris Fiala


Difesa terra-aria

  • La difesa terra-aria fornisce un contributo importante alla difesa aerea. Serve a garantire una protezione permanente, mentre nella difesa aerea gli aerei da combattimento sono l’elemento dinamico grazie al quale è possibile realizzare sforzi principali in maniera flessibile e dinamica. I due mezzi sono complementari e si rafforzano reciprocamente a livello di efficacia.
  • La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere oggetti volanti, ma non per identificarli, per avvertirli, per allontanarli o per costringerli ad atterrare. Di conseguenza, può essere impiegata soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea (ad es. nel quadro della protezione di conferenze per proteggere opere da minacce provenienti dallo spazio aereo inferiore). 
  • Contrariamente agli aerei da combattimento, con i sistemi terra-aria non è possibile realizzare in breve tempo sforzi principali a livello geografico, poiché la loro mobilità è troppo scarsa. 

Elicotteri da combattimento

  • Gli elicotteri da combattimento sono utili per una parte dei compiti relativi al combattimento di obiettivi al suolo, in particolare per il supporto aereo ravvicinato, ma non per la difesa aerea o il servizio di polizia aerea.
  • Gli elicotteri (e gli aerei leggeri armati) sono troppo lenti per seguire aerei passeggeri civili a reazione, per non parlare degli aviogetti da combattimento. 
  • Gli elicotteri da combattimento non posso essere impiegati a quote sufficientemente elevate e inoltre non dispongono di radar per l’individuazione di altri oggetti volanti. Infine, sono molto vulnerabili nei confronti di tiri provenienti da terra.

Aerei da combattimento leggeri

  • Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez


Rifornimento in volo

  • Il rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con la conseguente necessità di aerei da combattimento supplementari.


Cooperazione internazionale

  • Anche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione inter-nazionale ha luogo già oggi.  Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esigenze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte, per lo meno per un determinato periodo, con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.

L’adesione a un’alleanza militare non permetterebbe di aumentare la sicurezza della Svizzera. Inoltre, qualora aderisse a un’alleanza militare, la Svizzera dovrebbe rinunciare alla propria neutralità. Inoltre tutti i membri della NATO hanno convenuto che in un’ottica di medio termine investiranno il 2 % del loro PIL nel settore della difesa; per la Svizzera si tratterebbe circa di 14 miliardi di franchi all’anno.

Questi due aspetti non possono essere messi in competizione tra di loro. Uno degli obiettivi della politica di sicurezza svizzera è rafforzare ulteriormente la collaborazione militare, anche con l’UE. Tuttavia ciò non esonera la Svizzera dall’obbligo di acquistare i mezzi necessari per la propria protezione e la propria difesa e di prepararsi adeguatamente. Una cooperazione può funzionare solo se si è in grado di dare un contributo sostanziale. È sempre una questione di dare e ricevere. L’idea secondo cui siano altri Stati a occuparsi dei compiti di sicurezza della Svizzera e a farsi carico dei costi non è realistica. Per dare vita a una cooperazione sono sempre necessarie prestazioni proprie. Infatti, numerosi Stati membri della NATO e dell’UE aumentano i loro budget per la difesa al fine adempiere ai loro impegni nell’ambito di alleanze e cooperazioni. Non vi è alternativa al fatto che ogni Stato investa nella propria sicurezza e nella propria difesa.

Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza della Consigliera nazionale Franziska Roth

Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez

La Svizzera coopera con gli Stati limitrofi ad es. nello scambio di dati sulla situazione aerea e quando si tratta di identificare aeromobili sospetti o non cooperativi nonché, nel caso di un eventuale sorvolo del confine di Stato, quando si tratta di dare in consegna tali aeromobili alle Forze aeree dello Stato limitrofo o di riceverli in consegna da queste ultime. Il servizio di polizia aerea sopra il proprio territorio nazionale, gli impieghi di difesa aerea, gli impieghi di ricognizione aerea o gli impieghi aria-terra sono però questioni sovrane dello Stato. Quasi tutti gli Stati assumono essi stessi questi compiti – anche quelli che appartengono ad alleanze. La sorveglianza e la protezione dello spazio aereo nazionale sono compiti e responsabilità essenziali di uno Stato. In quanto Stato neutrale, la Svizzera vuole continuare ad assumere in maniera sovrana questo compito, cosi come lo fa la maggioranza degli Stati europei. Una cooperazione con gli Stati limitrofi che eccedesse la prassi attuale solleverebbe rapidamente questioni di diritto della neutralità e di politica della neutralità.

I punti centrali del documento dell’ex cdt C André Blattmann

  • Il rapporto sul futuro della difesa aerea stilato dagli esperti del DDPS è giudicato incompleto e superficiale nonché privo di scenari concreti che giustifichino l’acquisto di aerei da combattimento.
  • Il DDPS dovrebbe continuare a mantenere in attività «con parsimonia» la flotta di F/A-18 fino al 2040, concentrandosi sul servizio di polizia aerea, nonché utilizzando gli aerei da combattimento in caso di conflitto armato.
  • Come soluzione di compromesso, andrebbero acquistati unicamente 20 nuovi aerei da combattimento.
  • Occorrerebbe acquistare un sistema DTA multistrato a corta, media e lunga gittata (come Israele) per respingere in particolare i droni e i missili da crociera.

Valutazione del DDPS

  • Il contributo alla discussione arriva in ritardo e non contiene nulla di nuovo: nessuno degli argomenti addotti è nuovo e alcune affermazioni sono di fatto inesatte.
  • Le basi per l’acquisto sono solide: il programma Air 2030 è il risultato di un processo durato diversi anni in cui il Parlamento, l’esercito, le federazioni e associazioni interessate nonché il pubblico sono stati coinvolti intensamente e a più riprese. Nel corso di tale processo, sono stati pubblicati rapporti sulla politica di sicurezza e rapporti di base sul futuro sviluppo delle Forze aeree e delle Forze terrestri. Per la prima volta, una decisione programmatica è stata sottoposta al Parlamento e accettata nell’ambito di una votazione referendaria. L’analisi e i risultati del rapporto degli esperti del DDPS sono stati verificati da un esperto esterno nel 2019 e giudicati corretti. Nessun altro acquisto di armamenti è stato finora preparato e discusso in modo così completo.
  • I conflitti tra gli Stati non sono «ampiamente scomparsi»: l’instabilità e i conflitti sono aumentati anche in Europa. Nel febbraio 2022, la Russia ha attaccato l'Ucraina. La probabilità che la Svizzera sia vittima di un attacco diretto con mezzi militari rimane bassa. Tuttavia, un simile attacco avrebbe gravi conseguenze, per cui non va sottovalutato.
  • Le basi esistenti contengono indubbiamente una «valutazione globale» della situazione in materia di sicurezza: le minacce derivanti dai ciberattacchi, dalla disinformazione e dal terrorismo sono aumentate. L’esercito viene quindi orientato alle varie minacce e pericoli; la difesa da un attacco armato rimane il compito principale.
  • L’orientamento va verso l’abolizione dell’esercito: le opzioni proposte nel documento avrebbero quale conseguenza un’ampia rinuncia alle capacità necessarie al compito fondamentale della difesa e minerebbero la «ragione di essere» dell’esercito.
  • Gli «scenari» per l’impiego di aerei da combattimento non sono realisti: sono storie inventate da cui non è possibile evincere le probabilità d’insorgenza. Vengono spesso usate per suffragare le proprie opinioni e tornano utili principalmente nell’ambito di esercizi. Il DDPS ha pubblicato descrizioni generiche di situazioni in cui sono necessari 30-40 aerei da combattimento moderni: dal servizio di polizia aerea alle tensioni internazionali persistenti fino a un attacco armato contro la Svizzera. L’autore stesso non formula alcun «scenario» per l’impiego della difesa terra-aria.
  • Il sistema americano (ossia il Patriot) è particolarmente adatto alla difesa contraerea. È incomprensibile che l’autore affermi il contrario. Tale sistema è concepito principalmente per combattere gli aerei da combattimento o i missili da crociera, con una certa capacità di difesa anche contro i missili balistici – e non viceversa.
  • L’acquisto di un sistema di difesa terra-aria non è la fine, ma l’inizio di una modernizzazione di questi mezzi: l’autore ignora che anche i sistemi a corta gittata saranno sostituiti tra qualche anno per compensare le lacune tecniche dei sistemi a lunga gittata a livello di difesa dalle minacce aeree.
  • I droni da combattimento non sono attualmente in grado di sostituire gli aerei da combattimento: questi droni sono stati finora utilizzati da alcuni Stati (soprattutto gli Stati Uniti) per il combattimento preciso di obiettivi al suolo. Il loro utilizzo per il combattimento di obiettivi aerei non è ancora sufficientemente sviluppato per essere in grado di sostituire gli aerei da combattimento. I droni da combattimento sarebbero altresì inadeguati per il servizio di polizia aerea.
  • La prontezza permanente di due aerei da combattimento per il servizio di polizia aerea non è «insensata»: il Parlamento si è espresso diversamente e l’ha richiesta esplicitamente. Anche gli ambienti critici nei confronti dell’esercito non mettono in discussione il servizio di polizia aerea, ma lo ritengono di importanza centrale.
  • Non è finanziariamente sostenibile mantenere in attività gli F/A-18 C/D fino al 2040 per assicurare il servizio di polizia aerea: l’autore sottovaluta ampiamente i costi per l’esercizio della flotta di F/A-18 fino al 2040 (quale unico operatore mondiale negli anni 2030) o è disposto a stanziare ingenti somme per il servizio di polizia aerea, anche se definisce «insensata» la prontezza permanente per questo compito.
  • Delle Forze aeree con 20 aerei da combattimento e incentrate principalmente sulla difesa terra-aria non sarebbero efficaci: 20 aerei da combattimento sono troppo pochi per adempiere tutti i compiti. L’impiego esclusivo di sistemi DTA sarebbe troppo caro, limitato e non tiene conto delle diverse minacce. Il dibattito sul giusto mix tra un aereo da combattimento polivalente e un sistema DTA statico è stato intenso: entrambi sono necessari perché si completano a vicenda e costituiscono una difesa più efficace contro i droni e i missili da crociera. Rinunciare alla flessibilità, alla mobilità e alla velocità di reazione degli aerei da combattimento sarebbe nocivo per la sicurezza della Svizzera.

In generale

Negli ultimi anni la situazione in materia di politica di sicurezza è diventata più instabile, confusa e imprevedibile a livello mondiale e anche in Europa. Le strutture della sicurezza e della cooperazione internazionale si indeboliscono sempre più. Nel contempo le grandi potenze e le potenze regionali si contendono in modo più intenso le sfere d’influenza. A tale scopo sempre più spesso vengono impiegati i cosiddetti mezzi «ibridi» per la condotta di conflitti come i ciberattacchi o le campagne di disinformazione. Inoltre anche i mezzi convenzionali vengono riutilizzati con maggior frequenza per perseguire i propri interessi. La zona grigia tra guerra e pace è contraddistinta da molteplici forme di conflitto i cui confini sono labili.

Negli ultimi anni nelle zone periferiche dell’Europa le crisi e i conflitti si sono in parte chiaramente accentuati, provocando un indebolimento della sicurezza dell’Europa. Altre minacce come il terrorismo internazionale sono sempre presenti, mentre se ne sono aggiunte delle nuove. La pandemia di COVID-19, ad esempio, influisce direttamente e indirettamente sulla situazione in materia di sicurezza. Anche le conseguenze dei cambiamenti climatici avranno un ruolo nella politica di sicurezza.

Nonostante le accresciute tensioni tra la Russia e l’Occidente, a breve e medio termine la probabilità che scoppi un grande conflitto armato in Europa, che coinvolga anche la Svizzera, è piuttosto debole. Tuttavia le ripercussioni di un simile conflitto sarebbero talmente gravi che questa possibilità non deve essere scartata e la Svizzera deve essere pronta ad affrontare uno scenario simile.

Alla luce delle tensioni e dei conflitti attuali, gli aerei da combattimento sono di importanza fondamentale e sono impiegati in svariati modi: si va dalle violazioni degli spazi aerei sopra il Mare del Nord, il mar Baltico e i Paesi baltici come pure sopra il Mar Nero fino ai conflitti in Ucraina, Armenia, Siria e Libia. Negli ultimi anni, in occasione di conflitti asimmetrici e ibridi, è aumentata anche la diffusione di missili da crociera (ordigni militari guidati senza equipaggio che si dirigono da soli verso l’obiettivo e sono dotati di una testata) e di droni (aeromobili senza equipaggio) e i loro impieghi hanno destato interesse. I droni sono stati utilizzati soprattutto laddove non sono impiegati aerei da combattimento e i sistemi di difesa terra-aria non sono efficaci come ad esempio nel conflitto del 2020 tra l’Armenia e l’Azerbaigian sul Nagorno Karabakh. Per gli Stati, gli aerei da combattimento rimangono strumenti importanti nella loro gamma di mezzi di politica di sicurezza e militari. Vengono impiegati sia sul piano offensivo sia su quello difensivo e sono completati da mezzi di difesa terra-aria.

Nei conflitti attuali e futuri bisogna contare su una vasta gamma di mezzi e tipi d’attacco. Le minacce nello e dallo spazio aereo rivestono ancora un ruolo importante, anche perché, oltre agli attori statali, è in aumento il numero di attori non statali in grado impiegare armi capaci di colpire a distanze sempre più elevate. La difesa dello spazio aereo riveste quindi un’importanza fondamentale. Ne è la conferma il fatto che numerosi Stati dell’Europa occidentale stanno ammodernando le proprie Forze aeree e potenziando i propri armamenti.

Il contesto geografico e politico è più instabile e la gamma di minacce e pericoli si è estesa. Inoltre anche gli eventi lontani possono influenzare rapidamente e direttamente la sicurezza della Svizzera, ragion per cui per il nostro Paese l’effetto di protezione dato dalla distanza geografica nel complesso sta diminuendo. Alle minacce classiche, ad esempio i conflitti armati, si aggiungono rischi e pericoli supplementari come il terrorismo, i ciberattacchi, la disinformazione o le catastrofi naturali, che nel corso degli ultimi anni si sono accentuati. 

Il Consiglio federale prevede di investire nei prossimi dieci anni complessivamente 15 miliardi di franchi in acquisti di armamenti. Di questi, circa 8 miliardi di franchi saranno utilizzati per l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata. Saranno invece necessari 7 miliardi di franchi per rinnovare gli altri mezzi dell’esercito. A tal fine le uscite dell’esercito saranno aumentate dell’1,4 per cento all’anno in termini reali a partire dal 2021.

Per gli anni 2022 fino al 2024 chiediamo al Parlamento soprattutto mezzi per la protezione dello spazio aereo, ragion per cui a breve termine gli investimenti in altri ambiti risultano più esigui. Si prevedono acquisti fondamentali per la difesa contro gli attacchi nel ciberspazio, la mobilità nonché la condotta e l’interconnessione.

A medio termine bisognerà investire nelle capacità delle truppe di terra. Per questi investimenti si tratta di mantenere e sviluppare ulteriormente le capacità, si pensi ad esempio all’acquisizione di informazioni al suolo e all’appoggio di fuoco indiretto alle formazioni di combattimento, tra cui rientrano anche il superamento di ostacoli e gli impieghi in zone edificate. 

A partire dalla fine degli anni 2020, si potrà effettuare il rinnovo delle capacità della difesa terra-aria a corta gittata. I relativi sistemi serviranno soprattutto alla difesa da droni e missili da crociera nello spazio aereo inferiore. Inoltre la mobilità al suolo e nello spazio aereo dovrà essere migliorata. Per quanto riguarda il trasporto aereo si esamina se in futuro potrebbero entrare in linea di conto elicotteri pesanti da trasporto, come previsto dal Consiglio federale il 20 dicembre 2017 nel suo rapporto in adempimento del postulato 15.3918 «Acquistare elicotteri pesanti anziché aerei da trasporto».

Nel 2024 il Consiglio federale intende trasmettere per la prima volta alle Camere federali un messaggio sull’esercito che descriverà le capacità militari necessarie per un orizzonte temporale di 12 anni e indicherà anche le previste uscite per investimenti. Questo messaggio permetterà al Parlamento di partecipare alla definizione dell’ulteriore sviluppo dell’esercito orientato alle capacità in modo ancora più incisivo. 

Spazio aereo

Il servizio di polizia aerea deve consentire all’esercito di impedire o rendere difficile a un avversario, per un periodo di tempo e in un’area limitati, di conseguire la superiorità aerea. Allo stesso tempo le Forze aeree devono fornire supporto all’esercito con impieghi aria-terra e ricognizione aerea.

Oltre all’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria a lunga gittata nei prossimi anni occorrerà mantenere e sviluppare ulteriormente le capacità relative alla rappresentazione della situazione aerea (compresa la ricognizione elettronica). Per fare ciò è necessario investire in sensori, armi di difesa contraerea e sistemi di condotta. Deve inoltre essere possibile difendere da minacce provenienti dallo spazio aereo non solo aree a grandi distanze, ma anche sistemi, oggetti e formazioni a corta distanza. Le armi di difesa contraerea oggi disponibili stanno raggiungendo il termine della loro durata di utilizzazione, rendendo indispensabili ulteriori investimenti in mezzi per la difesa terra-aria.
 

Ciber

Nessun ambito si è sviluppato così rapidamente e in modo così vario negli ultimi anni come il ciberspazio, il settore delle informazioni e lo spazio elettromagnetico. Tale ambito riunisce le zone d’efficacia fisiche terra, aria e spazio extra-atmosferico, nelle quali vengono scambiati e messi in correlazione dati e informazioni tra sensori, installazioni di condotta ed effettori. Solo in questo modo è possibile pianificare e realizzare gli impieghi dell’esercito. Allo stesso tempo nel ciberspazio e nel settore delle informazioni nonché nello spazio elettromagnetico si svolgono anche operazioni miliari autonome.

Per autoproteggersi l’esercito dev’essere in grado di rilevare e neutralizzare azioni sferrategli contro nel ciberspazio. Deve inoltre sviluppare ulteriormente le proprie capacità per realizzare il quadro della situazione. Per potersi proteggere e difendere nel ciberspazio l’esercito deve adottare autonomamente misure attive. Deve altresì continuare a essere in grado di agire anche in caso di crisi e ciberattacchi. Ha dunque bisogno di apparecchi e sistemi moderni per la comunicazione vocale e la trasmissione di dati. A tal fine non si investirà solo in materiale e infrastrutture; occorrerà aumentare di conseguenza anche il personale.
 

Truppe di terra

In un contesto di conflitto ibrido l’esercito deve essere in grado di portare avanti azioni a terra efficaci, precise e proporzionate, in particolare in zone densamente edificate, che nel nostro Paese costituiscono una situazione tipica. Al contrario può eliminare alcune capacità che erano necessarie in passato per condurre azioni su larga scala condotte da grandi formazioni meccanizzate.

In futuro l’esercito avrà bisogno di capacità ancora maggiori per poter combattere in maniera precisa un avversario soprattutto in zone edificate. Dovrà essere in grado di affrontare veicoli da combattimento e mezzi del genio avversari con fuoco indiretto, che si tratti di artiglieria, aerei da combattimento o armi anticarro a lunga gittata. Nelle aree densamente edificate una delle sfide maggiori è rappresentata dall’acquisizione di informazioni, per la quale servono nuovi sensori. Occorre inoltre mantenere quelle capacità che consentono di superare ostacoli nelle zone densamente edificate e sul terreno aperto. Le truppe di terra devono inoltre essere più mobili, meglio protette e più efficaci rispetto ad oggi. L’esercito vuole altresì sostituire alcuni veicoli cingolati obsoleti con veicoli ruotati il più possibile uniformi e meglio protetti.

All’interno della Svizzera e, nel quadro di missioni militari di promovimento della pace, anche all’estero le truppe di terra e il materiale vengono trasportati per via aerea. Per continuare su questa linea sono previsti investimenti in nuovi elicotteri, dal momento che parti della flotta attuale stanno per raggiungere il termine della loro durata di utilizzazione.


Interconnessione

Gli impieghi militari richiedono oggi un alto livello di interconnessione. Se la condotta, i sensori e gli effettori sono connessi tra loro, è possibile portare a termine con successo azioni contro un avversario eventualmente connesso. Gli effetti in diversi ambiti (spazio aereo, suolo, ciberspazio, spazio elettromagnetico) devono inoltre essere il più possibile armonizzati tra loro.

Oltre a un alto livello di interconnessione interna l’esercito necessita anche di capacità che gli consentano di collaborare con le autorità civili in tutte le situazioni. In questo contesto è molto importante la rete informativa attraverso la quale vengono elaborate grandi quantità di dati in modo intersistemico.

È quindi necessario investire in un nuovo sistema di informazione e di condotta, nei centri di calcolo, in diversi mezzi di comunicazione e in veicoli per l’aiuto alla condotta. Allo stesso tempo l’esercito deve verificare come può utilizzare maggiormente lo spazio extra-atmosferico, in particolare nei settori della comunicazione e dell’acquisizione di informazioni.

F-5

Messa fuori servizio degli aerei da combattimento F-5 Tiger

Il Consiglio federale chiede la messa fuori servizio degli aerei da combattimento F-5 Tiger.

L’F-5 Tiger si basa su un modello di costruzione risalente agli ultimi anni ’50. Con i Programmi d’armamento 1975 e 1981 sono stati complessivamente acquistati per le Forze aeree svizzere 110 velivoli e impiegati quali caccia per la protezione dello spazio aereo. A partire dal 2002, la flotta è stata gradualmente ridotta; un gran numero di aerei è stato venduto alle forze armate statunitensi, che li impiegano per scopi d’allenamento, ma non in ambito operativo. Gli F-5 Tiger possono decollare e atterrare anche di notte e in caso condizioni meteorologiche avverse, ma a causa dei sensori e dell’armamento di cui dispongono il loro impiego per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo è possibile soltanto di giorno e in buone condizioni di visibilità. Di conseguenza, possono essere impiegati soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea e non sono più impiegabili per la difesa aerea. In caso di combattimento aereo contro un avversario dotato di velivoli moderni non avrebbero alcuna possibilità di successo.

Attualmente l’esercito impiega ancora 25 F-5 Tiger nel ruolo di bersagli, per scopi d’allenamento e per voli di prova. In questo modo sgravano gli F/A-18 Hornet dai compiti secondari, prolungando la loro durata di utilizzazione e riducendo i costi d’esercizio di tale flotta. Una parte della flotta di F-5 Tiger è utilizzata dalla squadriglia acrobatica Patrouille Suisse per le esibizioni di volo.

Con il nuovo acquisto di 36 aerei F-35A, il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo svizzero in una situazione persistente di tensione elevata può essere coperto. La messa fuori servizio degli F-5 Tiger avverrà prima dell’introduzione del nuovo aereo da combattimento. In particolare, il servizio di volo dell’intera flotta di F-5 Tiger sarà interrotto nel 2025. Sarebbe troppo costoso gestire tre flotte in parallelo (F-5, F/A-18 e i subentranti F-35A). Un proseguimento dell’esercizio degli F-5 Tiger oltre il 2025 richiederebbe investimenti supplementari.

Attualmente l’esercito impiega ancora 25 F-5 Tiger.

Dopo che gli F-5 Tiger saranno messi fuori servizio, dovranno per quanto possibile essere venduti. 

Sono state esaminate altre varianti: un prolungamento della durata di utilizzazione e un aumento dell’efficienza bellica degli F-5 Tiger. Nel 2011, su incarico del capo del DDPS è stato elaborato uno studio di fattibilità di un programma di aggiornamento degli F-5. Un consorzio industriale composto dalla Ruag Aviation quale centro di competenza per il materiale e dalla Northrop Grumman Corporation quale fabbricante originale degli F-5 ha elaborato per entrambe le varianti un’offerta basata su un pacchetto di aggiornamento della Elbit Systems Ltd. Israel acquistato dalle Forze aeree brasiliane e completato con i requisiti specifici delle Forze aeree svizzere. Le due varianti esaminate sarebbero possibili dal profilo tecnico, ma l’aggiornamento non permetterebbe di trasformare gli F-5 in mezzi equivalenti a moderni aerei da combattimento. Inoltre, i costi per lo sviluppo, l’acquisto e la trasformazione, pari rispettivamente a 950 e a 1250 milioni di franchi, sarebbero del tutto sproporzionati rispetto all’utilità militare. Per questo motivo le due varianti sono state respinte.

Con la fine della durata di utilizzazione degli F-5 Tiger, le spese annue per l’esercizio vengono a cadere. Tali spese ammontano attualmente a circa 44 milioni di franchi di cui 8 milioni per il personale, 30 milioni per la manutenzione e 6 milioni per il carburante.

Tuttavia, fino alla liquidazione completa – che avverrà al più tardi nel 2030 – le spese per l’immagazzinamento e i lavori di messa fuori servizio perdureranno. Tali spese diminuiranno ogni anno, ma attualmente non è possibile stimare in che misura.

Dopo che gli F-5 Tiger saranno messi fuori servizio, dovranno per quanto possibile essere venduti. Questo sistema d’arma è considerato materiale bellico e nel caso di rivendita all’estero occorre un’autorizzazione d’esportazione della Segreteria di Stato dell’economia e un’autorizzazione del Governo degli Stati Uniti. Al momento non è possibile stimare il ricavo dalla vendita.

Il personale addetto all’esercizio, all’approntamento e alla manutenzione sarà riconvertito e assegnato agli F/A-18 Hornet e agli F-35A. Di regola, i piloti di milizia impiegati sugli F-5 Tiger si ritireranno dal servizio di milizia dell’esercito. Una riconversione su un altro aereo da combattimento non è prevista.

Il servizio di volo dell’intera flotta di F-5 Tiger sarà interrotto nel 2025. Da quel momento la flotta sarà messa fuori servizio.

Con la messa fuori servizio totale degli F-5 Tiger, la Patrouille Suisse perderà i suoi attuali aerei. Il DDPS sta esaminando se la «Patrouille Suisse» verrà sciolta successivamente o proseguirà ulteriormente con altri aerei.

In generale

La legge militare, adeguata nel contesto dell’USEs, prevede che il Consiglio federale sottoponga all’Assemblea federale la messa fuori servizio o la liquidazione di grandi sistemi d’arma. La messa fuori servizio di sistemi d’arma non più necessari o di loro singole parti è stata proposta per la prima volta dal Consiglio federale nel quadro del messaggio sull’esercito 2018 (una parte degli aerei da combattimento F5-Tiger, l’artiglieria di fortezza, obici blindati non sottoposti a programmi di mantenimento del valore, veicoli cingolati da trasporto e cacciacarri 90). Con il messaggio sull’esercito 2020 il Consiglio federale ha proposto la messa fuori servizio del sistema di difesa contraerea Rapier e con il messaggio sull’esercito 2022 propone ora la messa fuori servizio della rimanente flotta F-5 Tiger.

La messa fuori servizio di sistemi principali è decisa dal capo del DDPS o dal Comando dell’esercito. Le decisioni in merito al materiale dell’esercito di importanza secondaria si basano sugli accertamenti degli organi coinvolti delle unità amministrative del DDPS «Difesa» e «armasuisse». 

Patriot

Acquisto del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata Patriot

Il Consiglio federale chiede un credito d’impegno di 1,987 miliardi di franchi per l’acquisto del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata Patriot e un credito d’impegno di 66 milioni di franchi per le relative misure edili.

Sistema Patriot

In generale

La cerchia di utilizzatori del Patriot comprende 17 Stati, di cui sette in Europa.

La manutenzione del sistema Patriot avrà luogo principalmente in Svizzera, con il vantaggio che il sistema può essere gestito in modo ampiamente indipendente ed essere utilizzato autonomamente per un periodo prolungato.

La RUAG SA è prevista quale centro di competenza per il materiale. Fornirà supporto all’esercizio e gestirà il materiale. La Base logistica dell’esercito e la RUAG SA si occuperanno della manutenzione del sistema. A tale scopo, il personale di queste due organizzazioni sarà istruito affinché possa svolgere congiuntamente e in modo autonomo tutte le attività logistiche necessarie e fornire supporto alla truppa.

La Svizzera beneficia di una fornitura di pezzi di ricambio affidabile, poiché il sistema Patriot viene impiegato in tutto il mondo. Ciò significa che la scorta di pezzi di ricambio per l’esercizio normale può essere ridotta al minimo. Tuttavia la Svizzera acquisterà anche un pacchetto di pezzi di ricambio che consentirà la manutenzione e l’impiego autonomi del sistema Patriot per vari mesi in Svizzera in caso di confini chiusi.

Costi

I costi d’acquisto del Patriot comprendono, oltre alle cinque unità di fuoco, anche gli elementi di condotta, i missili, l’istruzione e i sistemi di addestramento, i pacchetti logistici comprensivi dei ricambi. Sono inclusi anche i costi per l’integrazione nei sistemi d’informazione e di condotta svizzeri, per i servizi di assistenza da parte dell’industria e per il materiale che la Svizzera acquista da terzi e fornisce al produttore del sistema d’arma, nonché un’indennità di rischio, il rincaro nel Paese di produzione (USA) e l’IVA sulle importazioni.

Gli adeguamenti agli immobili non sono compresi nei costi d’acquisto ma, come questi ultimi, saranno presentati al Parlamento ai fini dell’approvazione con il messaggio sull’esercito del 2022 e finanziati con il budget ordinario dell’esercito.

Dopo la conclusione del contratto per l’acquisto della difesa terra-aria a lunga gittata tra armasuisse e il governo degli Stati Uniti, ne risulta un credito d’impegno di 1,987 miliardi di franchi (sulla base di un tasso di cambio di 0,95 franchi per dollaro).

I costi d’acquisto saranno presentati per approvazione al Parlamento mediante il messaggio sull’esercito del 2022. La difesa terra-aria a lunga gittata sarà finanziata tramite il budget ordinario dell’esercito.

I costi d’esercizio per un’utilizzazione di oltre 30 anni ammontano a 1,7 miliardi di franchi. Si prevedono costi annuali di circa 56 milioni di franchi:

  • 4 milioni di franchi di spese per il personale (p. es. per la gestione del sistema, l’approntamento e l’esercizio, la pianificazione e l’immagazzinamento logistici, la manutenzione),
  • 44 milioni di franchi di spese per le prestazioni del centro di competenza per il materiale RUAG SA (p. es. per il supporto del sistema, la manutenzione, la gestione del materiale),
  • 8 milioni di spese per prestazioni fornite da terzi (p. es. per la manutenzione del materiale non specifico al sistema, nonché per i veicoli e l’informatica).

Non sono state presi in considerazione i costi per eventuali progetti di incremento dell’efficienza bellica e di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte. Tali costi verrebbero sottoposti dal Consiglio federale al Parlamento per approvazione.

Il DDPS acquista il Patriot tramite il «Foreign Military Sales» (FMS) del governo degli Stati Uniti, alle stesse condizioni che quest’ultimo applica a sé stesso. Il governo degli Stati Uniti, a sua volta, gestisce l’acquisto tramite un contratto proprio con l’industria statunitense in cui i prezzi e le condizioni contrattuali sono fissati in modo vincolante e sono esigibili anche attraverso una rigorosa vigilanza. Pertanto, in caso di superamento dei costi il governo degli Stati Uniti esigerebbe dal produttore il mantenimento del carattere vincolante dei prezzi a favore della Svizzera.

Economia

Con il programma offset del Patriot e l’inoltro della seconda offerta in data 18 novembre 2020 sono stati presentati svariati progetti offset.

Tra i progetti presentati e già autorizzati da armasuisse figurano ad esempio la produzione di una serie di componenti elettronici di vario genere sia per la Svizzera che per terzi e l’adattamento di componenti del sistema ai velivoli europei.

I progetti offset saranno costantemente sviluppati, così da garantire che l’obbligo di compensazione del 100 per cento del valore delle commesse venga pienamente rispettato entro e non oltre quattro anni dall’ultima fornitura di sistemi. A tal fine si considererà per quanto possibile la seguente chiave di ripartizione: Svizzera tedesca: 65 per cento, Svizzera romanda: 30 per cento, Svizzera italiana: cinque per cento.

Il produttore del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata genererà in Svizzera affari di compensazione per circa 1,3 miliardi di franchi, di cui 260 milioni di franchi per offset diretti.

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100 per cento a favore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB):

  • 20 per cento offset diretti,
  • 80 per cento offset indiretti.

Nel limite del possibile dovrà essere rispettata la chiave di ripartizione seguente tra le regioni: 65 per cento Svizzera tedesca, 30 per cento Svizzera romanda e 5 per cento Svizzera italiana.

ambiente

Affinché i sistemi di difesa terra-aria siano in grado di individuare piccoli velivoli nonché missili e missili da crociera a grandi distanze, devono essere dotati di un radar performante di cui è equipaggiata ogni unità di fuoco. Le antenne radar emettono e ricevono onde elettromagnetiche. Queste immissioni sono state misurate durante i test dei sensori. Si è constatato che i valori limite delle immissioni sono stati rispettati in tutti i punti di misurazione. Allo stesso modo, le immissioni in tutti luoghi a utilizzazione sensibile erano notevolmente inferiori rispetto al valore limite più severo applicato agli impianti. Non vi sono pericoli per la popolazione e per l’ambiente.

Valutazione

I candidati sono stati confrontati tra loro con l’ausilio di un’analisi costi-benefici. Il DDPS ha stabilito una ponderazione dei quattro criteri di valutazione principali per i vantaggi del sistema:

  • efficacia (efficacia operativa, autonomia d’impiego): 55%
  • supporto ai prodotti (facilità di manutenzione, autonomia a livello di supporto): 25%
  • cooperazione (tra le forze armate e le autorità incaricate degli acquisti): 10%
  • offset diretti: 10%

Per comparare i candidati, sia nel caso del nuovo aereo da combattimento che del sistema di difesa terra-aria a lunga gittata il beneficio complessivo è messo è stato confrontato con i costi d’acquisto e i costi d’esercizio. Non sono stati considerati i costi di eventuali programmi di aumento dell’efficienza bellica o di mantenimento del valore nonché i costi della messa fuori servizio, poiché le previsioni al riguardo sono estremamente incerte.

Le prove dei sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata sono state estese per quanto necessario, ma per motivi di efficienza limitate il più possibili. Le prove dei sensori (radar) sono stati effettuati nella seconda parte del 2019 sotto la direzione di armasuisse presso la piazza d’esercitazione delle truppe «Gubel» nel Cantone di Zugo. L’efficienza dei sistemi radar è stata verificatas in modo puntuale mediante strumenti di test a terra e rappresentazioni di volo guidato. Tutti gli altri aspetti importanti per l’efficienza del sistema globale saranno verificati da specialisti del DDPS mediante audit, assessment presso i candidati e la valutazione delle indicazioni tecniche nelle offerte.

Per diversi motivi in questa fase del progetto si rinuncia ad effettuare prove di lancio dei missili:

  • in Svizzera non esistono piazze di lancio di missili di questa gittata. Effettuare le prove presso le piazze di lancio dei Paesi produttori (Francia, USA) significherebbe che i due sistemi non sarebbero testati alle medesime condizioni e ciò comprometterebbe la parità di trattamento dei candidati.
  • Anche in passato in occasione dell’acquisto di missili si è rinunciato a prove di lancio in Svizzera. L’attuale modo di procedere corrisponde quindi alla prassi vigente.
  • Nel quadro del collaudo del sistema scelto – ovvero dopo la scelta del modello quando la parità di trattamenti non sarà più un problema – sono previsti lanci di verifica nel Paese del produttore per verificare l’efficacia dell’intero sistema d’arma, dal sensore ai missili. A tal fine vengono impiegati missili equipaggiati con strumenti di misurazione e di registrazione.
 

Si tratta di dati tecnici e commerciali (ad. es. rendimento, prezzi) soggetti a legittimi interessi commerciali e militari di segretezza. Se si pubblicassero tutti i dati ben pochi offerenti avrebbero partecipato alla valutazione.

Misure edili per il sistema Patriot

Il sistema Patriot sarà immagazzinato presso differenti ubicazioni. Le truppe saranno istruite presso la piazza d’armi di Emmen e le piazze d’esercitazione di Bettwil (Canton Argovia) e Gubel-Menzingen (Canton Zugo). A tal fine, gli impianti tecnici devono essere modernizzati e gli edifici obsoleti risanati e se del caso sostituiti o completati con nuovi edifici. 

L’infrastruttura d’istruzione esistente a Emmen non soddisfa più i requisiti edili e tecnici, è giunta alla fine del proprio ciclo di vita e deve essere sostituita da un nuovo edificio. Un ulteriore nuovo edificio sarà costruito per l’istruzione delle truppe logistiche. Anche l’edificio amministrativo sulla piazza d’esercitazione principale di Bettwil ha raggiunto la fine del proprio ciclo di vita e sarà sostituito da un edificio per l’istruzione teorica. Le piazze d’istruzione dovranno essere adattate e l’ubicazione collegata alla Rete di condotta Svizzera. Sulla piazza d’esercitazione secondaria di Gubel-Menzingen, l’edificio esistente potrà continuare a essere utilizzato a favore dell’istruzione senza interventi sostanziali. Tuttavia, le piazze d’istruzione e l’accesso dovranno essere adattati

Per immagazzinare i componenti del sistema e i missili sono necessari impianti protetti che dovranno essere adattati ai requisiti del nuovo sistema, risanati e riorganizzati. Le installazioni obsolete dovranno essere sostituite. I padiglioni esistenti non soddisfano i requisiti per l’immagazzinamento dei componenti del sistema e dei missili del sistema Patriot. Un padiglione sarà adattato e ripristinato e verrà costruito un ulteriore deposito. 

Sull’edificio adibito all’istruzione a Emmen saranno istallati pannelli fotovoltaici con una superficie complessiva di circa 3000 metri quadrati. La quantità di elettricità prodotta sarà di 500 megawattore all’anno. Ciò corrisponde al fabbisogno di circa 125 economie domestiche.

Le varianti per la copertura del fabbisogno sono state esaminate presso le ubicazioni considerate. Mediante un’analisi costi-benefici di 72 varianti si è determinata la più economica. Solo questa variante è stata utilizzata per lo studio di fattibilità e l’ulteriore pianificazione. 

Per le misure edili è disponibile uno studio di fattibilità. La realizzazione avverrà dal 2024 al 2027.

In seguito ai lavori edili volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione aumentano di circa 3 milioni di franchi all’anno. Le spese d’esercizio aumentano di circa 0,2 milioni di franchi all’anno e verranno compensate nel quadro del budget dell’esercito.

Fabbisogno

In generale

Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.

I compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle Forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra-aria.

Situazione normale

  • Servizio di polizia aerea: le Forze aeree sorvegliano in permanenza lo spazio aereo svizzero. Provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Dall’inizio del 2021 le Forze aeree sono in grado di intervenire in permanenza con due aerei da combattimento armati pronti a decollare entro 15 minuti dall’allarme. Su una media pluriennale, le Forze aeree eseguono da 20 a 40 cosiddette «hot mission» (impieghi di polizia aerea in caso di gravi violazioni delle regole del traffico aereo o della sovranità sullo spazio aereo) e da 250 a 350 «live mission» (impieghi di polizia aerea per il controllo di aeromobili di Stato stranieri nello spazio aereo svizzero).
  • Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.


Gravi tensioni

  • In periodi di gravi tensioni, le Forze aeree devono essere in grado di tutelare la sovranità sullo spazio aereo nel corso di settimane o mesi, per impedire l’utilizzazione illecita dello spazio aereo svizzero. La realizzazione di questo compito da parte delle Forze aeree consente inoltre alla Svizzera di tener fede ai suoi obblighi in materia di neutralità. La difesa credibile dello spazio aereo può risultare decisiva per impedire che, in presenza di conflitti armati nel contesto immediato della Svizzera, il Paese sia coinvolto in un conflitto in seguito alla violazione del suo spazio aereo.
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
  • Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
  • Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.


Attacco armato contro la Svizzera 

  • Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

Servizio di polizia aerea

Capacità di resistenza

Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.

La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili aria-terra. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.

Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.

La valutazione e l’acquisto coordinati di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.

La Svizzera non è membro dell’alleanza militare della NATO e dunque non fa nemmeno parte della difesa collettiva atlantica (conformemente all’art. 5 del Trattato Nord Atlantico del 4 aprile 1949). In quanto Stato neutrale la Svizzera deve quindi prendere individualmente i provvedimenti necessari per la protezione e la difesa del Paese e della popolazione.

Il diritto della neutralità obbliga gli Stati neutrali a proteggere e a difendere in modo credibile il proprio territorio, che comprende anche lo spazio aereo. Questo implica per esempio anche il fatto di dissuadere le parti in conflitto dall’utilizzare il proprio territorio statale per scopi militari o dall’abusarne.

La sorveglianza e la protezione del proprio spazio aereo sono compiti e responsabilità fondamentali di uno Stato, in particolare anche per uno Stato neutrale come la Svizzera.

Nel caso di un attacco armato contro la Svizzera, tuttavia, gli impegni di Stato neutrale vengono a cadere. In tal caso la Svizzera avrebbe il diritto di organizzare la propria difesa in collaborazione con altri Stati – inclusi quelli confinanti, in maggioranza membri della NATO –, se ciò fosse reputato adeguato oppure necessario. In una situazione del genere è estremamente probabile che anche i Paesi confinanti siano stati attaccati. Nel quadro di una relativa cooperazione, la controparte si aspetterebbe un contributo da parte della Svizzera; 36 aerei da combattimento equivalgono a una prestazione sostanziale in tal senso.

La Svizzera vuole evitare di essere coinvolta in conflitti armati. La politica estera, e in particolare la neutralità, sono utili in questo senso, ma anche l’esercito e le Forze aeree. Lo stanziamento di 6 miliardi di franchi al massimo consente di rinnovare la flotta di aerei da combattimento a un livello tale che nessuno deciderà con leggerezza di attaccare la Svizzera. Se ciò dovesse comunque verificarsi, le Forze aeree possono opporre resistenza con l’obiettivo di guadagnare tempo per trovare soluzioni politiche o per portare avanti la difesa, eventualmente insieme ad altri Paesi sotto attacco. Gli obblighi legati alla neutralità si applicano fintanto che la Svizzera non è oggetto di un attacco armato da parte di un altro Stato.

Sistema di difesa terra-aria

  • Dalla messa fuori servizio del sistema BL-64 Bloodhound nel 1999 vi è una lacuna nella difesa terra-aria a lunga gittata.
  • Con una difesa terra-aria a lunga gittata è possibile coprire in maniera efficiente ampi spazi. Con poche postazioni si può proteggere la maggior parte del territorio della Svizzera densamente popolato.
  • L’impiego della difesa terra-aria a lunga gittata e di aerei da combattimento nel medesimo settore è efficace e sgrava gli aerei da combattimento. La difesa terra-aria a lunga gittata consente una protezione permanente; a seconda della situazione gli aerei da combattimento possono essere disponibili in stato di prontezza elevata al suolo e impiegati soltanto in caso di necessità.
  • In caso di conflitto l’effetto dissuasivo di un sistema a lunga gittata viene giudicato dagli avversari in maniera notevolmente maggiore rispetto a quello di un sistema a corta gittata. Le possibilità d’azione di quest’ultimo sono fortemente limitate e l’onere e i rischi di un attacco o anche soltanto di una violazione dello spazio aereo aumentano. I sistemi a corta gittata non sono in grado di combattere aerei che sorvolano illegalmente la Svizzera.

Difesa aerea integrata
Difesa aerea integrata

Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera (cruise missiles) avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.

Con il moderno sistema di difesa terra-aria a lunga gittata selezionato è possibile individuare e combattere anche missili balistici terra-terra a corta gittata nonché, in misura limitata, missili balistici terra-terra a media gittata.

I sistemi di difesa terra-aria a corta gittata impiegati attualmente (cannoni di difesa contraerea da 35 mm, missili Stinger e, fino alla fine del 2022, missili Rapier) sono in grado di combattere elicotteri, aerei civili e aeromobili tattici a pilotaggio remoto (delle dimensioni dell’ADS-95) nello spazio aereo inferiore (fino a 3000 metri dal suolo).

Il sistema Rapier è in grado di combattere missili da crociera, ma solo in misura assai limitata, a causa, tra l’altro, dell’assenza di integrazione dei sistemi.

I missili Rapier saranno utilizzati al massimo fino alla fine del 2022 e in seguito saranno messi fuori servizio. I rimanenti cannoni di difesa contraerea da 35 mm e i missili Stinger potranno continuare a soddisfare le capacità richieste in materia di difesa di punto e di difesa aerea locale soltanto contro un numero molto esiguo di minacce aeree. Questi sistemi saranno verosimilmente messi fuori servizio alla fine del 2032 dopo che la loro durata di utilizzazione sarà stata prolungata.

A causa della situazione in materia di risorse, l’acquisto di un nuovo sistema di difesa terra-aria a corta gittata sarà avviato solo dopo l’acquisto del sistema a lunga gittata. La priorità sarà data al combattimento di missili da crociera, missili nella fase finale di avvicinamento, elicotteri, aeromobili tattici a pilotaggio remoto (delle dimensioni dell’ADS-95) e velivoli nello spazio aereo inferiore e in parte nello spazio aereo medio.

I lavori per l’acquisto di un sistema a corta gittata per la difesa dello spazio aereo locale ai fini della protezione di reparti terrestri mobili e di opere (per es. nell’ambito della protezione di conferenze) nei confronti di minacce nello spazio aereo inferiore sono stati avviati. La valutazione di sistemi a corta gittata adeguati sarà effettuata verso la metà degli anni 2020. Si intende sottoporre un corrispondente progetto al Parlamento negli anni 2027 o 2028.

ME

Acquisto di materiale dell’esercito 2022

Il Consiglio federale chiede crediti d’impegno di 695 milioni di franchi per l’acquisto di materiale dell’esercito. Questi includono i crediti seguenti: Progettazione, collaudo e preparazione dell’acquisto (PCPA), Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento (E&FR) e Munizioni d’istruzione e gestione delle munizioni (MI&GM).

Progettazione, collaudo e preparazione dell’acquisto (PCPA)

Il credito d’impegno PCPA consente di preparare gli acquisti. È utilizzato per i mandati di ricerca, la costruzione di prototipi, per i test nonché per il settore Scienza e tecnologia. Sono inoltre elaborati studi, concetti e analisi tecniche, sviluppate applicazioni di software nonché svolte prove presso la truppa e verifiche. Tutto ciò riduce i rischi per acquisti proposti successivamente.

Dalla metà degli anni 2020 la maggior parte dei sistemi principali delle truppe di terra raggiungerà la fine della sua durata di utilizzazione, tra questi anche l’obice blindato M-109. Secondo il rapporto redatto in adempimento del postulato 11.3752 («Il futuro dell’artiglieria»), la capacità di fornire un appoggio di fuoco indiretto a media distanza alle formazioni di combattimento sarà ulteriormente sviluppata. In tale ambito sarà aumentata la gittata e migliorata la precisione. A questo scopo il messaggio sull’esercito 2019 ha già compiuto i primi passi: sarà acquistato un sistema d’artiglieria con una distanza di tiro di 50 chilometri. Il credito verrà utilizzato per diversi test e collaudi, in particolare dovranno essere verificati con precisione i sistemi di condotta e di direzione del fuoco.

Laddove possibile, l’esercito utilizza simulatori per poter svolgere l’istruzione militare in modo parsimonioso, economico e con pochi rischi. Nei centri d’istruzione al combattimento (CIC) dell’esercito è possibile effettuare esercizi di combattimento e riprodurre in maniera realistica soprattutto il combattimento in zone edificate. Per quanto concerne i sistemi, occorre procedere periodicamente ad adeguamenti di capacità. Questo accade quando cambiano i criteri d’istruzione, quando vengono introdotti nuovi sistemi oppure quando componenti esistenti raggiungono la fine della loro durata di utilizzazione. Ciò vale anche per i simulatori di tiro a laser di cui i veicoli sono equipaggiati. Il credito verrà utilizzato per il collaudo di nuovi simulatori di tiro a laser come pure per il mantenimento del valore di piattaforme di sistema CIC.

A seguito delle loro dimensioni, del materiale di cui sono costituiti e del loro profilo di volo, i mini droni con un peso di 2–20 chilogrammi possono essere difficilmente intercettati e combattuti: volano a basse quote e possono cambiare di direzione all’improvviso. Lo sviluppo della tecnologia dei droni progredisce rapidamente e l’utilizzo indebito di questi apparecchi genera nuove minacce. Frattanto esistono già mini droni che possono essere impiegati per compiere attacchi.

Quali autorità possono combattere queste minacce in determinate situazioni e quali mezzi possono essere impiegati per contrastarle efficacemente al momento non è chiarito in maniera definitiva. L’esercito ha interesse che le sue formazioni, i suoi sistemi e le sue infrastrutture – soprattutto gli aerodromi militari – siano protetti da queste minacce in tutte le situazioni. Per poter colmare questa lacuna di capacità occorre acquistare un sistema in grado di localizzare, identificare ed eventualmente neutralizzare i mini droni. Il credito verrà utilizzato per collaudi e prove presso la truppa.

Per migliorare la condotta integrata di formazioni, la collaborazione con partner civili e in ultimo anche la protezione dalle ciberminacce, nei prossimi anni l’esercito effettuerà investimenti nei centri di calcolo, nella Rete di condotta Svizzera come pure in ulteriori sistemi di comunicazione e di condotta. In alcuni ambiti, l’ambiente di sistema oggi molto diversificato verrà trasferito in piattaforme unitarie.

Nell’ambito di questa unificazione, si prevede tra l’altro l’acquisto di un «sistema d’informazione integrato di pianificazione e di monitoraggio della situazione». In tal modo la pianificazione dell’azione, la condotta e il monitoraggio della situazione possono essere supportati a livello digitale e semplificati, e questo attraverso tutti i livelli di condotta dell’esercito. Il credito viene utilizzato per studi, simulazioni, acquisti di hardware e software come pure per collaudi tecnici.

Per aumentare la sicurezza di dati e informazioni, diversi settori dell’esercito devono poter fare affidamento su possibilità di codificazione. Oggi in tutto l’esercito vengono adottate varie procedure di cifratura con diversi criteri operativi per i quali si cerca una soluzione unitaria. Il credito verrà utilizzato per la valutazione, lo sviluppo e il collaudo tecnico di una procedura di cifratura complessiva ed efficiente per informazioni ad uso interno, confidenziali e segrete.

Nell’ambito delle Forze aeree è necessaria una soluzione successiva per il radar tattico d’aviazione, in funzione dal 1987, che sia in grado di rilevare obiettivi a partire da diverse ubicazioni. Il sistema di rilevamento completa l’immagine della situazione nello spazio aereo inferiore e medio. Ciò è indispensabile soprattutto negli impieghi di sicurezza, come nella protezione di conferenze. Dopo essere stato impiegato per oltre trent’anni, nel 2026 il sistema radar dev’essere messo definitivamente fuori servizio. Affinché non ne conseguano lacune di capacità, con il credito d’impegno richiesto si predispone l’acquisto di un sistema radar parzialmente mobile.


Un ulteriore rinnovamento a favore delle Forze aeree ha infine l’obiettivo di migliorare la sicurezza presso gli aerodromi utilizzati per scopi militari. Con un ulteriore sistema di allarme in caso di conflitto s’intende ridurre al minimo diversi rischi: collisioni, violazioni dello spazio aereo oppure deviazioni oltremodo marcate dalla rotta di volo. Il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di un tale sistema. Il credito richiesto verrà utilizzato per il collaudo di un prototipo.

Con il Pacchetto clima per l’Amministrazione federale, il Consiglio federale ha imposto al DDPS di aumentare la propria efficienza energetica e di ridurre in modo rilevante le proprie emissioni di CO2. Di conseguenza l’esercito esaminerà le possibilità per poter garantire l’approvvigionamento energetico in modo sostenibile e per quanto possibile autarchico. Una parte del credito PCPA viene richiesta per i relativi studi, concetti, prototipi e collaudi tecnici.

Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento (E&FR)

Oltre ai programmi d’armamento, il credito d’impegno per l’equipaggiamento e il fabbisogno di rinnovamento (E&FR) costituisce una quota significativa delle spese d’armamento. Queste comprendono ad esempio l’equipaggiamento personale, l’armamento dei militari nonché il materiale per l’aiuto alla condotta. Figurano nel credito anche gli acquisti sostitutivi e gli acquisti successivi di materiale dell’esercito già in uso. Sono inoltre eseguite delle modifiche per mantenere pronto all’impiego il materiale dell’esercito.

Infrastruttura TIC sicura

Una parte considerevole del credito d’impegno viene richiesta per l’aiuto alla condotta, in particolare per il mantenimento e lo sviluppo ulteriore delle infrastrutture d’informazione e di comunicazione dell’esercito. In tal modo è possibile rispettare le direttive vigenti in materia di sicurezza e impedire ciberattacchi. Inoltre è possibile garantire la capacità di condotta.

Per la difesa dai ciberattacchi contro i sistemi e le reti militari sarà messo a disposizione un nuovo sistema digitale di rilevamento delle infiltrazioni che sorveglia i sistemi, riconosce gli accessi alla rete non autorizzati ed è in grado di tracciarne la provenienza. L’innovativo rilevamento delle infiltrazioni contribuirà alla cibersicurezza dell’esercito e tornerà utile all’istruzione dei futuri specialisti in ambito ciber.

È necessario intervenire anche nell’ambito dello scambio di dati tra le reti e i sistemi dell’esercito come pure da partner esterni. Poiché le interfacce dati sono molto eterogenee, rappresentano un rischio per la sicurezza. Con una soluzione di sicurezza standardizzata per lo scambio di dati interno ed esterno si intende ridurre al minimo questo rischio. Gli ulteriori elementi costitutivi per la sicurezza dovranno proteggere le informazioni del settore Difesa dalle fughe di dati, rilevando le vulnerabilità critiche.

Un rinnovamento complessivo dell’infrastruttura TIC è infine previsto per il Servizio informazioni dell’esercito (SIEs). Il SIEs fornisce un contributo essenziale al quadro integrale della situazione per l’esercito. A tale scopo acquisisce dati e informazioni, li interpreta e li elabora ulteriormente a seconda delle necessità. Con la crescente digitalizzazione il SIEs si trova confrontato con una quantità di informazioni in continuo aumento e per poter gestire questa moltitudine di informazioni deve poter fare affidamento su sistemi d’informazione adeguati. Dopo che con il messaggio sull’esercito 2019 erano stati approvati la progettazione e il collaudo di un tale sistema, con il presente messaggio ne viene richiesto l’acquisto.
 

Comunicazione sicura

Al giorno d’oggi gli impieghi militari presuppongono un elevato grado di interconnessione – sia tra le formazioni sia anche con i partner civili. Per poter comunicare con la polizia e con i servizi di soccorso, alcuni elementi dell’esercito – tra i quali la polizia militare e le Forze aeree – hanno accesso alla rete radio di sicurezza Polycom. Gli apparecchi radio mobili hanno superato la loro durata di utilizzo e devono essere sostituiti. Dopo una sostituzione parziale richiesta con il messaggio sull’esercito 2018, è previsto ora l’acquisto della seconda serie di questi apparecchi. Nel contempo devono essere sostituiti anche i veicoli radio Polycom.

Un’ulteriore sostituzione di hardware è indispensabile per quanto concerne il componente per la comunicazione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi FLORAKO. Questo componente consiste principalmente di calcolatori che consentono soprattutto la trasmissione vocale alla radiocomunicazione aeronautica, ma garantiscono anche la trasmissione di dati ai sistemi radar di FLORAKO. L’uso dei calcolatori renderà possibile l’ulteriore esercizio dei sistemi di comunicazione con le stesse funzionalità avute finora.
 

Istruzione all’insegna del risparmio

Per un’istruzione dei futuri piloti di elicottero all’insegna del risparmio, a Emmen sono disponibili due simulatori di elicotteri da trasporto che consentono un allenamento realistico nei trasporti di carichi e di truppa come pure negli impieghi di ricerca, soccorso e antincendio. Il sistema di proiezione è costituito di diversi proiettori laser per il cui supporto il produttore ha dato la disdetta. Affinché possa ancora essere garantito un elevato livello di allenamento dei piloti senza sovraccarico dei sistemi reali, una parte del credito d’impegno E&FR viene utilizzato per rinnovare i simulatori.

Ogni anno vengono inoltre istruiti sui simulatori 1500 conducenti di veicoli a motore. Circa un terzo delle trenta ore di formazione di guida individuale prescritte può essere assolto sul simulatore di guida. I simulatori di allenamento a Thun raggiungeranno tuttavia la fine della loro durata di utilizzazione nel 2024. Quale soluzione per la loro sostituzione è previsto un simulatore di guida mobile che può essere impiegato indipendentemente dall’ubicazione. Ne potranno approfittare le sei ubicazioni di scuole reclute interessate, dal momento che è garantito uno sfruttamento ottimale del simulatore.
 

Ambiente ed energia

Con il «Pacchetto clima» il Consiglio federale intende diminuire in modo massiccio entro il 2030 le emissioni di gas serra e il consumo energetico dell’Amministrazione federale. Il DDPS è tenuto ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Nell’ambito della mobilità terrestre, a seconda delle possibilità devono essere acquistati veicoli con sistemi di propulsione alternativi. Per quanto possibile si rinuncia all’utilizzo di carburanti fossili. Già negli ultimi anni il DDPS ha sostituito una parte della sua flotta di veicoli non blindati, diminuendo in questo modo in maniera documentata il consumo di carburante. Con il presente messaggio sull’esercito s’intende migliorare ulteriormente questa efficienza energetica. Una parte del credito d’impegno verrà pertanto utilizzata per l’acquisto di automobili a trazione elettrica.
 

Protezione dello spazio aereo

Gli odierni mezzi per la protezione dello spazio aereo inferiore e medio – il sistema di difesa contraerea da 35 mm e il sistema missilistico Stinger – potranno essere impiegati al massimo fino al 2032, nella misura in cui vengano adottate a tempo debito misure di mantenimento del valore. Fino al previsto rinnovamento della difesa terra-aria a breve gittata alla fine degli anni 2020, i sistemi esistenti saranno sottoposti a manutenzione attraverso misure moderate. Con investimenti di 5 milioni di franchi per l’acquisto di pezzi di ricambio, il rischio di guasti verrà per il momento ridotto. La lacuna di capacità che si sta delineando nell’ambito della protezione dello spazio aereo verrà superata grazie a questi pezzi di ricambio.

Protezione delle proprie forze

La protezione delle proprie forze comprende tutte le misure che proteggono i militari come pure i sistemi e le infrastrutture dell’esercito da azioni avversarie o da influssi ambientali. È essenziale soprattutto la protezione da sostanze nucleari e da aggressivi biologici e chimici (armi NBC). Per questo l’Esercito svizzero dispone di un apparecchio di rilevamento portatile con il quale è possibile individuare aggressivi chimici e sostanze chimiche industriali tossiche. Dopo 25 anni d’impiego, la precisione di misurazione di questi apparecchi diminuisce, per cui si rende necessario un nuovo acquisto. L’apparecchio di rilevamento da acquistare dev’essere in grado di analizzare e determinare il tipo, il dosaggio e la concentrazione di una sostanza chimica, ad esempio dermotossici e neurotossici. In tal modo è possibile proteggere la truppa durante l’istruzione e gli impieghi.

Munizioni per l’istruzione e gestione delle munizioni (MI&GM)

In tempo di pace le munizioni vengono utilizzate essenzialmente per l’istruzione. Le munizioni utilizzate vengono continuamente sostituite, mentre è necessario gestire, procedere alla revisione e in alcuni casi alla liquidazione delle scorte di munizioni. Con il credito MI&GM annuo verrà coperto il fabbisogno ordinario.

Circa il 40 per cento delle munizioni richieste annualmente è destinato all’istruzione dei militari sull’uso dell’arma personale. Circa un terzo di queste va alle società di tiro per esercizi di tiro che svolgono con armi d’ordinanza. Sono inoltre acquistate annualmente munizioni per l’istruzione su altri sistemi d’arma. L’esercito acquista anche munizioni per l’impiego.

Con il credito di quest’anno l’esercito intende acquistare in particolare cartucce per fucile e per pistola per l’arma personale. Inoltre sono necessarie cartucce esplosive da 12,7 millimetri per la mitragliatrice 64, poiché il numero di armi è aumentato e le munizioni disponibili sono obsolete. Allo stesso modo sono obsolete anche le cartucce a frammentazione da 40 millimetri 97 per fucile che dovranno essere sostituite con un nuovo modello.

Le scorte di munizioni comprendono le munizioni per l’istruzione e per l’impiego e sono amministrate secondo criteri militari ed economici. Poiché anche le munizioni sono soggette a obsolescenza, la loro sicurezza di funzionamento è limitata nel tempo. In condizioni di immagazzinamento ideali in alcuni casi la sicurezza di funzionamento può essere estesa fino a 30 anni. Durante tale periodo, le munizioni sono sistematicamente sorvegliate e controllate. Se vi sono indizi per i quali la loro sicurezza o efficacia non possono più essere garantite, l’utilizzazione viene vincolata a condizioni o vietata. Successivamente le munizioni vengono sottoposte a una revisione o smaltite.

Il materiale dell’esercito obsoleto e le munizioni obsolete vengono smaltiti quando le esigenze in materia di protezione, sicurezza ed efficacia non sono più soddisfatte. Le munizioni vengono smaltite anche quando il relativo sistema d’arma è messo fuori servizio. Nei prossimi anni ciò interesserà ad esempio i missili dei cacciacarri, del sistema di difesa contraerea Rapier o dell’aereo da combattimento F-5 Tiger.

Lo smaltimento (distruzione, recupero di componenti ecc.) o la vendita di materiale dell’esercito in esubero ancora commerciabile vengono effettuati dalla RUAG SA. 9,3 milioni di franchi del credito d’impegno vengono utilizzati per lo smaltimento di materiale dell’esercito e di munizioni. Negli ultimi anni i proventi ottenuti dalla vendita di materiale dell’esercito hanno superato le spese per lo smaltimento di materiale dell’esercito e di munizioni. L’eccedenza dei ricavi confluisce nella cassa generale della Confederazione.

La Confederazione sussidia le società di tiro riconosciute nell’organizzazione degli esercizi di tiro con armi e munizione d’ordinanza (art. 62 cpv. 2 LM). Il tiro fuori del servizio completa e sgrava l’istruzione nel tiro con l’arma personale nelle scuole e nei corsi militari. Promuove la destrezza al tiro e il tiro di precisione dei militari fuori del servizio e il tiro facoltativo (cfr. art. 2 dell’ordinanza del 5 dicembre 2003 sul tiro). Ciò è nell’interesse di un esercito di milizia, che, in caso di necessità, deve essere in grado di intervenire rapidamente.

Le società di tiro ricevono a tal fine indennità sotto forma di contributi per svolgere il programma di tiro obbligatorio, il tiro in campagna e i corsi per giovani tiratori. Questi contributi secondo l’articolo 38 lettera c dell’ordinanza sul tiro sono iscritti nel conto della Confederazione nel credito di trasferimento «Contributi per il tiro». Nel 2020 questi contributi ammontavano a 3,2 milioni di franchi. A seguito della pandemia di COVID-19, nel 2020 è risultato un residuo di credito di 5,6 milioni di franchi.

Le società di tiro ricevono dalla Confederazione anche le munizioni gratuite e le munizioni d’ordinanza (munizioni a pagamento a prezzo ridotto; art. 38 lett. a e b dell’ordinanza sul tiro). Utilizzano le munizioni gratuite per il programma obbligatorio, il tiro in campagna e i corsi per giovani tiratori.

Per quanto riguarda la consegna di munizioni gratuite e la vendita di munizioni a prezzo ridotto è invece possibile considerare che si tratti di sussidi secondo la legge del 5 ottobre 1990 sui sussidi. Nel 2020 l’esercito ha consegnato tali munizioni per un valore di 15,2 milioni di franchi. Le società di tiro hanno pagato 7,3 milioni di franchi, ottenendo quindi sussidi per 7,9 milioni di franchi – 2,3 milioni di franchi in meno rispetto al 2019.

In generale

Fino al 2016 i crediti d’impegno necessari ogni anno per la progettazione e il collaudo, per l’equipaggiamento e il fabbisogno di rinnovamento nonché per le munizioni venivano presentati con il preventivo. Nel messaggio sull’esercito 2017 sono stati presentati per la prima volta come crediti per il materiale dell’esercito. Unitamente al programma d’armamento e al programma degli immobili del DDPS i crediti d’impegno dell’esercito più importanti, che influiscono su circa il 40 per cento dei crediti a preventivo con incidenza sul finanziamento del budget dell’esercito, vengono chiesti congiuntamente. Grazie alla maggiore trasparenza il Parlamento può così avere una visione d’insieme più chiara delle esigenze dell’esercito in termini di materiale.

Il messaggio delinea lo scopo generale di questi crediti d’impegno e illustra inoltre alcuni progetti fondamentali e voci collettive. È già disponibile una pianificazione degli acquisti previsti, mentre la specificazione dettagliata verrà presentata in un secondo momento. La facoltà di specificazione sarà delegata al DDPS. La pianificazione sarà presentata alle Commissioni della politica di sicurezza e alle Commissioni delle finanze delle due Camere.

No. Attraverso il limite di spesa il Parlamento stabilisce il limite massimo delle uscite dell’esercito. Con i crediti d’impegno il Consiglio federale propone gli investimenti ai quali assegnare le risorse finanziarie.

PI

Programma degli immobili del DDPS 2022

Con il Programma degli immobili del DDPS 2022 il nostro Collegio chiede un credito complessivo di 349 milioni di franchi.

Risanamento di un impianto di condotta

Diversi componenti e impianti tecnici hanno raggiunto la fine della loro durata di utilizzazione e dovranno essere sostituiti nei prossimi anni. Sono già stati disposti i primi lavori urgenti di rimessa in efficienza. Per essere in grado di garantire il funzionamento sicuro dell’impianto e la sua prontezza all’impiego durante il prossimo ciclo di vita, occorre risanare le componenti e le installazioni tecniche obsolete.

Occorre ristrutturare la cucina di truppa e adeguarla agli attuali requisiti d’igiene della legislazione sulle derrate alimentari. Inoltre vengono effettuati piccoli adeguamenti legati all’uso per quanto riguarda la ripartizione degli spazi e la protezione dell’impianto viene rafforzata in modo mirato. Le misure di risanamento per il collegamento al traffico, le installazioni tecniche, la sicurezza delle persone e gli interni garantiranno l’utilizzazione a lungo termine dell’impianto di condotta.

Il fabbisogno energetico dell’impianto viene ridotto installando motori e dispositivi efficienti dal punto di vista energetico di ultima generazione. Questo vale per esempio per la sostituzione di ventilatori negli impianti di ventilazione, delle pompe nell’approvvigionamento di carburanti nonché per la distribuzione dell’acqua e del riscaldamento. Anche in cucina saranno impiegati elettrodomestici di ultima generazione più efficienti dal punto di vista energetico. Sarà risparmiata ulteriore energia sostituendo le lampadine attualmente in uso con lampadine LED a basso consumo energetico.

Il risanamento è previsto tra il 2023 e il 2025.

Il risanamento dell’impianto consente di ridurre le spese d’esercizio di 0,1 milioni di franchi all’anno. I costi lordi di locazione aumentano di 0,1 milioni di franchi all’anno.

Ampliamento e risanamento dell’infrastruttura d’impiego presso l’aerodromo di Alpnach

L’aerodromo militare di Alpnach è usato per voli d’impiego, istruzione e allenamento con elicotteri e aerei ad ala fissa nonché come ubicazione per la manutenzione di elicotteri e droni. Occorre poter effettuare 24 ore su 24, 365 giorni all’anno impieghi di trasporto aereo, in particolare voli di ricerca e di salvataggio e impieghi a favore delle autorità civili.

I cinque ripari per i velivoli degli anni '40 ancora rimanenti sul piazzale sono stati utilizzati da ultimo come rimessa provvisoria per i veicoli e occorre smantellarli a causa delle carenze statiche. Inoltre all’aerodromo militare sono assegnati nuovi veicoli speciali per i quali occorre creare ulteriore spazio per il rimessaggio. L’officina risalente agli anni '60 non soddisfa più le attuali esigenze.

Per l’esercizio delle infrastrutture si intende costruire un centro di manutenzione centrale, indipendente dal servizio di volo. In questa nuova costruzione saranno parcheggiati i veicoli speciali. Una parte della superficie sarà impiegata per immagazzinare il materiale per gli interventi in caso di crisi. Per i veicoli d’esercizio che non devono essere particolarmente protetti sarà costruito un parcheggio scoperto nei pressi della nuova costruzione.

In un’altra parte dell’area si intende ampliare una rimessa per veicoli già esistente. L’edificio annesso servirà come rimessa per le autocisterne, come officina e come centro per la manutenzione dei grandi veicoli speciali. Comprenderà un percorso di lavaggio, che potrà essere usato anche come rimessa, una sala riunioni, due postazioni di lavoro, un locale di soggiorno, un guardaroba e diversi locali accessori per il materiale d’esercizio.

Inoltre in un hangar saranno integrati anche una falegnameria e un magazzino; la superficie rimanente sarà utilizzata per i veicoli d’esercizio. Per un ulteriore uso a lungo termine dell’hangar occorre risanare le facciate danneggiate.

Negli edifici multiuso esistenti sarà installato un impianto di ventilazione, in modo che i veicoli elettrici del servizio di volo possano essere parcheggiati e caricati secondo le direttive.

La nuova rimessa per veicoli è riscaldata con sonde geotermiche. Il nuovo centro di manutenzione, edificato secondo lo standard Minergie, sarà approvvigionato tramite teleriscaldamento dalla Corporazione Alpnach. Sui tetti della nuova costruzione e dell'edificio annesso saranno installati pannelli fotovoltaici con una superficie complessiva di circa 2000 metri quadrati. La quantità di energia elettrica prodotta sarà di 350 megawattore all’anno; ciò corrisponde al fabbisogno di circa 90 economie domestiche.

Oltre alla soluzione sollecitata con una nuova costruzione e un edificio annesso in due ubicazioni, sono state valutate varianti in un’ubicazione centrale, che sono state scartate a causa degli svantaggi gestionali e della scarsa economicità.

Per il progetto ad Alpnach è già disponibile un progetto di costruzione che sarà realizzato negli anni 2024 e 2025.

L'ampliamento e il risanamento dell'infrastruttura d'impiego consentono di ridurre le spese d’esercizio di 0,3 milioni di franchi. A seguito dei lavori di costruzione volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione aumentano di 1,2 milioni di franchi l’anno.

Magazzino a scaffalature verticali per tessili a Thun

Il Centro logistico dell’esercito Thun è tra l’altro responsabile a livello svizzero per la pulizia, la manutenzione e la gestione dei tessili dell’esercito come anche per gli abiti da lavoro dei collaboratori. Ne fanno parte le ubicazioni di Sursee, Brenzikofen e Payerne. Dal 2013 a Thun è operativa una moderna lavanderia parzialmente automatizzata con sartoria integrata. I processi a monte e a valle hanno luogo in diversi edifici che sono ripartiti nell’area dell’impianto d’istruzione Kleine Allmend e che hanno raggiunto il limite della durata di utilizzazione. Nel piano direttore del Cantone di Berna l’area è parte integrante del polo di sviluppo cantonale Thun Nord. In considerazione dell’auspicato sviluppo delle utilizzazioni civili, il Consiglio federale mira a una separazione delle attività civili e militari. A tal fine occorre vendere o smantellare diversi edifici.

Si intende sostituire gli edifici esistenti finora utilizzati a Thun per la cura, la manutenzione e lo stoccaggio di tessili con un edificio logistico e un nuovo magazzino a scaffalature verticali. È previsto che i due nuovi edifici siano costruiti accanto alla lavanderia per tessili esistente. Nel magazzino a scaffalature verticali è possibile sistemare i tessili depositati a Brenzikofen e Payerne nonché il vestiario e l’equipaggiamento modulari acquistati con il Programma d’armamento 2019. L’edificio presenta una capacità di deposito di circa 10 900 pallet.

Gli edifici non più utilizzati a Thun saranno smantellati e quelli a Brenzikofen e Payerne saranno destinati ad altro uso. Le attività all’ubicazione di Sursee rimangono invariate.

L’allestimento dei nuovi edifici, che saranno costruiti secondo lo standard Minergie, ha tenuto conto del contesto insediativo. Sui tetti dei due nuovi edifici saranno installati pannelli fotovoltaici con una superficie complessiva di circa 2200 metri quadrati. La quantità di energia elettrica prodotta corrisponde a 440 megawattore all’anno, ciò corrisponde al fabbisogno di energia elettrica di circa 110 economie domestiche. L’approvvigionamento di calore delle due nuove costruzioni avviene tramite il calore residuo del processo di lavaggio. Al di fuori del periodo di produzione il calore è acquisito dalla rete di teleriscaldamento, collegata all’impianto d’incenerimento dei rifiuti. L’introduzione di contenitori in plastica consente di evitare l’uso di 15 000 sacchetti di plastica monouso all’anno. In questo modo il consumo di plastica diminuisce di circa 12 tonnellate all’anno.

Sono stati valutati diversi sistemi di stoccaggio: un magazzino a corsie ampie convenzionale (automatizzazione minima), un magazzino a corsie strette (automatizzazione media) e un magazzino a scaffalature verticali (automatizzazione massima). L’automatizzazione massima si è rivelata la soluzione più vantaggiosa in termini di economicità.

La realizzazione è prevista dal 2023 al 2025.

La realizzazione del progetto consente di ridurre le spese d’esercizio annuali di 3 milioni di franchi, di cui 1,8 milioni di franchi di spese per beni e servizi e 1,2 milioni di franchi di spese per il personale. A seguito dei lavori edili volti a incrementare il valore, i costi lordi di locazione aumentano di 3,8 milioni di franchi all’anno.

Altri progetti immobiliari 2022

  • Realizzazione dell’infrastruttura per la ricarica destinata a veicoli elettrici, 1ª tappa
    In futuro per quanto possibile si intende alimentare i veicoli dell’amministrazione con l’energia elettrica, pertanto occorre creare l’infrastruttura di ricarica necessaria. Nella 1ª tappa saranno equipaggiate le ubicazioni principali.
  • Nuova costruzione di un deposito per le munizioni della truppa
    Gli attuali depositi per le munizioni non soddisfano più le prescrizioni di sicurezza e sono giunti alla fine del loro ciclo di vita, pertanto occorre sostituirli con una nuova costruzione. Inoltre attualmente i costi legati alla logistica per la gestione delle munizioni sono troppo elevati.
  • Dimostratore tecnologico per la propulsione a idrogeno
    Per raccogliere esperienze concernenti la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno sostenibili, si prevede di costruire un dimostratore tecnologico per la propulsione a idrogeno. A tal fine si intende costruire una stazione di servizio a idrogeno e una mobile per l’impiego sul terreno.

  • Rinnovo dell’impiantistica in un’ubicazione classificata
    L’impiantistica ha raggiunto la fine del proprio ciclo di vita. Inoltre alcune installazioni sono notevolmente usurate o non soddisfano più lo stato della tecnica attuale. Pertanto le installazioni tecniche devono essere globalmente rinnovate.
  • Risanamento degli impianti d’istruzione ad Avully
    L’impianto d’esercitazione non corrisponde più agli attuali requisiti di sicurezza, in particolare alle prescrizioni statiche e occorre pertanto rinnovarlo.
  • Risanamento dell’involucro e dell’impiantistica dell’edificio dei simulatori a Thun
    La macchina frigorifera risale al 2003 ed è giunta al termine del suo periodo di utilizzazione. Occorre inoltre sostituire le pompe e le valvole dell’impianto di riscaldamento. Questo consentirà di integrare le installazioni tecniche in un sistema di misurazione e gestione, riducendo notevolmente le spese d’esercizio. Sul tetto verrà montato un impianto fotovoltaico.

  • Per sistemazioni specifiche al locatario nonché attrezzature d’esercizio e mobilia a installazione fissa negli oggetti locati;
  • per contributi d’investimento per il risanamento di infrastrutture utilizzate in comune con terzi come strade e impianti a fune;
  • per maggiori uscite dovute al rincaro nel quadro di ulteriori progetti del presente programma degli immobili;
  • per la riparazione di danni non assicurati a edifici e impianti del DDPS.

In generale

Gli immobili militari comprendono circa 4500 edifici e impianti nonché 24 000 ettari di terreno. Il valore di riacquisto delle ubicazioni ancora utilizzate dall’esercito ammonta attualmente a circa 20 miliardi di franchi. Per mantenere tali ubicazioni sarebbero necessarie risorse finanziarie annue notevolmente superiori a quelle attualmente a disposizione. Per questa ragione vanno fissate delle priorità anche nel settore degli immobili. Nel Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito, elaborato nel quadro dell’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), sono state designate le ubicazioni alle quali bisognerà rinunciare. Concentrare l’utilizzazione alle ubicazioni rimanenti consentirà di chiudere alcune ubicazioni. Ciò consentirà a sua volta di stabilizzare a medio e lungo termine il fabbisogno finanziario per gli immobili. Il mantenimento a lungo termine della sostanza immobiliare restante esigerà una serie di risanamenti e di adattamenti edili e tecnici. Le piazze d’armi di Drognens, Thun e Chamblon sono essenziali per l’attuazione del Concetto relativo agli stazionamenti e saranno ampliate. Per contro, le piazze d’armi di Friburgo, Lyss e Moudon saranno chiuse a medio termine. In questo modo sarà possibile evitare i risanamenti che sarebbero necessari.

Il Programma degli immobili del DDPS 2022 come pure le misure edili per gli F-35A e il sistema Patriot avranno ripercussioni prevalentemente sull'occupazione in Svizzera. Il settore edilizio trae profitto da commesse pari a circa 450 milioni di franchi.

Con il Programma degli immobili del DDPS 2022, saranno realizzati impianti fotovoltaici con una superficie totale di 11 300 metri quadrati in sei sedi che genereranno 2,1 gigawattore di energia elettrica all’anno. Ciò che equivale al consumo di 550 economie domestiche. Se in una sede potrà essere prodotta più elettricità di quanta ne venga consumata, l'elettricità in eccesso verrà integrata nel bilancio del DDPS e compensata in altre sedi del DDPS.

Tutti gli edifici soddisfano almeno lo standard Minergie. Ciò vale sia per i nuovi edifici sia per quelli risanati. In tal modo si riduce il fabbisogno di calore e di freddo. Oltre al risanamento degli edifici, verranno ampliate le capacità di produzione di energie rinnovabili. La sostituzione dei riscaldamenti a nafta con riscaldamenti basati su energie rinnovabili ridurrà nel contempo le emissioni di CO2.

Inoltre saranno realizzati progetti pilota al fine di fornire energia elettrica a edifici e impianti militari in maniera autosufficiente. L'obiettivo per quanto possibile è il completo approvvigionamento di energie rinnovabili per le installazioni militari.

Il Consiglio federale vuole ridurre le emissioni di gas serra e il consumo di energia. Nel 2019 ha incaricato i dipartimenti di attuare un cosiddetto pacchetto clima. Entro il 2030 il DDPS dovrà ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Le restanti emissioni di gas serra devono essere completamente compensate attraverso certificati di riduzione delle emissioni.

Il DDPS dispone già dal 2004 di un concetto energetico. Nel quadro di questo concetto, nel 2010 il dipartimento ha riorganizzato i propri sforzi nell’ambito della riduzione dei costi energetici e delle emissioni di CO2 al fine di attuare gli obiettivi di politica energetica del Consiglio federale. Per il prossimo decennio il Concetto energetico DDPS verrà sostituito dal «Piano d’azione energia e clima DDPS», che definisce tra le altre cose le seguenti misure:

  • Risanamento di edifici
    Negli ultimi anni il DDPS ha rinunciato a installare nuovi riscaldamenti alimentati con energie fossili nei propri immobili. Il riscaldamento proviene da energie rinnovabili quali calore solare e ambientale, geotermia, biomassa, legna e pompe di calore. Si mira a sostituire tutti i riscaldamenti a nafta entro il 2030, indipendentemente dal termine della loro durata di utilizzazione. Per il risanamento di edifici e la sostituzione di impianti di riscaldamento si applicano sistematicamente le direttive tecniche in materia di energia, edifici e impianti tecnici, grazie alle quali ad oggi le emissioni annue di CO2 sono state ridotte di circa 24 000 tonnellate rispetto al 2001. Il DDPS prevede investimenti pari a 87 milioni di franchi per la sostituzione anticipata degli impianti di riscaldamento grazie alla quale le emissioni di CO2 verranno ridotte di ulteriori 20 000 tonnellate all’anno entro il 2030.
  • Produzione di elettricità e di calore
    Già oggi il DDPS gestisce oltre 40 impianti fotovoltaici, che insieme producono circa sei gigawattore di energia elettrica all’anno. Tale grandezza corrisponde al fabbisogno energetico medio annuo di circa 1500 economie domestiche. Entro il 2030 la capacità produttiva dovrà raggiungere circa 25 gigawattore all’anno, che corrispondono al fabbisogno annuo di circa 6250 economie domestiche.
  • Parco veicoli
    L’esercito gestisce un grande parco veicoli, composto per la maggior parte da veicoli non blindati con un peso totale tra le 3,5 e le 40 tonnellate. Attualmente vengono impiegati 15 000 veicoli di questo tipo, che percorrono 50 milioni di chilometri all’anno. Negli ultimi anni questa parte della flotta è stata costantemente rinnovata, riducendo quindi sensibilmente il consumo di carburante. Ora occorre portare avanti questo rinnovo. 

La gestione degli immobili del DDPS conferisce grande importanza allo sviluppo sostenibile del proprio portafoglio. Le seguenti misure contribuiscono a uno sviluppo sostenibile del portafoglio immobiliare:

  • Standard di costruzione
    Nei progetti di costruzione si applica lo standard Minergie. A seconda della categoria dell’edificio e del tipo di progetto (nuova costruzione o risanamento) si impiegano diversi standard Minergie o elementi di costruzione secondo i moduli Minergie. Indipendentemente dalla categoria degli edifici questi vengono integrati con il complemento ECO per la salute e l’ecologia edilizia. Il DDPS si orienta inoltre verso lo «Standard della Costruzione Sostenibile Svizzera» nei settori dell’edilizia e delle infrastrutture.
  • Protezione del suolo e risanamento di siti contaminati
    L’utilizzo di determinati siti da parte dell’esercito può inquinare il suolo. Nell’ambito degli esercizi di tiro alcuni metalli pesanti contenuti nelle munizioni possono ad esempio penetrare nel sottosuolo. Per evitare ciò le piazze vengono dotate – dove possibile dal punto di vista tecnico – di parapalle artificiali. Le piazze d’armi messe fuori servizio vengono controllate e le superfici inquinate vengono sanificate. Il nostro Consiglio calcola un ammontare delle spese di circa 360 milioni di franchi. Negli ultimi anni sono stati sanificati in totale circa 300 000 metri quadrati di suolo presso le piazze di tiro militari e gli impianti di tiro.
  • Biodiversità e protezione della natura
    Le superfici utilizzate dal DDPS hanno spesso un particolare valore ecologico. Con il programma «Natura, paesaggio ed esercito» il DDPS vuole conciliare tra loro l’utilizzo a scopo agricolo e militare e i beni naturali presenti nelle ubicazioni nonché promuovere la biodiversità in modo mirato. L’efficacia del programma viene verificata ogni anno attraverso un monitoraggio della biodiversità.
  • Rumore degli esercizi di tiro
    L’ordinanza del 15 dicembre 1986 contro l’inquinamento fonico stabilisce valori limite d’esposizione al rumore su piazze d’armi, di tiro e d’esercizio militari. Entro il 2025 il DDPS sarà tenuto a calcolare l’inquinamento fonico presso tutti i propri impianti e se necessario attuare misure di risanamento.
  • Protezione integrale delle acque
    Nella gestione del proprio approvvigionamento di acqua potabile e degli impianti di trattamento delle acque di scarico il DDPS applica sistematicamente il principio della «protezione integrale delle acque». Ciò assicura che sia disponibile una quantità adeguata di acqua e che sia garantita la qualità sull’intero ciclo.

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